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ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 settembre 2006

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 settembre 2006 - Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare l'emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilita' nel territorio della Capitale della Repubblica. (Ordinanza n. 3543). (GU n. 228 del 30-9-2006)

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 26 settembre 2006

Interventi urgenti di protezione civile diretti a fronteggiare
l’emergenza determinatasi nel settore del traffico e della mobilita’
nel territorio della Capitale della Repubblica. (Ordinanza n. 3543).

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l’art. 107, comma 1, lettera c), del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito con
modificazioni dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del
4 agosto 2006 con il quale e’ stato dichiarato lo stato di emergenza
determinatosi nel settore del traffico e della mobilita’ nel
territorio della Capitale della Repubblica;
Considerato che la situazione emergenziale in atto nella citta’ di
Roma, relativa al traffico ed alla mobilita’, presenta peculiarita’
tali da condizionare negativamente la qualita’ della vita, le
relazioni sociali ed economiche dei cittadini per i suoi riflessi
indotti;
Considerato, inoltre, che la situazione di pregiudizio per i
cittadini e’ tale da richiedere l’adozione di provvedimenti
straordinari ed urgenti al fine di consentire l’esecuzione degli
interventi necessari al superamento dello stato di emergenza;
Considerato, altresi’, che le misure e gli interventi a tutt’oggi
attuati, in via ordinaria, non hanno consentito il superamento delle
problematiche emergenziali afferenti a specifici «fattori di
rischio», connessi alla situazione del traffico cittadino, e che
risulta necessario ed urgente predisporre e realizzare un programma
di interventi di emergenza, che consenta un miglioramento
significativo e rapido della situazione in atto e favorire il
ripristino delle normali condizioni di vita;
Ravvisata la necessita’ di dare immediata attuazione agli
interventi volti a fronteggiare l’emergenza venutasi a creare nel
territorio della Capitale della Repubblica;
Vista la nota del comune di Roma del 14 luglio 2006;
Sentito il Ministero dell’economia e delle finanze;
Acquisita l’intesa della regione Lazio;
Su proposta del Capo del dipartimento della protezione civile;
Dispone:
Art. 1.
1. In relazione alla situazione di grave crisi derivante dalle
complesse problematiche del traffico e della mobilita’ suscettibili
di compromettere la qualita’ della vita della collettivita’
interessata, il sindaco di Roma e’ nominato, fino al 31 dicembre
2008, commissario delegato per l’attuazione degli interventi volti a
fronteggiare l’emergenza dichiarata nel territorio della Capitale.
2. Il commissario delegato, anche avvalendosi di uno o piu’
soggetti attuatori, cui affidare specifici settori di intervento per
materia o progetti determinati, sulla base di direttive di volta in
volta impartite dal medesimo Commissario, provvede:
a) all’individuazione di misure efficaci per la disciplina del
traffico, della viabilita’, del controllo della sosta e per il
miglioramento della circolazione stradale, in particolare disponendo:
a1) per la realizzazione di parcheggi, aree pedonali, piste
ciclo-pedonali, strade e corsie riservate al trasporto pubblico e
zone a traffico limitato;
a2) per l’installazione di nuove tecnologie per il controllo
della sosta e della mobilita’, anche al di fuori delle zone a
traffico limitato, finalizzate alla identificazione dei veicoli per
l’irrogazione delle sanzioni amministrative, in deroga all’art. 1 del
decreto del Presidente della Repubblica 22 giugno 1999, n. 250;
a3) per il potenziamento dell’efficacia operativa del Corpo di
polizia municipale, stabilendo le misure organizzative ed impartendo
le necessarie direttive operative indispensabili ad assicurarne
l’ottimale utilizzazione ai fini della regolazione del traffico e
della mobilita’, anche in deroga agli articoli 4 e 7 della legge
7 marzo 1986, n. 65, agli articoli 42 e 48 del decreto legislativo
18 agosto 2000, n. 267, all’art. 13 della legge regionale 14 gennaio
2005, n. 1 e attivando contratti di lavoro subordinato a tempo
determinato in deroga agli articoli 35 e 36 del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165 e limitatamente al personale del Corpo di
polizia municipale all’art. 1, comma 198 della legge 23 dicembre
2005, n. 266, ricorrendo anche all’utilizzo delle graduatorie di
concorso oltre i limiti di vigenza temporale per esse previsti, nel
limite massimo di mille unita’ fermo restando, con riferimento al
