MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 8 Maggio 2007, n. 20 - Modalita' per l'utilizzo del bonifico per effettuare i versamenti nelle tesorerie statali. (GU n. 114 del 18-5-2007 - Geologi.info | Geologi.info

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE – CIRCOLARE 8 Maggio 2007, n. 20 – Modalita’ per l’utilizzo del bonifico per effettuare i versamenti nelle tesorerie statali. (GU n. 114 del 18-5-2007

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - CIRCOLARE 8 Maggio 2007, n. 20 - Modalita' per l'utilizzo del bonifico per effettuare i versamenti nelle tesorerie statali. (GU n. 114 del 18-5-2007 )

MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

CIRCOLARE 8 Maggio 2007 , n. 20

Modalita’ per l’utilizzo del bonifico per effettuare i versamenti
nelle tesorerie statali.

Alle Amministrazioni centrali e
periferiche dello Stato
Alla Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Al Consiglio di Stato
Alla Corte dei conti
Alla Scuola superiore della
pubblica amministrazione
Ai titolari di conti correnti e
contabilita’ speciali di tesoreria
Alla Banca d’Italia
All’Associazione bancaria italiana
All’Unione delle province italiane
All’Associazione nazionale dei
comuni d’Italia
A Poste Italiane S.p.A.
All’Amministrazione autonoma dei
monopoli di Stato
Alla Cassa depositi e prestiti
S.p.A.
Agli Uffici centrali di bilancio
Alle ragionerie provinciali dello
Stato

