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Parte in Europa il monitoraggio ambientale via satellite

Consentirà di gestire meglio calamità, e studiare i cambiamenti climatici

ambiente - 18 giugno 2010

Il Parlamento Europeo ha dato il via al sistema di monitoraggio satellitare Global Monitoring for Environment and Security (GMES) il sistema che consentirà di gestire meglio ogni eventuale evento disastroso (terremoti, inondazioni, gravi fenomeni di inquinamento eccetera) possa verificarsi in Europa, con vantaggi per la sicurezza delle popolazioni e per l'ambiente.

Per l’iniziativa sono stati stanziati 107 milioni di euro oltre ai 209 milioni di finanziamenti per la gestione di questa prima fase d'avvio (che durerà il triennio 2011-2013) erogati dall'Unione Europea nell'ambito del VII Resarch Framework Programme. Obiettivo del GMES è quello di fornire dati dettagliati in merito alla sicurezza ambientale, così da favorire l'azione delle istituzioni locali, regionali o nazionali nella gestione delle emergenze.

I dati raccolti dal GMES saranno messi a disposizione gratuitamente e conservati dall'Unione Europea, mentre oggi in gran parte provengono da satelliti americani. Oltre ad una più efficace gestione delle emergenze legate al verificarsi di calamità, l'impiego del monitoraggio satellitare potrà anche essere utile per controllare l'evoluzione dei fenomeni legati al cambiamento climatico. Ed anche per supportare le decisioni dei responsabili politici in materia di agricoltura, foreste, energia, sviluppo urbano, infrastrutture o trasporti.

 Insomma, in prospettiva il GMES (che dovrebbe entrare nella piena operatività nel 2014) dovrebbe essere uno strumento utile a promuovere l'innovazione, la ricerca e lo sviluppo tecnologico, a sostegno della biodiversità, della gestione degli ecosistemi e della mitigazione dei cambiamenti climatici.

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