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Terremoti: gli animali possono davvero predirli?

Tra leggenda e realtà, le ultime osservazioni al National Zoo di Washington prima del sisma del 23 agosto scorso

geofisica - 31 agosto 2011

Dopo gli ultimi avvenimenti, si ripropone un’annosa questione. Che gli animali siano in grado di avvertire i terremoti prima che questi si manifestino è un’ipotesi nota. Ma se si tratti di leggenda o realtà non è ancora stato chiarito. Ecco le ultime novità in materia, derivate dalle osservazioni degli animali al National Zoo di Washington prima del terremoto di magnitudo 5,8 che il 23 agosto scorso ha colpito la costa orientale degli Stati Uniti.

Secondo quanto riporta il Washington Post, qualche secondo prima dell'arrivo del terremoto il gorilla Mandara ha iniziato a gridare e ha afferrato il suo piccolo scappando con lui sulla cima di una struttura vicina. Non solo, un orango e un gorilla hanno abbandonato il pasto che stavano consumando per rifugiarsi nel punto più alto a disposizione. Anche i 64 fenicotteri, qualche secondo prima del sisma si sono nervosamente raggruppati e uno degli elefanti ha emesso un suono grave, come per avvertire gli altri due.

La credenza secondo la quale l'agitazione degli animali precede sempre un terremoto, risale all'antichità. Già nel 373 a.C. gli storici scrivono che topi, serpenti e donnole abbandonarono in massa l’antica città greca di Alicia, proprio pochi giorni prima che un terremoto la colpisse. Tornando ai giorni nostri, e grazie ai progressi scientifici, gli studiosi cercano di dare delle spiegazioni concrete.

Secondo la geologa statunitense Susan Hough, la risposta potrebbe essere racchiusa in ciò che gli scienziati chiamano "onda P", la prima scossa, relativamente debole e veloce, che si muove lungo un asse orizzontale e precede la più potente "onda S" o secondaria. I calcoli della Hough mostrano che l'onda P avrebbe raggiunto Washington circa 15 secondi prima della secondaria e questo spiegherebbe il comportamento degli animali, che l'avrebbero avvertita prima che gli esseri umani iniziassero e vedere la terra tremare.

Anche nel caso del sisma che ha colpito L’Aquila tra il 27 marzo e il 24 aprile 2009 sono stati notati comportamenti anomali da parte degli animali. L’inglese Rachel Grant, che da anni studia il comportamento riproduttivo dei rospi, era impegnata in una delle sue ricerche a 74 chilometri dall’epicentro del sisma, quando si è accorta che la colonia di rospi è improvvisamente fuggita dal territorio di riproduzione cinque giorni prima del terremoto che ha colpito la città abruzzese. Facendo un passo indietro, alcune settimane prima del terremoto di Haicheng, in Cina, rane e serpenti uscirono dal letargo emergendo dalle loro tane. In questo caso, lo strano comportamento degli animali contribuì alla scelta di evacuare la città poco prima del sisma. Ovviamente potrebbero essere tutte coincidenze e, in questo caso, il dibattito sul legame tra animali e terremoti resterebbe ancora aperto.

O.O.

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