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Tariffe geologi: l'Antitrust condanna l'Ordine

L'Antitrust ha sanzionato l'Ordine dei geologi con una multa di 14.254 euro per aver posto in essere un'intesa restrittiva della concorrenza

professione - 16 luglio 2010

L'Antitrust multa l’Ordine Nazionale dei Geologi per intese restrittive della concorrenza in materia di tariffe professionali. Secondo quanto emerge dal bollettino dell'Autorità, è stata, infatti, chiusa l'istruttoria aperta nei confronti dell'ordine che viene sanzionato con una multa di 14.254 euro.

Secondo l'Antitrust sarebbero “restrittivi della concorrenza” gli articoli del codice deontologico che di fatto reintroducono l'inderogabilità delle tariffe. Secondo l'Antitrust "la disciplina deontologica applicabile agli appartenenti all'Ordine nazionale dei geologi, concernente la determinazione del compenso professionale" induce "i geologi a non assumere condotte autonome nell'individuazione dei prezzi delle proprie prestazioni professionali, ma piuttosto ad uniformare i rispettivi comportamenti economici mediante l'applicazione della tariffa professionale" determinando "una restrizione della concorrenza".

Il Codice deontologico dei geologi, infatti, prevede che l’Ordine vigili sull’ammontare della parcella che deve essere commisurato sia al decoro professionale, sia all’importanza della prestazione resa, e può eventualmente procedere in caso di inosservanza ad avviare dei provvedimenti disciplinari.   

sul canale professione
fabrygeo 01 febbraio 2011 alle 11:21:01

Sono pienamente daccordo con giovannidimaio2. Si continua a speculare sul tariffario, in alcuni casi il geologo è costretto a "vendersi" per delle somme ridicole e addirittura alle volte il tariffario viene stabilito dai geomteri, architetti ed ingegneri...la cifra la stabiliscono loro, o ti sta bene o non lavori! E' una vergogna, si sa ma non si fa nulla...e allora veramente gli Ordini a cosa servono?

cavagnari.fernando 22 luglio 2010 alle 09:36:27

L'Antitrust dimostra ancora una volta di badare alla forma e non alla sostanza.
Che la richiesta del professionista sia adeguata se non al decoro ad un importo dignitoso per la prestazione mi sembra il minimo che si possa chiedere, cosa che invece non avviene con il mercato piratesco dei prezzi che si è venuto a creare dopo il colpo di mano di Bersani.
Mi viene poi da ridere, ma sarebbe da piangere, quando nei media si sente parlare di rinnovo del contratto; perché non facciamo la liberalizzazione dei prezzi anche in quel campo.
In ogni caso con la liberalizzazione che dovrebbe tutelare il cliente, si è ottenuto esattamente l'opposto: come si fa a pensare che il cliente possa ottenere una prestazione professionale qualitativa quando i prezzi sono precipitati verso importi vergognosi, peraltro favorendo i professionisti del pomeriggio che uno stipendio ce l'hanno già (e che ovviamente non fa cumulo fiscale con le entrate "poco"professionali)?
Viva l'Italia.

giovannidimaio2 22 luglio 2010 alle 07:41:46

La domanda nasce spontanea, ma adesso gli Ordini a cosa servono? A riscuotere la tassa d'iscrizione annuale?

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