Un tassello importante nell'opera di prevenzione del rischio idrogeologico sta per essere implementato dalla Regione Toscana che ha commissionato uno studio dettagliato per capire qual sia l'effettivo stato di salute di tutti gli argini dei fiumi toscani.
Questo sarà lo strumento grazie al quale gli addetti ai lavori saranno in grado di individuare eventuali criticità e mettere in campo le necessarie azioni preventive in caso di future esondazioni e alluvioni. Per realizzare lo studio sono pronti 284mila euro di finanziamenti regionali con cui l'Urbat (Unione regionale per le bonifiche, l'irrigazione e l'ambiente della Toscana) pubblicherà un bando di gara rivolto alle migliori professionalità nei settori dell'idraulica e della idrogeologia presenti sul mercato.
“In pratica - spiega assessore all'ambiente Anna Rita Bramerini - si tratta di definire una metodologia che, a partire da dati disponibili, quali cartografie, dati idrologici, sezioni fluviali, rilievi Lidar, cioè una tecnica speciale di telerilevamento, e dati geotecnici permetterà di effettuare una prima valutazione delle condizioni di sicurezza delle arginature soggette a un evento di piena”.
Chi si aggiudicherà la gara avrà tempo fino a ottobre del 2011 per realizzare quella che sarà la prima ricostruzione mai realizzata in Toscana sullo stato di consistenza delle cosiddette strutture di contenimento dei nostri corsi d'acqua. Sotto la lente di ingegneri e idrogeologi passeranno circa 2000 chilometri (sui 4400 chilometri totali) di argini o strutture similari che contengono i corsi d'acqua principali oltre a tutti gli argini che limitano i fiumi secondari (sono 59mila chilometri di corsi d'acqua).
di G.G.