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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 25 luglio 2003: Disciplina degli esami chimico-fisici ed organolettici e dell'attivita' delle commissioni di degustazione dei vini D.O.C.G. e D.O.C. (GU n. 210 del 10-9-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 25 luglio 2003

Disciplina degli esami chimico-fisici ed organolettici e
dell’attivita’ delle commissioni di degustazione dei vini D.O.C.G. e
D.O.C.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE
AGRICOLE E FORESTALI
Vista la legge costituzionale n. 3 del 18 ottobre 2001, recante
modifiche al titolo V della parte II della Costituzione;
Visto il regolamento (CE) n. 1493/1999 del Consiglio del 17 maggio
1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in
particolare l’art. 55, paragrafo 1, lettera g), e l’allegato VI,
lettera J), che disciplinano gli esami analitici e organolettici dei
vini di qualita’ prodotti in regioni determinate (V.Q.P.R.D.);
Visto il regolamento (CE) n. 1607/2000 della Commissione del
24 luglio 2000 relativo all’organizzazione comune del mercato
vitivinicolo, relativo ai vini di qualita’ prodotti in regioni
determinate, in particolare il titolo III concernente regole relative
agli esami analitici e organolettici;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, pubblicata nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 10 del
12 gennaio 1991, concernente disposizioni per l’adempimento di
obblighi derivanti dalla appartenenza dell’Italia alle Comunita’
europee;
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 39 del 12 febbraio 1992,
concernente «Nuova disciplina delle denominazioni d’origine dei
vini»;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 156, pubblicato nel
supplemento ordinario n. 118 alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 136 del 13 giugno 1997, recante l’attuazione della
direttiva 93/99/CEE concernente misure supplementari in merito al
controllo ufficiale dei prodotti alimentari;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n.
327, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n.
193 del 16 luglio 1980, recante il regolamento di esecuzione della
legge 30 aprile 1962, n. 283, e successive modificazioni, in materia
di disciplina igienica della produzione e della vendita delle
sostanze alimentari e delle bevande;
Visto il proprio decreto 8 novembre 1982, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 332 del 2 dicembre 1982,
concernente il prelievo dei campioni per l’esame organolettico dei
vini a denominazione di origine controllata e a denominazione di
origine controllata e garantita;
Visto il proprio decreto 29 maggio 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 141 del 20 giugno 2001,
concernente il controllo sulla produzione dei vini di qualita’
prodotti in regioni determinate (V.Q.P.R.D.);
Ritenuta la necessita’ di adottare le disposizioni per la
disciplina delle operazioni di prelievo dei campioni e degli esami
analitico-organolettici, nonche’ per il funzionamento delle
commissioni di degustazione istituite presso le camere di commercio,
industria, artigianato ed agricoltura e di quelle di appello e degli
esami cui debbono essere sottoposti i vini in questione, commissioni
gia’ operanti sulla base della circolare ministeriale n. 28 del
26 novembre 1993, con la quale, nelle more dell’emanazione di
apposite norme, sono state individuate le procedure per gli esami
chimico-fisici e organolettici dei vini D.O.C.G. e D.O.C. e
l’attivita’ delle commissioni di degustazione, successivamente
integrate con le circolari ministeriali n. 13 del 9 giugno 1994 e n.
2 del 6 marzo 1995;
Visto il parere favorevole del Comitato nazionale per la tutela e
la valorizzazione delle denominazioni di origine e delle indicazioni
geografiche tipiche dei vini, espresso nella riunione del 27 febbraio
2002;
Visto il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le provincie autonome di Trento e
Bolzano espresso nella seduta del 22 maggio 2003;
Decreta:
Art. 1.
Campo di applicazione
1. Le partite di vino a denominazione di origine controllata e
garantita (D.O.C.G.) e a denominazione di origine controllata
(D.O.C.) utilizzano la denominazione di origine controllata e
garantita o controllata solo se sottoposte, a cura del detentore,
prima della loro immissione al consumo, ad analisi chimico-fisica e
ad esame organolettico, rispondono ai requisiti previsti dalla
vigente normativa nazionale e comunitaria in materia, con particolare
riferimento a quelli dei rispettivi disciplinari di produzione.
2. Le partite di vini D.O.C.G. sono imbottigliate entro novanta
giorni dalla data di certificazione del-l’esame organolettico;
trascorso tale termine, in assenza di imbottigliamento, le medesime
partite, ai sensi dell’art. 13, comma 1, della legge n. 164/1992,
sono sottoposte ad un nuovo esame organolettico.
3. Per i vini D.O.C.G. elaborati in bottiglia l’analisi
chimico-fisica e l’esame organolettico sono effettuati all’epoca in
cui le relative partite imbottigliate abbiano acquisito i requisiti
previsti dai rispettivi disciplinari di produzione.
4. La camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura,
di seguito denominata camera di commercio, competente, ai sensi
dell’art. 13, comma 2, della legge n. 164/1992, ad effettuare l’esame
chimico-fisico e sede della commissione di degustazione della
specifica D.O.C.G. o D.O.C., e’ quella nel cui ambito territoriale
provinciale ricade la superficie vitata, iscritta all’apposito albo
dei vigneti, dalla quale deriva la partita di vino oggetto dei
predetti esame chimico-fisico ed esame organolettico. Qualora la
partita di vino derivi da vigneti ricadenti nel territorio di due o
piu’, province, la camera di commercio competente e’ quella della
provincia in cui e’ ubicato lo stabilimento enologico. Qualora lo
stabilimento enologico ricada al di fuori della zona di produzione
delle uve, conformemente alle specifiche deroghe previste dai
relativi disciplinari di produzione, la camera di commercio
competente e’ quella della provincia in cui ricade la maggiore
superficie vitata da cui provengono le relative uve.

