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PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA – DIRETTIVA 26 luglio 2006

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA - DIRETTIVA 26 luglio 2006 - Articolo 34, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche' interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale. (Direttiva n. 4/06). (GU n. 235 del 9-10-2006)

PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI DIPARTIMENTO DELLA FUNZIONE PUBBLICA

DIRETTIVA 26 luglio 2006

Articolo 34, comma 1, del decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223,
recante disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, per
il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonche’
interventi in materia di entrate e di contrasto all’evasione fiscale.
(Direttiva n. 4/06).

Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Segretariato generale
Alle Amministrazioni dello Stato
anche ad ordinamento autonomo
Al Consiglio di Stato – Ufficio del
Segretario generale
Alla Corte dei conti – Ufficio del
Segretario generale
All’Avvocatura generale dello Stato
– Ufficio del Segretario generale
Alle Agenzie
Agli enti pubblici non economici
(tramite i Ministeri vigilanti)
Agli enti pubblici (ex art. 70 del
decreto legislativo n. 165/2001)
Agli enti di ricerca (tramite il
Ministero dell’universita’ e della
ricerca
Ai nuclei di valutazione
Agli organi di controllo interno
e, per conoscenza:
All’ARAN
Alla Scuola superiore della
pubblica amministrazione 1.
Premessa.

