I ricercatori dell’Università di Padova hanno trovato uno tra i più grandi crateri conosciuti, causato dalla caduta di un asteroide del diametro stimato di due chilometri, che ha lasciato un’impronta di 36 - 46 chilometri. La scoperta è stata fatta in Congo e presentata in occasione della Lunar and Planetary Science Conference, in Texas.
Al centro dell’anello il terreno è più elevato di una sessantina di metri rispetto al corso d’acqua, il fiume Unia, che lo circonda ma questo rientrerebbe in un effetto conseguente alla caduta stimata in un’epoca successiva al periodo giurassico (iniziato 200 milioni di anni fa). Oggi la più grande e più conosciuta impronta di un impatto cosmico è quella di 300 chilometri nella penisola dello Yucatan risalente a 65 milioni di anni fa. Quell’impatto provocò conseguenze talmente catastrofiche nell’atmosfera da essere ritenuta all’origine della scomparsa dei dinosauri.
Sono state ovviamente ipotizzate diverse origini di questa formazione geologica ma alla fine si è concluso che ogni spiegazione era inadeguata e che l’unica più accettabile era appunto quella dell’impatto cosmico.
Gli studiosi padovani cercano comunque ulteriori conferme che convalidino la loro scoperta e tra queste la presenza di quarzi che dovrebbero essere stati generati proprio dallo scontro con il suolo.