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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 6 agosto 2009

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 6 agosto 2009 - Procedura a livello nazionale per l'esame delle domande di protezione delle DOP e IGP dei vini e di modifica dei disciplinari, ai sensi del regolamento (CE) n. 479/2008. (09A10911) (GU n. 220 del 22-9-2009 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 6 agosto 2009

Procedura a livello nazionale per l’esame delle domande di
protezione delle DOP e IGP dei vini e di modifica dei disciplinari,
ai sensi del regolamento (CE) n. 479/2008. (09A10911)

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI
Visto il regolamento (CE) n. 479/2008 del Consiglio del 29 aprile
2008, relativo all’organizzazione comune del mercato vitivinicolo, in
particolare il titolo III, Capo IV, recante norme sulle denominazioni
di origine e indicazioni geografiche;
Visto il regolamento (CE) n. 607 della Commissione del 14 luglio
2009 che stabilisce talune regole di applicazione del regolamento del
Consiglio n. 479/2008 riguardo le denominazioni di origine protette e
le indicazioni geografiche protette, le menzioni tradizionali,
l’etichettatura e la presentazione di determinati prodotti del
settore vitivinicolo;
Vista la legge 10 febbraio 1992, n. 164, recante la nuova
disciplina sulla tutela delle denominazioni di origine dei vini;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 20 aprile 1994, n.
348, concernente l’approvazione del regolamento recante la disciplina
del procedimento di riconoscimento delle denominazioni d’origine dei
vini;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali
31 luglio 2003, concernente modalita’ e requisiti per la
delimitazione della zona di imbottigliamento nei disciplinari di
produzione dei vini DOC e DOCG;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alle Comunita’ europee, in particolare l’art. 4, comma 3, cosi’ come
modificato con la legge 3 agosto 2004, n. 204;
Considerato che ai sensi dell’art. 38, par. 6, del reg. (CE) n.
479/2008, gli Stati membri sono tenuti ad adottare le disposizioni
relative alla procedura nazionale preliminare per il conferimento
della protezione delle DOP e IGP per conformarsi con le disposizioni
dello stesso art. 38 entro il 1° agosto 2009;
Considerato che ai sensi dell’art. 49, par. 1, del reg. (CE) n.
479/2008, relativamente alle modifiche dei disciplinari, si applicano
per analogia le richiamate disposizioni comunitarie previste per il
conferimento della protezione, fatte salve le modifiche che non
comportano alcuna modifica al documento unico, di cui al paragrafo 3
dello stesso art. 49 del reg. (CE) n. 479/2008, per le quali si
applica una procedura semplificata;
Considerato che ai sensi dell’art. 50 del reg. (CE) n. 479/2008,
relativamente alla cancellazione della protezione di una
denominazione di origine o di una indicazione geografica, e che ai
sensi dell’art. 28 del reg. (CE) 607/2008, relativamente alla
conversione di una DOP a IGP, si applicano per analogia le
disposizioni procedurali previste per il conferimento della
protezione, fatte salve le opportune differenziazioni riguardanti le
relative condizioni e modulistiche;
Considerato altresi’ che ai sensi del reg. (CE) n. 479/2008 restano
in vigore le disposizioni nazionali che non contrastano con lo stesso
reg. (CE) n. 479/2008;
Considerato che ai sensi dell’art. 53 del citato reg. (CE) n.
479/2008, gli Stati membri possono esigere il pagamento di una tassa
destinata a coprire le spese sostenute per l’esame delle domande di
protezione, delle dichiarazioni di opposizione, delle domande di
modifica e delle richieste di cancellazione relative alle DOP e IGP
di cui trattasi;
Considerato altresi’ che ai sensi dell’art. 72, par. 1, del citato
reg. (CE) n. 607/2009, a titolo transitorio ed a determinate
condizioni, per le denominazioni di origine ed alle indicazioni
geografiche riconosciute a livello nazionale, conformemente alla
procedura di cui all’art. 38, par. 5, del reg. (CE) n. 479/2008, i
relativi vini possono essere etichettati in conformita’ alle
disposizioni di cui al capo IV del citato reg. (CE) n. 607/2009;
Ritenuto pertanto di dover adottare, nelle more della modifica
della citata legge n. 164/1992, le disposizioni nazionali procedurali
applicative della richiamata normativa comunitaria, a superamento
delle disposizioni nazionali preesistenti e nel contempo attuando
un’opportuna armonizzazione con le citate disposizioni nazionali che
restano in vigore;
Vista l’intesa intervenuta in sede di Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
di Bolzano nella riunione del 29 aprile 2009;
Decreta:

Art. 1.

