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N. 35 RICORSO PER LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE 16 maggio 2002. Ricorso per questioni di legittimita’ costituzionale depositato in cancelleria il 16 maggio 2002

N. 35 RICORSO PER LEGITTIMITA' COSTITUZIONALE 16 maggio 2002. Ricorso per questioni di legittimita' costituzionale depositato in cancelleria il 16 maggio 2002 (del Presidente del Consiglio dei ministri) Ambiente (tutela dell') - Protezione dall'inquinamento elettromagnetico - Norme transitorie della Regione Puglia sui sistemi di telecomunicazioni e

N. 35 RICORSO PER LEGITTIMITA’ COSTITUZIONALE 16 maggio 2002.

Ricorso per questioni di legittimita’ costituzionale depositato in
cancelleria il 16 maggio 2002 (del Presidente del Consiglio dei
ministri)

Ambiente (tutela dell’) – Protezione dall’inquinamento
elettromagnetico – Norme transitorie della Regione Puglia sui
sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivi – Definizione delle
aree sensibili e previsione di criteri per l’identificazione e
perimetrazione finalizzati alla possibilita’ di localizzazioni
alternative degli impianti – Esorbitanza dalle competenze regionali
– Violazione dei principi fondamentali fissati dalla legge quadro
statale in materie di competenza legislativa concorrente (tutela
della salute e ordinamento della comunicazione).
– Legge della Regione Puglia 8 marzo 2002, n. 5 (in particolare,
artt. 3, comma 1, lettera m), e 4, comma 1).
– Costituzione, art. 117, comma secondo, (recte: terzo); legge 22
febbraio 2001, n. 36 (in particolare, art. 8, comma 1).
Ambiente (tutela dell’) – Protezione dall’inquinamento
elettromagnetico – Norme transitorie della Regione Puglia sui
sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivi – Divieto di
installazione di sistemi radianti relativi agli impianti di
emittenza radiotelevisiva e di stazioni radiobase per telefonia
mobile su determinati edifici – Denunciato contenuto diverso ed
eccedente rispetto al parametro fissato dalla legge statale.
– Legge della Regione Puglia 8 marzo 2002, n. 5 (in particolare, art.
10, comma 1).
– Costituzione, art. 117, comma secondo (recte: terzo); legge 22
febbraio 2001, n. 36 (in particolare, art. 16); decreto del
Ministro dell’ambiente 10 settembre 1998, n. 381, art. 4.
Ambiente (tutela dell’) – Protezione dall’inquinamento
elettromagnetico – Norme transitorie della Regione Puglia sui
sistemi di telecomunicazioni e radiotelevisivi – Localizzazione
degli impianti – Divieto nelle aree vincolate (ex d.lgs. n. 490 del
1999), classificate di interesse storico-architettonico, di pregio
storico culturale e testimoniale nonche’ nei parchi ed aree
protette – Asserita violazione della competenza esclusiva statale
in materia ambientale – Contrasto con la previsione legislativa di
apposito regolamento finalizzato alla tutela dell’ambiente e del
paesaggio.
– Legge della Regione Puglia 8 marzo 2002, n. 5 (in particolare, art.
10, comma 2).
– Costituzione, art. 117, comma primo, (recte: secondo), lettera s)
(nel testo novellato); legge 22 febbraio 2001, n. 36, art. 5, comma
1.