Art. 2.
Definizione di partita di vino
1. Ai fini dell’effettuazione degli esami chimico-fisici ed
organolettici, per partita di vino si intende una massa omogenea di
prodotto con la stessa denominazione proveniente da un unico processo
di omogeneizzazione della massa stessa e contenuta:
in un unico o piu’ recipienti, fino ad un massimo di cinque;
in piccoli recipienti (botti con capacita’ massima di 10
ettolitri, damigiane o altri) e in bottiglie, senza limiti numerici,
collocati nello stesso stabilimento.

Art. 3.
Presentazione richiesta prelievo campione e collocazione relativa
partita
1. Il detentore di vino che intende ottenere la certificazione di
una partita a D.O.C.G. o a D.O.C., presenta apposita richiesta alla
competente camera di commercio, affinche’ sia prelevato il campione
da sottoporre agli accertamenti di cui all’art. 1, utilizzando il
modello conforme all’allegato 1 del presente decreto.
2. Le partite di vino, dalle quali sono stati prelevati i campioni,
non possono essere rimosse dal luogo e dai recipienti ove si trovano
al momento del prelievo, nel periodo compreso tra il prelievo stesso
e la ultimazione dell’esame organolettico, fatta eccezione per
eventuali, cause di forza maggiore, relative alle operazioni di
cantina o che non consentono il rispetto dei tempi di certificazione
stabiliti nel presente decreto.
3. Nei casi di forza maggiore di cui al comma 2, i relativi travasi
o spostamenti sono preventivamente comunicati alla competente camera
di commercio ed annotati nei registri di cantina. Qualora lo
spostamento della partita in questione avviene dal luogo di
detenzione originario in altra collocazione, anche al di fuori della
zona di vinificazione, nel relativo documento di accompagnamento
vitivinicolo, previsto dalla vigente normativa nazionale e
comunitaria, e’ annotato che trattasi di partita di vino atto a
diventare V.Q.P.R.D. Lo spostamento della partita medesima al di
fuori della zona di vinificazione e’ comunque subordinato alle
disposizioni dei singoli disciplinari di produzione e l’operazione e’
a totale rischio del detentore, in quanto in caso di rivedibilita’ la
partita diventerebbe automaticamente «non idonea».

Art. 4.
Analisi chimico-fisiche
1. Prima dell’esame organolettico, i campioni prelevati sono
sottoposti all’esame chimico-fisico presso i laboratori all’uopo
autorizzati dal Ministero delle politiche agricole e forestali,
denominato Ministero.
2. Sono ammessi all’esame organolettico i campioni idonei dal punto
di vista chimico-fisico.

Art. 5.
Esame organolettico – Commissioni di degustazione
1. L’esame organolettico e’ effettuato da commissioni di
degustazione operanti presso le competenti camere di commercio, le
quali rilasciano la relativa certificazione per le partite idonee
alla D.O.C.G. o alla D.O.C., su modello conforme all’allegato 2.
2. Per ciascuna D.O.C.G. o D.O.C. il Ministero, sentite le camere
di commercio competenti per territorio, stabi-lisce il numero delle
commissioni di degustazione, in relazione all’entita’ dei campioni da
sottoporre all’esame, e per ognuna di esse nomina, per un periodo
massimo di tre anni, il presidente ed il relativo supplente secondo
le modalita’ di cui al successivo art. 6.
3. Qualora i campioni da esaminare di una o piu’ D.O.C.G. o D.O.C.
siano in numero esiguo, il Ministero nomina presso la competente
camera di commercio un unica commissione di degustazione per due o
piu’ vini D.O.C.G. o D.O.C.
4. Qualora il livello delle produzioni dei vini D.O.C.G. o D.O.C.
esistenti sia esiguo e si verifichi una carenza degli iscritti agli
elenchi dei tecnici e degli esperti degustatori di cui al successivo
art. 7, tali da non consentire l’istituzione della relativa
commissione di degustazione, il Ministero, in deroga al disposto di
cui all’art. 1, comma 4, affida l’espletamento degli esami analitici
ed organolettici ad altra commissione di degustazione, istituita per
i vini D.O.C.G. o D.O.C. di altra provincia.

