Un clima più freddo, vento, pioggia e temperature rigide anche per tempi lunghi: queste potrebbero essere le conseguenze dell’eruzione del vulcano Eyjafjallajokull. La nuvola, costituita di una massa calda di polveri e gas proiettata dal vulcano a 4/5 Km di quota, potrebbe avere effetti estesi e duraturi: l’eruzione dell'Aprile 1815 del Monte Tambora in Indonesia ha provocato un tale abbassamento della temperatura da trasformare il 1816 in un anno senza estate.
Gli esperti dell’Enea spiegano che nel loro insieme, le polveri e l'anidride carbonica prodotte dalle eruzioni vulcaniche generano effetti contrastanti sulla temperatura, infatti, l'aumento di anidride carbonica tenderebbe ad aumentare temporaneamente l'intensità dell'effetto serra. Tuttavia l'effetto di gran lunga più rilevante è quello dovuto alle polveri. A seconda della consistenza e del tipo di eruzione, la nube vulcanica forma uno strato di polveri che può arrivare a rivestire tutta l'atmosfera terrestre. Questo strato funziona da schermo e da specchio per la radiazione solare provocando un importante riscaldamento della stratosfera (sopra la nube) e un raffreddamento dei bassi strati dell'atmosfera (sotto la nube).
Le conseguenze di un'eruzione particolarmente ricca di composti attivi dal punto di vista dell'interazione con la radiazione solare (solfati), vengono osservate solitamente durante i due anni successivi all'evento. Il riscaldamento della stratosfera può superare (come nel caso dell'eruzione del Pinatubo nel Giugno 1991) gli 0.5°C a scala planetaria con conseguente impatto su tutta la circolazione atmosferica.
Nella bassa atmosfera le conseguenze delle eruzioni sull'abbassamento delle temperature globali sono meno evidenti, anche se nel passato si sono verificati casi eccezionali. L'eruzione dell'Aprile 1815 del Monte Tambora in Indonesia ha provocato un tale abbassamento della temperatura da trasformare il 1816 in un anno senza estate.
Tuttavia, la Piccola Era Glaciale, un lungo periodo di basse temperature sull'Europa culminato intorno al 1600, stava per terminare e nonostante il Tambora, la tendenza al riscaldamento continuò durante gli anni successivi. Oggi, la fine della Piccola Era Glaciale si fa convenzionalmente risalire al 1850 e il riscaldamento del pianeta non si è arrestato. I modelli numerici utilizzati per le previsioni climatiche sono molto sensibili a questo tipo di eventi. Quando sarà terminata l'eruzione, si potranno eseguire stime quantitative delle sue conseguenze sul sistema climatico. Non si tratterà comunque di un effetto permanente sulle attuali tendenze al riscaldamento globale, ma di un evento circoscritto nel tempo la cui portata è ancora da determinare.