MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 11 maggio 2009 - Geologi.info | Geologi.info

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 11 maggio 2009

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI - DECRETO 11 maggio 2009 - Disposizioni nazionali in materia di riconoscimento e controllo delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro associazioni, di fondi di esercizio e programmi operativi, comprese le misure di prevenzione e gestione delle crisi, in conformita' alla Strategia Nazionale 2009-2013 adottata con decreto 25 settembre 2008 in applicazione dell'articolo 103-septies del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio. (09A09380) (GU n. 185 del 11-8-2009 )

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI

DECRETO 11 maggio 2009

Disposizioni nazionali in materia di riconoscimento e controllo
delle organizzazioni di produttori ortofrutticoli e loro
associazioni, di fondi di esercizio e programmi operativi, comprese
le misure di prevenzione e gestione delle crisi, in conformita’ alla
Strategia Nazionale 2009-2013 adottata con decreto 25 settembre 2008
in applicazione dell’articolo 103-septies del regolamento (CE) n.
1234/2007 del Consiglio. (09A09380)

TITOLO IDEFINIZIONI

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE
ALIMENTARI E FORESTALI

Vista la legge 5 giugno 2003, n. 131, contenente «Disposizioni per
l’adeguamento dell’ordinamento della Repubblica alla legge
costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3»;
Visto il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143, istitutivo del
Ministero per le politiche agricole;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, recante
riforma dell’organizzazione del Governo a norma dell’art. 11 della
legge 15 marzo 1997, n. 59 e successive modifiche e integrazioni;
Visto il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181, convertito, con
modificazioni, nella legge 17 luglio 2006, n. 233, ed in particolare
il comma 23 dell’art. 1;
Visto il decreto-legge 16 maggio 2008, n. 85, recante disposizioni
urgenti per l’adeguamento delle strutture di governo in applicazione
dell’art. 1, commi 376 e 377, della legge 24 dicembre 2007, n. 244,
convertito, con modificazioni, nella legge 14 luglio 2008, n. 121;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 9 gennaio 2008, n.
18, recante regolamento di riorganizzazione del Ministero delle
politiche agricole alimentari e forestali;
Visto il decreto ministeriale del 7 marzo 2008 del Ministro delle
politiche agricole alimentari e forestali recante individuazione
degli uffici dirigenziali non generali;
Visto il regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio del 22 ottobre
2007, recante organizzazione comune dei mercati agricoli e
disposizioni specifiche per taluni prodotti agricoli («regolamento
unico OCM»), come modificato dal regolamento (CE) n. 361/2008 del
Consiglio del 14 aprile 2008, che abroga, tra l’altro, i regolamenti
(CE) del Consiglio n. 2200/96, n. 2201/96 e n. 1182/2007,
incorporando le norme concernenti il settore ortofrutticolo di cui ai
precitati regolamenti abrogati secondo la tavola di concordanza ivi
contenuta;
Visto il regolamento (CE) n. 1580/2007, della Commissione del 21
dicembre 2007, e successive modificazioni, recante modalita’ di
applicazione dei regolamenti (CE) n. 2200/96, (CE) n. 2201/96 e (CE)
n. 1182/2007 nel settore degli ortofrutticoli;
Vista la legge 29 dicembre 1990, n. 428, recante disposizioni per
l’adempimento di obblighi derivanti dall’appartenenza dell’Italia
alla Comunita’ europea ed in particolare l’art. 4, che consente di
adottare con decreto, provvedimenti amministrativi direttamente
conseguenti a norme comunitarie di settore;
Visto l’art. 103-septies, paragrafo 1, del regolamento (CE) n.
1234/2007, che fa obbligo agli Stati membri di elaborare una
Strategia Nazionale per i programmi operativi sostenibili sul mercato
ortofrutticolo, attuati dalle organizzazioni dei produttori
ortofrutticoli, comprendente anche la Disciplina ambientale per
l’elaborazione dei capitolati d’oneri per le azioni ambientali, da
sottoporre alla valutazione della Commissione europea;
Visto l’art. 57, paragrafo 1, del regolamento (CE) n. 1580/2007,
che fa obbligo di adottare entro il 1° gennaio 2009 una Strategia
Nazionale che comprenda tutte le disposizioni adottate in materia di
organizzazioni di produttori;
Viste le disposizioni nazionali per la gestione dei fondi di
esercizio e la stesura, valutazione e rendicontazione dei programmi
operativi previsti dal regolamento (CE) n. 2200/96, applicabili dal
21 gennaio 2007;
Visto il decreto ministeriale n. 3417 del 25 settembre 2008, con il
quale e’ stata adottata la Strategia Nazionale per il 2009-2013, in
materia di programmi operativi sostenibili sul mercato
ortofrutticolo, nonche’ abrogati, a decorrere dal 1° gennaio 2009, i
decreti ministeriali n. 166/TRAV e n. 167TRAV del 28 marzo 2008;
Vista la circolare ministeriale n. 3684 del 2 ottobre 2008,
adottata in conformita’ al richiamato decreto n. 3417 del 25
settembre 2008, con la quale sono state emanate le disposizioni
applicative della richiamata Strategia Nazionale, in considerazione
dell’imminente scadenza dei termini di presentazione dei programmi
operativi sostenibili sul mercato ortofrutticolo;
Ritenuta la necessita’ di adottare con decreto ministeriale le
disposizioni attuative della richiamata normativa comunitaria di cui
alla circolare n. 3684 del 2 ottobre 2008, anche a seguito
dell’abrogazione dei decreti ministeriali del 28 marzo 2008 n.
166/TRAV e n. 167TRAV;
Considerato che nella seduta del 5 febbraio 2009 la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di Trento e Bolzano, ha espresso la mancata intesa sul testo
del provvedimento, gia’ posto all’ordine del giorno della seduta del
18 dicembre 2008;
Ritenuto necessario e urgente, per le ragioni sopra indicate,
attivare la procedura di cui all’art. 3 comma 3, del decreto
legislativo 28 agosto 1997, n. 281;
Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
riunione del 27 marzo 2009;

