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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 15 Settembre 2005

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 15 Settembre 2005 Modifica al disciplinare di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e garantita «Chianti Classico». (GU n. 227 del 29-9-2005 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 15 Settembre 2005

Modifica al disciplinare di produzione dei vini a denominazione di
origine controllata e garantita «Chianti Classico».

IL DIRETTORE GENERALE
per la qualita’ dei prodotti agroalimentari
e la tutela del consumatore

Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante nuova disciplina
delle denominazioni di origine dei vini;
Visti i decreti di attuazione, finora emanati, della predetta
legge;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.
348, con il quale e’ stato emanato il regolamento recante la
disciplina del procedimento di riconoscimento di denominazione di
origine dei vini;
Visto il decreto 27 marzo 2001, n. 122, recante disposizioni
modificative e integrative alla normativa che disciplina il settore
agricolo e forestale;
Visto il decreto ministeriale del 5 agosto 1996, e successive
modificazioni, con il quale e’ stata riconosciuta la denominazione di
origine controllata e garantita dei vini «Chianti Classico» ed e’
stato approvato il relativo disciplinare di produzione;
Vista la domanda presentata dal consorzio vino Chianti Classico
intesa ad ottenere la modifica dell’art. 7, comma 1 del disciplinare
di produzione dei vini a denominazione di origine controllata e
garantita «Chianti Classico»;
Visto il parere favorevole espresso dalla regione Toscana –
Direzione generale dello sviluppo economico – Settore produzioni
agricole – in data 18 maggio 2005;
Visti il parere del Comitato nazionale per la tutela e la
valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche tipiche dei vini sulla citata domanda e la proposta di
modifica del disciplinare di produzione dei vini a denominazione di
origine controllata e garantita «Chianti Classico» pubblicati nella
Gazzetta Ufficiale – serie generale – n. 161 del 13 luglio 2005;
Considerato che non sono pervenute, nei termini e nei modi
previsti, istanze o controdeduzioni da parte degli interessati
avverso il parere e la proposta di modifica sopra citati;
Ritenuto pertanto necessario procedere alla modifica dell’art. 7,
comma 1, disciplinare di produzione dei vini a denominazione di
origine controllata e garantita «Chianti Classico» ed
all’approvazione del relativo disciplinare di produzione dei vini in
argomento in conformita’ al parere espresso ed alla proposta
formulata dal citato Comitato;
Decreta:
Articolo unico
L’art. 7, comma 1, del disciplinare di produzione dei vini a
denominazione di origine controllata e garantita «Chianti Classico»,
riconosciuto con decreto ministeriale del 5 agosto 1996, e successive
modificazioni, e’ sostituito per intero dal testo annesso al presente
decreto le cui disposizioni entrano in vigore a decorrere dalla data
di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana:
Art. 7.
1. La denominazione di origine controllata e garantita «Chianti
Classico» e’ contraddistinta in via esclusiva ed obbligatoria dal
Marchio «Gallo Nero» nella forma grafica e letterale allegata al
presente disciplinare di produzione in abbinamento inscindibile con
la denominazione «Chianti Classico».
Tale marchio e’ sempre inserito nella fascetta sostitutiva del
contrassegno di Stato prevista dalla normativa vigente.
I confezionatori hanno inoltre la possibilita’ di apporre
separatamente il marchio «Gallo Nero», stampato e distribuito
esclusivamente dal consorzio di tutela vino Chianti Classico, sul
collo della bottiglia.
L’utilizzo del marchio «Gallo Nero» e’ curato direttamente dal
consorzio tutela vino Chianti Classico che deve distribuirlo anche ai
non associati alle medesime condizioni economiche e di utilizzo
riservate ai propri associati.
2. Nella designazione del vino «Chianti Classico» puo’ essere