Art. 6.
Composizione delle commissioni di degustazione
1. Su proposta delle camere di commercio, su conforme parere delle
amministrazioni regionali competenti per territorio da esprimersi
entro trenta giorni dalla richiesta, sentiti i consorzi volontari di
tutela incaricati di collaborare alla vigilanza ai sensi dell’art.
19, comma 1, della legge n. 164/1992 o i consorzi volontari
autorizzati ai sensi dell’art. 19, comma 3, della citata legge n.
164/1992, le categorie interessate dei produttori singoli, dei
produttori associati, degli industriali, dei commercianti e di altri
operatori del settore, il Ministero nomina per ogni commissione di
degustazione, di cui all’art. 5, comma 2, un presidente ed un
vicepresidente scelti tra tecnici degustatori.
2. Il segretario e il/i segretario/i supplente/i di ciascuna
commissione di degustazione sono nominati con determinazione del
presidente della giunta della competente camera di commercio e
individuati tra il personale dipendente della stessa camera di
commercio.
3. Il presidente costituisce, per ciascuna seduta di degustazione,
una commissione di tecnici ed esperti degustatori composta da quattro
membri, oltre il presidente, di cui almeno due tecnici degustatori.
Soltanto con deroga del Ministero e’ consentita una diversa
rappresentanza tra tecnici ed esperti degustatori, qualora esistono
effettive carenze di iscrizione agli elenchi dei tecnici degustatori.
4. La scelta dei componenti e’ effettuata in modo tale da garantire
la partecipazione a turno degli iscritti negli elenchi di cui
all’art. 7.

Art. 7.
Criteri per la formazione degli elenchi dei tecnici degustatori e
degli esperti
1. Presso le camere di commercio interessate alla produzione dei
vini D.O.C.G. e D.O.C., sono istituiti l’«Elenco dei tecnici
degustatori» e l’«Elenco degli esperti degustatori». Gli iscritti a
tali elenchi possono esercitare la propria attivita’ per tutti i vini
della provincia.
2. Fatte salve le pregresse iscrizioni di tecnici degustatori agli
elenchi istituiti ai sensi della preesistente normativa presso le
competenti camere di commercio, a decorrere dall’entrata in vigore
del presente decreto per l’iscrizione nell’elenco dei tecnici
degustatori sono richiesti i seguenti requisiti:
a) possesso di uno dei titoli di studio appresso indicati:
diploma di perito agrario specializzato in viticoltura ed
enologia od enotecnico;
diploma di enologo;
diploma di laurea in scienze agrarie con specializzazione nel
settore enologico;
diploma di laurea in scienze delle preparazioni alimentari con
specializzazione nel settore enologico;
titoli equipollenti conseguiti all’estero;
b) esercizio documentato, nei due anni precedenti la data di
presentazione della domanda di iscrizione, dell’attivita’ di
degustatore, in forma continuativa, per i vini D.O.C.G. o D.O.C.
3. Gli interessati all’iscrizione nell’elenco dei tecnici
degustatori presentano apposita domanda alla competente camera di
commercio. Nel caso di presentazione di domande ad altre camere di
commercio, per ognuna di esse e’ fatto esplicito richiamo alle altre.
L’iscrizione e’ disposta con provvedimento della camera di commercio.
4. Nella domanda i richiedenti dichiarano:
a) il cognome e il nome, il luogo e la data di nascita, la
residenza;
b) i titoli di studio di cui alla lettera a) del comma 2 del
presente articolo, con l’esatta indicazione della data e
dell’istituto o della universita’ presso cui gli stessi sono stati
conseguiti.
5. La rispondenza al requisito di cui al comma 2, lettera b), e’
dimostrata allegando alla domanda idonea documentazione dalla quale
risulti l’effettivo svolgimento dell’attivita’ per il periodo minimo
prescritto.
6. Per l’iscrizione nell’elenco degli esperti degustatori sono
richiesti i seguenti requisiti:
a) partecipazione a corsi organizzati da associazioni nazionali
ufficialmente riconosciute operanti nel settore della degustazione
dei vini e superamento di esami sostenuti a conclusione dei corsi
stessi;
b) esercizio della attivita’ di degustazione per almeno un
biennio antecedentemente alla data di presentazione della domanda.
7. Per l’iscrizione nell’elenco degli esperti degustatori, si
osservano le disposizioni di cui al comma 3.

