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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 18 luglio 2008

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 18 luglio 2008 - Fermo di emergenza temporaneo della pesca per l'anno 2008. (GU n. 238 del 10-10-2008 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 18 luglio 2008

Fermo di emergenza temporaneo della pesca per l’anno 2008.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI
Vista la legge 14 luglio 1965, n. 963, e successive modifiche,
concernente la disciplina della pesca marittima;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154, recante
«Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a norma
dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n. 38»;
Visto il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 153 recante «norme
di Attuazione della legge 7 marzo 2003, n. 38, in materia di pesca
marittima»;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 2 ottobre 1968, n.
1639, recante «regolamento di esecuzione alla legge n. 963/1965»;
Visto il Regolamento (CE) n. 1198/06 del 27 luglio 2006 relativo al
Fondo europeo per la pesca e il Regolamento (CE) n. 498/07, che
definiscono modalita’ e condizioni delle azioni strutturali
comunitarie nel settore della pesca e il relativo Programma
operativo;
Visto il decreto-legge 3 luglio 2008, n. 114, recante «Misure
urgenti per fronteggiare l’aumento delle materie prime e dei
carburanti nel settore della pesca, nonche’ per il rilancio
competitivo del settore»;
Considerato necessario attivare le misure di emergenza previste
dall’art. 1, comma 1 del predetto decreto-legge;
Sentita la Commissione consultiva centrale per la pesca e
l’acquacoltura nella seduta del 16 luglio 2008;
Decreta:
Art. 1.
Fermo di emergenza temporaneo
1. Le interruzioni temporanee della pesca di cui al presente
decreto riguardano le unita’ autorizzate ai sistemi di pesca a
strascico e/o volante, ad esclusione delle unita’ abilitate alla
pesca oceanica che operano oltre gli stretti.

Art. 2.
Modalita’ dell’esecuzione dell’arresto temporaneo dell’attivita’ di
pesca per le unita’ abilitate alla pesca a strascico e volante.
1. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Trieste a Bari e’ disposta l’interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per trenta giorni consecutivi dal 4 agosto
al 2 settembre.
2. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi da Brindisi a Imperia e’ disposta l’interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per 30 giorni consecutivi dal 3 settembre al
2 ottobre.
3. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi della Direzione marittima di Palermo e nei Compartimenti
marittimi della Sardegna e’ disposta l’interruzione temporanea
obbligatoria della pesca per trenta giorni consecutivi dal 25 agosto
al 23 settembre.
4. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei compartimenti
marittimi della Direzione marittima di Catania e’ disposta
l’interruzione temporanea obbligatoria della pesca per 30 giorni
consecutivi dal 15 settembre al 14 ottobre.
5. Per le navi da pesca di cui all’art. 1, comma 1, abilitate ai
sistemi di pesca a strascico e/o volante, iscritte nei RR.NN.MM.GG di
Lampedusa e’ disposta l’interruzione temporanea obbligatoria della
pesca per trenta giorni consecutivi dal 1° ottobre al 30 ottobre,
considerata la peculiare posizione dell’isola.

