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MINISTERO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

MINISTERO DELL'ECONOMIA E DELLE FINANZE - DECRETO 6 giugno 2002, n.159: Regolamento recente determinazione delle tariffe d'estimo e delimitazione delle zone censuarie, in attuazione dell'articolo 9, comma 11, della legge 28 dicembre 2001, n. 448. (GU n. 176 del 29-7-2002- Suppl. Ordinario n.153)

testo in vigore dal: 13-8-2002

IL MINISTRO DELL’ECONOMIA E DELLE FINANZE

Visto l’articolo 9 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, recante
disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato, che, al comma 11, prevede l’adozione di un decreto del
Ministro dell’economia e delle finanze, con il quale sono stabilite
le nuove tariffe d’estimo conseguenti all’attuazione delle decisioni
delle commissioni censuarie provinciali e della commissione censuaria
centrale, ovvero per tenere conto delle variazioni delle tariffe in
altro modo determinatesi;
Visto l’articolo 2, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater, del
decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni,
dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, che prevedeva, tra l’altro, due
gradi di giudizio per i ricorsi presentati dai comuni con riferimento
alle tariffe d’estimo e alle rendite vigenti, nonche’ la formazione
del silenzioaccoglimento in caso di mancata decisione sui ricorsi
stessi;
Visto l’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 405,
convertito dalla legge 10 novembre 1993, n. 457, il quale stabiliva
che i ricorsi tempestivamente presentati ma non decisi per mancata
costituzione delle commissioni censuarie provinciali alla data di
entrata in vigore del medesimo decreto si intendono accolti;
Visto l’articolo 49, comma 13, della legge 27 dicembre 1997, n.
449, che ha riaperto i termini per quei comuni che nel corso
dell’anno 1993 non avevano presentato ricorso;
Visto l’articolo 22 della legge 8 maggio 1998, n. 146, che ha
abrogato il citato articolo 49, comma 13;
Visto il parere n. 1338/1999 del 28 settembre 1999 con il quale
il Consiglio di Stato ha affermato che l’articolo 22 della legge
8 maggio 1998, n. 146, non ha potuto esplicare effetti in quanto alla
data di entrata in vigore della disposizione abrogratrice l’iter dei
ricorsi presentati presso le commissioni censuarie provinciali era
esaurito;
Visto l’articolo 34, comma 2, del testo unico delle imposte sui
redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica
22 dicembre 1986, n. 917, che stabilisce la revisione delle tariffe
d’estimo e dei redditi dei fabbricati a destinazione speciale o
particolare, quando se ne manifesti l’esigenza per sopravvenute e
permanenti variazioni nella capacita’ di reddito delle unita’
immobiliari e comunque ogni dieci anni, nonche’ la decorrenza delle
modificazioni derivanti dalla revisione stessa;
Visto il decreto del Ministro delle finanze 27 luglio 1999,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 231 del 1 ottobre 1999, che ha
disposto la revisione parziale degli estimi del comune di Pavia;
Viste le decisioni delle commissioni censuarie provinciali
relative ai ricorsi proposti dai comuni di cui all’allegato A, parte
I;
Viste le decisioni della commissione censuaria centrale relative
ai ricorsi proposti dai comuni di cui all’allegato A, parte II;
Visto il silenzio-accoglimento instauratosi sui ricorsi proposti
dai comuni di cui all’allegato A, parte III;
Vista la decisione della commissione censuaria regionale di
Aosta, giusta verbale in data 18 aprile 2001, su richiesta del comune
di Valtournenche (AO) in data 23 novembre 2000;
Visto l’articolo 17, comma 3, della legge 23 agosto 1988, n. 400;
Udito il parere n. 622/2002 del Consiglio di Stato, espresso
dalla sezione consultiva per gli atti normativi nell’adunanza del
11 marzo 2002;
Vista la comunicazione al Presidente del Consiglio dei Ministri,
a norma dell’articolo 17, comma 3, della citata legge n. 400 del
1988, prot. n. 3-8030 del 10 maggio 2002;
Adotta
il seguente regolamento:
Art. 1.
Modificazioni delle tariffe d’estimo delle unita’ immobiliari urbane
a destinazione ordinaria

1. Le tariffe d’estimo delle unita’ immobiliari urbane, situate
nei comuni indicati nell’allegato A, rideterminate per effetto delle
decisioni delle commissioni censuarie provinciali e della commissione
censuaria centrale, relative ai ricorsi presentati ai sensi
dell’articolo 2, commi 1-bis e 1-ter, del decreto-legge 23 gennaio
1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo
1993, n. 75, nonche’ per effetto del silenzio-accoglimento
instauratosi ai sensi del comma 1-quater del citato articolo 2 e
dell’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 405, convertito
dalla legge 10 novembre 1993, n. 457, sono stabilite nelle misure
indicate nei prospetti di cui all’allegato B, che costituiscono parte
integrante del presente regolamento. Sono parimenti stabilite, nelle
misure indicate nei prospetti di cui all’allegato B, le tariffe
d’estimo delle unita’ immobiliari urbane del comune di Praiano (SA),
rideterminate per effetto della rettifica operata nel quadro
tariffario.
2. Sono altresi’ stabilite, conformemente alle decisioni delle
commissioni censuarie provinciali e della commissione censuaria
centrale e sulla base dei ricorsi nei casi di silenzio accoglimento,
le nuove delimitazioni delle zone censuarie dei comuni di
Valtournenche (AO), Demonte (CN), Montecatini Terme (PT), Lacco Ameno
(NA), Mercato San Severino (SA), Scala (SA), Serre (SA), Vietri sul
Mare (SA), Crucoli (CZ), Guardavalle (CZ), Isca sullo Jonio (CZ),
Sant’Andrea Apostolo dello Jonio (CZ), Zambrone (CZ), Buonvicino
(CS), Crosia (CS), Cropalati (CS), Falconara Albanese (CS),
Mandatoriccio (CS), Montegiordano (CS), Rocca Imperiale (CS), Tortora
(CS), Brolo (ME), Patti (ME), Taormina (ME) e Avola (SR).
Il presente decreto, munito del sigillo dello Stato, sara’
inserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della
Repubblica italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo
e di farlo osservare.
Roma, 6 giugno 2002
Il Ministro: Tremonti
Visto, il Guardasigilli: Castelli
Registrato alla Corte dei conti il 15 luglio 2002
Ufficio di controllo sui Ministeri economico-finanziari, registro
n. 5 Economia e finanze, foglio n. 187

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