Art. 8.
Presidente della commissione di degustazione
1. Il presidente della commissione assicura il rispetto delle
procedure tecniche di degustazione, predisponendo, con l’ausilio del
segretario, il piano di attivita’ della commissione e curandone
l’attuazione.

Art. 9.
Funzioni del segretario
1. Il segretario della commissione di degustazione:
a) convoca la commissione e, in apertura di seduta, verifica il
numero legale;
b) cura la presa in carico dei campioni mediante la loro
registrazione cronologica su apposito registro di carico, nonche’ la
conservazione dei campioni stessi;
c) predispone la preparazione dei campioni, assicurando le misure
necessarie a garantire l’anonimato degli stessi;
d) cura la conservazione dei campioni giudicati «non idonei» o
«rivedibili», per il termine stabilito dalla commissione, non
inferiore comunque a sei mesi, per eventuali controlli o
contestazioni;
e) assiste alle riunioni della commissione di degustazione, ne
redige i relativi verbali su apposito registro, comunica le
risultanze agli interessati e trasmette annualmente al Ministero una
relazione sull’attivita’ svolta.
2. La tenuta dei registri e dei documenti, di cui al comma 1, puo’
essere effettuata con mezzi informatici, adottando gli opportuni
accorgimenti atti a garantire la sicurezza e la riservatezza dei
dati.

Art. 10.
Termini del procedimento dell’analisi chimico-fisica e dell’esame
organolettico
1. Il procedimento relativo all’esame chimico-fisico del campione
si conclude, con il rilascio della certificazione di idoneita’
chimico-fisica, entro cinque giorni lavorativi a decorrere dalla data
di presa in carico del campione stesso da parte del laboratorio
autorizzato.
2. L’intero procedimento dell’esame chimico-fisico ed organolettico
del campione si conclude, con la certificazione della relativa
partita; dalla data di ricevimento della richiesta di prelievo:
a) entro dodici giorni lavorativi per i vini novelli;
b) entro venti giorni lavorativi per tutti gli altri vini.

