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MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 16 febbraio 2012

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 16 febbraio 2012 - Sistema nazionale di vigilanza sulle strutture autorizzate al controllo delle produzioni agroalimentari regolamentate. (12A02134) - (GU n. 51 del 1-3-2012 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 16 febbraio 2012

Sistema nazionale di vigilanza sulle strutture autorizzate al
controllo delle produzioni agroalimentari regolamentate. (12A02134)

IL MINISTRO
DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Visto il Regolamento CE n. 882/2004 del Parlamento europeo e del
Consiglio, del 29 aprile 2004, relativo ai controlli ufficiali intesi
a verificare la conformita’ alla normativa in materia di mangimi e di
alimenti e alle norme sulla salute e sul benessere degli animali;
Vista la legge 27 dicembre 2006, n. 296, in particolare l’articolo
1, comma 1047, che demanda le funzioni statali di vigilanza
sull’attivita’ di controllo degli organismi pubblici e privati
nell’ambito dei regimi di produzioni Agroalimentari di qualita’
registrata all’Ispettorato Centrale per il Controllo della Qualita’
dei Prodotti Agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali;
Visto il Regolamento (CE) n. 834/2007 del Consiglio del 28 giugno
2007 relativo alla produzione biologica e all’etichettatura dei
prodotti biologici e che abroga il regolamento (CEE) n. 2092/91;
Visto il Regolamento n. 889/2008 della Commissione del 5 settembre
2008 recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
834/2007 del Consiglio relativo alla produzione biologica e
all’etichettatura dei prodotti biologici, per quanto riguarda la
produzione biologica, l’etichettatura e i controlli;
Visto il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 220 recante
modalita’ di attuazione degli articoli 8 e 9 del regolamento (CEE) n.
2092/91 in materia di produzione agricola ed agroalimentare con
metodo biologico, in particolare l’art. 4, comma 2 in cui e’ definito
che la vigilanza sugli organismi di controllo autorizzati e’
esercitata dal Ministero delle risorse agricole, alimentari e
forestali e dalle regioni e province autonome, per le strutture
ricadenti nel territorio di propria competenza;
Visto il Regolamento (CE) n. 510/2006 del Consiglio del 20 marzo
2006 relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e delle
denominazioni d’origine dei prodotti agricoli e alimentari e sue
disposizioni applicative;
Visto il Regolamento (CE) n. 509/2006 del Consiglio del 20 marzo
2006 relativo alle specialita’ tradizionali garantite dei prodotti
agricoli e alimentari;
Visto l’art. 53 della legge 24 aprile 1998 n. 128 come sostituito
dalla Legge 21 dicembre 1999, n. 526, art. 14, che prevede che la
vigilanza sulle strutture autorizzate/designate per il controllo sui
prodotti aventi denominazione di origine protetta (D.O.P.),
Indicazione geografica protetta (I.G.P.) o un’attestazione di
specificita’ (S.T.G.), sia esercitata dal Ministero delle politiche
agricole e forestali e dalle Regioni o Province autonome per le
strutture ricadenti nel territorio di propria competenza;
Visto il Decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 297 recante
disposizioni sanzionatorie in applicazione del regolamento (CEE) n.
2081/92, relativo alla protezione delle indicazioni geografiche e
delle denominazioni di origine dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il Decreto ministeriale 1 dicembre 2005 relativo alle
disposizioni procedurali in applicazione del decreto legislativo 19
novembre 2004, n. 297, recante disposizioni sanzionatorie in
applicazione del regolamento (CEE) n. 2081/92, relativo alla
protezione delle indicazioni geografiche e delle denominazioni di
origine dei prodotti agricoli e alimentari;
Visto il Regolamento (CE) n. 1760/2000 del Parlamento europeo e del
Consiglio del 17 luglio 2000 che istituisce un sistema di
identificazione e di registrazione dei bovini e relativo
all’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni
bovine;
Visto il Regolamento (CE) n. 1825/2000 della Commissione del 25
agosto 2000 recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
1760/2000 del Parlamento europeo e del Consiglio per quanto riguarda
l’etichettatura delle carni bovine e dei prodotti a base di carni
bovine;
Visto il Decreto ministeriale 30 agosto 2000 recante indicazione e
modalita’ applicative del regolamento (CE) n. 1760/2000, in
particolare l’articolo 15 in cui viene definito che la vigilanza
sulla corretta applicazione della normativa relativa
