MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 - Regolamento concernente i criteri per l'esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) - (GU n. 72 del 29-3-2011 - Geologi.info | Geologi.info

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 – Regolamento concernente i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) – (GU n. 72 del 29-3-2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO - DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 - Regolamento concernente i criteri per l'esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) - (GU n. 72 del 29-3-2011 - Suppl. Ordinario n.83) note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/04/2011

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO

DECRETO 18 gennaio 2011 , n. 31

Regolamento concernente i criteri per l’esecuzione dei controlli
metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento
automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22,
attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069)

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

Allegato

Parte di provvedimento in formato grafico

Capo I CRITERI

IL MINISTRO
DELLO SVILUPPO ECONOMICO

Visto l’articolo 117, secondo comma, lettera r), della
Costituzione;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Visto il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, recante
attuazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di
misura;
Vista la legge 15 marzo 1997, n. 59, concernente la delega al
Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed
enti locali, per la riforma della pubblica amministrazione e per la
semplificazione amministrativa;
Visto il decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, concernente il
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni ed agli enti locali, ed, in particolare, gli articoli 20 e
50, relativi all’attribuzione delle funzioni degli uffici metrici
provinciali alle Camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura, e l’articolo 47, comma 2, che conserva allo Stato le
funzioni amministrative concernenti la definizione, nei limiti della
normativa comunitaria di norme tecniche uniformi e standard di
qualita’ per prodotti e servizi;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, di riforma
dell’organizzazione del Governo a norma dell’articolo 11 della legge
15 marzo 1997, n. 59, e le successive modificazioni ed in particolare
l’articolo 29, comma 2, relativo alla facolta’ da parte del Ministero
dello sviluppo economico di avvalersi degli uffici delle Camere di
commercio;
Visto il decreto legislativo 5 settembre 2000, n. 256, che reca
norme di attuazione dello statuto speciale della regione
Friuli-Venezia Giulia concernente il trasferimento alle Camere di
commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali
metrici;
Visto il decreto legislativo 1° marzo 2001, n. 113, che reca norme
di attuazione dello statuto speciale della regione Trentino-Alto
Adige concernente, tra l’altro, il trasferimento alle Camere di
commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici provinciali
metrici;
Visto il decreto legislativo 16 marzo 2001, n. 143, che reca norme
di attuazione dello statuto speciale della Regione siciliana
concernente il trasferimento alle Camere di commercio delle funzioni
e dei compiti degli uffici provinciali metrici;
Vista la legge regionale 20 maggio 2002, n. 7, concernente il
riordino dei servizi camerali della Valle d’Aosta e che istituisce la
Camera valdostana delle imprese e delle professioni – Chambre
valdôtaine des entreprises et des activites liberales;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2003, n. 167, concernente
norme di attuazione dello Statuto speciale della regione Sardegna per
il trasferimento alle Camere di commercio delle funzioni e dei
compiti degli uffici metrici provinciali e degli uffici provinciali
dell’industria, del commercio e dell’artigianato;
Vista la legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione in legge, con
modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, recante
disposizioni urgenti in materia di riordino delle attribuzioni della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e dei Ministeri;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 6 luglio
1999, concernente l’individuazione dei beni e delle risorse degli
uffici metrici provinciali da trasferire alle Camere di commercio, a
decorrere dal 1° gennaio 2000 ed in particolare l’articolo 5, comma
2, che attribuisce le funzioni e le risorse dell’ufficio metrico
provinciale di Aosta alla regione Valle d’Aosta, ai sensi del decreto
luogotenenziale del Capo Provvisorio dello Stato 23 dicembre 1946, n.
532, a decorrere dal 1° gennaio 2000;
Visto il decreto 29 agosto 2007 che incarica le Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura di svolgere la
vigilanza sul mercato di cui all’articolo 14 del decreto legislativo
2 febbraio 2007, n. 22;
Visto in particolare l’articolo 19, comma 2, del citato decreto
legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, secondo cui il Ministro dello
sviluppo economico stabilisce, con uno o piu’ decreti, i criteri per
l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti di
misura disciplinati dal predetto decreto legislativo;
Esperita la procedura di informazione prevista dalla direttiva
98/34/CE che codifica la procedura di notifica 83/189/CEE recepita
con legge 21 giugno 1986, n. 317, e successive modificazioni e
integrazioni;
Udito il parere del Consiglio di Stato espresso dalla Sezione
consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del 18 gennaio 2010;
Vista la comunicazione alla Presidenza del Consiglio dei Ministri,
a norma dell’articolo 17, comma 3 della citata legge n. 400/1988, con
nota n. 24774 dell’11 novembre 2010;

Adotta

il seguente regolamento:

Art. 1

Campo di applicazione

1. Il presente decreto si applica ai controlli successivi relativi
agli strumenti per pesare a funzionamento automatico, definiti
nell’allegato MI-006 del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22,
e conformi alle prescrizioni del medesimo decreto.