Art. 11.
Prelievo dei campioni
1. Il prelievo dei campioni e’ effettuato da personale incaricato
dalle camere di commercio, autorizzato ai sensi del decreto
ministeriale 8 novembre 1982.
2. L’effettuazione dei prelievi e’ programmata con la necessaria
frequenza dalle camere di commercio.
3. La richiesta di prelievo, anche a mezzo fax o per via
informatica, compilata sul modulo di cui all’art. 3, e’ presentata
alla camera di commercio competente per territorio, anche tramite il
consorzio di tutela o il consiglio interprofessionale.
4. La richiesta di prelievo del campione e’ effettuata dal
detentore della partita, non prima che la stessa abbia raggiunto le
caratteristiche minime al consumo previste dal relativo disciplinare
di produzione per ciascuna tipologia regolamentata.
5. Nel caso dei vini «novelli» e di altre tipologie di vini
D.O.C.G. o D.O.C. che, nel rispetto della normativa vigente e per
ragioni commerciali, sono immessi al consumo entro un breve lasso di
tempo a partire dalla vendemmia la richiesta di prelievo e’
presentata antecedentemente alla denuncia di produzione delle uve,
dichiarando mediante autocertificazione che sono stati rispettati gli
adempimenti tecnico-amministrativi previsti dalla normativa vigente
in materia. Le camere di commercio, una volta in possesso della
necessaria documentazione, provvedono ad effettuare gli opportuni
controlli.
6. Il campionamento di ciascuna partita e’ effettuato dal personale
incaricato di cui al comma 1, e nel rispetto delle condizioni di cui
ai successivi commi.
7. Nel caso in cui la partita sia costituita da piu’ recipienti,
per i quali venga dichiarata dal detentore la uniformita’
qualitativa, ai fini del campionamento, e’ effettuato un coacervo in
proporzione al quantitativo dei singoli recipienti.
8. Qualora la partita sia contenuta in piccoli recipienti o sia
costituita da prodotto imbottigliato il campionamento e’ effettuato a
sondaggio sull’intera partita. Nel caso dei vini spumanti elaborati
in bottiglia, il prelievo e’ effettuato precedentemente
all’operazione di sboccatura della relativa partita, mediante il
prelievo degli esemplari di campione all’uopo sboccati.
9. Qualora trattasi di campione di vino spumante o di vino
frizzante prodotto in recipiente chiuso (autoclave), il prelievo puo’
essere effettuato, anche nella fase di elaborazione, prima
dell’imbottigliamento direttamente dall’autoclave, adottando
apparecchiature atte a far si’ che l’operazione avvenga senza perdita
di pressione.
10. Per l’espletamento delle operazioni di prelievo, il prelevatore
incaricato ha diritto di accedere nei locali dove sono conservate le
partite di vino; inoltre, prende visione della documentazione atta ad
accertare la provenienza del prodotto, la tipologia, la sua
rispondenza quantitativa, nonche’ l’ubicazione delle partite del vino
oggetto di prelievo.
11. Qualora il prelevatore, nell’espletamento dei propri compiti,
rilevi una situazione di difformita’ da quella risultante dagli atti
documentali, ne fa rapporto alla relativa commissione di degustazione
per gli adempimenti di competenza e all’ufficio periferico competente
per territorio dell’Ispettorato centrale repressione frodi.
12. Il prelevatore accerta il quantitativo del vino oggetto di
campionamento e preleva il campione in sei esemplari, al fine di
assicurare la corrispondenza del campione alla massa del prodotto
oggetto di esame.
13. Gli esemplari del campione, di cui al comma 1, sono cosi’
utilizzati:
a) uno e’ affidato al detentore della partita;
b) uno e’ destinato all’esame chimico-fisico;
c) uno e’ destinato all’esame organolettico;
d) uno e’ conservato per l’eventuale esame da parte della
commissione di appello;
e) due sono tenuti di riserva presso la stessa camera di
commercio per almeno sei mesi, uno di essi puo’ essere utilizzato per
un eventuale ulteriore esame chimico-fisico.
14. Per il prelievo del campione ai fini della ripetizione
dell’esame organolettico per i vini D.O.C.G. il campione stesso e’
prelevato in quattro esemplari, non dovendosi effettuare l’esame
chimico-fisico e l’eventuale ulteriore esame dello stesso.
15. La capacita’ dei recipienti per i singoli esemplari del
campione, in deroga alle misure previste dall’art. 6 del decreto del
Presidente della Repubblica 26 marzo 1980, n. 327, e’ compresa tra
0,375 e 1 litro; gli stessi recipienti sono chiusi ermeticamente. Per
i recipienti gia’ confezionati dal produttore-imbottigliatore si
procede al prelevamento delle confezioni esistenti per numero di
pezzi e volume corrispondenti.
16. Sulla chiusura di ogni recipiente e’ apposto un sigillo
cartaceo recante la dizione: «vino D.O.C. o D.O.C.G. – campione di
controllo esente da documento di accompagnamento ai sensi della
vigente normativa», completato da un’ala staccabile nella quale
figurano il numero e la data del verbale di prelievo, il quantitativo
della partita e le firme del prelevatore e dell’incaricato
dell’azienda che assiste al prelievo.
17. Al momento del prelievo e’ redatto, in triplice copia, un
verbale secondo il modello di cui all’allegato 3, dal quale devono
risultare i seguenti elementi:
a) numero del verbale;
b) data e ora del prelevamento;
c) nominativo del prelevatore;
d) denominazione dell’azienda e relativo indirizzo;
e) nominativo del titolare dell’azienda o di un suo fiduciario,
specificatamente delegato, incaricato di presenziare al prelevamento;
f) modalita’ di prelevamento, specificando eventuali coacervi;
g) descrizione delle partite di vino: quantitativo, provenienza
del relativo prodotto, tipologia, recipienti;
h) dichiarazione attestante che tutti i campioni asportati e
quello lasciato in custodia sono stati sigillati con l’apposizione
sulle apposite ali staccabili delle firme del prelevatore e del
responsabile dell’azienda;
i) indicazione relativa al numero d’ordine del prelievo della
stessa partita, indicando «primo prelievo» o «prelievo per la
ripetizione dell’esame organolettico di partita D.O.C.G.» o «prelievo
per partita gia’ giudicata non idonea all’esame chimico-fisico» o
«prelievo per partita gia’ giudicata rivedibile all’esame
organolettico».
18. I verbali sono sottoscritti dal prelevatore e dall’incaricato
dell’azienda.
19. Delle tre copie del verbale, una copia e’ consegnata
all’azienda, una copia rimane al prelevatore e la restante copia e’
consegnata al segretario della commissione, unitamente ai campioni,
presso la competente camera di commercio.
20. La consegna dei campioni e dei relativi verbali al segretario
della commissione e’ effettuata entro il primo giorno lavorativo
successivo al prelievo.
21. I campioni sono presi in carico e conservati a cura del
segretario della commissione.
22. Il segretario della commissione invia un esemplare del campione
ad un laboratorio autorizzato dal Ministero per gli esami di cui
all’art. 12, comma 1.