Definizioni
1. Ai fini del presente decreto si intende:
a) per soggetto richiedente, il soggetto legittimato a presentare
la domanda di protezione di una denominazione di origine o una
indicazione geografica di cui all’art. 37 del reg. CE n. 479/2008;
b) per Ministero, il Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali;
c) per regione, la competente regione o provincia autonoma, ovvero
le competenti regioni o province autonome, sul cui territorio insiste
la produzione interessata alla protezione;
d) per Comitato, il Comitato nazionale per la tutela delle
denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche tipiche dei
vini – Sezione interprofessionale, di cui all’art. 17 della legge n.
164/1992;
e) quando non diversamente specificato, per Denominazione,
indistintamente «Denominazione di Origine Protetta» (DOP) ovvero
«Indicazione Geografica Protetta» (IGP);
f) per «Denominazione di Origine Controllata e Garantita» (DOCG) e
«Denominazione di Origine Controllata» (DOC), le «menzioni
tradizionali» italiane di cui all’art. 54, par. 1, lettera a) del
reg. CE n. 479/2008, utilizzate per indicare che i prodotti in
questione recano una DOP.

Art. 2.

Soggetto richiedente
1. Il soggetto legittimato a presentare la domanda di protezione
per una DOP o IGP ai sensi del reg. (CE) n. 479/2008 e’ qualunque
Associazione di produttori, costituita dall’insieme dei produttori
vitivinicoli della Denominazione oggetto della domanda, ivi compresi
i Consorzi di tutela in possesso dei requisiti previsti dall’art. 19
della legge n. 164/1992. Possono far parte dell’Associazione altri
soggetti pubblici o di carattere privatistico, purche’ rappresentanti
gli interessi della relativa Denominazione.
2. L’Associazione di cui al comma 1 deve:
a) essere costituita ai sensi di legge;
b) avere tra gli scopi sociali la registrazione a livello
Comunitario della Denominazione per la quale viene presentata la
domanda, o aver assunto in assemblea la delibera di presentare
istanza per la registrazione della Denominazione interessata, qualora
tale previsione non sia contenuta nello statuto o nell’atto
costitutivo;
c) essere espressione dei produttori vitivinicoli della produzione
interessata;
d) fermo restando lo scopo sociale, impegnarsi a non sciogliersi
prima della registrazione della Denominazione interessata a livello
Comunitario.

Art. 3.

Pluralita’ di richieste per un’unica denominazione
1. Nel caso in cui siano presentate piu’ istanze per la stessa
Denominazione la regione provvede ad individuare il soggetto
maggiormente rappresentativo, sia in termini di produzione, sia di
numero di imprese vitivinicole.

Art. 4.