N O T E
Avvertenza:
– Il testo delle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n.1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
Note alle premesse:
– Si riporta il testo dell’art. 117, secondo comma,
lettera r), della Costituzione:
«Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti
materie:
a)-q) (omissis);
r) pesi, misure e determinazione del tempo;
coordinamento informativo statistico e informatico dei dati
dell’amministrazione statale, regionale e locale; opere
dell’ingegno;»
– Si riporta il testo dell’art. 17, comma 3, della
legge 23 agosto 1988, n. 400, recante: «Disciplina
dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri»:
«3. Con decreto ministeriale possono essere adottati
regolamenti nelle materie di competenza del ministro o di
autorita’ sottordinate al ministro, quando la legge
espressamente conferisca tale potere. Tali regolamenti, per
materie di competenza di piu’ ministri, possono essere
adottati con decreti interministeriali, ferma restando la
necessita’ di apposita autorizzazione da parte della legge.
I regolamenti ministeriali ed interministeriali non possono
dettare norme contrarie a quelle dei regolamenti emanati
dal Governo. Essi debbono essere comunicati al Presidente
del Consiglio dei ministri prima della loro emanazione.»
– Il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22,
recante attuazione della direttiva 2004/22/CE relativa agli
strumenti di misura, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
17 marzo 2007, n. 64, S.O.
– La direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di
misura, e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. L 135 del
30 aprile 2004.
– La legge 15 marzo 1997, n. 59, concernente la delega
al Governo per il conferimento di funzioni e compiti alle
regioni ed enti locali, per la riforma della pubblica
amministrazione e per la semplificazione amministrativa, e’
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 17 marzo 1997, n. 63,
S.O.
– Si riporta il testo degli articoli 20, 50 e 47, comma
2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112
(Conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello
Stato alle regioni ed agli enti locali, in attuazione del
capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59):
«Art. 20 (Funzioni delle camere di commercio, industria
artigianato e agricoltura). – 1. Sono attribuite alle
camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura
le funzioni esercitate dagli uffici metrici provinciali e
dagli uffici provinciali per l’industria, il commercio e
l’artigianato, ivi comprese quelle relative ai brevetti e
alla tutela della proprieta’ industriale.
2. Presso le camere di commercio, industria,
artigianato e agricoltura e’ individuato un responsabile
delle attivita’ finalizzate alla tutela del consumatore e
della fede pubblica, con particolare riferimento ai compiti
in materia di controllo di conformita’ dei prodotti e
strumenti di misura gia’ svolti dagli uffici di cui al
comma 1.»
«Art. 50 (Accorpamenti e soppressioni di strutture
amministrative e statali e attribuzione di beni e risorse).
– 1. Sono soppressi gli uffici metrici provinciali e gli
uffici provinciali per l’industria, il commercio e
l’artigianato. Sono, inoltre, soppressi gli uffici
periferici gia’ appartenenti all’Agenzia per la promozione
dello sviluppo per il Mezzogiorno (Agensud), a decorrere
dalla conclusione delle operazioni previste per la gestione
stralcio.
2.
3.
4. Il personale e le dotazioni tecniche degli uffici
metrici provinciali e degli uffici provinciali per
l’industria, il commercio e l’artigianato sono trasferiti
alle camere di commercio, industria, artigianato e
agricoltura.»
«2. Sono conservate, altresi’, allo Stato le funzioni
amministrative concernenti la definizione, nei limiti della
normativa comunitaria, di norme tecniche uniformi e
standard di qualita’ per prodotti e servizi, di
caratteristiche merceologiche dei prodotti, ivi compresi
quelli alimentari e dei servizi, nonche’ le condizioni
generali di sicurezza negli impianti e nelle produzioni,
ivi comprese le strutture ricettive.»
– Si riporta il testo dell’art. 29, comma 2, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, di riforma
dell’organizzazione del Governo a norma dell’art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59:
«2. Il Ministero delle attivita’ produttive si avvale
degli uffici territoriali di Governo, nonche’, sulla base
di apposite convenzioni, delle camere di commercio,
industria, artigianato e agricoltura.»
– Il decreto legislativo 5 settembre 2000, n. 256, che
reca norme di attuazione dello statuto speciale della
regione Friuli-Venezia Giulia concernente il trasferimento
alle Camere di commercio delle funzioni e dei compiti degli
uffici provinciali metrici, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 15 settembre 2000, n. 216.
– Il decreto legislativo 1° marzo 2001, n. 113, che
reca norme di attuazione dello statuto speciale della
regione Trentino-Alto Adige concernente, tra l’altro, il
trasferimento alle Camere di commercio delle funzioni e dei
compiti degli uffici provinciali metrici, e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 12 aprile 2001, n. 86.
– Il decreto legislativo 16 marzo 2001, n. 143, che
reca norme di attuazione dello statuto speciale della
Regione siciliana concernente il trasferimento alle Camere
di commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici
provinciali metrici, e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
23 aprile 2001, n. 94.
– La legge regionale 20 maggio 2002, n. 7, concernente
il riordino dei servizi camerali della Valle d’Aosta e che
istituisce la Camera valdostana delle imprese e delle
professioni – Chambre valdôtaine des entreprises et des
activites liberales, e’ pubblicata nel B.U. Valle d’Aosta
11 giugno 2002, n. 25.
– Il decreto legislativo 23 maggio 2003, n. 167,
concernente norme di attuazione dello Statuto speciale
della regione Sardegna per il trasferimento alle Camere di
commercio delle funzioni e dei compiti degli uffici metrici
provinciali e degli uffici provinciali dell’industria, del
commercio e dell’artigianato, e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 11 luglio 2003, n. 159.
– La legge 17 luglio 2006, n. 233, di conversione in
legge, con modificazioni, del decreto-legge 18 maggio 2006,
n. 181, recante disposizioni urgenti in materia di riordino
delle attribuzioni della Presidenza del Consiglio dei
Ministri e dei Ministeri, e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 17 luglio 2006, n. 164.
– Il decreto 29 agosto 2007 che incarica le Camere di
commercio, industria, artigianato e agricoltura di svolgere
la vigilanza sul mercato di cui all’art. 14 del decreto
legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, e’ pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale 27 settembre 2007, n. 225.
– Si riporta il testo dell’art. 14 del decreto
legislativo 2 febbraio 2007, n. 22 di Attuazione della
direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di misura:
«Art. 14 (Vigilanza sul mercato). – 1. I soggetti
individuati con successivo decreto ministeriale, diversi da
quelli di cui all’art. 9, svolgono attivita’ di vigilanza
sul mercato.
2. Il Ministero dello sviluppo economico e’ l’autorita’
competente per lo scambio di informazioni con gli altri
Stati membri e con la Commissione europea.»
– Si riporta il testo dell’art. 19, comma 2, del
decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22 di attuazione
della direttiva 2004/22/CE relativa agli strumenti di
misura:
«2. Il Ministro dello sviluppo economico stabilisce,
con uno o piu’ decreti, i criteri per l’esecuzione dei
controlli metrologici successivi sugli strumenti di misura
disciplinati dal presente decreto dopo la loro immissione
in servizio.»
– La direttiva 98/34/CE che codifica la procedura di
notifica 83/189/CEE sono pubblicate rispettivamente nella
Gazzetta Ufficiale n. L 204 del 21 luglio 1998 e Gazzetta
Ufficiale n. L 109 del 26 aprile 1983.
– La legge 21 giugno 1986, n. 317 (Procedura
d’informazione nel settore delle norme e regolamentazioni
tecniche e delle regole relative ai servizi della societa’
dell’informazione in attuazione della direttiva 98/34/CE
del Parlamento europeo e del Consiglio del 22 giugno 1998,
modificata dalla direttiva 98/48/CE del Parlamento europeo
e del Consiglio del 20 luglio 1998), e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 2 luglio 1986, n. 151.
Note all’art. 1:
– Per il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, si
veda nelle note alle premesse.

