Un nuovo violento sisma potrebbe nuovamente colpire L’Aquila. Giampaolo Giuliani, il ricercatore che prima del terremoto che rase al suolo la città diede l’allarme ma che rimase inascoltato, attraverso la sua pagina di facebook, riferisce di ritenere "doveroso allertare le popolazioni residenti nei territori interessati e limitrofi" in ragione del fatto che dal primo gennaio di quest’anno ad oggi si sono prodotti 1940 terremoti con epicentro nel raggio di 30 chilometri intorno a Montereale (L’Aquila).
Giuliani parla di "un livello di radon che si pone in soglia di evento sotto il 3.5 di magnitudo locale circa". Si tratta di una preoccupazione condivisa dalla comunità dei geologi molti dei quali, tuttavia, si dicono scettici nei confronti delle previsioni basate sul radon che hanno reso celebre il ricercatore, che ha sostenuto in diverse occasioni che la presenza del gas può far prevedere con un certo grado di certezza l'arrivo di scosse sismiche.
Per il geologo Gianluca Ferrini c’è necessità di un monitoraggio costante, nonostante non condivida del tutto il metodo di rilevazione usato da Giuliani: "La misurazione dei livelli di radon in superficie non ha senso perché sono tanti i fattori atmosferici, dalla pressione al vento, che possono alterare i risultati. Per questo non possiamo certo considerare come attendibili le valutazioni di Giuliani".