all’etichettatura delle carni bovine, ferme restando le competenze in
materia igienico-sanitaria attribuite al Servizio sanitario
nazionale, viene svolta dal Ministero delle politiche agricole e
forestali quale «Autorita’ competente» in collaborazione con le
regioni e province autonome;
Visto il Decreto ministeriale 25 febbraio 2005 relativo alle linee
guida per i controlli sull’etichettatura delle carni bovine;
Visto il Decreto legislativo 29 gennaio 2004, n. 58 recante
disposizioni sanzionatorie per le violazioni dei Regolamenti (CE) nn.
1760 e 1825 del 2000, relativi all’identificazione e registrazione
dei bovini, nonche’ all’etichettatura delle carni bovine e dei
prodotti a base di carni bovine, ed in particolare l’art. 9 ove e’
previsto che le regioni e le province autonome provvedono,
nell’ambito delle proprie competenze, all’accertamento delle
violazioni amministrative ed alla irrogazione delle relative
sanzioni, dandone comunicazione al Ministero delle politiche agricole
e forestali ed al Ministero della salute;
Visto il Regolamento (CEE) n. 543/2008 del 16 giugno 2008 della
Commissione recante modalita’ di applicazione del regolamento (CE) n.
1234/2007 del Consiglio per quanto riguarda le norme di
commercializzazione per le carni di pollame;
Visto il decreto ministeriale 29 luglio 2004, recante le modalita’
per l’applicazione di un sistema volontario di etichettatura delle
carni di pollame, in particolare l’articolo 10 che stabilisce che la
vigilanza sulla corretta applicazione della normativa relativa
all’etichettatura volontaria delle carni di pollame viene svolta dal
Ministero delle politiche agricole e forestali e dalle regioni e
province autonome sulla base di un programma concordato di controlli
e di monitoraggio della corretta applicazione dei disciplinari;
Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007 relativo all’organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento
unico OCM);
Visto il regolamento (CE) n. 491/2009 del Consiglio del 25 maggio
2009 che modifica il regolamento (CE) n. 1234/2007 relativo
all’organizzazione comune dei mercati agricoli e disposizioni
specifiche per taluni prodotti agricoli (regolamento unico OCM), in
particolare agli articoli 118 sexdecies e 118 septdecies concernenti
il sistema di controllo dei vini;
Visto il regolamento (CE) n. 607 della Commissione del 14 luglio
2009, che stabilisce talune regole di applicazione del regolamento
del Consiglio n. 479/2008 riguardo le denominazioni di origine
protetta e le indicazioni geografiche, le menzioni tradizionali,
l’etichettatura e la presentazione di taluni prodotti del settore
vitivinicolo;
Visto il decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, concernente la
tutela delle denominazioni di origine e delle indicazioni geografiche
dei vini, in attuazione dell’articolo 15 della legge 7 luglio 2009,
n. 88, che ha abrogato la legge 10 febbraio 1992, n. 164;
Visto, in particolare, il Capo IV, articolo 13, del predetto
decreto legislativo 8 aprile 2010, n. 61, concernente il controllo e
la vigilanza delle produzioni vitivinicole a DOP e ad IGP;
Visto il decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e
forestali 2 novembre 2010 relativo al sistema di controllo delle
produzioni vitivinicole tutelate e all’approvazione dello schema di
piano di controllo e di prospetto tariffario;
Visto il decreto ministeriale 27 agosto 2004, recante la
definizione dell’attivita’ di vigilanza sulle strutture autorizzate a
svolgere il controllo e certificazione delle produzioni
agroalimentari regolamentate da norme comunitarie;
Considerato che il predetto decreto attribuisce al Ministero delle
Politiche Agricole Alimentari e Forestali esclusivamente la
partecipazione al coordinamento dell’attivita’ di vigilanza svolta
dalle amministrazioni regionali e dalle Province autonome e non anche
lo svolgimento dell’attivita’ di vigilanza stessa, competenza
attribuita all’Ispettorato Centrale dalla richiamata legge 27
dicembre 2006, n. 296, e che occorre pertanto prevedere anche
l’attivita’ di vigilanza svolta direttamente dall’Ispettorato;
Considerato infine che la complessita’ e la disomogeneita’ dei
diversi sistemi di controllo, la necessita’ di un costante
monitoraggio delle attivita’ di vigilanza, richiedono un’integrazione
operativa e decisionale tra il Ministero delle Politiche Agricole
Alimentari e Forestali e le Regioni e Province autonome che, nel
rispetto del principio della leale collaborazione, costituiscono il
sistema nazionale di vigilanza;
Visto il parere favorevole della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e
Bolzano, in data 19 gennaio 2012;