Documentazione da presentare
1. Il soggetto di cui all’art. 2 presenta la domanda di protezione
della Denominazione, contenente tutti gli elementi di cui all’art.
35, par. 1, del reg. (CE) n. 479/2008, al Ministero – Direzione
generale per lo sviluppo agroalimentare, la qualita’ e la tutela del
consumatore – Ufficio SACO IX, per il tramite della regione.
2. La domanda di cui al comma 1 deve essere corredata dalla
seguente documentazione:
a) atto costitutivo e, ove presente, statuto;
b) delibera assembleare dalla quale risulti la volonta’ dei
produttori di presentare istanza per la protezione della
Denominazione, qualora tale previsione non sia contenuta nell’atto
costitutivo o nello statuto;
c) elenco sottoscritto da un numero di viticoltori che
rappresentino:
in caso di vini DOCG, qualora si intenda riconoscere una DOCG
autonoma a partire da una specifica tipologia o area geografica
delimitata nell’ambito della DOC di provenienza, almeno il
cinquantuno per cento dei viticoltori iscritti all’albo ed almeno il
cinquantuno per cento della superficie totale iscritta all’albo dei
vigneti, oggetto di rivendicazione produttiva nell’ultimo biennio;
in caso di vini DOC, almeno il trentacinque per cento dei
viticoltori interessati ed almeno il trentacinque per cento della
superficie totale dei vigneti, oggetto di dichiarazione produttiva
nell’ultimo biennio;
in caso di vini IGP, almeno il venti per cento dei viticoltori
interessati e il venti per cento della superficie totale dei vigneti,
oggetto di dichiarazione produttiva nell’ultimo biennio;
in caso di delimitazione della zona di imbottigliamento, almeno
il sessantasei per cento della superficie totale dei vigneti, oggetto
di dichiarazione produttiva nell’ultimo biennio;
d) in caso di Consorzi di tutela, riconosciuti ai sensi dell’art.
19 della legge n. 164/1992, l’elenco sottoscritto puo’ essere
sostituito dal verbale dell’assemblea degli associati che comprovi il
requisito di rappresentativita’ di cui alla lettera c);
e) disciplinare di produzione, da compilare in conformita’ allo
schema di cui all’art. 14, comma 2;
f) progetto di documento unico riepilogativo di cui all’art. 35,
par. 1, lettera d) del reg. (CE) n. 479/2008, redatto in conformita’
al modello di cui all’Allegato II del reg. (CE) n. 607/2009;
g) relazione tecnica, dalla quale si evinca in maniera chiara il
legame con il territorio, inteso, in caso di DOP, come stretto
rapporto tra la zona geografica e la qualita’ e le caratteristiche
del prodotto o, in caso di IGP, come relazione esistente tra la zona
geografica e la qualita’, la notorieta’ o altra caratteristica
specifica del prodotto. La relazione tecnica, redatta da esperti
competenti in materia, deve comprovare gli elementi previsti dal
disciplinare, con particolare riguardo a:
le caratteristiche ambientali della zona in questione, il clima,
l’origine geologica e la composizione dei terreni, la giacitura,
l’esposizione e l’altitudine;
le caratteristiche agronomiche di coltivazione della vite sul
territorio delimitato ed in particolare: i vitigni, la densita’ di
impianto, le forme di allevamento, i sistemi di potatura ed
irrigazione;
le rese per ettaro espresse in quantita’ di uve e di vino finito,
pronto per l’immissione al consumo, tenendo conto delle rese ottenute
nei cinque anni precedenti;
il titolo alcolometrico volumico minimo naturale per ciascuna
tipologia;
le tecniche e le modalita’ di elaborazione specifiche e le
eventuali restrizioni delle pratiche enologiche autorizzate dalle
vigenti norme comunitarie;
le caratteristiche fisico-chimiche ed organolettiche del vino,
nonche’ il titolo alcolometrico volumico totale minimo, richiesti per
il consumo;
in caso di delimitazione della zona di imbottigliamento, i motivi
che sono alla base di tale restrizione, con particolare riguardo alla
salvaguardia del livello qualitativo della denominazione, alla
garanzia dell’origine ed all’espletamento dei controlli;
per le DOCG, il particolare pregio, in relazione alle
caratteristiche intrinseche, rispetto alla media di quelle della DOC
di provenienza;
h) relazione storica, corredata di riferimenti bibliografici e/o
documenti commerciali, atta a comprovare l’uso tradizionale, nel
commercio o nel linguaggio comune, della DOP. Per i vini IGP la
relazione deve comprovare la tradizionale vocazione vitivinicola
della zona di produzione interessata. Per le DOCG tale documentazione
deve comprovare la rinomanza acquisita dal prodotto a livello
nazionale ed internazionale;
i) relazione socio-economica contenente almeno le seguenti
informazioni:
livello della produzione attuale, suddiviso per le tipologie
previste nella proposta di disciplinare, e relativa struttura
produttiva;
potenzialita’ produttiva del territorio e di commercializzazione
del prodotto;
l) cartografia in scala adeguata a consentire l’individuazione
precisa della zona di produzione e dei suoi confini;
m) ricevuta del versamento della tassa destinata a coprire le
spese a norma dell’art. 53 del reg. (CE) n. 479/2008. L’importo e le
modalita’ di versamento della predetta tassa sono fissati con decreto
del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di
concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze.
3. La documentazione di cui al comma 2, lettere e), f), g), h), i),
deve essere presentata anche in formato elettronico. La
documentazione di cui al comma 2, lettera l), puo’ essere presentata
in formato elettronico, anche come quadro d’insieme.
4. La domanda di cui al comma 1 deve essere presentata in regola
con le norme sul bollo di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 26 ottobre 1972, n. 642 recante disciplina dell’imposta di
bollo e successive modifiche e firmata dal legale rappresentante
dell’Associazione richiedente. La stessa domanda e’ presentata
conformemente alle previsioni di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, recante testo unico delle
disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione
amministrativa, e successive modifiche.

