N. 328 SENTENZA 1 - 9 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Imposte sui redditi - Cessione di terreni edificabili - Plusvalenze realizzate - Criteri di determinazione dell'imponibile - Diversificazione in relazione a manifestazioni di ricchezza ritenute sostanzialmente identiche - Richiesta di intervento spettante al legislatore, precluso alla Corte - Geologi.info | Geologi.info

N. 328 SENTENZA 1 – 9 luglio 2002. Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale. Imposte sui redditi – Cessione di terreni edificabili – Plusvalenze realizzate – Criteri di determinazione dell’imponibile – Diversificazione in relazione a manifestazioni di ricchezza ritenute sostanzialmente identiche – Richiesta di intervento spettante al legislatore, precluso alla Corte

N. 328 SENTENZA 1 - 9 luglio 2002. Giudizio di legittimita' costituzionale in via incidentale. Imposte sui redditi - Cessione di terreni edificabili - Plusvalenze realizzate - Criteri di determinazione dell'imponibile - Diversificazione in relazione a manifestazioni di ricchezza ritenute sostanzialmente identiche - Richiesta di intervento spettante al legislatore, precluso alla Corte - Inammissibilita' ........

N. 328 SENTENZA 1 – 9 luglio 2002.

Giudizio di legittimita’ costituzionale in via incidentale.

Imposte sui redditi – Cessione di terreni edificabili – Plusvalenze
realizzate – Criteri di determinazione dell’imponibile –
Diversificazione in relazione a manifestazioni di ricchezza
ritenute sostanzialmente identiche – Richiesta di intervento
spettante al legislatore, precluso alla Corte – Inammissibilita’
della questione.
– D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 82, comma 2, come modificato
dall’art. 11, comma 1, lettera g), della legge 30 dicembre 1991,
n. 413.
– Costituzione, artt. 3 e 53.
Imposte sui redditi – Cessione di terreni edificabili – Plusvalenze
realizzate dagli acquirenti a titolo gratuito Determinazione del
valore iniziale dell’area – Diversita’ di trattamento tributario
dei soggetti che cedono i terreni prima o dopo l’inizio della
lottizzazione o delle opere per la edificabilita’ – Richiesta di
intervento sottratto alla Corte – Inammissibilita’ della questione.
– D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 82, comma 2, come modificato
dall’art. 11, comma 1, lettera g), della legge 30 dicembre 1991,
n. 413.
– Costituzione, artt. 3 e 53.
Imposte sui redditi – Cessione di terreni edificabili – Tassazione di
plusvalenze di lungo periodo, o fittizie, imputabili a inflazione
monetaria – Mancanza di correttivi idonei ad ovviare a tale effetto
– Non fondatezza della questione.
– D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 82, comma 2.
– Costituzione, artt. 3 e 53.
Imposte sui redditi – Cessione di terreni edificabili – Tassazione di
plusvalenze realizzate – Possibilita’ di prelievo fiscale anche su
cespiti patrimoniali di istituzioni assistenziali (IPAB) senza fini
di lucro – Lamentata violazione dei principi di eguaglianza, di
solidarieta’ e sussidiarieta’ – Non fondatezza della questione.
– D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, artt. 82 e 108 (in combinato
disposto).
– Costituzione, artt. 2, 3, 11 e 53.
Rilevanza della questione – Motivazione addotta dal giudice
rimettente – Sufficienza.
Imposta sui redditi – Terreni suscettibili di utilizzazione
edificatoria – Acquisto per successione o donazione – Plusvalenze
tassabili – Valore iniziale di acquisto del bene – Rivalutazione in
base alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo per le
famiglie e gli impiegati, gia’ disposta per gli acquisti a titolo
oneroso – Omessa previsione – Violazione del principio di
eguaglianza e ragionevolezza – Illegittimita’ costituzionale in
parte qua.
– D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917, art. 82, comma 2, ultimo periodo,
come modificato dall’art. 11, comma 1, lettera g), della legge 30
dicembre 1991, n. 413.
– Costituzione, art. 3.

(GU n. 28 del 17-7-2002)
LA CORTE COSTITUZIONALE
composta dai signori:
Presidente: Cesare RUPERTO;
Giudici: Massimo VARI, Riccardo CHIEPPA, Gustavo ZAGREBELSKY,
Valerio ONIDA, Carlo MEZZANOTTE, Fernanda CONTRI, Guido NEPPPI
MODONA, Piero Alberto CAPOTOSTI, Annibale MARINI, Giovanni Maria
FLICK, Francesco AMIRANTE, Ugo DE SIERVO, Romano VACCARELLA;

ha pronunciato la seguente

Sentenza

nei giudizi di legittimita’ costituzionale dell’art. 82, comma 2, del
decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi), promossi
con ordinanze emesse il 13 febbraio 2001 dalla Commissione tributaria
provinciale di Cuneo ed il 10 aprile 2000 dalla Commissione
tributaria regionale di Bologna, e nel giudizio di legittimita’
costituzionale degli artt. 82 e 108 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 917 del 1986, promosso con ordinanza emessa il 2 maggio
2001 dalla Commissione tributaria provinciale di Forli’,
rispettivamente iscritte ai numeri 280, 284 e 806 del registro
ordinanze 2001 e pubblicate nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
numeri 17 e 41, 1a serie speciale, dell’anno 2001.
Visti gli atti di costituzione di Fiocchi Pier Paolo ed altro e
della Casa di Riposo Pietro Zangheri di Forli’ nonche’ gli atti di
intervento del Presidente del Consiglio dei ministri;
Udito nell’udienza pubblica del 7 maggio 2002 il giudice relatore
Annibale Marini;
Uditi gli avvocati Massimo Turchi per Fiocchi Pier Paolo ed
altro, Giancarlo Fanzini per la Casa di Riposo Pietro Zangheri di
Forli’ e l’avvocato dello Stato Giancarlo Mando’ per il Presidente
del Consiglio dei ministri.