Capo I CRITERI

Art. 2

Definizioni

1. Ai fini del presente decreto si intende per:
a) «decreto»: il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22;
b) «allegato MI-006»: l’allegato MI-006 del decreto legislativo 2
febbraio 2007, n. 22;
c) «bilance automatiche»: gli strumenti per pesare a
funzionamento automatico definiti nell’allegato MI-006, immessi in
servizio nel rispetto delle prescrizioni del decreto;
d) «funzione di misura legale»: la funzione di misura
giustificata da motivi di interesse pubblico, sanita’ pubblica,
sicurezza pubblica, ordine pubblico, protezione dell’ambiente, tutela
dei consumatori, imposizione di tasse e di diritti e lealta’ delle
transazioni commerciali;
e) «verificazione periodica di bilance automatiche»: il controllo
metrologico legale periodico effettuato, per l’accertamento del
rispetto di specifici requisiti secondo definite procedure, sulle
bilance automatiche dopo la loro messa in servizio secondo
periodicita’ definita in funzione del tipo di appartenenza o a
seguito di riparazione per motivo qualsiasi, comportante rimozione di
etichette o di ogni altro sigillo di garanzia anche di tipo
elettronico;
f) «controlli metrologici casuali»: i controlli metrologici
legali effettuati su strumenti in servizio diversi da quelli della
lettera e), ivi compresi quelli effettuati in sede di sorveglianza,
eseguiti su bilance automatiche in servizio intesi ad accertare il
loro corretto funzionamento ed utilizzo;
g) «controlli successivi»: i controlli metrologici legali di cui
alle lettere e) ed f), eseguiti sulle bilance automatiche dopo la
loro messa in servizio;
h) «Raccomandazione OIML»: Raccomandazione pubblicata
dall’Organizzazione internazionale di metrologia legale;
i) «sigilli legali»: i sigilli applicati sulle bilance
automatiche dagli organismi notificati, dai fabbricanti che accertano
la conformita’ dei propri strumenti secondo gli allegati del decreto,
dai laboratori autorizzati dall’Unione Italiana delle camere di
commercio e dalle Camere stesse;
l) «Unioncamere»: l’Unione Italiana delle Camere di commercio.