(GU n. 27 del 10-7-2002)
Ricorso del Presidente del Consiglio dei ministri, rappresentato
e difeso dall’Avvocatura generale dello Stato.
Contro la regione Puglia, in persona del Presidente della Giunta
regionale, per la dichiarazione di illegittimita’ costituzionale
della legge regionale 8 marzo 2002, n. 5 “Norme transitorie per la
tutela dell’inquinamento elettromagnetico prodotto da sistemi di
telecomunicazioni e radiotelevisivi operanti nell’intervallo di
frequenza fra Ohz e 300 Ghz”, in particolare delle disposizioni di
cui agli articoli 3, comma 1, lettera m), 4, comma 1, 10, commi 1 e 2
(pubblicata nel B.U.R. n. 32 dell’11 marzo 2002).
Come espressamente risulta dall’art. 1 della legge impugnata, la
finalita’ della legge medesima e’ quella di assicurare “…la tutela
dell’ambiente dall’inquinamento elettromagnetico connesso al
funzionamento e all’esercizio degli impianti per telecomunicazione e
radiotelevisivi…”.
Si deve al riguardo osservare, in linea generale, che lo Stato ha
legislazione esclusiva nella materia della tutela ambientale
(art. 117, primo comma, lett. s, della Costituzione, nel testo
novellato dalla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3). Mentre
costituiscono materie di legislazione concorrente (art. 117, secondo
comma) quelle della tutela della salute e dell’ordinamento della
comunicazione con conseguente potesta’ legislativa dello Stato nella
determinazione dei principi fondamentali.
Cio’ premesso, l’impugnata legge regionale appare invasiva della
competenza statale, come sopra attribuita dall’art. 117 Cost.,
relativamente alle disposizioni seguenti.
1. – L’art. 3, comma 1, lett. m), definisce le aree sensibili,
come quelle “per le quali le amministrazioni comunali, su
regolamentazione regionale, possono prescrivere localizzazioni
alternative degli impianti, in considerazione della particolare
densita’ abitativa, della presenza di infrastrutture e/o servizi a
elevata intensita’ d’uso, nonche’ dello specifico interesse
storico-architettonico e paesaggistico-ambientale”.
Correlativamente, l’art. 4, comma 1, dispone che “La regione…
detta i criteri generali per la localizzazione degli impianti,
nonche’ i criteri inerenti l’identificazione delle “aree sensibili e
la relativa perimetrazione”.
Le disposizioni suindicate eccedono dalle competenze regionali,
la materia essendo infatti disciplinata da principi fondamentali
fissati con la legge statale 22 febbraio 2001, n. 36 “Legge quadro
sulla protezione delle esposizioni a campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici”.
Invero, l’art. 8, comma 1, della legge quadro n. 36/2001,
nell’individuare le competenze regionali, prescrive che esse si
esercitano “nel rispetto dei limiti di esposizione, dei valori di
attenzione e degli obiettivi di qualita’ nonche’ dei criteri e delle
modalita’ fissati dallo Stato…”. Mentre le impugnate disposizioni
della legge regionale n. 5 del 2002, definendo le “aree sensibili” e
prevedendo i criteri per l’identificazione e perimetrazione,
introducono nozioni estranee alla legislazione statale di principio e
con essa si pongono in contrasto.
2. – L’art. 10, comma 1, della legge impugnata vieta
“l’installazione di sistemi radianti relativi agli impianti di
emittenza radiotelevisiva e di stazioni radio base per telefonia
mobile, su ospedali, casi di cura e di riposo, scuole e asili nido”.
Va al riguardo osservato che, in via transitoria ed in mancanza
dei decreti di cui all’art. 4, comma 2, della legge quadro n. 36 del
2001, l’art. 16 della medesima legge quadro prescrive che siano
applicabili, tra l’altro, le disposizioni del decreto 10 settembre
1998, n. 381, del Ministro dell’ambiente (G.U. 3 novembre 1998,
n. 257).
L’art. 4 di tale decreto ministeriale assume come unico parametro
il campo di valore elettromagnetico; sicche’ il divieto assoluto
contenuto nell’art. 10, comma 1, della legge impugnata presenta un
contenuto diverso ed eccedente rispetto al parametro richiamato dalla
legge quadro n. 36 del 2001.
3. – L’art. 10, comma 2, della legge impugnata vieta la
localizzazione degli impianti (di cui all’art. 2, comma 1) nelle aree
vincolate ai sensi del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490,
nelle aree classificate di interesse storico-architettonico, nelle
aree di pregio storico, culturale e testimoniale, nonche’ nei parchi
ed aree protette.
Tale disposizione invade, in primo luogo, la competenza esclusiva
in materia ambientale attribuita allo Stato dall’art. 117, comma 1,
lett. s), della Costituzione, nel testo novellato.
La medesima disposizione contrasta inoltre con l’art. 5, comma 1,
della legge quadro n. 36 del 2001, che riserva ad apposito
regolamento, di competenza statale, l’adozione di misure specifiche
finalizzate alla tutela dell’ambiente e del paesaggio.

P. Q. M.
Si richiede che venga dichiarata costituzionalmente illegittima
la legge della Regione Puglia 8 marzo 2002, n. 5, nei suoi articoli
3, comma 1, lettera m), 4, comma 1, 10, commi 1 e 2.
Con l’originale notificato del presente ricorso saranno prodotti:
1) estratto della deliberazione del Consiglio dei ministri
del 3 maggio 2002;
2) copia della legge regionale 8 marzo 2002, n. 5.
Roma, addi’ 9 maggio 2002
L’avvocato dello Stato: Ivo Braguglia
02C0471

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