L'annuncio del sottosegretario Luigi Li Gotti. Mentre gli ordini
sensibilizzano i professionisti.
Il nodo è il riconoscimento delle associazioni
Il confronto sulla riforma delle professioni al ministero della giustizia
continuerà. Bisogna, infatti, sciogliere il nodo
del riconoscimento delle associazioni. Al momento, infatti, non è chiaro con
quali criteri procedere e quindi
l'argomento va approfondito meglio. Ad annunciarlo è il sottosegretario Luigi
Li Gotti che, insieme al collega Luigi
Scotti, ha incontrato a turno gli esponenti delle diverse categorie. Proprio
nel corso delle ultime audizioni, quelle del
21, i commercialisti quanto i consulenti del lavoro hanno voluto mettere le
cose in chiaro: ´No alle sovrapposizioni,
altrimenti sarà battaglia in tutte le sedi competenti' (si veda ItaliaOggi del
22 settembre). Al centrosinistra, insomma,
e in particolare al ministro della giustizia, Clemente Mastella, il compito di
risolvere uno dei problemi storici della
riforma organica. Basti pensare che già nel 2004 la bozza Vietti, seppur molto
apprezzata, inciampò proprio su questo
punto. La formula trovata dall'allora sottosegretario alla giustizia Michele
Vietti, infatti, non andò giù al Colap (il
Coordinamento delle libere associazioni professionali) che mise in atto una
forte azione di contrasto contro quello
schema di disegno di legge che, anche per altri motivi, non arrivò mai alle
camere per essere discusso. Spiega a
ItaliaOggi Li Gotti che ´la posizione degli ordini, seppur incontrati in
occasione diverse, è univoca'. Condivisione
assoluta è stata trovata sulla necessità di dotarsi di una polizza
assicurativa contro eventuali danni ai clienti,
sull'opportunità di rendere più competitivi i servizi con la pubblicità
informativa e con le società interprofessionali.
Pacifica anche la necessità di riconoscere quella massa di nuovi
professionisti che il Censis, nel corso del suo ultimo
monitoraggio, ha stimato in 3,5 milioni di lavoratori. E quindi arrivare a
creare il ´sistema duale'. Con quali criteri,
però? Al momento i due sottosegretari hanno raccolto le proposte dei
presidenti di ordini e dei coordinatori delle
associazioni non riconosciute, ma l'argomento, soprattutto dopo la netta presa
di posizione di alcune categorie,
necessita di altri approfondimenti. ´Il sistema degli ordini', assicura Li
Gotti, ´non è in discussione. Ma per una
maggiore chiarezza nel mercato è necessario regolamentare una volta per tutte
quelle attività che non hanno un albo
di riferimento. Si tratta quindi di trovare una linea di demarcazione precisa
fra ordini e associazioni per evitare
sovrapposizioni. La soluzione', conclude il sottosegretario, ´la troveremo
insieme nel corso di altri incontri che
faremo'. Intanto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, in capo agli ordini
restano molte perplessità sul futuro. E su
tutto il timore che se dalla Giustizia non uscirà a breve un testo,
quest'ultimo arriverà dal ministero dello sviluppo
economico.
Tratto da italia oggi del 23 settembre
a firma di Ignazio Marino