Note all’art. 2:
– Per il decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, si
veda nelle note alle premesse.

Capo I CRITERI

Art. 3

Controlli successivi

1. Le bilance automatiche, qualora utilizzate per le funzioni di
misura legali, sono sottoposte ai seguenti controlli successivi:
a) verificazione periodica;
b) controlli metrologici casuali.
2. In sede di controlli successivi alle bilance automatiche non
possono essere aggiunti ulteriori sigilli legali rispetto a quelli
gia’ previsti negli attestati di esame CE del tipo o di progetto
rilasciati dagli organismi notificati.

Capo I CRITERI

Art. 4

Criteri per la verificazione periodica

1. La periodicita’ della verificazione delle bilance automatiche e’
fissata nell’allegato I.
2. Gli errori massimi tollerati nella verificazione periodica delle
bilance automatiche sono pari a quelli specificati nell’allegato
MI-006 in sede di verificazione iniziale o di procedura analoga per
le classi di accuratezza e per i tipi corrispondenti.
3. In occasione della prima verificazione periodica le bilance
automatiche sono dotate, senza onere per l’utente interessato, di un
libretto metrologico a cura del laboratorio che esegue detta
verificazione, ove non vi abbia gia’ provveduto il fabbricante.
4. L’utente metrico esibisce, su richiesta degli incaricati dei
controlli metrologici legali, per ogni strumento il relativo libretto
metrologico che riporta cronologicamente gli interventi effettuati.
5. Nell’allegato III sono riportati i disegni cui devono
conformarsi:
a) il contrassegno attestante l’esito positivo della
verificazione periodica;
b) il contrassegno da applicare sugli strumenti riscontrati non
conformi in sede di verificazione periodica o di controlli casuali.
6. Nel caso di strumenti gia’ in uso, il libretto metrologico di
cui al comma 3 sara’ fornito da chi effettua la verificazione
periodica successivamente alla data di entrata in vigore del presente
decreto.

Capo I CRITERI

Art. 5

Criteri per i controlli metrologici casuali

1. Nei controlli casuali sono effettuate, secondo i casi, una o
piu’ prove previste per la verificazione periodica di cui
all’articolo 4.
2. Gli errori massimi tollerati nei controlli casuali delle bilance
automatiche dei vari tipi previsti dall’allegato MI 006 sono pari a
quelli fissati per le ispezioni in servizio, in corrispondenza alla
pertinente classe di accuratezza, dalla relativa Norma armonizzata o
Raccomandazione OIML.
3. Nei casi in cui le pertinenti Norme armonizzate o
Raccomandazioni OIML (documenti normativi) non prevedono errori
specifici per le verifiche sugli strumenti in servizio, gli errori
massimi tollerati in sede di controlli casuali sono superiori del 50%
rispetto a quelli fissati nell’allegato MI-006.

Capo I CRITERI

Art. 6

Criteri per i soggetti incaricati dell’esecuzione
della verificazione periodica

1. La verificazione periodica delle bilance automatiche e’
effettuata da idonei laboratori autorizzati dall’Unioncamere, a
seguito dell’accertamento dei requisiti gestionali e tecnici
desumibili dalla normativa tecnica internazionale e comunitaria in
materia di laboratori di prova.
2. I laboratori gia’ abilitati ai sensi del decreto ministeriale 10
dicembre 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 febbraio 2002,
n. 39, per bilance automatiche appartenenti ai tipi definiti nel
citato allegato MI-006 si intendono abilitati all’esecuzione della
verificazione periodica prevista all’articolo 4 per gli stessi tipi
per i quali sono stati autorizzati, in via transitoria, fino alla
scadenza dell’autorizzazione e comunque per un periodo non superiore
a due anni a decorrere dalla data di pubblicazione del presente
decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

Capo I CRITERI

Art. 7

Criteri per i soggetti incaricati dei controlli casuali

1. I controlli casuali delle bilance automatiche di cui
all’articolo 2, lettera c), sono effettuati dalle Camere di
commercio.
2. Restano ferme le competenze degli organi di polizia giudiziaria
abilitati dalle vigenti disposizioni di legge in materia di pesi e
misure.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 8

Generalita’

1. Le bilance automatiche utilizzate per una funzione di misura
legale sono sottoposte a verificazione periodica entro sessanta
giorni dall’inizio della loro messa in servizio e successivamente
secondo la periodicita’ fissata nell’allegato I che decorre dalla
data dell’ultima verificazione effettuata.
2. L’utente metrico richiede una nuova verificazione periodica
entro la scadenza della precedente o entro 5 giorni dall’avvenuta
riparazione dei propri strumenti se tale riparazione ha comportato la
rimozione di etichette o di ogni altro sigillo di protezione anche di
tipo elettronico.
3. L’esito positivo della verificazione periodica e’ attestato
mediante il contrassegno di avvenuta verificazione periodica di cui
all’allegato III, punto 2, e il ripristino degli eventuali sigilli
legali rimossi, mentre quello negativo e’ attestato dal contrassegno
di cui al punto 1 del medesimo allegato.
4. Nel libretto metrologico di cui all’articolo 4, comma 3, il
laboratorio effettua, in occasione dei controlli successivi
contemplati dal presente decreto, tutte le annotazioni previste.
5. L’allegato II riporta i disegni cui deve conformarsi il libretto
metrologico.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 9

