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Sisma in Cile: nessun danno per gli edifici antisismici

L'ENEA pubblica i risultati della missione scientifica avviata per valutare gli effetti del terremoto sulle costruzioni

Geopress - 29 aprile 2010

Gli edifici costruiti con tecniche antisismiche innovative non hanno risentito del violento sisma che 27 febbraio scorso ha colpito il Cile. Sono questi i risultati pervenuti dalla missione scientifica portata avanti dall’ENEA.

Secondo le valutazioni effettuate sugli edifici di nuova concezione con fondazione convenzionale (cemento armato e acciaio) si evidenzia che in generale non hanno riportato danni, eccetto pochi casi particolari (Santiago, Viña del Mar, Concepcion) e per cause differenti (tipologia del suolo, difetti di progetto, carenze costruttive o interventi errati). Ciò significa che le norme antisismiche cilene hanno funzionato e che complessivamente gli edifici moderni sono stati ben costruiti. In particolare, gli edifici con tecniche antisismiche innovative (isolamento alla base) non hanno avuto alcun tipo di problema.

Al contrario, le costruzioni afferenti al patrimonio culturale hanno sofferto moltissimo, soprattutto le chiese, in tutte le località che abbiamo visitato. Anche i centri storici (in particolare Rancagua, Talca e Constitucion), quelli ancora costruiti in adobe (ovvero terra cruda, che è un materiale molto fragile) e non demoliti dopo eventi sismici precedenti, hanno subito crolli o danni gravi.

Infine, veramente devastante è stato l’effetto dello tsunami. Almeno un’onda (mediamente alta sei metri e parallela alla costa) ha devastato quasi completamente il tratto di mare da Talcahuano a Constitucion, penetrando all’interno anche per più di sei chilometri.

Alla missione scientifica hanno partecipato studiosi di ingegneria sismica appartenenti alle Università di Padova, Ferrara e Trieste, Federico II di Napoli, istituzioni cilene e locali università ed esperti internazionali.

Essa si è svolta nel periodo 30 marzo – 12 Aprile e ha toccato dapprima Santiago, Viña del Mar e Valparaiso, quindi le località della zona epicentrale verso Sud: Rancagua, Curicò, Talca, Chillan, Concepcion e dintorni. Per il ritorno è stata seguita la linea di costa, da Talcahuano a Constitucion. La missione, si è svolta con il patrocinio della commissione ICOMOS-ISCARSAH dell’UNESCO, del Progetto Europeo COST Action C26 Urban Habitat Constructions Under Catastrophic Events.

 

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