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Retribuzioni: neolaureati pagati meno in Italia? Un pregiudizio.

Retribuzioni: neolaureati pagati meno in Italia? Un pregiudizio. Le retribuzioni dei neolaureati italiani le più basse d'Europa? Solo un...

No comment - 29 luglio 2008


Retribuzioni: neolaureati pagati meno
in Italia? Un pregiudizio


Le retribuzioni dei neolaureati italiani le più basse d'Europa? Solo un pregiudizio per Paolo Citterio, presidente nazionale di GIDP/HRDA, associazione direttori risorse umane, che ha effettuato un'indagine sulle modalità con cui le imprese italiane reclutano i neo-dottori. Il questionario è stato sottoposto a un campione mirato di 129 direttori del personale di medio-grandi società.

Commentando i risultati, Citterio giudica "superficiale" l'affermazione che i neolaureati del Belpaese siano trattati economicamente peggio dei colleghi europei: "Non si tiene conto - spiega - di una serie di elementi aggiuntivi che entrano in gioco nelle assunzioni e nei contratti collettivi applicati nel nostro Paese". Tra questi il TFR, i primi 3 giorni di malattia a carico dell'impresa, le forme di tutela per le gestanti e le neo mamme.

Dallo studio emerge che i neodottori più 'ricchi' sono gli assunti con il contratto nazionale del credito che, partendo da una retribuzione lorda annua pari a 24.572 euro, arrivano a sfiorare i 30.000 euro dopo 36 mesi. I 'meno fortunati' sono invece coloro che sottoscrivono un contratto metalmeccanico: la loro retribuzione annua lorda all'inserimento è pari a 21.345 euro, per poi crescere fino ai 28.602 euro dopo 3 anni.

Per quanto riguarda il canale di collegamento tra giovani dottori e aziende, la carta stampata registra una netta diminuzione rispetto allo scorso anno (dal 6 all'1,6%): prediletti (30,2%) i quotidiani a tiratura nazionale, seguiti da guide di orientamento post laurea (18,6%) e giornali locali (13%). Molto apprezzati i servizi placement delle Università (48%). Seguono portali online (17%) e siti aziendali (9%).

Tra i requisiti preferiti dalle imprese la laurea specialistica (indicata dal 46% delle aziende), conseguita nei tempi previsti dal piano di studi (49%), con un buon voto di laurea (59%). Fondamentali poi l'ottima conoscenza dell'inglese o di altre lingue (31,7%), la motivazione (23,6%), l'aver svolto periodi di lavoro o stage durante gli anni dell'Università (13,9%) e le capacità relazionali del candidato (12%).

Tra le pecche dei giovani dottori italiani la mancanza di flessibilità e capacità di adattamento (segnalata dal 25% delle aziende intervistate), competenze applicative (13%), intraprendenza (12%), doti relazionali (8,5%) e comportamentali (7,7%), lacune nella preparazione accademica (7%).

Sul podio delle lauree più 'gettonate' Ingegneria (31%), in particolare nei profili gestionale e meccanico, seguita da Economia (30%) e Giurisprudenza (8%). Il livello accademico conseguito determina qualche differenza nei settori aziendali di entrata: mentre nell'area produzione trova più spazio chi possiede il titolo di primo livello, nel marketing vengono inseriti prevalentemente dottori magistrali.

Fonte: AGI

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