Obbligo del contrassegno
di avvenuta verificazione periodica

1. Le bilance automatiche utilizzate per una funzione di misura
legale sono munite, oltre che delle marcature CE e metrologica
previste dal decreto, anche dei sigilli di protezione prescritti
dall’attestato di esame CE del tipo o di progetto e del contrassegno
di avvenuta verificazione periodica di cui all’allegato III, punto 2.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 10

Procedure per la verificazione periodica

1. Le procedure da seguire nella verificazione periodica dei
singoli tipi di bilance automatiche sono rivolte ad accertare il
rispetto di specifici requisiti, con esclusione di qualsiasi
operazione che comporti la rimozione di sigilli di protezione o lo
smontaggio di componenti e tenendo presenti i principi desumibili
dalle prescrizioni in materia di verificazione iniziale della
pertinente norma armonizzata europea o, in sua assenza, dalla
relativa Raccomandazione OIML. Si applicano inoltre le eventuali
procedure specificamente previste per controlli analoghi dai relativi
attestati di esame CE del tipo o di progetto.
2. Anche al fine di uniformare su tutto il territorio nazionale le
procedure tecniche da seguire da parte dei laboratori autorizzati e,
nel periodo transitorio, da parte delle Camere di commercio e di
integrare le prescrizioni al riguardo gia’ contenute nel presente
decreto possono essere definite dal Ministro dello sviluppo economico
apposite direttive per effettuare le operazioni di verificazione
periodica sui singoli tipi di bilance automatiche.
3. Le masse campione utilizzate nella verifica periodica non devono
essere affette da un errore superiore ad un terzo dell’errore massimo
tollerato previsto per la tipologia di controllo che si esegue; in
particolare l’incertezza estesa di taratura del campione non deve
essere superiore ad un terzo dell’errore ammesso sul campione stesso.
4. Per la taratura dei campioni di prima linea (di riferimento), il
laboratorio deve rivolgersi al servizio nazionale di taratura di un
Paese membro di EA (European Co-operation for Accreditation) o ad un
laboratorio di taratura da esso accreditato per la grandezza massa.
5. Se il laboratorio dispone di campioni di lavoro questi sono
inseriti in un sistema pianificato di controllo periodico annuale nel
rispetto degli errori e delle incertezze secondo quanto previsto ai
commi 3 e 4.
6. L’esito positivo della verificazione periodica e’ attestato
dall’operatore, mediante il contrassegno di cui all’allegato III. Nel
caso in cui tale contrassegno non puo’ essere applicato direttamente
sullo strumento oggetto della verificazione, e’ apposto sul documento
di cui all’articolo 20, comma 2.
7. Nel contrassegno di cui al comma 6 sono indicati gli elementi
identificativi, previsti all’articolo 18, comma 2, del laboratorio
autorizzato che ha effettuato la verificazione.
8. In caso di esito negativo della verificazione l’operatore appone
sullo strumento il contrassegno di cui all’allegato III. Il
contrassegno e’ rimosso all’atto della nuova richiesta di
verificazione periodica o della verificazione stessa.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 11

Esecuzione della verificazione periodica

1. La verificazione periodica e’ eseguita da laboratori autorizzati
dall’Unioncamere, che offrono garanzia di indipendenza e di
qualificazione tecnico-professionale. I laboratori possono
appartenere anche alle Camere di commercio.
2. Ai fini dell’autorizzazione Unioncamere accerta l’indipendenza
del laboratorio e di tutto il relativo personale riscontrando la
sussistenza dei requisiti applicabili descritti nella norma UNI CEI
EN ISO/IEC17025, con particolare riferimento al punto 4.1
(Organizzazione), nonche’ alla dotazione di strumenti e
apparecchiature idonei, anche in comodato d’uso o con altre forme di
idonea disponibilita’ rispondenti alle esigenze delle norme
applicabili.
3. Le condizioni e le modalita’ di autorizzazione dei laboratori di
cui al comma 1 sono riportate al Capo III.
4. L’Unioncamere forma l’elenco dei laboratori autorizzati. Tale
elenco e’ reso pubblico e contiene almeno i seguenti dati:
a) nome, denominazione o ragione sociale del laboratorio
autorizzato;
b) nome e cognome del responsabile delle attivita’ di
verificazione periodica;
c) indirizzo completo della sede operativa del laboratorio;
d) elementi identificativi assegnati, compresi i sigilli legali
utilizzati;
e) tipi di strumenti per i quali e’ autorizzato alla
verificazione periodica;
f) recapito telefonico, di fax ed eventuale indirizzo di posta
elettronica.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 12