Con il decreto ministeriale 293/2006 pubblicato sulla Gazzetta
Ufficiale del 20 dicembre 2006 e’ stato introdotto il bonifico
bancario e postale come strumento per effettuare i versamenti nella
tesoreria statale, che si aggiunge a quelli gia’ previsti dall’art.
230 del regio decreto 23 maggio 1924, n. 827 e successive
modificazioni e integrazioni.
Pertanto il bonifico potra’ essere utilizzato, a decorrere dal
19 giugno 2007, da tutti coloro che devono effettuare versamenti al
Bilancio dello Stato o su altri conti di tesoreria, ad eccezione dei
soggetti tenuti ad effettuarli attraverso girofondi di tesoreria. La
Cassa depositi e prestiti potra’ utilizzare il bonifico di tesoreria
per effettuare pagamenti a favore di soggetti titolari di conti di
tesoreria che non hanno aderito alla procedura R.I.D.
In attesa che vengano adottate nuove modalita’ per i versamenti
fiscali e contributivi dovuti dagli enti sottoposti alla normativa di
testo unico (tabella A e B della legge n. 720/1984 e successive
modifiche e integrazioni), tale strumento potra’ essere utilizzato
dai predetti Enti per versare i contributi all’INPDAP, nonche’, fermo
restando il criterio del prioritario utilizzo di cui all’art. 7 del
decreto legislativo n. 279/1997, dagli enti sottoposti alla normativa
di testo unico mista, per effettuare versamenti diretti al bilancio
dello Stato o su altri conti di tesoreria, senza piu’ l’obbligo di
operare il girofondi.
Il bonifico di tesoreria puo’ essere utilizzato anche per la
costituzione di depositi provvisori e definitivi, purche’ gli
elementi che devono essere indicati per la loro costituzione siano
compatibili con lo standard tecnico del bonifico.
1. Elementi da indicare nella disposizione di bonifico: per
consentire la corretta finalizzazione delle somme, i soggetti che
effettuano il versamento con il bonifico bancario o postale dovranno
indicare, nella disposizione di bonifico, i seguenti elementi:
a) coordinate bancarie in formato IBAN, ove nelle posizioni
dedicate a contenere le informazioni riferite all’ABI, al CAB e al
numero di conto siano indicati i seguenti valori:
codice ABI valorizzato a 1000 (identificativo della Banca
d’Italia;
codice CAB impostato a 3245 (identificativo della procedura
“entrate” della tesoreria;
numero di conto definito in modo da individuare anche la
tesoreria destinataria;
b) causale del versamento;
c) codice fiscale del versante;
d) eventuale codice versante.
In sede di esecuzione dei bonifici, le banche e Poste S.p.A.
dovranno riportare nel campo informativo “INFO-BANCA-BANCA” gli
elementi di cui ai precedenti punti da b) a d) nonche’ la data in cui
il bonifico e’ stato disposto, secondo il seguente criterio
posizionale, separati da un asterisco:
data dell’addebito sul conto del versante ovvero del versamento
allo sportello (ggmmaa);
codice fiscale-partita IVA (su 16 posizioni);
causale del bonifico (49 posizioni);
codice versante (10 posizioni);
nome e cognome/ragione sociale del versante (26 posizioni) nei
casi in cui l’ordinante del bonifico sia diverso dal versante.
Nessun onere e’ rimesso agli operatori circa la verifica
dell’indicazione di tali elementi da parte dell’ordinante e della
loro correttezza.
Nella disposizione di bonifico i versanti non dovranno indicare
alcuna valuta per il beneficiario, in quanto le banche e Poste
Italiane S.p.A. sono obbligate a riconoscere i fondi alla Banca
d’Italia entro il secondo giorno lavorativo successivo alla data di
versamento delle somme o di addebito del conto del debitore.
Per quanto concerne in particolare i conti di tesoreria unica di
tabella A, in conseguenza della vigente normativa di tesoreria unica,
l’IBAN attribuito al conto potra’ essere utilizzato unicamente per
effettuare bonifici che devono affluire sul sottoconto infruttifero,
mentre i versamenti di somme costituenti entrate proprie dell’ente
dovranno continuare ad essere effettuati a favore del tesoriere
dell’ente stesso con i normali canali bancari.
Al fine di dare la massima diffusione dei predetti codici IBAN, lo
scrivente provvedera’ a renderli disponibili sul proprio sito
internet all’indirizzo www.rgs. mef.gov.it. Sotto la voce Bilancio,
in allegato al quadro di classificazione delle entrate del bilancio
dello Stato, saranno inseriti i codici IBAN relativi ai capitoli di
bilancio, mentre nell’area finanza enti decentrati – Tesoreria
informatica, quelli relativi ai conti di tesoreria. Inoltre ai
titolari di conti di tesoreria verra’ fornito, dalla Banca d’Italia,
l’IBAN attribuito al proprio conto, con l’elaborato mensile di
rendicontazione mod. 56 T.
Sempre al fine della maggiore diffusione delle informazioni, si
invitano la Banca d’Italia, le banche e Poste S.p.A. a favorire la
conoscenza del nuovo strumento di pagamento presso il pubblico che si
reca ai propri sportelli.
2. Contabilizzazione dei bonifici da parte delle Tesorerie dello
Stato.
Per i versamenti effettuati con bonifico non e’ richiesta la
compilazione della distinta di versamento mod. 124 T.
I bonifici che recano la corretta indicazione del codice IBAN sono
automaticamente contabilizzati dalle Tesorerie al bilancio dello
Stato o nei conti di tesoreria degli altri enti creditori.
I bonifici che non possono essere finalizzati automaticamente a
causa dell’errata indicazione dell’IBAN, sono contabilizzati
sull’apposita contabilita’ speciale aperta presso la tesoreria
competente territorialmente, se individuata attraverso l’IBAN, o
altrimenti presso la tesoreria di Roma succursale. La tesoreria
competente effettua gli accertamenti necessari per la corretta
finalizzazione delle somme.
Decorso il secondo mese successivo a quello in cui il bonifico e’
stato regolato, qualora non siano stati acquisiti elementi utili per
la corretta imputazione del versamento, la Tesoreria competente
costituisce un deposito provvisorio per “dubbia imputazione” ai sensi
delle vigenti disposizioni.
3. Restituzione di somme per versamenti non dovuti.
Nel caso di bonifici effettuati per versamenti non dovuti, si
riportano di seguito le indicazioni da seguire ai fini della
restituzione delle somme, a seconda che trattasi di:
a) versamenti per i quali sono stati costituiti depositi
provvisori per “dubbia imputazione”;
b) bonifici non finalizzati e affluiti nelle contabilita’
speciali di cui al precedente punto 2;
c) bonifici gia’ contabilizzati nel bilancio dello Stato o nei
conti di tesoreria degli altri enti creditori.
La diversa condizione deve essere accertata dagli interessati
presso la competente tesoreria.
Nel caso sub a), l’interessato deve rivolgere apposita istanza alla
direzione provinciale dei servizi vari territorialmente competente
indicando la modalita’ di restituzione del deposito. Il predetto
ufficio invia l’ordine di restituzione del deposito alla coesistente
sezione di tesoreria che provvede alle operazioni di competenza.
Per le somme erroneamente versate ed affluite sulle contabilita’
speciali di cui al punto b) l’interessato deve presentare la
richiesta di restituzione alla competente sezione di tesoreria che vi
provvede previa autorizzazione della ragioneria provinciale.
Nei casi di cui al punto sub c), se trattasi di somme affluite al
bilancio dello Stato, l’interessato deve chiedere il rimborso
all’amministrazione che le ha acquisite, che vi provvede con le
modalita’ previste per il pagamento delle spese dello Stato.
L’amministrazione competente per il rimborso delle somme versate in
conto entrate del Ministero dell’economia e delle finanze (capo X) e’
la direzione provinciale dei servizi vari.
In caso di somme versate in conto entrate a capi diversi dal capo
X, se l’amministrazione competente non ha, nel proprio stato di
previsione, l’apposito capitolo di spesa, la stessa amministrazione
inol…

[Continua nel file zip allegato]

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