Art. 3.
Modalita’ di esecuzione
1. Per i periodi di interruzione temporanea di cui all’art. 2 e’
corrisposta alle imprese di pesca una compensazione ai sensi
dell’art. 1, comma 2 del decreto-legge indicato in premessa, nonche’
sono corrisposte le misure sociali di cui al successivo art. 6, ad
esclusione delle unita’ autorizzate al sistema draga idraulica
ancorche’ abilitate ai sistemi strascico e/o volante. Tali misure non
sono erogate nei casi in cui, per lo stesso titolo, l’interessato
abbia ricevuto altra misura da parte delle regioni, delle province,
dei comuni o di altri enti pubblici, fatta salva la possibilita’ di
integrazione nella misura massima consentita a carico dei predetti
enti pubblici.
2. Durante il periodo di interruzione temporanea della pesca di cui
agli articoli 2 e 5 e’ fatto divieto di esercitare l’attivita’ di
pesca, nelle acque del Compartimento in cui si attua la misura, anche
alle navi da pesca provenienti da altri compartimenti abilitate ai
sistemi di pesca interessati. La violazione del presente divieto e’
punita in base alla normativa vigente.
3. Le navi da pesca che operano in aree diverse dai compartimenti
di iscrizione possono effettuare l’interruzione temporanea nel
periodo previsto in tali aree, previa comunicazione scritta
all’ufficio di iscrizione della nave entro cinque giorni precedenti
l’interruzione ivi prevista e possono svolgere operazioni commerciali
e tecniche nei porti di iscrizione o di base logistica ottemperando
alle disposizioni impartite dell’Autorita’ marittima per il transito
nell’areale in fermo.
4. Le navi abilitate all’esercizio con altri sistemi di pesca,
oltre allo strascico e/o volante, nonche’ quelle autorizzate al
pesca-turismo possono optare, con rinuncia alle misure sociali di cui
all’art. 6, per la continuazione dell’attivita’, nel periodo di
interruzione obbligatorio, con gli attrezzi da posta, palangari,
circuizione e draga idraulica previo sbarco delle attrezzature per lo
strascico e/o volante. A tal fine l’armatore deve dare comunicazione
scritta, entro e non oltre il giorno precedente l’inizio
dell’interruzione temporanea obbligatoria, al capo del compartimento
di iscrizione o all’autorita’ marittima del porto di base logistica.
Effettuata l’opzione, le navi in questione possono riprendere ad
operare a strascico e/o volante solo a partire dall’inizio della nona
settimana dopo la conclusione del periodo di fermo cui avrebbero
dovuto partecipare.
5. Le navi da pesca che effettuano la pesca dei gamberi di
profondita’ nello Ionio, nel Ligure, nel Tirreno e nel Canale di
Sicilia, possono effettuare l’interruzione delle attivita’ di pesca
di cui all’art. 2 del presente decreto, in maniera cumulativa al
termine del periodo di pesca del gambero, dandone comunicazione
preventiva all’Autorita’ marittima del luogo di iscrizione
dell’unita’ stessa.

Art. 4.
Misure tecniche
1. Fermo restando quanto previsto dal contratto collettivo
nazionale di lavoro in materia di riposo settimanale, in tutti i
compartimenti marittimi, e’ vietata la pesca con il sistema a
strascico e/o volante nei giorni di sabato, domenica e festivi. Con
specifico provvedimento direttoriale e’ autorizzato lo svolgimento
dell’attivita’ di pesca in coincidenza con le festivita’ natalizie,
sentite le associazioni professionali e le organizzazioni sindacali
di settore.
2. Non e’ consentito nei giorni di sabato e domenica il recupero di
eventuali giornate di inattivita’ causate da condizioni meteomarine
avverse.
3. Il divieto di cui al comma 1 non si applica alle navi da pesca
esercitanti il pesca-turismo, previo sbarco degli attrezzi per lo
strascico e/o volante ovvero apposizione dei sigilli da parte della
autorita’ marittima.
4. Dall’entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 ottobre
2008 e’ vietata, nelle acque dei compartimenti marittimi
dell’Adriatico, ad eccezione di quelli di Monfalcone e di Trieste, e
dello Ionio la pesca a strascico e/o volante entro una distanza dalla
costa inferiore alle 4 miglia ovvero con una profondita’ d’acqua
inferiore a 60 metri.
5. Il divieto di cui al comma 4 non si applica alle unita’ iscritte
in IV categoria abilitate alla pesca costiera locale entro sei miglia
dalla costa.

Art. 5.
Misure tecniche successive all’interruzione temporanea
1. Nelle otto settimane successive all’interruzione temporanea, le
unita’ iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Bari che
effettuano il fermo obbligatorio, autorizzate alla pesca a strascico
e/o volante, non esercitano l’attivita’ di pesca nel giorno di
venerdi’. Non e’ consentito il recupero di eventuali giornate di
inattivita’ causate da condizioni meteomarine avverse.
2. Nelle otto settimane successive all’interruzione temporanea, le
unita’ iscritte nei compartimenti marittimi da Trieste a Ortona che
effettuano il fermo obbligatorio, autorizzate allo strascico e/o
volante oltre a non esercitare l’attivita’ di pesca nel giorno di
venerdi’, devono effettuare un ulteriore giorno di fermo, qualora
richiesto dagli armatori, che rappresentino almeno il 60% delle
imbarcazioni iscritte nel medesimo compartimento abilitate ai
predetti sistemi.

Art. 6.
Compensazione e misure sociali di accompagnamento al fermo temporaneo
1. Per l’interruzione temporanea, prevista all’art. 2 del presente
decreto, sono corrisposte le misure sociali di accompagnamento,
consistenti in:
a) erogazione diretta del minimo monetario garantito, previsto
dal Contratto collettivo nazionale di lavoro vigente, a ciascun
marittimo che r…

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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 18 luglio 2008

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