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Riforma, il dialogo va avanti

Riforma, il dialogo va avanti
L'annuncio del sottosegretario Luigi Li Gotti

No comment - 26 settembre 2006


L'annuncio del sottosegretario Luigi Li Gotti. Mentre gli ordini sensibilizzano i professionisti.
Il nodo è il riconoscimento delle associazioni

Il confronto sulla riforma delle professioni al ministero della giustizia continuerà. Bisogna, infatti, sciogliere il nodo del riconoscimento delle associazioni. Al momento, infatti, non è chiaro con quali criteri procedere e quindi l'argomento va approfondito meglio. Ad annunciarlo è il sottosegretario Luigi Li Gotti che, insieme al collega Luigi Scotti, ha incontrato a turno gli esponenti delle diverse categorie. Proprio nel corso delle ultime audizioni, quelle del 21, i commercialisti quanto i consulenti del lavoro hanno voluto mettere le cose in chiaro: ´No alle sovrapposizioni, altrimenti sarà battaglia in tutte le sedi competenti' (si veda ItaliaOggi del 22 settembre). Al centrosinistra, insomma, e in particolare al ministro della giustizia, Clemente Mastella, il compito di risolvere uno dei problemi storici della riforma organica. Basti pensare che già nel 2004 la bozza Vietti, seppur molto apprezzata, inciampò proprio su questo punto. La formula trovata dall'allora sottosegretario alla giustizia Michele Vietti, infatti, non andò giù al Colap (il Coordinamento delle libere associazioni professionali) che mise in atto una forte azione di contrasto contro quello schema di disegno di legge che, anche per altri motivi, non arrivò mai alle camere per essere discusso. Spiega a ItaliaOggi Li Gotti che ´la posizione degli ordini, seppur incontrati in occasione diverse, è univoca'. Condivisione assoluta è stata trovata sulla necessità di dotarsi di una polizza assicurativa contro eventuali danni ai clienti, sull'opportunità di rendere più competitivi i servizi con la pubblicità informativa e con le società interprofessionali.
Pacifica anche la necessità di riconoscere quella massa di nuovi professionisti che il Censis, nel corso del suo ultimo monitoraggio, ha stimato in 3,5 milioni di lavoratori. E quindi arrivare a creare il ´sistema duale'. Con quali criteri, però? Al momento i due sottosegretari hanno raccolto le proposte dei presidenti di ordini e dei coordinatori delle associazioni non riconosciute, ma l'argomento, soprattutto dopo la netta presa di posizione di alcune categorie, necessita di altri approfondimenti. ´Il sistema degli ordini', assicura Li Gotti, ´non è in discussione. Ma per una maggiore chiarezza nel mercato è necessario regolamentare una volta per tutte quelle attività che non hanno un albo di riferimento. Si tratta quindi di trovare una linea di demarcazione precisa fra ordini e associazioni per evitare sovrapposizioni. La soluzione', conclude il sottosegretario, ´la troveremo insieme nel corso di altri incontri che faremo'. Intanto, secondo quanto risulta a ItaliaOggi, in capo agli ordini restano molte perplessità sul futuro. E su tutto il timore che se dalla Giustizia non uscirà a breve un testo, quest'ultimo arriverà dal ministero dello sviluppo economico.

Tratto da italia oggi del 23 settembre
a firma di Ignazio Marino

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