Art. 5.

Disciplinare di produzione
1. Il disciplinare di produzione, deve contenere:
a) tutti gli elementi di cui all’art. 35, par. 2, del regolamento
(CE) n. 479/2008;
b) gli eventuali elementi idonei all’identificazione della
Denominazione per la quale si chiede la protezione, anche mediante la
definizione di un segno identificativo o logo, costituito da un segno
grafico e/o da una dicitura, dei quali devono essere fornite le
dimensioni, il tipo di carattere e gli indici colorimetrici; per ogni
utilizzazione devono essere comunque rispettate le proporzioni
rispetto al segno identificativo o logo approvato.
2. Il segno o logo di cui al comma 1, lettera b) deve possedere i
requisiti della originalita’, della capacita’ distintiva e della
conformita’ ai principi della legislazione vigente riguardanti
l’ordine pubblico ed il buon costume.
3. L’utilizzazione di un marchio gia’ registrato puo’ essere
consentito, se ritenuto idoneo, a condizione dell’esplicita rinuncia
a titolo gratuito del suo titolare, a far data dal riconoscimento
della Denominazione interessata.

Art. 6.

Esame domanda da parte della regione
1. Entro novanta giorni dalla ricezione della domanda, la regione,
previo pubblicazione dell’avviso relativo all’avvenuta presentazione
della stessa domanda sul B.U.R., effettuate le opportune
consultazioni sul territorio, accerta e valuta:
a) la legittimazione del soggetto richiedente ed i relativi
requisiti di rappresentativita’, con particolare riguardo, per i casi
di cui all’art. 4, lettera d), alla documentazione comprovante
l’esercizio delle deleghe;
b) la completezza della documentazione come individuata all’art.
4, comma 2, e la sua rispondenza ai requisiti ed alle condizioni
previste dal reg. (CE) n. 479/2008;
c) la rispondenza del disciplinare alle norme del reg. (CE) n.
479/2008, delle relative norme comunitarie applicative e delle
vigenti norme nazionali.
2. Le eventuali osservazioni sono comunicate al soggetto
richiedente. Il soggetto richiedente fornisce alla regione adeguati
elementi di risposta entro 90 giorni. La mancata risposta, ovvero la
mancata rimozione delle cause sulle quali si fondano i rilievi,
comporta il parere negativo sulla domanda da parte della regione.
3. Terminata l’istruttoria di cui ai comma 1 e 2, la regione
trasmette al Ministero la documentazione di cui all’art. 4, corredata
dal proprio parere e dall’estratto del B.U.R. contenente l’avviso di
cui al comma 1.

Art. 7.