Decreta:

Art. 1

Definizioni

Ai fini del presente Decreto si intende per:
1. Autorita’ competente per l’attivita’ di vigilanza: il
Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali –
Ispettorato centrale della tutela della qualita’ e repressione frodi
dei prodotti agroalimentari – Direzione Generale competente in
materia di vigilanza (di seguito Ispettorato) ivi compresi i suoi
Uffici periferici, le Regioni e le Province autonome di Trento e
Bolzano (di seguito Regioni).
2. Produzioni di qualita’ regolamentata: le sottoelencate
produzioni sottoposte a sistemi di controllo:
Produzioni ottenute da agricoltura biologica;
Carni bovine con etichettatura facoltativa;
Carni di pollame con etichettatura volontaria;
Prodotti con denominazione di origine protetta (D.O.P.) inclusi
i prodotti vitivinicoli;
Prodotti ad indicazione geografica protetta (I.G.P.) inclusi i
prodotti vitivinicoli;
Specialita’ tradizionali garantite (S.T.G.).
3. Strutture di controllo: soggetti terzi, indipendenti, pubblici e
privati, autorizzati o designati dal Ministero delle Politiche
Agricole Alimentari e Forestali a svolgere controlli nei settori
delle produzioni di qualita’ regolamentata;
4. Controllo: attivita’ svolta dalle Strutture di controllo sugli
operatori di filiera delle produzioni di qualita’ regolamentata,
finalizzate a verificare che gli stessi operino in conformita’ alle
disposizioni normative specifiche;
5. Gruppi di valutazione: le entita’, aventi struttura collegiale,
a vario titolo previste dalle disposizioni normative specifiche in
materia di produzioni di qualita’ regolamentata ed ivi descritte come
gruppi o comitati tecnici di valutazione o altre definizioni
similari, cui e’ attribuita la funzione di esprimere pareri prolusivi
all’adozione dei provvedimenti autorizzativi da parte del Ministero
delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali;
6. Verifica Ispettiva: un esame sistematico e indipendente per
accertare se determinate attivita’ e i risultati correlati siano
conformi alle disposizioni previste, se tali disposizioni siano
attuate in modo efficace e siano adeguate per raggiungere determinati
obiettivi;
7. Linee guida programmatiche: una raccolta di disposizioni, aventi
funzione di indirizzo nei confronti dell’Autorita’ competente per
l’attivita’ di vigilanza, riguardanti modalita’ operative per la
programmazione e l’esecuzione della vigilanza ed il trattamento degli
esiti della vigilanza stessa, al fine di assicurare omogeneita’ di
intervento in tutto il territorio della Repubblica e equanimita’ nel
comportamento dei soggetti pubblici incaricati;
8. Banca dati: lo strumento informatico, realizzato ed amministrato
dall’Ispettorato che raccoglie tutte le informazioni utili a
garantire lo svolgimento delle attivita’ oggetto del presente
decreto.

