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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - DECRETO 30 luglio 2003: Modalita' di applicazione del Regolamento (CE) n. 1622/2000 che istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici. (GU n. 207 del 6-9-2003)

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 30 luglio 2003

Modalita’ di applicazione del Regolamento (CE) n. 1622/2000 che
istituisce un codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti
enologici.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE
AGRICOLE E FORESTALI
Visto il Regolamento (CE) n. 1493/99 del Consiglio del 17 maggio
1999 relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo e,
in particolare, gli articoli 42, 43, 44, 45 e 46 che disciplinano le
regole generali delle pratiche e dei trattamenti enologici e gli
allegati IV, V e VI del medesimo regolamento che stabiliscono,
rispettivamente, l’elenco delle pratiche e dei trattamenti enologici
autorizzati ed i limiti e le condizioni di talune pratiche
enologiche;
Visto il Regolamento (CE) n. 1622/2000 della Commissione del
24 luglio 2000 e successive modifiche, che fissa alcune modalita’ di
applicazione del Regolamento (CE) n. 1493/99 e che istituisce un
codice comunitario delle pratiche e dei trattamenti enologici;
Visto il Regolamento (CE) n. 884/2001 della Commissione, del 24
aprile 2001, che stabilisce modalita’ di applicazione relative ai
documenti che scortano il trasporto dei prodotti vitivinicoli e alla
tenuta dei registri nel settore vitivinicolo;
Visto il decreto-legge 18 giugno 1986, n. 282, convertito, con
modificazioni, dalla legge 7 agosto 1986, n. 462, recante misure
urgenti in materia di prevenzione e repressione delle sofisticazioni
alimentari;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 162 del
12 febbraio 1965 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 73 del 23 marzo 1965 che stabilisce «Norme per la
repressione delle frodi nella preparazione e nel commercio dei mosti,
vini e aceti»;
Visto il decreto ministeriale del 28 novembre 1980, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 341 del
13 dicembre 1980, modificato dai decreti ministeriali del 14 aprile
1981, del 28 settembre 1984 e del 15 settembre 1986, relativo alle
«Condizioni e modalita’ di impiego delle resine scambiatrici di ioni
per l’elaborazione del mosto di uve concentrato rettificato»;
Visto il decreto ministeriale del 5 settembre 1967 pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 236 del 20 settembre
1967, relativo alle «Norme per l’impiego del ferrocianuro di potassio
in enologia»;
Considerato che il Regolamento (CE) n. 1622/2000 prevede che sia lo
Stato membro a stabilire le disposizioni necessarie per il controllo
dell’utilizzazione di alcune sostanze autorizzate;
Considerata la necessita’ di stabilire i termini entro i quali i
produttori inviano le comunicazioni e le dichiarazioni preventive
alle autorita’ di controllo che gli stessi termini siano fissati in
armonia con quelli previsti dalla citata normativa comunitaria;
Considerata, altresi’, l’opportunita’ di individuare le figure
professionali responsabili dei trattamenti previsti agli articoli 12,
13, 14, 15 e 16 del Regolamento (CE) n. 1622/2000 citato, in
considerazione della funzione loro affidata che richiede un profilo
specialistico;
Ritenuto, inoltre, di disciplinare le modalita’ relative alle
pratiche ed ai trattamenti sperimentali al fine di garantire che i
prodotti ottenuti non siano commercializzati al di fuori dello Stato
italiano;
Ritenuto di dover emanare disposizioni per disciplinare la materia
delle pratiche e dei trattamenti enologici in applicazione del
regolamento (CE) n. 1622/2000 al fine di permettere agli Organi di
controllo lo svolgimento di controlli idonei a garantire il rispetto
delle disposizioni comunitarie citate;
Visto il parere favorevole della Conferenza Stato-regioni formulato
nella riunione del giorno 24 luglio 2003;
Decreta:
Art. 1.
Nel rispetto della normativa comunitaria in materia di pratiche e
trattamenti enologici, previsti dal titolo V del Regolamento (CE) del
Consiglio n. 1493/99, di seguito denominato «Regolamento», dagli
allegati IV, V e dall’allegato VI per quanto attiene ai V.Q.P.R.D. e
dal Regolamento (CE) della Commissione n. 1622/2000, con il presente
decreto sono emanate le disposizioni nazionali applicative della
citata normativa comunitaria.
Gli allegati costituiscono parte integrante del presente decreto.
Ai sensi del presente decreto si intende per:
«Ministero» il Ministero per le politiche agricole – Dipartimento
delle politiche di mercato – Direzione generale per le politiche
agroalimentari – Pagr IX via XX settembre n. 20 – 00187 Roma;
Ispettorato centrale repressione frodi, la divisione II
dell’Ispettorato centrale repressione frodi – via XX settembre n. 20
– 00187 Roma;
«Organismo competente» l’ufficio periferico dell’Ispettorato
centrale repressione frodi territoriale competente;
«Responsabile» uno dei soggetti indicati all’art. 4 del presente
decreto.
Le pratiche ed i trattamenti enologici sono effettuate secondo le
disposizioni comunitarie, nazionali e del presente decreto.