Esame domanda da parte del Ministero e del Comitato
1. Entro quarantacinque giorni dalla presa in carico della
documentazione di cui all’art. 6, comma 3, il Ministero e il Comitato
verificano la completezza e la rispondenza della stessa
documentazione alle disposizioni del reg. (CE) n. 479/2008, delle
relative norme comunitarie applicative e delle vigenti norme
nazionali.
2. In caso di esito positivo della verifica di cui al comma 1, il
Ministero, d’intesa con il Comitato, la regione ed il soggetto
richiedente, convoca entro sessanta giorni, la riunione di pubblico
accertamento, concordando in particolare la data, l’ora, il luogo e
la sede. Il Ministero invita altresi’ la regione e il soggetto
richiedente a darne comunicazione agli enti territoriali, alle
organizzazioni professionali e di categoria ed ai produttori ed agli
operatori economici interessati. Gli stessi soggetti devono
assicurare – con evidenze oggettive, fornite preliminarmente
all’inizio della riunione di pubblico accertamento – la massima
divulgazione dell’evento anche mediante la diramazione di avvisi,
l’affissione di manifesti o altri mezzi equivalenti. Le modalita’ e
l’ampiezza della divulgazione devono essere coerenti con l’areale
interessato dalla produzione.
3. Scopo della riunione di pubblico accertamento e’ quello di
permettere al Ministero, in quanto soggetto responsabile della
dichiarazione di cui all’art. 38, paragrafo 5, lettera b) del reg.
(CE) n. 479/2008, di verificare la rispondenza della disciplina
proposta agli usi leali e costanti previsti dal regolamento in
questione.
4. Alla riunione di cui al comma 2, aperta a tutti i soggetti
interessati, dei quali deve essere registrata la presenza e per i
quali deve essere disponibile copia del disciplinare oggetto della
discussione, partecipano, almeno un rappresentante del Comitato e
almeno un funzionario del Ministero ed un funzionario della regione,
con il compito di accertare la regolare convocazione, di coordinare i
lavori, di acquisire eventuali osservazioni e di verbalizzare la
riunione.
5. Successivamente alla riunione di pubblico accertamento, il
Comitato nella prima riunione plenaria utile, esprime il proprio
parere sulla domanda e formula la proposta di disciplinare
aggiornata.
6. Qualora, in caso di esito negativo della verifica di cui al
comma 1, nonche’ nel merito di taluni aspetti connessi al
procedimento di cui al presente articolo, si renda necessaria una
valutazione congiunta con la regione, il Ministero, anche su
richiesta della stessa regione, convoca una Conferenza dei servizi,
alla quale puo’ assistere il soggetto richiedente. In caso di esito
negativo della Conferenza, il procedimento e’ da ritenersi concluso e
contro il relativo provvedimento e’ ammesso il ricorso in sede
giurisdizionale.

Art. 8.

Pubblicazione proposta di disciplinare e valutazione relative istanze
1. Il Ministero provvede alla pubblicazione nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana della proposta di disciplinare di
produzione, affinche’ tutti i soggetti interessati possano prenderne
visione e presentare le eventuali osservazioni, adeguatamente
motivate e documentate, al Ministero stesso entro il termine di
sessanta giorni dalla data di pubblicazione.
2. Qualora siano pervenute osservazioni, il Ministero chiede al
soggetto richiedente di predisporre le relative controdeduzioni.
Entro trenta giorni dalla ricezione delle osservazioni il Ministero
convoca una Conferenza dei servizi con il presidente del Comitato o
suo delegato, con la competente regione, il soggetto richiedente e il
soggetto che ha presentato le osservazioni. Al termine della riunione
il Ministero, d’intesa col presidente del Comitato e con la regione,
decide in merito all’accoglimento o meno delle osservazioni, dandone
comunicazione al soggetto richiedente ed al soggetto che ha
presentato le osservazioni. In caso di esito negativo, il
procedimento e’ da ritenersi concluso e contro il relativo
provvedimento e’ ammesso il ricorso in sede giurisdizionale.
3. In caso di accoglimento delle osservazioni, il Ministero apporta
le opportune modifiche alla proposta di disciplinare di cui al comma
1 e, sulla base del progetto del documento unico inviato dal soggetto
richiedente, predispone il documento unico di cui all’art. 38,
paragrafo 5, lettera a) del reg. (CE) n. 479/2008 ed invia i citati
documenti aggiornati al soggetto richiedente, che li restituisce per
accettazione debitamente firmati al Ministero.

Art. 9.

