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Si chiuderà il buco dell'ozono?

L'Organizzazione meteorologica mondiale annuncia il successo delle azioni volte alla riduzione delle perdite di ozono

ambiente - 21 settembre 2010

Il buco nell’ozono non è più una preoccupazione. Lo riferisce l'Organizzazione meteorologica mondiale (Omm). Infatti, l'azione intrapresa dalla comunità internazionale per salvaguardare il prezioso strato di ozono che protegge la vita sulla Terra dalla radiazione solare ultravioletta nociva, si è rivelato un "successo".

L'eliminazione progressiva della produzione e del consumo di sostanze nocive per questo gas ha circoscritto ulteriori perdite d'ozono e ha contribuito ad attenuare l'effetto serra sostiene il nuovo del Protocollo di Montreal.

Inoltre poiché numerose di queste sostanze sono anche dei potenti gas ad effetto serra, il Protocollo di Monteral ha avuto effetti connessi molto benefici contribuendo alla lotta contro i cambiamenti climatici. Nel 2010 - spiega l'Omm - la riduzione imposta dal Protocollo delle sostanze che assottigliano lo strato di ozono, espressa in emissioni equivalenti al CO₂ (circa 10 gigatonnellate) è stata cinque volte superiore all'obiettivo del primo periodo di impegni (2008-2012) previsto dal Protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e la riduzione dei gas a effetto serra.

Lo studio rivela però che è salita la domanda di idroclorofluorocarburi (HCFC) e idrofluorocarburi (HFC),sostanze di sostituzione dei Cfc (Clorofluorocarburi) banditi dal protocollo ed è apparso che alcune di queste sostanze sono potenti gas a effetto serra. La sfida, dunque, continua.

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