restante personale comunale non del corpo di polizia municipale, il
rispetto dell’obbiettivo di economia di spesa fissato nell’art. 1,
comma 198, della legge n. 266/2005;
a4) per il compimento delle attivita’ conseguenti alla
rimozione dei veicoli, di cui all’art. 159 del decreto legislativo
30 aprile 1992, n. 285, secondo le procedure dettate dall’art. 103
dello stesso decreto legislativo e le disposizioni del decreto del
Ministro dell’interno 22 ottobre 1999, n. 460, i cui termini sono
comunque ridotti alla meta’;
b) alla predisposizione di un apposito piano parcheggi recante la
definizione urgente delle progettazioni e la successiva realizzazione
di parcheggi pertinenziali, a rotazione, sostitutivi e di scambio,
ovvero l’ampliamento e la riqualificazione di parcheggi gia’
esistenti, consentendone l’acquisizione in diritto di superficie o
comunque la disponibilita’, anche a privati, se del caso in deroga al
vincolo di pertinenzialita’ previsto dall’art. 9 della legge 24 marzo
1989, n. 122. A tal fine il commissario delegato acquisisce il parere
dei municipi territorialmente competenti, da esprimersi entro 15
giorni, trascorsi i quali il parere si intende favorevolmente
acquisito;
c) all’approvazione di un piano di interventi di riqualificazione
delle infrastrutture viarie ed alla conseguente urgente realizzazione
dei lavori, relativi, specificamente:
c1) alla rete viaria radiale e circolare della Capitale, anche
in coerenza con gli interventi programmati sul trasporto collettivo,
anche al fine di realizzare i «corridoi per la mobilita’ collettiva»
previsti nel piano regolatore generale adottato dal consiglio
comunale di Roma;
c2) ai nodi di interscambio facilmente accessibili dalle reti
viarie in corrispondenza dei terminali delle linee di trasporto
pubblico;
d) al potenziamento del trasporto pubblico locale, mediante
l’esecuzione, in termini di somma urgenza, di opere integrative o
complementari alle linee del trasporto rapido di massa gia’ attive o
in corso di realizzazione, delle opere suddette alle imprese gia’
operanti sulle stesse linee;
e) alla predisposizione, d’intesa con il Dipartimento della
protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con
il Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della
difesa civile del Ministero dell’interno, di uno studio di
progettazione ed alla successiva realizzazione di un’elisuperfice al
fine di fornire un adeguato supporto logistico ai mezzi impegnati
nelle attivita’ di soccorso.
3. Fermo restando quanto disposto dal successivo comma 4,
l’approvazione dei progetti da parte del commissario delegato
sostituisce, ad ogni effetto, visti, pareri, autorizzazioni e
concessioni di competenza di organi statali, regionali, provinciali e
comunali, costituisce, ove occorra, variante allo strumento
urbanistico generale e comporta dichiarazione di pubblica utilita’,
urgenza ed indifferibilita’ dei lavori, in deroga all’art. 98,
comma 2, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, salva
l’applicazione dell’art. 11 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 327 del 2001 e successive modifiche ed integrazioni,
anche prima dell’espletamento delle procedure espropriative, che si
svolgeranno con i termini di legge ridotti della meta’.
4. Per i progetti di interventi e di opere per cui e’ prevista
dalla normativa vigente la procedura di valutazione di impatto
ambientale statale o regionale, ovvero per progetti relativi ad opere
incidenti su beni sottoposti a tutela ai sensi del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, la procedura medesima deve essere
conclusa entro il termine massimo di 30 giorni dalla attivazione. In
caso di mancata espressione del parere o di motivato dissenso
espresso, alla valutazione stessa si procede in una apposita
conferenza di servizi, da concludersi entro quindici giorni dalla
convocazione. Nei casi di mancata espressione del parere o di
motivato dissenso espresso, in ordine a progetti di interventi ed
opere di competenza statale in sede di conferenza di servizi dalle
amministrazioni preposte alla tutela ambientale,
paesaggistico-territoriale o del patrimonio storico-artistico, la
decisione e’ rimessa al Presidente del Consiglio dei Ministri in
deroga alla procedura prevista dall’art. 14-quater della legge
7 agosto 1990, n. 241 e successive modificazioni e integrazioni, i
cui termini sono ridotti della meta’. Qualora la mancata espressione
del parere ovvero il dissenso siano riferiti a progetti di interventi
od opere di competenza regionale, la decisione e’ rimessa al
presidente della regione Lazio, che si esprime inderogabilmente entro
30 giorni dalla richiesta del sindaco di Roma-commissario delegato.
5. Il commissar…

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