Art. 2

Finalita’ e modalita’ di esecuzione della vigilanza

1. La vigilanza sulle Strutture di controllo operanti nell’ambito
delle produzioni agroalimentari di qualita’ regolamentata (di seguito
vigilanza) e’ volta alla verifica del mantenimento dei requisiti da
parte delle Strutture di controllo autorizzate dal Ministero ed in
particolare della corretta applicazione delle disposizioni impartite
dal Ministero al momento dell’autorizzazione, dell’imparzialita’
nelle attivita’ di controllo e del comportamento non discriminatorio
per l’accesso degli operatori nel sistema. Essa ha inoltre come
finalita’ la valutazione dell’efficacia ed efficienza dei sistemi di
controllo.
2. La vigilanza e’ inserita nel sistema dei controlli ufficiali
disciplinati dal Regolamento CE n. 882/2004.
3. Ferme restando le attribuzioni dell’Ispettorato, le Regioni
svolgono attivita’ di vigilanza sulle produzioni di qualita’
regolamentata ricadenti nel territorio di propria competenza.
4. Le Regioni con l’Ispettorato programmano, svolgono e monitorano
l’attivita’ di vigilanza assicurando tra loro il coordinamento e la
cooperazione.
5. In forza del principio di sussidiarieta’ l’Ispettorato puo’
intervenire qualora la Regione non assolva alle proprie funzioni
relative all’attivita’ di vigilanza di cui al comma 1.

Art. 3

Compiti del Comitato Nazionale di Vigilanza.

1. Il Comitato Nazionale di Vigilanza gia’ Unita’ Nazionale di
Coordinamento (di seguito Comitato), istituito presso l’Ispettorato
e’ composto dall’Ispettore Generale Capo, con funzioni di Presidente,
dal Direttore Generale competente in materia di vigilanza, con
funzioni di Vicario; dal responsabile dell’Ufficio competente in
materia; da un rappresentante nominato da ciascuna Regione. A tal
fine ogni Regione, entro trenta giorni dall’entrata in vigore del
presente Decreto, comunica all’Ispettorato il nominativo del proprio
rappresentante e di un delegato autorizzato a prendere parte ai
lavori del Comitato in vece del rappresentante.
2. Il Comitato al fine di programmare, indirizzare, coordinare e
monitorare l’attivita’ di vigilanza, svolge i seguenti compiti:
a. elabora le linee guida programmatiche, provvedendo al loro
costante aggiornamento;
b. definisce le caratteristiche e i contenuti utili al fine della
gestione e dell’aggiornamento della banca dati;
c. esamina le risultanze dell’attivita’ svolta dalle autorita’ di
vigilanza e, nel caso ne ravvisi l’opportunita’, le sottopone alla
valutazione del gruppo che ha espresso il parere propedeutico
all’emanazione del decreto di autorizzazione;
d. fornisce all’Autorita’ competente per l’attivita’ di
vigilanza, entro il 15 settembre di ciascun anno, elementi utili ai
fini della programmazione delle attivita’ di vigilanza per l’anno
successivo;
e. redige, entro il 31 dicembre di ciascun anno, il Programma
coordinato annuale di vigilanza a valere per l’anno successivo;
f. redige, entro il 30 giugno di ciascun anno, una Relazione
annuale di sintesi dell’attivita’ di vigilanza svolta dalle Autorita’
di vigilanza, sulla base dei dati forniti dall’Ispettorato e dalle
Regioni.
3. Il Presidente convoca il Comitato almeno una volta per ciascun
quadrimestre ed ogni volta che cio’ si renda necessario, anche su
istanza motivata di una o piu’ Regioni.
4. Le funzioni di segreteria del Comitato sono assicurate
dall’Ispettorato.
5. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore del presente Decreto
il Comitato approva un regolamento che ne garantisce il
funzionamento; il regolamento puo’ prevedere che siano attivati
all’interno del Comitato specifici gruppi di lavoro.
6. Ai componenti del Comitato non spetta alcun compenso.
7. Dall’attuazione del presente articolo non devono derivare nuovi
o maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 4

