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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 24 giugno 2008

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 24 giugno 2008 - Modifica del protocollo tecnico di selezione clonale della vite. (GU n. 195 del 21-8-2008 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 24 giugno 2008

Modifica del protocollo tecnico di selezione clonale della vite.

IL DIRETTORE GENERALE
dello sviluppo rurale, delle infrastrutture
e dei servizi

Vista la direttiva del Consiglio n. 68/193/CEE del 9 aprile 1968, e
successive modifiche ed integrazioni, concernente la produzione dei
materiali di moltiplicazione vegetativa della vite e la vendita degli
stessi ad imprenditori vivaistici e ad agricoltori residenti in Paesi
della Comunita’ economica europea;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica n. 1164 del
24 dicembre 1969 e le successive modificazioni ed integrazioni
intervenute con decreto del Presidente della Repubblica 18 maggio
1982, n. 518 e dalla legge 19 dicembre 1984, n. 865;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 29 luglio 1974, n.
543, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana –
serie generale – n. 301 del 19 novembre 1974, concernente le norme
regolamentari per l’applicazione del decreto del Presidente della
Repubblica 24 dicembre 1969, n. 1164, recante norme sulla produzione
e sul commercio dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite;
Visto il decreto ministeriale 2 luglio 1991, n. 290, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale –
n. 209 del 6 settembre 1991, relativo a «Regolamento recante
l’indicazione supplementare in etichetta per i materiali di
moltiplicazione della vite»;
Visto il decreto ministeriale 8 febbraio 2005, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n. 82
del 9 aprile 2005, recante «Norme di commercializzazione dei
materiali di moltiplicazione vegetativa della vite»;
Visto il decreto ministeriale 7 luglio 2006, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n.
211 dell’11 settembre 2006, recante «Recepimento della direttiva n.
2005/43/CE della Commissione del 23 giugno 2005, che modifica gli
allegati della direttiva n. 68/193/CEE del Consiglio, relativa alla
commercializzazione dei materiali di moltiplicazione vegetativa della
vite»;
Visto il decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 214, recante
«Attuazione della direttiva 2002/89/CE, concernente le misure di
protezione contro l’introduzione e la diffusione nella Comunita’ di
organismi nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali» e sue successive
modifiche;
Visto il decreto ministeriale 22 dicembre 1997, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana- serie generale – n. 35
del 12 febbraio 1998, recante «Procedura per l’ottenimento e
l’iscrizione di selezioni clonali di varieta’ di vite al Catalogo
nazionale delle varieta’ di vite»;
Visto il decreto ministeriale 6 febbraio 2001, pubblicato nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale – n.
139 del 18 giugno 2001, recante «Approvazione del protocollo di
selezione» clonale», successivamente modificato dal decreto
ministeriale 24 giugno 2002, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana – serie generale – n. 201 del 28 agosto
2002;
Ritenuto necessario stabilire il protocollo fitosanitario per
completare ed aggiornare quanto disposto dall’art. 1 del citato
decreto ministeriale 22 dicembre 1997 e per adeguare i processi di
selezione clonale alle norme ed ai requisiti stabiliti dal citato
decreto ministeriale 7 luglio 2006;
Considerato che il Comitato nazionale per la classificazione delle
varieta’ di vite, istituito con decreto ministeriale 28 dicembre
2001, ha espresso il proprio avviso favorevole all’adozione di detto
provvedimento nella seduta del 15 aprile 2008;

Decreta:

Articolo unico

1. La selezione clonale delle varieta’ di vite ai fini
dell’iscrizione dei relativi doni nel registro nazionale delle
varieta’ di vite avviene secondo le disposizioni contenute nei
protocolli tecnici allegati al presente decreto.
2. Le disposizioni previste dal presente decreto si applicano a
partire dal 1° gennaio 2009.
3. In via transitoria, sono escluse dagli obblighi previsti dal
presente decreto le selezioni clonali per le quali l’impianto dei
campi di confronto, previsti dall’art. 2 del decreto ministeriale
22 dicembre 1997, sia stato effettuato entro il 31 dicembre 2008.
4. Le disposizioni transitorie di cui al comma precedente si
applicano fino al 31 dicembre 2018.
5. Sono escluse da detta selezione le varieta’ di vite ed i
relativi doni geneticamente modificati.
Il presente decreto, registrato presso gli organi di controllo,
sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Roma, 24 giugno 2008
Il dirigente generale: Blasi