Trasmissione della domanda di protezione alla UE e relativi
adempimenti del Ministero
1. Terminata la procedura di cui all’art. 8, il Ministero:
a) provvede a pubblicare il documento unico e il disciplinare di
produzione sul sito Internet del Ministero stesso;
b) trasmette alla Commissione europea la domanda di protezione
unitamente alla documentazione di cui all’art. 38, par. 5, lettera b)
del reg. (CE) n. 479/2008.
2. Nel corso della procedura a livello comunitario di cui agli
articoli 39, 40 e 41 del reg. (CE) n. 479/2008, nel caso in cui siano
proposte osservazioni in merito alla domanda di protezione, il
Ministero invia le relative comunicazioni al soggetto richiedente ed
alla regione.
3. Terminata con esito positivo la procedura comunitaria, a seguito
dell’avvenuta pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione
europea della decisione della Commissione di conferimento della
protezione alla denominazione e della relativa iscrizione della
denominazione nel registro di cui all’art. 46 del reg. (CE) n.
479/2008, il Ministero provvede a pubblicare sul sito Internet del
Ministero stesso e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
il disciplinare di produzione cosi’ come approvato dalla Commissione
U.E.

Art. 10.

Domande di modifica del disciplinare Art. 49 del reg. CE n. 479/2008
1. Per la procedura nazionale relativa all’esame delle domande di
modifica del disciplinare, che comportano una o piu’ modifiche del
documento unico di cui all’art. 35, par. 1, lettera d) del reg. (CE)
n. 479/2008, si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni previste
dal presente decreto per l’esame delle domande di protezione, fatte
salve le opportune differenziazioni di cui ai seguenti comma. Tale
procedura si applica anche nel caso di richiesta di passaggio alla
DOCG di un’intera DOC, risultando tale fattispecie analoga alla
richiesta di modifica di un disciplinare DOP.
2. Alla domanda di modifica deve essere allegata la seguente
documentazione:
a) un documento sinottico contenente le proposte di modifica
relative all’articolato del disciplinare;
b) progetto di documento riepilogativo delle modifiche proposte,
redatto in conformita’ al modello di cui all’Allegato IV del reg.
(CE) n. 607/2009.
3. La documentazione di cui all’art. 4, comma 2, deve essere
rapportata alle modifiche proposte. Pertanto, relativamente alle
condizioni del disciplinare non mutate, il soggetto richiedente non
e’ tenuto a produrre la documentazione gia’ presentata per la domanda
di protezione.
4. Qualora la modifica del disciplinare riguardi:
a) la delimitazione della zona produzione delle uve, la domanda
deve essere avallata da almeno il cinquantuno per cento dei
viticoltori, che rappresentino almeno il sessantasei per cento della
superficie totale iscritta all’albo dei vigneti, oggetto di
rivendicazione nell’ultimo biennio, e le relazioni di cui all’art. 4,
comma 2, lettere g), h), i) devono essere atte a comprovare che nelle
aree da includere si verificano le medesime condizioni della
originaria zona di produzione;
b) la delimitazione della zona di imbottigliamento, per le
Denominazioni per le quali e’ consentito l’imbottigliamento al di
fuori della zona di produzione o di vinificazione delle uve, in
aggiunta alle condizioni di cui all’art. 4, comma 2, lettera c), la
domanda deve essere avallata da un numero di produttori che
rappresentino almeno il cinquantuno per cento della produzione
imbottigliata nell’ultimo biennio.
5. La riunione di pubblico accertamento e’ prevista soltanto per le
modifiche di cui al comma 4 e nei casi in cui il Ministero, d’intesa
con il Comitato, lo reputi opportuno, al fine di accertare la
rispondenza delle modifiche proposte ai requisiti di cui all’art. 7,
comma 6.
6. Per l’esame delle domande di modifica del disciplinare che non
comportano variazioni al documento unico di cui all’art. 35, par. 1,
lettera d) del reg. (CE) n. 479/2008, conformemente al disposto di
cui all’art. 49, par. 3, lettera a), il Ministero applica una
procedura semplificata che comporta in ogni caso:
a) la presentazione della domanda con le modalita’ e nei termini
di cui all’art. 4, fatto salvo che la documentazione di cui all’art.
4, comma 2, deve essere rapportata alle modifiche proposte;
b) il rispetto della procedura di cui all’art. 6;
c) l’acquisizione del parere del Comitato.

Art. 11.