Ritenuto in fatto

1. – Con ordinanza del 13 febbraio 2001, la Commissione
tributaria provinciale di Cuneo, nel corso di un giudizio di
impugnazione di avvisi di accertamento emessi dall’Ufficio Imposte
dirette di Cuneo, ha sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 53
della Costituzione, questione di legittimita’ costituzionale
dell’art. 82, comma 2, secondo (recte: ultimo) periodo, del decreto
del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917
(Approvazione del testo unico delle imposte sui redditi), come
modificato dall’art. 11, comma 1, lettera g), della legge 30 dicembre
1991, n. 413 (Disposizioni per ampliare le basi imponibili, per
razionalizzare, facilitare e potenziare l’attivita’ di accertamento;
disposizioni per la rivalutazione obbligatoria dei beni immobili
delle imprese, nonche’ per riformare il contenzioso e per la
definizione agevolata dei rapporti tributari pendenti; delega al
Presidente della Repubblica per la concessione di amnistia per reati
tributari; istituzioni dei centri di assistenza fiscale e del conto
fiscale), nella parte in cui non prevede – ai fini della tassazione
delle plusvalenze realizzate mediante cessione a titolo oneroso di
terreni suscettibili di utilizzazione edificatoria – che anche il
valore di acquisto dei terreni pervenuti al contribuente per effetto
di successione o donazione sia rivalutato in base alla variazione
dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed
impiegati, cosi’ come previsto per i terreni acquistati a titolo
oneroso.
Ad avviso del rimettente la norma censurata determinerebbe, in
sostanza, una irragionevole disparita’ di trattamento fiscale, non
sanabile in via interpretativa, fra situazioni rappresentative di
identica capacita’ contributiva.
2. – E’ intervenuto nel giudizio il Presidente del Consiglio dei
ministri, rappresentato e difeso dalla Avvocatura generale dello
Stato, concludendo per la inammissibilita’ o l’infondatezza della
questione.
In via preliminare, l’Avvocatura eccepisce la mancanza di una
adeguata motivazione in ordine alla rilevanza della questione.
Nel merito, la disciplina prevista dalla norma censurata sarebbe
frutto – secondo la difesa della parte pubblica – di una non
irragionevole scelta discrezionale del legislatore, giustificata
dalle diverse caratteristiche delle situazioni messe a confronto. Nel
caso di beni pervenuti a titolo gratuito, infatti, l’insussistenza di
un esborso da parte dell’acquirente giustificherebbe, in base a
valutazioni di ordine politico, sociale ed economico rimesse appunto
alla discrezionalita’ del legislatore, la mancata adozione di
meccanismi correttivi dei fattori inflattivi.
3. – Con ordinanza del 10 aprile 2000, la Commissione tributaria
regionale di Bologna – nel corso di un giudizio avente ad oggetto la
ripetizione di imposta ILOR corrisposta sulla plusvalenza scaturente
dalla cessione di area suscettibile di utilizzazione edificatoria,
acquistata per successione ereditaria – ha, sotto diversi profili,
sollevato, in riferimento agli artt. 3 e 53 della Costituzione,
questione di legittimita’ costituzionale dell’intero comma 2
dell’art. 82 del d.P.R. n. 917 del 1986, come modificato
dall’art. 11, comma 1, lettera g), della legge n. 413 del 1991.
Ad avviso del rimettente, la norma impugnata contrasterebbe, in
primo luogo, con gli indicati parametri costituzionali per il fatto
stesso di prevedere, per un medesimo presupposto di imposta (la
plusvalenza conseguente alla cessione a titolo oneroso di aree
fabbricabili), ben cinque diversi criteri per la determinazione del
valore iniziale del terreno.
Priva di qualsiasi giustificazione, in particolare, sarebbe la
previsione di una diversa disciplina per le ipotesi di cessione di
area edificabile, acquistata a titolo gratuito, a seconda che questa
sia anteriore ovvero successiva all’inizio della lottizzazione o
all’inizio della esecuzione delle opere edili, con fissazione, solo
nella seconda ipotesi, del valore iniziale dell’area al momento di
inizio delle indicate attivita’ invece che a quello di acquisto.
Secondo il rimettente si riserverebbe in tal modo, del tutto
irragionevolmente, un trattamento fiscale piu’ vantaggioso ad una
condotta – quella dell’acquirente a titolo gratuito che proceda a
lottizzazione – caratterizzata da un intento speculativo assente
invece nell’altra ipotesi.
Anche la Commissione tributaria regionale di Bologna – cosi’ come
la Commissione tributaria provinciale di Cuneo – ritiene poi in
contrasto con gli indicati parametri costituzionali la disparita’ di
trattamento tra acquirenti a titolo oneroso e acquirenti a titolo
gratuito quanto alla rivalutazione del prezzo di acquisto,
riconosciuta ai primi ma non ai secondi, e piu’ in generale prospetta
come lesiva dell’art. 53 della Costituzione la sottoposizione a
tassazione di plusvalenze fittizie in quanto frutto, in massima
parte, della inflazione monetaria e cio’ in presenza di meccanismi
predisposti, in analoghe ipotesi, dal legislatore…

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