Art. 12.
Procedimento dell’esame chimico-fisico
1. L’esame chimico-fisico dei campioni prelevati e’ effettuato
presso i laboratori autorizzati dal Ministero, ai sensi dell’art. 72,
paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1493/1999 e dell’art. 5 del
decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 156.
2. L’analisi accerta la rispondenza del campione ai parametri
chimico-fisici prescritti dai rispettivi disciplinari di produzione.
3. L’esito negativo dell’analisi preclude il successivo esame
organolettico e comporta che la partita sia dichiarata non idonea. In
tal caso, il segretario della commissione di degustazione, entro tre
giorni dalla data di ricevimento dell’analisi, ne informa l’azienda
interessata, anche a mezzo fax, telex o telegramma.
4. Entro cinque giorni dalla ricezione della comunicazione
dell’esito negativo di cui al precedente comma 3, l’azienda
interessata puo’ richiedere alla competente commissione di
degustazione per la relativa partita un eventuale nuovo prelievo, ai
fini della ripetizione dell’esame chimico-fisico, soltanto alle
seguenti condizioni:
che la partita possa essere ancora oggetto di pratiche e
trattamenti enologici ammessi dalla normativa nazionale e comunitaria
vigente in materia di V.Q.P.R.D.;
che l’Ispettorato centrale repressione frodi competente per
territorio sia preavvisato della richiesta del nuovo prelievo, al
fine di accertare se sia possibile effettuare sulla partita in
questione le predette pratiche e trattamenti enologici e, in caso
positivo, dia il proprio assenso alla competente commissione di
degustazione per attivare la procedura del nuovo prelievo. In caso di
esito negativo del citato accertamento risulta confermato l’esito
negativo e le relative prescrizioni di cui al comma 3.
5. Fatto salvo quanto disposto al precedente comma 4, eventuali
ricorsi contro l’esito dell’esame chimico-fisico devono essere
presentati entro cinque giorni dal ricevimento della comunicazione.
Trascorso tale termine in assenza di ricorso, il segretario comunica
la non idoneita’ del prodotto all’azienda interessata e all’ufficio
periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente e
si provvede d’ufficio al declassamento.
6. In caso di presentazione del ricorso, l’ulteriore analisi e’
effettuata su un esemplare di campione di cui all’art. 11, comma 13,
lettera e), presso un laboratorio autorizzato, diverso da quello che
ha effettuato la prima analisi. In caso di conferma dell’esito
negativo, entro i termini e con le modalita’ di cui al precedente
comma 3, il segretario della commissione di degustazione ne da’
comunicazione all’azienda interessata e all’ufficio periferico
dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente per
territorio.

Art. 13.
Procedimento dell’esame organolettico
1. La degustazione ha luogo dopo il rilascio, da parte dei
laboratori di analisi dei relativi certificati di analisi, i quali
rimangono a disposizione della commissione di degustazione, che ne
prendera’ visione dopo l’effettuazione dell’esame organolettico.
2. La degustazione ha luogo su campioni resi anonimi dal segretario
della commissione.
3. Le commissioni sono validamente costituite con la presenza del
presidente e di quattro componenti. In caso di impedimento del
presidente, questi e’ sostituito dal vicepresidente. In caso di
impedimento di uno o piu’ componenti, gli stessi sono sostituiti da
altri componenti scelti con i criteri di cui all’art. 6, comma 3. Il
giudizio e’ espresso a maggioranza. Nel caso in cui sia impossibile
sostituire un componente assente, la commissione puo’ funzionare con
quattro componenti compreso il presidente. In tale fattispecie, in
caso di parita’ di voti, prevale il voto del presidente.
4. Nel corso di una riunione non possono essere assoggettati ad
esame piu’ di 20 campioni. La stessa commissione puo’ effettuare,
nell’arco di una giornata, non piu’ di due riunioni, previo congruo
intervallo tra le stesse.
5. Per ogni campione degustato e’ compilata apposita scheda
individuale di valutazione, secondo il modello di cui all’allegato 4
al presente decreto.
6. Dalla scheda risulta:
a) la data della riunione della commissione;
b) il giudizio, espresso, che puo’ essere di «idoneita», di
«rivedibilita», o di «non idoneita»;
c) la succinta motivazione del giudizio in caso di «rivedibilita»
o di «non idoneita»;
d) la firma del presidente, del componente e del segretario della
commissione.
E’ infine compilata una scheda riepilogativa degli elementi
rilevati nelle singole schede, da firmare da parte del presidente e
del segretario della commissione.
7. Nel caso di giudizio di «idoneita» la competente camera di
commercio rilascia la relativa certificazione positiva.
8. Nei casi di giudizio di «rivedibilita» e di «non idoneita», la
comunicazione all’interessato e’ effettuata dalla camera di
commercio, anche a mezzo di fax, telex o telegramma, entro cinque
giorni dall’emanazione del giudizio e contiene le motivazioni
tecniche del giudizio.
9. Nel caso in cui il campione risulti «non idoneo», la
comunicazione e’ altresi’ inviata, nello, stesso termine di cui al
comma 8, all’ufficio periferico dell’Ispettorato centrale repressione
frodi competente per territorio ed alla struttura di controllo di cui
al decreto ministeriale 29 maggio 2001.
10. Qualora il campione risulti «rivedibile», l’interessato puo’
richiedere, previa effettuazione delle pratiche enologiche ammesse
una nuova campionatura per il definitivo giudizio entro il termine
massimo di sessanta giorni dalla comunicazione. In tal caso deve
essere ripetuta anche l’analisi chimico-fisica. Per il prelievo dei
nuovi campioni, per l’espletamento dell’analisi chimico-fisica e
dell’esame organolettico valgono gli stessi termini e condizioni
previsti per la prima campionatura. In caso di nuovo giudizio di
«rivedibilita», il medesimo e’ da considerare di «non idoneita».
11. Trascorso il termine stabilito dal comma 10, il prodotto per il
quale non sia stata richiesta nuova campionatura e’ da considerare
«non idoneo» e il segretario effettua entro cinque giorni la relativa
comunicazione alla ditta interessata e all’ufficio periferico
dell’Ispettorato centrale repressione frodi competente per
territorio.
12. Qualora il campione sia giudicato «non idoneo», l’interessato
puo’ presentare ricorso alla competente commissione di appello di cui
al successivo art. 14, entro trenta giorni dal ricevimento della
comunicazione. Le spese di spedizione per gli esami di appello sono a
carico del richiedente.
13. Nel caso di mancato ricorso o di conferma del giudizio di «non
idoneita» da parte della commissione di appello, l’interessato e’
tenuto a provvedere al declassamento della relativa partita di vino
secondo quanto disposto dalla legge.