Cancellazione della protezione di una DO o IG – Art. 50 del reg. CE
n. 479/2008 – Conversione da una DOP ad una IGP – Art. 28, par. 1 del
reg. CE n. 607/2009
1. Per la procedura nazionale relativa all’esame delle domande di
cui trattasi si applicano, mutatis mutandis, le disposizioni previste
dal presente decreto per l’esame delle domande di protezione, fatte
salve le opportune differenziazioni di cui ai seguenti comma.
2. Per la cancellazione la domanda deve essere adeguatamente
motivata, conformemente all’art. 50 del reg. CE n. 479/2008, e la
documentazione da allegare deve essere atta a dimostrare le
motivazioni della richiesta medesima, con particolare riguardo agli
elementi di cui all’allegato V del reg. CE n. 607/2009.
3. Per la conversione la domanda deve essere adeguatamente
motivata, conformemente all’art. 28 del reg. CE n. 607/2009, e la
documentazione da allegare deve essere atta a dimostrare le
motivazioni della richiesta medesima, con particolare riguardo agli
elementi di cui all’allegato VI del reg. CE n. 607/2009.
4. Le competenti Amministrazioni seguiranno un iter procedurale
adeguato all’esame delle domande di cui trattasi, fatte salve
l’adeguata pubblicazione delle stesse domande ed il rispetto dei
tempi procedurali, con particolare riguardo alla presentazione ed
alla definizione delle eventuali opposizioni.

Art. 12.

Trasmissione alla U.E. delle domande di modifica del disciplinare,
delle domande di cancellazione della protezione di una DO o IG, delle
domande di conversione da una DOP ad una IGP e relativi adempimenti
del Ministero
1. Terminata la procedura nazionale per l’esame delle domande di
cui trattasi, di cui agli articoli 10 e 11 del presente decreto, si
applicano, mutatis mutandis, le disposizioni previste dall’art. 9 del
presente decreto, per quanto concerne gli adempimenti del Ministero
connessi alla procedura comunitaria ed alla pubblicazione dei
relativi documenti.

Art. 13.

Disposizioni nazionali transitorie di etichettatura Art. 72 del reg.
CE n. 607/2009
1. A decorrere dalla data di presentazione alla Commissione europea
della domanda di protezione di cui all’art. 9, comma 1, nonche’ della
domanda di modifica del disciplinare di cui all’art. 10, comma 1, e
della domanda di conversione di cui all’art. 11, i vini della
relativa denominazione di origine o indicazione geografica possono
essere etichettati in conformita’ alle disposizioni di cui al capo IV
del reg. (CE) n. 607/2009, a condizione che il soggetto richiedente
sia preventivamente autorizzato dal Ministero, d’intesa con la
regione. A tal fine lo stesso soggetto richiedente presenta apposita
domanda al Ministero ed alla regione corredata dalla seguente
documentazione:
a) decreto ministeriale di approvazione il relativo piano dei
controlli, presentato dall’autorita’ o dall’organismo di cui all’art.
48 del reg. (CE) n. 479/2008 al competente Ufficio del Ministero –
Ispettorato centrale per il controllo della qualita’ dei prodotti
agroalimentari;
b) dichiarazione con la quale si esonera espressamente il
Ministero e la regione da qualunque responsabilita’ presente e futura
conseguente al mancato accoglimento della domanda di protezione della
denominazione o della domanda di modifica del disciplinare da parte
della Commissione UE.
2. Sul sito internet del Ministero e’ pubblicato l’elenco delle
autorizzazioni transitorie di cui trattasi.

Art. 14.

Disposizioni particolari e termini di applicazione
1. Le disposizioni del presente decreto si applicano anche alle
regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e
Bolzano, fatte salve le loro competenze ed in conformita’ ai loro
statuti e alle relative norme di attuazione.
2. Con provvedimento del Ministero, d’intesa con le regioni, da
adottare entro centottanta giorni dall’entrata in applicazione del
presente decreto, previo parere del Comitato, sara’ approvato lo
schema di disciplinare di produzione di cui all’art. 4, comma 2,
lettera e). Fino all’entrata in vigore del predetto provvedimento, lo
schema di disciplinare di produzione deve essere redatto
conformemente alle disposizioni di cui all’art. 5.
3. Le disposizioni del presente decreto si applicano a decorrere
dal 1° agosto 2009.
Il presente decreto e’ trasmesso all’Organo di controllo ed e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 6 agosto 2009
Il Ministro : Zaia

Registrato alla Corte dei conti il 7 settembre 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 3, foglio n. 173

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 6 agosto 2009

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