Verificazione periodica eseguita dai fabbricanti
di bilance automatiche

1. Il fabbricante puo’ eseguire la prima verificazione periodica
delle bilance automatiche contestualmente all’esecuzione delle
procedure di valutazione della conformita’ con cui garantisce e
dichiara la conformita’ dei propri strumenti ai pertinenti requisiti
della direttiva. Il fabbricante puo’ eseguire la prima verificazione
periodica dello strumento presso il proprio stabilimento, o la sede
dell’organismo notificato o sul luogo di utilizzazione.
2. Nei casi in cui il fabbricante si avvale della facolta’ di cui
al comma 1, il documento di cui all’articolo 4, comma 3, e’ fornito
dallo stesso fabbricante.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 13

Strumenti difettosi – Strumenti riparati

1. Gli strumenti che in sede di verificazione periodica risultano
non conformi ai requisiti prescritti, possono essere detenuti
dall’utente nel luogo dell’attivita’ purche’ muniti del contrassegno
previsto all’articolo 4, comma 5, lettera b) e non utilizzati. Gli
stessi strumenti possono essere riutilizzati, previa richiesta di una
nuova verificazione periodica, purche’ muniti di sigilli provvisori
applicati, a richiesta dell’utente, dal riparatore in sostituzione di
quelli rimossi, fino all’esecuzione della verificazione periodica.
2. L’utente metrico richiede una nuova verificazione periodica nei
casi in cui provvede a riparazioni dei propri strumenti che
comportano la rimozione di etichette o di ogni altro sigillo legale
di protezione anche di tipo elettronico. Gli strumenti possono essere
utilizzati con i sigilli provvisori, applicati a richiesta
dell’utente dal riparatore, fino all’esecuzione della verificazione
periodica.
3. La verificazione periodica e’ eseguita entro 30 giorni dalla
data di ricezione della richiesta da parte del laboratorio.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 14

Obblighi degli utenti metrici

1. Gli utenti metrici soggetti all’obbligo della verificazione
periodica:
a) comunicano alla Camera di commercio competente la data di
inizio dell’utilizzo delle bilance automatiche;
b) garantiscono il corretto funzionamento delle loro bilance
automatiche, conservando la documentazione a corredo dello strumento
prevista dal decreto, il libretto metrologico che deve contenere
almeno gli elementi informativi riportati nel modello di cui
all’allegato II;
c) mantengono l’integrita’ dell’etichetta apposta in sede di
verificazione periodica, nonche’ di ogni altro marchio, sigillo di
garanzia anche di tipo elettronico o elemento di protezione;
d) eseguono le riparazioni necessarie ad adeguare le bilance
automatiche alle norme regolamentari, qualora intendano continuare ad
utilizzarle;
e) curano l’integrita’ dei sigilli provvisori di cui richiedono
l’applicazione al riparatore.

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 15

Elenco utenti metrici

1. Le Camere di commercio integrano l’elenco degli utenti metrici,
previsto dall’articolo 8 del decreto ministeriale 28 marzo 2000, n.
182, con i dati degli utenti di bilance automatiche, seguendo le
stesse modalita’ e procedure fissate dal citato decreto ministeriale
n. 182 del 2000. In esso sono indicati, oltre le generalita’ e il
luogo di esercizio di ogni utente, l’attivita’ ed ogni altra
informazione in funzione delle scadenze della verificazione periodica
degli strumenti.
2. L’elenco e’ consultabile dal pubblico. Con successivo decreto
del Ministro dello sviluppo economico, da adottarsi entro sei mesi
dalla pubblicazione del presente regolamento, sono indicate le
informazioni da rendere pubbliche e le modalita’ con cui sono resi
accessibili i dati.
3. I dati consultati sono utilizzabili ai soli fini
dell’applicazione delle disposizioni del presente decreto e della
vigente normativa in materia di metrologia legale.

Note all’art. 15:
– Si riporta l’art. 8 del decreto ministeriale 28 marzo
2000, n. 182, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 4 luglio
2000, n. 154:
«Art. 8 (Elenco degli utenti metrici). – 1. Le camere
di commercio formano l’elenco degli utenti metrici. In esso
sono indicati, oltre le generalita’ ed il luogo di
esercizio di ogni utente, l’attivita’ ed ogni altra
informazione in funzione delle scadenze della verificazione
periodica degli strumenti.
2. Le informazioni contenute nell’elenco sono tenute a
disposizione della pubblica amministrazione e di altre
autorita’.
3. L’elenco puo’ essere consultato dagli utenti
metrici.»

Capo II VERIFICAZIONE PERIODICA

Art. 16

Vigilanza

1. Le camere di commercio esercitano funzioni di vigilanza sulla
corretta applicazione delle norme del presente decreto.
2. La vigilanza sulle bilance automatiche in servizio presso gli
utenti metrici si esercita ad intervalli casuali, senza determinata
periodicita’ e senza preavviso.