Art. 14.
Procedimento di appello
1. Il ricorso avverso il giudizio di «non idoneita» pronunciato
dalle commissioni di degustazione e’ proposto dall’interessato alle
competenti commissioni di appello per i vini D.O.C.G. e D.O.C.
dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale, istituite presso
il Comitato nazionale per la tutela e valorizzazione delle
denominazioni di origine dei vini.
2. Il ricorso e’ depositato presso la commissione di degustazione
che ha espresso il giudizio di «non idoneita».
3. La commissione di degustazione, entro sette giorni dal deposito
del ricorso, lo trasmette, a spese dell’interessato, alla commissione
di appello unitamente ad un campione del vino, giudicato «non
idoneo», all’uopo accantonato e custodito presso la suddetta
commissione di degustazione, trasmettendo altresi’ la relativa
documentazione di «non idoneita» e il certificato di analisi
chimico-fisica. Le procedure inerenti il giudizio della commissione
di appello debbono espletarsi entro il termine massimo di sessanta
giorni a far data dalla presa in carico del campione.

Art. 15.
Composizione e durata delle commissioni di appello
1. Ciascuna commissione e’ composta da un presidente, da quattro
membri e da un segretario, nonche’ dai rispettivi supplenti, nominati
dal Ministero, sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo
Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, secondo
i criteri di cui al comma 2, e dura in carica tre anni.
2. Il presidente e il relativo supplente sono scelti dal Ministero
tra esperti di chiara fama nel settore vitivinicolo; un membro
effettivo ed il relativo supplente sono designati dalla Federazione
nazionale dei consorzi volontari di tutela dei vini a denominazione
di origine; due membri effettivi ed i relativi supplenti sono
designati dall’Unione nazionale delle camere di commercio; un membro
effettivo ed il relativo supplente sono designati Comitato nazionale
per la tutela e la valorizzazione delle denominazione di origine dei
vini; il segretario e due supplenti sono designati tra i funzionari
del Ministero.
3. I membri designati non possono contemporaneamente essere membri
delle commissioni di degustazione di primo grado competenti per il
territorio della relativa commissione di appello.

Art. 16.
Funzioni del presidente e del segretario delle commissioni di appello
1. Salvo quanto stabilito negli articoli 17 e 18, il presidente ed
il segretario delle commissioni di appello esercitano le funzioni
rispettivamente previste per il presidente e per il segretario delle
commissioni di degustazione dagli articoli 7 e 8.

