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Umbria, inaugurata la prima stazione di misurazione gas serra

Costituita da una torre alta 13 metri, è stata installata in un bosco di pianura in area protetta, nell'Oasi umida di Alviano del WWF

ambiente - 09 giugno 2009

Perugia - Attivata in Umbria la prima stazione di misurazione dei gas serra,  costituita da torre alta 13 metri, e' stata installata in un bosco di pianura in area protetta, nell'Oasi umida di Alviano del Wwf e consentira' letteralmente di 'ascoltare' il respiro del bosc in pratica quanto ossigeno rilascia e quanta CO2 assorbe . "La stazione contribuira' ad una serie di rilevamenti utili alla misurazione dei gas serra negli ecosistemi delle oasi" afferma il Wwf spiegando il progetto promosso dalla Facolta' di Agraria dell'Universita' della Tuscia di Viterbo, Dipartimento di Scienze dell'Ambiente forestale e delle sue Risorse, con la collaborazione di Microsoft Italia, l'Universita' di Roma Tre, il Museo di Zoologia di Roma e il Corpo Forestale dello Stato.
La torre, che celebra cosi' la Giornata mondiale dell'ambiente che quest'anno l'Onu ha voluto dedicare al tema del clima, oltre agli aspetti prettamente scientifici, avra' anche "un alto valore didattico per il fatto che -spiega ancora il Wwf- i visitatori potranno osservare in diretta l'andamento del respiro del bosco e quindi scoprirne concretamente il valore". La torre, insieme a supporti informativi e didattici, costituira' inoltre un importante Centro dimostrativo sul monitoraggio dei gas serra. "La torre di rilevamento nell'Oasi di Alviano -dice Riccardo Valentini, professore all'Universita' della Tuscia dove dirige il Laboratorio di Ecologia Forestale e presidente della Commissione Cnr sui cambiamenti globali- e' la prima installata in un'area naturale umida.

Assieme alla torre di rilevamento di Alviano, ad una rete di centraline meteo e al monitoraggio di alcuni importanti indicatori biologici, il software messo a disposizione da Microsoft, da anni impegnata a livello internazionale nello studio del cambiamento climatico presso il laboratorio di ricerca informatica Microsoft Research di Cambridge, consentira' di creare un database che servira' ad effettuare delle previsioni a medio-lungo termine per attivare specifiche misure di adattamento e conservazione della biodiversita' nelle Oasi del Wwf e in generale in Italia.
"Per far fronte alle minacce poste dai cambiamenti climatici, oggi il mondo si trova davanti all'esigenza di ridurre drasticamente le emissioni di CO2 entro il 2050. E a tale scopo -afferma Carlo Intorno, Direttore Corporate Social Responsibility- l'information technology puo' giocare un ruolo rilevante concorrendo alla messa in efficienza di altri settori carbon intensive e fornendo un valido supporto alla ricerca scientifica applicata a qualunque campo". "Per questo, -aggiunge- Microsoft Italia aiutera' il Wwf a costruire un sistema informativo super-efficiente con le nostre tecnologie ed insieme al Wwf osserveremo l'evoluzione del Sistema delle Oasi, che rappresenta il piu' importante progetto di conservazione del Wwf Italia".
Da un anno il progetto e' attivo in 20 Oasi sparse su tutto il territorio nazionale, ma e' gia' previsto un aumento delle aree coinvolte negli studi e delle azioni di monitoraggio. "Le Oasi del Wwf, piu' di 100 e disseminate su tutto il territorio nazionale, sono laboratori naturali dove e' normale 'leggere' i cambiamenti climatici in atto, dove e' possibile sperimentare azioni sia di mitigazione che di gestione adattativi" sottolinea Antonio Canu, direttore di Wwf Oasi.
"L'Italia -aggiunge Canu- sta cambiando faccia e i segnali li stiamo monitorando attraverso, per esempio, lo studio dei lepidotteri notturni, e ci sono popolazioni di specie tipiche di areali meridionali che migrano verso nord favoriti dal riscaldamento climatico, o la conferma della rarefazione e perfino il rischio di estinzione che corre la gran parte degli anfibi, come l'ululone dal ventre giallo appenninico che e' in una situazione ormai critica ovunque o la salamandra pezzata che e' in estrema rarefazione nel centro Italia e si e' quasi estinta nel Lazio". "Sono tutti fenomeni che osserviamo e studiamo nell'ambito del progetto Osservatorio e non fanno altro -conclude Canu- che confermare l'innalzamento della temperatura nel nostro paese".
Dal confronto tra i valori attuali delle variabili bioclimatiche nelle Oasi Wwf e quelli previsti per il futuro, e secondo uno scenario si prevede il raddoppio dell'anidride carbonica, emerge "chiaramente" che "il 95% delle Oasi Wwf avra' un aumento di temperatura media annua compreso tra 1 e 3°C ed -riferiscono gli ambientalisti- il 90% subira' una riduzione delle precipitazioni annue compresa tra 27 e 113mm".
Dall'osservazione delle trasformazioni in atto dovute al riscaldamento globale appare chiaro, secondo gli ambientalisti, che, fin da subito, "e' necessario impegnarsi, oltre che per tutte le azioni mirate a ridurre drasticamente le emissioni di gas serra in atmosfera, ed il 2009 e' un anno cruciale da questo punto di vista perche' la 15° Conferenza delle Parti della Convenzione Quadro sui Cambiamenti Climatici che si terra' a dicembre a Copenaghen dovra' chiudere il nuovo accordo globale sul clima, anche alle azioni mirate a 'mitigare' e 'adattarsi'".

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