Capo III RICONOSCIMENTO IDONEITA’ LABORATORI

Art. 17

Condizioni

1. E’ consentito ai laboratori autorizzati di effettuare sia la
verificazione periodica, sia l’assistenza e la riparazione delle
bilance automatiche alle condizioni di cui all’articolo 22.
2. I laboratori sono tenuti ad osservare le disposizioni del
presente decreto ed attenersi ai requisiti gestionali e tecnici della
norma UNI CEI EN ISO/IEC 17025 – Requisiti generali per la competenza
dei laboratori di prova e di taratura, in quanto compatibili con le
predette disposizioni.
3. Si intendono soddisfatti i requisiti generali di competenza dei
laboratori di prova e taratura per i laboratori che, con specifico
riferimento all’attivita’ per la quale viene richiesta
l’autorizzazione, rispondono ad almeno uno dei seguenti requisiti:
a) sono accreditati da un Organismo aderente all’E.A. (European
Co-operation for Accreditation) firmatario dell’accordo multilaterale
di mutuo riconoscimento;
b) dispongono di un sistema di gestione della qualita’
certificato da organismi accreditati a livello nazionale o
comunitario in base alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021:2006 o
equivalente nel quale sia presente l’attivita’ di prova di strumenti
di misura.
4. I laboratori di cui al comma 1 nominano un responsabile per
l’attivita’ di verificazione periodica disciplinata dal presente
decreto.

Capo III RICONOSCIMENTO IDONEITA’ LABORATORI

Art. 18

Modalita’ di autorizzazione

1. Ai fini dell’autorizzazione, i laboratori interessati presentano
domanda di autorizzazione a Unioncamere che, per il relativo
procedimento di valutazione, si avvale di norma della camera di
commercio della provincia in cui i laboratori stessi hanno la sede
operativa dell’attivita’ di verifica, anche sulla base delle
eventuali ulteriori indicazioni definite con apposita direttiva dal
Ministro dello sviluppo economico, sentita l’Unioncamere. La domanda
contiene:
a) l’indicazione delle caratteristiche metrologiche dei tipi
delle bilance automatiche per le quali si chiede l’autorizzazione ad
effettuare la verificazione periodica;
b) l’elenco delle attrezzature e dei campioni di cui si avvale
per l’esecuzione della verificazione;
c) la dichiarazione con cui si impegnano ad adempiere agli
obblighi derivanti dall’autorizzazione;
d) l’indicazione del responsabile delle verificazioni periodiche
e delle eventuali operazioni di riparazione degli strumenti di
misura;
e) l’impegno a conservare per almeno 5 anni copia della
documentazione, anche su supporto informatico, comprovante le
operazioni di verificazione periodica effettuate con le relative
registrazioni dei risultati positivi o negativi delle verifiche
periodiche effettuate;
f) documentazione del possesso dei requisiti di cui all’articolo
17.
2. Unioncamere entro novanta giorni dalla richiesta, a seguito
dell’accertamento documentale dei requisiti prescritti all’articolo
17, ed anche di un eventuale sopralluogo o dell’esito positivo delle
ulteriori verifiche previste dal decreto ministeriale di cui al comma
1, emette il provvedimento di autorizzazione nel quale sono riportate
le caratteristiche metrologiche delle bilance automatiche per le
quali il laboratorio e’ autorizzato. L’Unioncamere assegna
contestualmente il numero identificativo, preceduto dalla sigla della
provincia in cui il laboratorio ha la sede operativa e comunica alle
Camere di commercio il rilascio dell’autorizzazione ed il nome del
responsabile.
3. Il provvedimento di diniego, da emettere entro novanta giorni
dalla richiesta, e’ motivato e contiene l’indicazione del termine e
dell’organo cui l’eventuale ricorso deve essere presentato.
4. I costi relativi alle procedure di autorizzazione e alla
vigilanza sul laboratorio, di cui all’articolo 19, sono a carico del
laboratorio richiedente l’autorizzazione.
5. Presso Unioncamere e ogni camera di commercio e’ tenuto un
registro pubblico dei laboratori autorizzati consultabile anche per
via informatica e telematica.
6. L’autorizzazione di ogni laboratorio ha valenza operativa
nazionale, validita’ triennale ed e’ rinnovabile.

Capo III RICONOSCIMENTO IDONEITA’ LABORATORI

Art. 19

Vigilanza sui laboratori

1. La vigilanza presso la sede operativa del laboratorio e’
esercitata da Unioncamere, che si avvale di norma della camera di
commercio competente per territorio, con una frequenza di norma
annuale, ed e’ finalizzata a verificare nel tempo che detto
laboratorio operi secondo quanto stabilito dal presente decreto.
2. La vigilanza sugli strumenti in servizio verificati dai
laboratori autorizzati viene effettuata dalla camera di commercio
competente per territorio, sul 5% degli strumenti verificati dai
laboratori computati su base annuale. I mezzi e le risorse necessari
alla verifica sono messi a disposizione della camera di commercio dal
laboratorio che ha eseguito la verifica.
3. La disposizione di cui al comma 2 non si applica nel caso in cui
il laboratorio abbia comunicato alla camera di commercio competente
per territorio l’utente presso cui effettua la verificazione
periodica con un anticipo di almeno 5 giorni lavorativi.
4. I risultati delle operazioni di vigilanza effettuate dalle
camere di commercio sono trasmessi a Unioncamere.

