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Stop alle fuoriuscite di petrolio con i progetti del MIT

Una collaborazione fra Eni e Mit per neutralizzare le conseguenze delle esplosioni incontrollate di pozzi petroliferi


Pubblicato sul Canale geologia il 20 ottobre 2010

I recenti eventi accaduti nel Golfo del Messico, hanno evidenziato la necessità di nuove tecnologie di perforazione e di sistemi di sicurezza, da qui la nuova partnership tra MIT ed Eni. Il Presidente del Massachusetts Institute of Technology (MIT), Susan Hockfield, e l’Amministratore Delegato di Eni, Paolo Scaroni, si sono incontrati presso la sede del MIT a Cambridge, Massachusetts, per un bilancio sui progetti di ricerca sulle fonti di energia e per annunciare nuove aree di collaborazione nello sviluppo di tecnologie, finalizzate a neutralizzare le conseguenze delle esplosioni incontrollate di pozzi petroliferi e al contenimento del fenomeno dell’oil spill.

I nuovi progetti, studiati all’interno della partnership tra MIT ed Eni, includono materiali innovativi per il contenimento e la pulizia di eventuali fuoriuscite di petrolio. Materiali che consentono di identificare, valutare, attrarre e catturare gli elementi inquinanti degli idrocarburi, e di ridurre significativamente il loro impatto sull’ambiente. La ricerca ha concentrato gli sforzi su materiali nano-assorbenti. Questi materiali, studiati con successo presso il MIT, consentono di identificare, valutare, attrarre e catturare gli elementi inquinanti degli idrocarburi, e di ridurre significativamente il loro impatto sull’ambiente.

La partnership poi si concentra su una nuova, significativa area di ricerca: lo sviluppo di tecnologie cosiddette breakthrough per portare sotto controllo e fermare eventuali esplosioni di pozzi petroliferi in condizioni ambientali critiche come le acque profonde o le aree artiche.

di G.G.


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