Art. 2.
1. Le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano accertano
la sussistenza delle condizioni climatiche sfavorevoli di cui
all’allegato V, sez. E, paragrafo 6 del «Regolamento» e conservano la
relativa documentazione presso i propri uffici ai fini di eventuali
controlli da parte degli organi preposti.
2. Sulla base degli accertamenti effettuati, le regioni e le
province autonome di Trento e Bolzano chiedono l’autorizzazione ad
effettuare l’acidificazione dei prodotti vitivincoli della zona Clb,
presentando richiesta al «Ministero», che autorizza le operazioni di
acidificazione con decreto da emanare entro trenta giorni dal
ricevimento della richiesta.
3. La richiesta di cui al paragrafo 2 contiene:
a) la dichiarazione attestante che nel territorio si sono
verificate condizioni atmosferiche tali da giustificare il ricorso
all’acidificazione;
b) i territori della provincia nei quali si sono verificate le
condizioni di cui al paragrafo a);
c) i prodotti per i quali viene chiesta l’acidificazione.

Art. 3.
1. Le dichiarazioni e le comunicazioni agli «organismi competenti»
previste negli allegati al presente decreto possono essere effettuate
tramite presentazione diretta, telegramma, telefax, raccomandata e
posta elettronica.
2. Coloro che presentano le dichiarazioni e le comunicazioni di cui
al paragrafo 1 numerano progressivamente ogni dichiarazione con
riferimento a ciascuna pratica e per campagna vitivinicola.
3. Ai fini del rispetto dei termini previsti per la presentazione
delle dichiarazioni e delle comunicazioni fa fede, se consegnate a
mano o a mezzo servizi postali, la data e l’ora di ricezione presso
l’Organismo competente, mentre se inviate tramite fax fa fede la data
e l’ora di spedizione risultante delle ricevute, qualora l’Organismo
medesimo non abbia comunicato al mittente la mancata, parziale o
totale, ricezione del messaggio.
4. Fatto salvo il paragrafo 6 dell’allegato 3 del presente decreto,
coloro che hanno presentato all’organismo competente le dichiarazioni
e le comunicazioni preventive ed intendano variarne uno o piu’
elementi presentano una nuova dichiarazione conforme ai termini ed
alle modalita’ specificamente previsti per ciascuna pratica e
trattamento enologico. La nuova dichiarazione sostituisce la
dichiarazione precedente di cui sono richiamati gli estremi
identificativi. Qualora la nuova dichiarazione riguardi piu’
operazioni sono indicate le eventuali operazioni gia’ effettuate.

Art. 4.
Le pratiche ed i trattamenti enologici previste agli articoli 12,
13, 14, 15 e 16 del Regolamento (CE) n. 1622/2000 sono effettuati
sotto la responsabilita’ di un enologo di cui alla legge n. 129/1991
o di altro tecnico abilitato all’esercizio della professione, il cui
ordinamento professionale consenta l’effettuazione di tali pratiche
enologiche.

Art. 5.
1) Ai fini del rilascio dell’autorizzazione ad effettuare prove
sperimentali prevista all’art. 41 del Regolamento (CE) n. 1622/2000,
i soggetti interessati presentano una domanda contenente:
la relazione tecnica con la descrizione della pratica o del
trattamento enologico che si intende effettuare;
le finalita’ per le quali si intende procedere alle prove
sperimentali oggetto della domanda;
i prodotti per i quali viene richiesta l’autorizzazione;
la quantita’ di prodotto da sottoporre alla sperimentazione;
il o i protocolli sperimentali contenenti le modalita’ pratiche
di realizzazione della sperimentazione ivi compresi i requisiti di
purezza dei prodotti utilizzati che dovranno essere certificati. Il
protocollo sperimentale sara’ controfirmato dal «responsabile» che
segue l’esecuzione della sperimentazione;
l’elenco dei soggetti che partecipano alla sperimentazione, con
l’indicazione:
a) del nome o della ragione sociale, partita IVA e/o codice
fiscale di ciascun soggetto;
b) della sede legale;
c) della sede dello stabilimento ove sara’ effettuata la
sperimentazione;
d) dei procedimenti amministrativi sanzionatori in corso e dei
carichi pendenti.
2) La domanda e’ presentata al «Ministero» che, sentito
l’Ispettorato centrale repressione frodi, rilascia l’autorizzazione
entro novanta giorni dal ricevimento.
3) L’autorizzazione ad effettuare prove sperimentali riguarda tutte
le tipologie di vino ed i prodotti a monte del vino. Per quanto
attiene ai VQPRD, VLQPRD e VSQPRD …

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