TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 novembre 2004, n.279: Testo del decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - Geologi.info | Geologi.info

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 novembre 2004, n.279: Testo del decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279 (in Gazzetta Ufficiale – serie generale

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 novembre 2004, n.279: Testo del decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279 (in Gazzetta Ufficiale - serie generale - n. 280 del 29 novembre 2004), coordinato con la legge di conversione 28 gennaio 2005, n. 5 (in questa stessa Gazzetta Ufficiale alla pag. 3), recante: «Disposizioni urgenti per assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica, convenzionale e biologica». (GU n. 22 del 28-1-2005)

TESTO COORDINATO DEL DECRETO-LEGGE 22 novembre 2004, n.279

Testo del decreto-legge 22 novembre 2004, n. 279 (in Gazzetta
Ufficiale – serie generale – n. 280 del 29 novembre 2004), coordinato
con la legge di conversione 28 gennaio 2005, n. 5 (in questa stessa
Gazzetta Ufficiale alla pag. 3), recante: «Disposizioni urgenti per
assicurare la coesistenza tra le forme di agricoltura transgenica,
convenzionale e biologica».

Avvertenza:
Il testo coordinato qui pubblicato e’ stato redatto dal Ministero
della giustizia ai sensi dell’art. 11, comma 1, del testo unico delle
disposizioni sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle pubblicazioni
ufficiali della Repubblica italiana, approvato con D.P.R. 28 dicembre
1985, n. 1092, nonche’ dell’art. 10, comma 3, del medesimo testo
unico, al solo fine di facilitare la lettura sia delle disposizioni
del decreto-legge, integrate con le modifiche apportate dalla legge
di conversione, che di quelle richiamate dal decreto, trascritte
nelle note. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti
legislativi qui riportati.
Le modifiche apportate dalla legge di conversione sono stampate
con caratteri corsivi.
Tali modifiche sul terminale sono tra i segni (( … ))
A norma dell’art. 15, comma 5, della legge 23 agosto 1988, n. 400
(Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri), le modifiche apportate dalla legge di
conversione hanno efficacia dal giorno successivo a quello della sua
pubblicazione.
Art. 1.
Finalita’
1. Il presente decreto, in attuazione della Raccomandazione della
Commissione 2003/556/CE, del 23 luglio 2003, definisce il quadro
normativo minimo per la coesistenza tra le colture transgeniche,
escluse quelle per fini di ricerca e sperimentazione (( autorizzate
ai sensi del decreto del Ministro delle politiche agricole e
forestali adottato, d’intesa con il Ministro dell’ambiente e della
tutela del territorio, in base all’articolo 8, comma 6, del decreto
legislativo 8 luglio 2003, n. 224, e quelle convenzionali e
biologiche, al fine di non compromettere la biodiversita’
dell’ambiente naturale e di garantire la liberta’ di iniziativa
economica, il diritto di scelta dei consumatori e la qualita’ e la
tipicita’ della produzione agroalimentare nazionale. ))
2. Ai fini dell’attuazione del presente decreto si intendono per:
a) colture transgeniche: le coltivazioni che fanno uso di
organismi geneticamente modificati, secondo la definizione di cui
all’articolo 3 del decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224;
b) colture biologiche: le coltivazioni che adottano metodi di
produzione di cui al regolamento (CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del
24 giugno 1991;
c) colture convenzionali: le coltivazioni che non rientrano in
quelle definite alle lettere a) e b).
Riferimenti normativi:
– La Raccomandazione della Commissione n. 2003/556/CE,
del 23 luglio 2003, recante orientamenti per lo sviluppo di
strategie nazionali e migliori pratiche per garantire la
coesistenza tra colture transgeniche, convenzionali e
biologiche, e’ pubblicata nella GUCE n. L 189 del 29 luglio
2003.
– Si trascrive il testo degli articoli 3 e 8 del
decreto legislativo 8 luglio 2003, n. 224, recante
«Attuazione della direttiva 2001/18/CE concernente
l’emissione deliberata nell’ambiente di organismi
geneticamente modificati»:
«Art. 3 (Definizioni). – 1. Ai fini del presente
decreto si intende per:
a) organismo: un’entita’ biologica capace di
riprodursi o di trasferire materiale genetico;
b) organismo geneticamente modificato (OGM): un
organismo, diverso da un essere umano, il cui materiale
genetico e’ stato modificato in modo diverso da quanto si
