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Nucleare: via le scorie dalle acque con una nuova tecnologia

Gli studiosi della Queensland University of Technology hanno sviluppato un materiale assorbente intelligente

ambiente - 10 novembre 2011

Gli studiosi della Queensland University of Technology, guidati dal professor Huai-Yong Zhu, in collaborazione con l'organizzazione australiana ANSTO e con la Pennsylvania State University, ha sviluppato un materiale assorbente intelligente in grado di ripulire milioni di tonnellate di acqua contaminata da materiale radioattivo pericoloso e conservare in modo sicuro i rifiuti.

Grazie a nanofibre di titanio e nanotubi, questi nuovi materiali riescono a bloccare in modo definitivo il radioattivo contaminato presente nell'acqua, a differenza degli attuali metodi di pulizia che utilizzano le argille stratificate e gli zeoliti.

"Un grammo di nanofibre può efficacemente purificare almeno una tonnellata di acqua inquinata" - ha sottolineato il professor Zbhu. - "Ciò consente di evitare il rischio che prodotti contaminati si disperdano nel suolo."

Grazie alla nuova tecnologia sviluppata dai ricercatori l'acqua contaminata passa attraverso i nanotubi sottili e le fibre al loro interno intrappolano gli ioni di cesio radioattivo.

La soluzione proposta dalla QUT è valida anche qualora si decida l'abbandono del nucleare. “Anche se si decide che l'energia nucleare non è il modo in cui vogliamo andare avanti, ci sarà ancora bisogno di pulizia su ciò che è stato prodotto finora, che va conservato in modo sicuro".

A.U.

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