Siti del circuito Teknoring



  homepage/ News / Geofisica / Svelato il mistero della cintura di fuoco

Svelato il mistero della cintura di fuoco

La violenza delle eruzioni spiegata dal particolare processo di fusione della roccia in assenza di acqua

geofisica - 27 ottobre 2010

La cintura di fuoco, quella zona a forma di ferro di cavallo che si estende per 40000 km lungo l’Oceano Pacifico è così conosciuta perchè in essa sono confinati i vulcani esplosivi e più violenti. Non solo: si calcola che il 90% dei terremoti mondiali avvenga all'interno di questa fascia.

L’area, larga solo poche decine di km, è generata dall’avvicinamento di placche che si inabissano l’una sotto l’altra danno origine al fenomeno della subduzione. Questa catene sono responsabili delle più devastanti eruzioni della storia, come quella del Krakatoa nel 1883 e quella di Toba, che circa 74.000 anni fa rischiò di portare vicino all'estinzione la specie umana.

Fino ad oggi si era ritenuto che la violenza delle eruzioni vulcaniche fosse da attribuire al fatto che la lava coinvolta contenesse fosse “umida” cioè contenesse un’elevata quantità d’acqua che causava la eccezionale potenza esplosiva delle eruzioni. Questa spiegazione non era del tutto convincente perché questo tipo di lave si ritrova anche in altre zone del mantello che non avevano la caratteristica violenza nelle eruzioni.

Secondo una ricerca condotta da geologi dell'Università di Oxford, che firmano un articolo su Nature, la causa della presenza di vulcani cosi esplosivi sta nei processi di fusione della roccia in assenza di acqua. La lava quindi risalendo incontra magma ricco di acqua che darebbe origine alle caratteristiche devastanti eruzioni che si sono verificate in questa area.

Riferimenti: Nature

di G.G.

sul canale geofisica
Commenta questo articolo.

Per scrivere un commento devi essere registrato!

Se non ti sei ancora registrato clicca qui

Scrivi qui il tuo commento
Effettua il login