Si emana la presente direttiva, d’intesa con il Ministro
dell’economia e finanze, relativa alla disciplina prevista dalla
disposizione legislativa indicata in oggetto.
Il decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223, inerente, fra l’altro, il
contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, attualmente
in corso di conversione, prevede, all’art. 34, comma 1, che siano
individuati i trattamenti accessori massimi da attribuire ai titolari
di incarichi di uffici dirigenziali di livello generale, attribuiti
ai sensi dell’art. 19, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165. A tal fine la norma rinvia la determinazione dei
criteri per tale individuazione ad un apposito decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri, da emanarsi con il concerto del Ministro
per l’economia e le finanze.
2. Individuazione provvisoria dei trattamenti.
La finalita’ della disposizione, come in essa espressamente
chiarito, va ricercata nell’esigenza di stabilire principi di
contenimento della spesa e, soprattutto, di uniformita’ e
perequazione dei trattamenti economici accessori dei dipendenti in
questione, pur nel rispetto dei principi posti dall’art. 24 del
decreto legislativo citato. Essa, infatti, mira, tenendo conto dei
profili organizzativi e dei contenuti delle funzioni svolte, ad
evitare sostanziali ed eccessive differenze, spesso non
sufficientemente motivate, proprio in considerazione della struttura
e delle modalita’ di individuazione ed erogazione della retribuzione
accessoria del personale con qualifica dirigenziale.
Pertanto nello stipulare i contratti individuali relativi ad
incarichi di Segretario generale, di Capo dipartimento, di uffici
generali di livello generale si dovra’ definire il trattamento
economico accessorio in misura tale da assicurare ai dirigenti un
importo non superiore a quello in godimento ove confermati, ed un
importo corrispondente alla graduazione dell’ufficio, operata sulla
base delle disponibilita’ del fondo per la retribuzione di posizione
e di risultato, e comunque non superiore a quello riconosciuto al
precedente titolare in caso di attribuzione di un nuovo incarico.
Tali importi dovranno altresi’ considerare gli incrementi di cui ai
contratti collettivi nazionali di lavoro della dirigenza relativi al
quadriennio normativo ed ai bienni economici 2002-2005. Il
trattamento economico accessorio cosi’ definito dovra’ considerarsi
determinato in via provvisoria, rinviando la definitiva
determinazione a seguito dell’emanazione del decreto del Presidente
del Consiglio dei Ministri di cui all’art. 34, comma 1, del
decreto-legge n. 223/2006 con il quale saranno individuati i criteri
per i trattamenti accessori massimi da attribuire ai titolari di
incarichi di uffici dirigenziali generali.
Si rappresenta inoltre che i contratti individuali dovranno
contenere il richiamo al principio di onnicomprensivita’ retributiva,
nel senso che il trattamento economico riconosciuto remunera, oltre
le funzioni e i compiti attribuiti ai dirigenti, «qualsiasi incarico
ad essi conferito in ragione del loro ufficio o comunque conferito
dall’amministrazione presso cui prestano servizio o su designazione
della stessa» (art. 24, comma 3, decreto legislativo n. 165/2001).
Sul piano retributivo va tenuto presente che lo svolgimento dei
predetti incarichi aggiuntivi, da richiamare specificamente anche nel
provvedimento di attribuzione dell’incarico, trova la propria
disciplina di riferimento per quanto concerne il personale dirigente
dell’area I nell’art. 60 del contratto collettivo nazionale di lavoro
relativo al quadriennio normativo 2002-2005 ed in analoghe
disposizioni per gli altri comparti. La citata disposizione
contrattuale prevede che «allo scopo di remunerare i maggiori oneri e
responsabilita’ dei dirigenti che svolgono incarichi aggiuntivi,
viene loro corrisposta, in aggiunta alla retribuzione di posizione e
di risultato, una quota ai fini del trattamento accessorio in ragione
dell’impegno richiesto». Tale quota, in una misura ricompresa tra il
50 ed il 66% dei compensi relativi all’incarico svolto e confluiti
negli appositi fondi, dovra’ essere definita, per i dirigenti
incaricati di funzioni di livello generale, nel contratto
individuale.
3. Attivita’ di programmazione.
Piu’ in generale si coglie l’occasione per ricordare la necessita’
di un monitoraggio e una programmazione continua sulla spesa per i
contratti oggetto del nuovo intervento normativo. Infatti l’attuale
struttura della retribuzione dei dirigenti prevede che, per i
contratti individuali, la parte avente carattere accessorio, la quale
trova il suo finanziamento in un apposito fondo costituito presso
ciascuna amministrazione, sia composta dalla retribuzione di
posizione di parte variabile e da quella di risultato, cosi’ come
definita dal contratto collettivo nazionale stipulato nel 2001, la
prima quale corrispettivo delle funzioni attribuite e delle connesse
responsabilita’ e la seconda quale incentivo al raggiungimento degli
obiettivi annuali. Entrambe le voci retributive debbono essere
determinate in modo puntuale all’atto della stipula del contratto
individuale.
Risulta, pertanto, necessario, che l’amministrazione accerti
preventivamente che le risorse finanziarie disponibili consentano la
remunerazione di tutti gli incarichi conferiti e da conferire,
effettuando una stima preventiva dei relativi costi e tenendo conto
dei fattori in base ai quali procedere alla determinazione degli
importi relativi, poiche’ risulta evidente come, all’interno della
singola amministrazione, l’entita’ delle retribuzioni accessorie da
corrispondere e’ condizionata, dalla disponibilita’ del fondo.
4. Stipula contratti individuali.
Successivamente, all’atto della stipula del contratto individuale,
rimane ferma la necessita’ di fare riferimento al richiamato art. 24,
il quale, nel dettare i principi cui conformare la disciplina dei
trattamenti economici del personale dirigenziale, stabilisce che, per
gli incarichi richiamati, il trattamento economico accessorio sia
«collegato al livello di responsabilita’ attribuito con l’incarico di
funzione ed ai risultati conseguiti nell’attivita’ amministrativa e
di gestione» nonche’ di considerare anche altri aspetti, quali la
rilevanza e la collocazione istituzionale dell’ufficio da ricoprire.
Conseguentemente si ritiene opportuno che le singole amministrazioni
diano puntuale attuazione alla previsione anche con riferimento agli
incarichi relativi agli uffici di livello dirigenziale generale in
considerazione della complessita’ organizzativa delle strutture, del
personale assegnato e delle responsabilita’ previste.
Gli aspetti economici del contratto individuale e, nella specie, la
retribuzione accessoria, rivestono una particolare importanza anche
in relazione alla coerenza con gli obiettivi assegnati da perseguire
e con l’attivita’ da espletare, secondo la linea indicata dal decreto
legislativo n. 286 del 1999, in materia di valutazione del personale
con incarico dirigenziale in particolare per il riconoscimento del
trattamento economico per esso previsto.
Come evidenziato dalla relazione della Corte dei conti sul
risultato dell’indagine concernente «La gestione degli incarichi
dirigenziali nello Stato dopo la legge n. 145 del 2002», del
21 giugno 2006, in una amministrazione moderna, orientata ad una
logica di risultato, sarebbe opportuno valorizzare le risorse
destinate ad incentivare il raggiungimento degli o…

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