utilizzata la menzione «vigna» ai sensi del comma 3 dell’art. 6 della
legge 10 dicembre 1992, n. 164, a condizione che sia seguita dal
corrispondente toponimo, che la relativa superficie sia distintamente
specificata nell’albo dei vigneti, che la vinificazione e la
conservazione del vino avvengano in recipienti separati e che tale
menzione, seguita dal toponimo, venga riportata sia nella denuncia
delle uve e nella dichiarazione della produzione, sia nei registri e
nei documenti di accompagnamento.
3. E’ consentito l’uso di menzioni che facciano riferimento a nomi
o ragioni sociali o a marchi individuali o collettivi che non abbiano
significato laudativo o non siano tali da poter trarre in inganno
l’acquirente circa l’origine e la natura del prodotto, nel rispetto
delle specifiche norme vigenti in materia.
4. E’ consentito inoltre l’uso di menzioni riferite ad aree dalle
quali provengono effettivamente le uve da cui il vino e’ stato
ottenuto, a condizione che tali menzioni, diverse dai toponimi delle
vigne, siano state riconosciute secondo la procedura prevista dalla
legge 10 febbraio 1992, n. 164, e relativi decreti di applicazione.
5. Sulle bottiglie o altri recipienti contenenti il vino «Chianti
Classico» per l’immissione al consumo deve sempre figurare l’annata
di produzione delle uve.
6. Nell’etichettatura e’ vietata l’aggiunta di qualsiasi
qualificazione diversa da quelle previste nel presente disciplinare,
ivi compresi gli aggettivi «extra», «fine», «scelto», «selezionato»,
«superiore», «vecchio» e similari.
7. Il termine «Classico» nell’etichettatura dei vini rispondenti ai
requisiti stabiliti dal presente disciplinare deve sempre seguire la
parola Chianti ed essere riportato in caratteri tipografici uguali a
quelli utilizzati per questa.
8. Per i vini prodotti nel territorio di cui all’art. 3, aventi
diritto alla DOCG Chianti accompagnata dalla specificazione
«Classico», il termine «Classico» segue obbligatoriamente la
denominazione d’origine Chianti anche nella denuncia delle uve o
nella dichiarazione di produzione, nei registri e nei documenti di
accompagnamento.
9. In deroga a tale obbligo, tuttavia, e’ consentito che
contemporaneamente alla denuncia delle uve o alla dichiarazione della
produzione del vino, di cui all’art. 16 della legge 10 febbraio 1992
n. 164, e comunque entro e non oltre il 15 dicembre dell’anno stesso
del raccolto, i produttori dell’uva o del vino possano rinunciare al
diritto alla specificazione «Classico». Tale rinuncia, che e’
irrevocabile, si riferisce a tutta o parte della produzione aziendale
e comporta separata annotazione della quantita’ e dei vasi vinari in
cui essa e’ conservata nel registro di produzione o di carico e
scarico.
10. Entro lo stesso termine del 15 dicembre il produttore dell’uva
o del vino deve comunicare gli estremi delle predette quantita’
all’Ispettorato repressione frodi, agli enti territoriali competenti
detentori dell’albo del Chianti Classico.
11. L’analisi chimico-fisica ed organolettica prevista dalla prima
frase del comma 1 dell’art. 13 della legge 10 febbraio 1992, n. 164,
per la quantita’ di Chianti Classico a cui si riferisce la rinuncia
al termine «Classico», si effettua alla produzione indipendentemente
dall’esame organolettico prescritto per le DOCG nella fase
dell’imbottigliamento previsto dalla seconda frase del medesimo
comma, e in riferimento ai requisiti previsti per il Chianti
Classico.
12. Per le uve dei vigneti iscritti all’albo del Chianti Classico e
i relativi vini, sono ammesse le scelte vendemmiali e le
riclassificazioni per altre DOC o IGT, qualora la base ampelografica
sia compatibile nel rispetto delle norme vigenti.

—-> Vedere Allegato a pag. 31 della G.U. in formato zip/pdf
Restano ferme tutte le altre disposizioni contenute nel decreto
direttoriale del 5 agosto 1996, e successive modificazioni.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.

Roma, 15 settembre 2005

Il direttore generale: Abate

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI – DECRETO 15 Settembre 2005

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