Art. 17.
Compiti e funzionamento delle commissioni di appello
1. La commissione di appello giudica con la presenza di almeno
quattro componenti, compreso il presidente.
2. Per ogni campione degustato, il presidente e i componenti della
commissione di appello redigono una scheda individuale, secondo il
modello approvato dal Ministero e riportato nell’allegato 4,
sottoscritta dal presidente e dal segretario. Dalla scheda di
degustazione individuale deve risultare, in particolare, per ogni
campione degustato, il giudizio di «idoneita» o di «non idoneita»; in
tale ultimo caso risulta la succinta motivazione del giudizio. E’
infine compilata una scheda riepilogativa degli elementi rilevati
nelle singole schede, da sottoscrivere, da parte del presidente e del
segretario della commissione. Il giudizio definitivo della
commissione di appello e’ espresso a maggioranza. In caso di parita’
prevale il voto del presidente.
3. L’esito del giudizio definitivo della commissione di appello e’
comunicato, entro tre giorni a mezzo di lettera raccomandata, alla
ditta interessata, alla commissione di degustazione di primo grado e
all’ufficio periferico dell’Ispettorato centrale repressione frodi
competente per territorio.
4. Nel caso di conferma del giudizio di «non idoneita»,
l’interessato provvede al declassamento del vino secondo quanto
disposto dalla legge.
5. Il Ministero, qualora lo ritenga opportuno, anche su
segnalazione del Comitato nazionale per la tutela e la valorizzazione
del vini D.O. e I.G.T., puo’ affidare alle commissioni di appello
ogni altro incarico in materia di esame sensoriale.

Art. 18.
Competenze dei segretari delle commissioni di appello
1. I segretari delle commissioni di appello sono incaricati del
disbrigo degli affari di natura tecnico-amministrativa inerenti al
funzionamento delle commissioni stesse e all’attuazione degli esami
organolettici di appello.
2. In particolare, i segretari provvedono:
a) a prendere in carico, separatamente per le commissioni di
appello dell’Italia settentrionale, centrale e meridionale, i ricorsi
ed i relativi campioni, previo controllo della loro integrita’, ed a
curarne il buono stato di conservazione fino alla effettuazione degli
esami organolettici;
b) a comunicare, al presidente ed ai componenti della commissione
di appello interessata, entro cinque giorni dalla data di ricevimento
dei ricorsi e dei campioni, l’avvenuta presa in carico degli stessi;
c) ad assicurare la disponibilita’ e la funzionalita’ della sala
di degustazione e delle attrezzature occorrenti per la degustazione;
d) ad assicurare gli adempimenti tecnici necessari per la
effettuazione degli esami organolettici, con particolare riguardo
alla anonimizzazione dei campioni ed alla presentazione del prodotto
nelle condizioni ottimali;
e) a prendere in carico una copia dei verbali delle riunioni
delle commissioni di appello redatti a cura dei segretari delle
commissioni stesse.

Art. 19.
Registri e verbali delle commissioni di appello
1. Il registro di presa in carico dei ricorsi e dei campioni ed il
registro dei verbali delle sedute di degustazione delle commissioni
di appello sono vidimati dal capo della sezione amministrativa del
Comitato nazionale per la tutela e valorizzazione delle denominazioni
di origine dei vini e le relative pagine sono progressivamente
numerate.
2. Il verbale della seduta di degustazione, oltre a contenere la
data della riunione e l’individuazione dei partecipanti, riporta il
giudizio conclusivo espresso per ciascun campione degustato e, in
caso di «non idoneita», il relativo motivo, nonche’ il numero
attribuito a tale campione in fase di anonimizzazione.
3. L’abbinamento del campione degustato con il detentore del vino
al quale il campione stesso si riferisce e’ effettuato dal segretario
della commissione al termine della seduta di degustazione,
trascrivendo nel registro di presa in carico i risultati della
degustazione medesima. Tale trascrizione e’ sottoscritta dal
segretario stesso e dal presidente.

Art. 20.
Misure atte ad assicurare la rispondenza tra la certificazione di
idoneita’ e le partite
1. Al fine di assicurare la rispondenza tra i certificati di
idoneita’ alla D.O.C.G. o alla D.O.C. e le relative partite di vino,
nonche’ l’espletamento dei controlli prescritti, i detentori, per
ciascuna partita certificata o porzione della stessa partita:
a) conservano agli atti i certificati di idoneita’ per cinque
anni;
b) annotano nel registro di carico e scarico e nel registro di
imbottigliamento gli estremi del certificato di idoneita’;
c) in caso di vini D.O.C.G., nel registro di imbottigliamento, o
nel registro di partita per i vini spumanti, negli appositi conto di
carico dei contrassegni di Stato ritirati e conto di scarico dei
contrassegni utilizzati, indicano i riferimenti al numero ed alla
serie dei contrassegni stessi.
Il presente decreto sara’ inviato all’organo di controllo per la
registrazione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana.
Roma, 25 luglio 2003
Il Ministro: Alemanno
Registrato alla Corte dei conti il 18 agosto 2003
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 4 Attivita’ produttive, foglio n. 43

—-> Vedere Allegati da pag. 46 a pag. 49 della G.U. in formato zip/pdf

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

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