Capo III RICONOSCIMENTO IDONEITA’ LABORATORI

Art. 20

Obbligo di registrazione e di comunicazione

1. I laboratori autorizzati trasmettono per via telematica entro
sette giorni lavorativi dalla verifica, alla Camera di commercio di
ciascuna delle province in cui essi hanno effettuato operazioni di
verificazione periodica e a Unioncamere, un documento di riepilogo
degli strumenti verificati con i seguenti elementi:
a) i dati identificativi dell’utente ed il luogo di installazione
dello strumento;
b) categoria, marca, modello, numero di serie e caratteristiche
metrologiche dello strumento;
c) data dell’intervento della verifica;
d) l’esito della verifica e le eventuali anomalie riscontrate.
2. Il laboratorio aggiorna il libretto metrologico di cui
all’articolo 4, comma 3, e tiene un registro sul quale riporta, in
ordine cronologico, le richieste di verificazione periodica
pervenute, la loro data di esecuzione con il relativo esito, positivo
o negativo.

Capo III RICONOSCIMENTO IDONEITA’ LABORATORI

Art. 21

Sospensione e revoca dell’autorizzazione

1. Nel caso in cui una camera di commercio riscontra violazioni
alle disposizioni del presente decreto nell’operato di un laboratorio
autorizzato lo comunica immediatamente a Unioncamere.
2. L’autorizzazione per la verificazione periodica e’ sospesa
dall’Unioncamere qualora siano accertate una o piu’ delle seguenti
circostanze:
a) violazioni alle disposizioni del presente decreto;
b) esecuzione, oltre i termini previsti, delle richieste di
verificazione periodica;
c) difetto dei requisiti previsti all’articolo 17;
d) difetto delle condizioni alle quali e’ stato rilasciato il
provvedimento di autorizzazione;
e) le accettazioni o i rifiuti indebitamente adottati in sede di
verificazione periodica per una quantita’ superiore al 5%, su base
annuale, degli strumenti di misura complessivamente verificati a
seguito della vigilanza prevista all’articolo 19, comma 2.
3. La sospensione dura fino alla cessazione della causa che l’ha
determinata, e comunque non oltre sei mesi, al termine dei quali,
qualora non sia cessata la causa, e’ revocata l’autorizzazione.
4. L’autorizzazione viene altresi’ revocata qualora siano accertate
ripetute violazioni.
5. Il provvedimento di sospensione o di revoca e’ adottato, sentito
il laboratorio, da Unioncamere e contiene le motivazioni della
decisione adottata nonche’, l’indicazione del termine e dell’organo
cui presentare l’eventuale ricorso.
6. La revoca viene comunicata a tutte le camere di commercio a cura
di Uniocamere.

Capo III RICONOSCIMENTO IDONEITA’ LABORATORI

Art. 22

Indipendenza del laboratorio

1. Nei casi in cui il laboratorio esercita anche l’attivita’ di
assistenza o riparazione, la funzione di verificazione periodica e’
svolta in maniera distinta ed indipendente da quella di assistenza e
di riparazione; il responsabile del laboratorio della verifica
periodica dipende direttamente dal legale rappresentante dell’impresa
di cui fa parte il laboratorio.
2. I sigilli applicati su una bilancia automatica in sede di
verificazione periodica da parte del laboratorio incaricato al fine
di ripristinare quelli rimossi a seguito di riparazione o per altra
qualsiasi causa gia’ posti a salvaguardia dell’inaccessibilita’ agli
organi interni e dei dispositivi di taratura, sono equivalenti, ai
fini della legalizzazione dello strumento, a quelli apposti dagli
organismi notificati o dal fabbricante secondo le procedure di cui
all’articolo 12, comma 1.
3. L’incaricato di effettuare la verificazione periodica, nei casi
in cui svolge contestualmente anche le funzioni di assistenza o
riparazione, da’ evidenza delle operazioni svolte.

Capo IV DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 23

Disposizioni transitorie

1. Per un periodo di due anni dalla data di pubblicazione del
presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,
anche le Camere di commercio continuano, direttamente o avvalendosi
dei laboratori di cui all’articolo 6, comma 2, ad effettuare la
verificazione periodica delle bilance automatiche.
Il presente decreto, munito del sigillo di Stato, sara’ inserito
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e di farlo
osservare.
Roma, 18 gennaio 2011

Il Ministro: Romani
Visto, il Guardasigilli: Alfano

Registrato alla Corte dei conti il 7 marzo 2011
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 1, foglio n. 256

MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO – DECRETO 18 gennaio 2011, n. 31 – Regolamento concernente i criteri per l’esecuzione dei controlli metrologici successivi sugli strumenti per pesare a funzionamento automatico, ai sensi del decreto legislativo 2 febbraio 2007, n. 22, attuativo della direttiva 2004/22/CE (MID). (11G0069) – (GU n. 72 del 29-3-2011

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