Programmazione dell’attivita’ di vigilanza

1. Sulla scorta degli elementi contenuti nelle linee guida
programmatiche e di quelli forniti dal Comitato ai fini della
programmazione delle attivita’ di vigilanza, entro il 15 novembre di
ciascun anno l’Ispettorato e le Regioni per lo specifico territorio
di competenza stipulano tra loro accordi bilaterali a valere per la
pianificazione operativa dell’attivita’ di vigilanza nell’anno
successivo. Gli accordi bilaterali non comportano aggravi sui bilanci
degli enti sottoscrittori e possono avere durata pluriennale per
quanto attiene l’attuazione operativa.
2. In ogni caso le Regioni e l’Ispettorato comunicano il proprio
Programma operativo annuale di vigilanza al Comitato.
3. Eventuali accordi bilaterali vigenti dovranno essere adeguati
alle disposizioni contenute nel presente Decreto e comunque:
a. Gli accordi possono prevedere che ogni Regione effettui i
controlli sul territorio di propria competenza intervenendo
sull’intera attivita’ delle singole Strutture di controllo;
b. Gli accordi possono prevedere una ripartizione delle filiere,
delle Strutture di controllo o delle produzioni agroalimentari di
qualita’ regolamentata, su cui svolgere l’attivita’ di vigilanza.
c. In via prioritaria le Regioni possono decidere di espletare la
vigilanza sull’intera attivita’ delle Strutture di controllo aventi
sede nel territorio di competenza, oppure solo su una parte delle
Strutture di controllo o su singole produzioni. L’Ispettorato svolge
l’attivita’ di vigilanza sulla restante parte delle Strutture di
controllo, oppure su singole produzioni di qualita’ regolamentata
controllate dalla stessa Struttura di controllo;
d. Nel caso in cui gli accordi prevedano una attivita’ di
vigilanza ICQ/Regioni sulla stessa produzione di qualita’, la
vigilanza presso le Strutture di controllo rimane in capo agli Uffici
periferici dell’ICQ, ai fini della verifica del mantenimento dei
requisiti autorizzativi;
e. Nel caso in cui l’attivita’ di vigilanza svolta dalle Regioni
travalichi i confini della Regione dove ha sede l’organismo di
controllo, le attivita’ da svolgere in altri ambiti territoriali
possono essere affidate all’Autorita’ di vigilanza competente per
territorio.

Art. 5

Flusso procedurale

1. Ove, nel corso della loro attivita’, le autorita’ di vigilanza
accertino anomalie che potrebbero pregiudicare l’affidabilita’ del
sistema di controllo o della struttura di controllo, ne danno
tempestiva comunicazione al Presidente del Comitato Nazionale di
Vigilanza che provvede a convocare il Comitato stesso.
2. Il Comitato valuta l’opportunita’ di comunicare ai Gruppi di
valutazione situazioni che abbiano rilevanza per eventuali
provvedimenti a carico delle Strutture di controllo. Le
determinazioni assunte dai Gruppi di valutazione sono comunicate
all’Autorita’ di vigilanza.
3. Le comunicazioni di cui al comma 1 devono essere altresi’
inoltrate all’Ufficio Periferico dell’Ispettorato competente per
l’accertamento e la contestazione.

Art. 6

Istituzione della banca dati e flusso informativo e rendicontazione

1. E’ istituita la banca dati individuata secondo quanto definito
all’articolo 1 comma 8 del presente decreto.
2. All’Autorita’ competente per l’attivita’ di vigilanza e’
garantito l’accesso alla banca dati.
3. Le Regioni e gli Uffici periferici provvedono ad aggiornare la
banca dati.
4. L’Ispettorato rende disponibili i dati sugli esiti della
vigilanza a livello nazionale.
5. Nelle more della predisposizione della banca dati, le Regioni e
gli Uffici periferici rendicontano all’Ispettorato gli esiti della
vigilanza con cadenza semestrale.
6. All’attuazione delle finalita’ del presente articolo si provvede
con le risorse strumentali, umane e finanziarie disponibili a
legislazione vigente.

Art. 7

Clausole di salvaguardia

1. Le disposizioni del presente Decreto si applicano alle Regioni a
statuto speciale e alle Province autonome di Trento e Bolzano nel
rispetto e nei limiti degli statuti speciali di autonomia e delle
relative norme di attuazione.
2. Sono fatte salve le disposizioni vigenti, anche aventi natura
regolamentare, purche’ compatibili con le disposizioni contenute nel
presente Decreto.
3. Dall’attuazione del presente decreto non devono derivare nuovi o
maggiori oneri per la finanza pubblica.

Art. 8

Norma abrogate

1. Il Decreto del Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e
Forestali 27 agosto 2004 “Definizione dell’attivita’ di vigilanza
sulle strutture autorizzate a svolgere il controllo e certificazione
delle produzioni agroalimentari regolamentate da norme comunitarie”
e’ sostituito dal presente Decreto.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica Italiana.
Roma, 16 febbraio 2012

Il Ministro delle politiche
agricole alimentari
e forestali
Catania

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 16 febbraio 2012

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