Allegato 1

PROTOCOLLO TECNICO DI SELEZIONE CLONALE DI VARIETA’ AD UVE DA VINO

1. Indicazione delle caratteristiche di base per le quali viene
effettuata la selezione clonale.
2. Individuazione e scelta delle piante madri dei presunti doni
in base alle suddette caratteristiche.
3. Esecuzione, sulle piante scelte, dei test previsti dal
seguente protocollo fitosanitario:
a) assenza dei virus agenti della degenerazione infettiva della
vite (GFLV) e del mosaico dell’arabis (ArMV);
b) assenza dei virus GLRaV-1, GLRaV-2 e GLRaV-3 associati ai
sintomi di accartocciamento fogliare;
c) assenza dei sintomi di accartocciamento fogliare con saggio
biologico su viti indicatrici (Barbera, Cabernet sauvignon, Cabernet
franc o altra Vitis vinifera sensibile);
d) assenza di virus GVA e GVB associati rispettivamente ai
sintomi delle sindromi del legno riccio «Kober stem grooving» e
«corky bark»;,
e) assenza dei sintomi della sindrome «Kober stem grooving» del
legno riccio con saggio biologico su Kober 5 BB.
L’assenza degli agenti virali sopra menzionati, di cui alle
lettere a) b), e d), deve essere verificata mediante saggi
sierologici (test ELISA) e test biomolecolari (PCR).
La verifica e la veridicita’ dello stato sanitario dichiarato e’
responsabilita’ del costitutore e deve essere sottoscritta da
Istituzioni pubbliche o private riconosciute idonee dal Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali.
Nel caso il materiale sia riconosciuto esente da virus e/o
malattie virali o virus-simili non previste dai requisiti minimi
indicati dal presente allegato, se ne prevede, a richiesta del
costitutore o degli aventi causa, l’indicazione sul Registro
nazionale delle varieta’ di vite.
4. Costituzione di almeno un vigneto di confronto, con un minimo
di 24 ceppi per ogni presunto clone innestati su un portinnesto di
larga diffusione. I ceppi di ciascun presunto clone dovranno essere
replicati almeno su due parcelle (di 12 ceppi ciascuna) non contigue.
Al fine di una corretta individuazione delle caratteristiche dei
presunti cloni in studio, nel medesimo vigneto dovranno essere
presenti almeno 24 ceppi di un clone omologato del vitigno in
selezione. In assenza di cloni gia’ iscritti al Registro nazionale
dovranno essere presenti almeno 24 ceppi della popolazione del
medesimo vitigno. Il campo dovra’ essere localizzato in un sito
vocato alla viticoltura nella zona di diffusione del vitigno in
selezione.
5. Esecuzione di analisi biomolecolari (microsatelliti), al fine
di una corretta classificazione, nel caso che il presunto clone
appartenga a un vitigno con elevata variabilita’ genetica e/o a
«gruppi varietali» di caratterizzazione incerta.
6. Descrizione dei principali caratteri morfologici del presunto
clone (apice al germogliamento, foglia adulta e grappolo a maturita)
e corredo fotografico minimo di foglia adulta e grappolo a maturita’.
7. Determinazione delle principali date fenologiche:
germogliamento, fioritura, invaiatura e maturazione.
8. A partire da almeno il 3° anno di eta’ del vigneto di cui al
punto 4) e per almeno tre annate, effettuazione di rilievi atti a
verificare la persistenza, dopo la propagazione del/i carattere/i per
il/i quale/i si e’ effettuata la selezione e in riferimento al
testimone, le attitudini agronomiche e produttive del presunto clone.
In particolare il peso del legno di potatura invernale, la fertilita’
reale, la produttivita’ (per ceppo e/o per ettaro) e le dimensioni
medie del grappolo.
9. A partire da almeno il 3° anno di eta’ del vigneto di cui al
punto 4) e per almeno tre annate, effettuazione delle principali
analisi del mosto (zuccheri, acidita’ titolabile e pH) atte a
verificare, in riferimento al testimone, le attitudini qualitative
del presunto clone
10. A partire da almeno il 4° anno di eta’ del vigneto di cui al
punto 4) e per almeno 2 annate, effettuazione dell’analisi del
contenuto in antociani e in polifenoli totali della bacca (solo uve
rosse).
11. A partire da almeno il 4° anno di eta’ del vigneto di cui al
punto 4) e per almeno due annate, andranno effettuate al fine di
verificare, in riferimento al testimone, le potenzialita’ enologiche
del presunto clone:
a) la microvinificazione delle uve applicando un protocollo
unico per tutti i campioni ed utilizzando un quantitativo di uva non
inferiore a 50 kg;
b) l’analisi chimica dei principali…

[Continua nel file zip allegato]

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 24 giugno 2008

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