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Prove su terre e rocce, indagini geognostiche e prove in sito: annullate le circolari ministeriali

Il Tar Roma da' ragione al Cng


Pubblicato sul Canale professione il 27 aprile 2012

Le circolari ministeriali relative a prove su terre e rocce, indagini geognostiche, prelievo campioni e prove in situ sono state annullate dalla sentenza del Tar Roma depositata il 26 aprile 2012, che ha dato ragione al Consiglio nazionale dei geologi.

In particolare, la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, riguardante “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per l’esecuzione e certificazione di prove su terre e rocce”, prevedeva che il direttore di tali laboratori potesse essere indifferentemente in possesso della laurea in geologia, ingegneria ed architettura. Ma la normativa professionale vigente indica tali attività come specifiche del geologo e solo in parte dell’ingegnere civile.

Risulta annullata anche la circolare del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sui “Criteri per il rilascio dell’autorizzazione ai Laboratori per l’esecuzione e certificazione di per l’esecuzione e certificazione di indagini geognostiche, prelievo di campioni e prove in sito”. Si precisa che queste attività sono esplicitamente regolate dal Codice e dal Regolamento dei Contratti Pubblici, dunque la circolare non può richiedere l’intervento di un laboratorio autorizzato in attività di studio del terreno e delle rocce, proprie dell’attività del geologo.

Con le sentenze del Tar Roma, sono state avvalorate le tesi che riconoscono la specifica competenza della figura professionale del geologo nella conoscenza dei terreni di fondazione per le costruzioni.

C.C.


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