verifica in natura mediante accoppiamento o incrocio o con
la ricombinazione genetica naturale. Nell’ambito di tale
definizione:
1) una modificazione genetica e’ ottenuta almeno
mediante l’impiego delle tecniche elencate nell’allegato I
A, parte 1;
2) le tecniche elencate nell’allegato I A, parte 2,
non sono considerate tecniche che hanno per effetto una
modificazione genetica;
c) emissione deliberata: qualsiasi introduzione
intenzionale nell’ambiente di un OGM per la quale non
vengono usate misure specifiche di confinamento al fine di
limitare il contatto con la popolazione e con l’ambiente e
per garantire un livello elevato di sicurezza per questi
ultimi;
d) immissione sul mercato: la messa a disposizione di
terzi, dietro compenso o gratuitamente. Non costituiscono
immissione sul mercato le seguenti operazioni:
1) la messa a disposizione di microrganismi
geneticamente modificati per attivita’ disciplinate dal
decreto legislativo 12 aprile 2001, n. 206, sull’impiego
confinato di microrganismi geneticamente modificati, ivi
comprese le attivita’ che comportano collezioni di colture;
2) la messa a disposizione di OGM diversi dai
microrganismi di cui al punto 1) destinati ad essere
impiegati unicamente in attivita’ in cui si attuano misure
rigorose e specifiche di confinamento atte a limitare il
contatto di questi organismi con la popolazione e con
l’ambiente e a garantire un livello elevato di sicurezza
per questi ultimi; tali misure si basano sugli stessi
principi di confinamento stabiliti dal decreto legislativo
12 aprile 2001, n. 206;
3) la messa a disposizione di OGM da utilizzarsi
esclusivamente per emissioni deliberate a norma del Titolo
II del presente decreto;
e) notifica: la trasmissione, in quadruplice copia,
con l’aggiunta di una copia per ogni regione e provincia
autonoma interessata per le notifiche di cui al Titolo II,
delle informazioni prescritte nel presente decreto
all’autorita’ nazionale competente di cui all’art. 2
effettuata con qualsiasi mezzo che lasci, comunque, traccia
scritta, ovvero la trasmissione di informazioni della
stessa natura ad una autorita’ competente di un altro Stato
membro dell’Unione europea;
f) notificante: il soggetto a carico del quale
incombe l’obbligo di notifica;
g) prodotto: un preparato costituito da o contenente
OGM, che viene immesso sul mercato;
h) valutazione del rischio ambientale: la
valutazione, effettuata a norma dell’art. 5, comma 1, dei
rischi per la salute umana, animale e per l’ambiente,
diretti o indiretti, immediati o differiti, che possono
essere connessi all’emissione deliberata o all’immissione
sul mercato di OGM;
i) consultazione pubblica: la possibilita’ offerta a
qualunque persona fisica o giuridica, istituzione,
organizzazione o associazione di formulare osservazioni o
fornire informazioni in merito a ciascuna notifica».
«Art. 8 (Notifica). – 1. Fatto salvo quanto previsto
all’art. 7, chiunque intende effettuare un’emissione
deliberata nell’ambiente di un OGM e’ tenuto a presentare
preventivamente una notifica all’autorita’ nazionale
competente.
2. La notifica comprende:
a) un fascicolo tecnico, su supporto cartaceo ed
informatico, contenente le informazioni di cui all’allegato
III necessarie per valutare il rischio ambientale connesso
all’emissione deliberata dell’OGM e in particolare:
1) informazioni generali, comprese quelle relative
al personale e alla sua formazione;
2) informazioni relative all’OGM;
3) informazioni relative alle condizioni di
emissione e al potenziale ambiente ospite;
4) informazioni sulle interazioni tra OGM e
ambiente;
5) un piano di monitoraggio conforme alle
pertinenti parti dell’allegato III e diretto a individuare
gli effetti dell’OGM sulla salute umana, animale e
sull’ambiente;
6) informazioni relative ai piani di controllo, ai
metodi di bonifica, al trattamento dei rifiuti e ai piani
di intervento in caso di emergenza;
7) una sintesi delle informazioni di cui ai punti
precedenti, redatta nelle lingue italiana ed inglese in
conformita’ alle linee guida di cui alla decisione
2002/813/CE del 3 ottobre 2002, del Consiglio pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’ europee del
18 ottobre 2002, n. L 280, che contenga anche tutte le
informazioni di cui all’art. 27, comma 4.
b) la valutazione del rischio ambientale e le
conclusioni prescritte dall’allegato II, parte D, con i
riferimenti bibliografici e l’indicazione dei metodi
utilizza…

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