Decreta:

Art. 1.

1. Per gli scopi del presente decreto, si intende per:
a) «Ministero»: il Ministero delle politiche agricole alimentari e
forestali;
b) «AGEA»: l’Organismo di coordinamento ai sensi del regolamento
(CE) n. 1290/2005;
c) «Regione» la regione o la provincia autonoma competenti per
territorio;
d) «Organismo pagatore»: l’Organismo pagatore competente per
territorio, riconosciuto ai sensi delle vigenti norme nazionali;
e) «filiale», impresa nella quale una o piu’ organizzazioni di
produttori o le loro associazioni, detengono una partecipazione e che
contribuisce al conseguimento degli obiettivi dell’organizzazione di
produttori o dell’associazione di organizzazioni di produttori;
f) «OP», «AOP», «GP»: rispettivamente le organizzazioni di
produttori riconosciute, le associazioni di organizzazioni di
produttori riconosciute e i gruppi di produttori prericonosciuti;
g) «regolamento»: il regolamento (CE) n. 1580/2007 della
Commissione del 21 dicembre 2007;
h) «VPC»: il valore della produzione commercializzata determinato
conformemente all’art. 52 del regolamento (CE) n. 1580/2007;
i) «prodotti ritirati dal mercato, prodotti ritirati e prodotti
non posti in vendita», i prodotti che sono ritirati dal mercato ai
sensi ed in conformita’ con quanto previsto dagli articoli 76 e
seguenti del regolamento (CE) n. 1580/2007 della Commissione;
j) «raccolta prima della maturazione o raccolta verde», la
raccolta completa di prodotti non commercializzabili eseguita su una
data superficie prima dell’inizio della raccolta normale. I prodotti
non devono essere gia’ stati danneggiati prima della raccolta verde
da avversita’ atmosferiche, fitopatie o in altro modo. La raccolta
verde e’ una pratica supplementare e differente rispetto alle normali
pratiche culturali, quali il diradamento dei frutti;
k) «mancata raccolta», la mancata effettuazione della raccolta di
qualsiasi produzione commerciale su una data superficie nel corso del
normale ciclo di produzione. La distruzione dei prodotti a causa di
avversita’ atmosferiche o fitopatie non e’ tuttavia considerata
mancata raccolta;
l) «promozione e comunicazione», quelle misure complementari ad
eventuali altre azioni di promozione e comunicazione in corso, ad
opera dell’OP;
m) «assicurazione del raccolto» quelle misure finalizzate a
contribuire a salvaguardare il reddito dei produttori e a risarcire
le perdite di mercato subite dall’organizzazione dei produttori e/o
dai suoi soci quando questi sono colpiti da calamita’ naturali,
avversita’ atmosferiche o eventualmente fitopatie o infestazioni
parassitarie.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 2.

Riconoscimento di organizzazioni di produttori – OP

1. Le Regioni riconoscono, su specifica richiesta, le OP per
prodotto o gruppi di prodotti di cui all’art. 1, paragrafo 1, lettera
i) del regolamento (CE) n. 1234/2007 del Consiglio, e/o per prodotti
destinati esclusivamente alla trasformazione.
2. La richiesta di riconoscimento e’ presentata da ciascuna OP, a
firma del proprio legale rappresentante, alla Regione nel cui
territorio l’OP ha la propria sede legale e in cui realizza la
produzione allo stato fresco che concorre a formare il maggior valore
di produzione commercializzata, cosi’ come definita all’art. 26 del
regolamento.
3. Le OP per poter presentare la richiesta di riconoscimento,
devono assumere una delle seguenti forme giuridiche societarie:
a) societa’ di capitali aventi per oggetto sociale la
commercializzazione dei prodotti agricoli, il cui capitale sociale
sia sottoscritto da imprenditori agricoli o da societa’ costituite
dai medesimi soggetti o da societa’ cooperative agricole e loro
consorzi;
b) societa’ cooperative agricole e loro consorzi;
c) societa’ consortili di cui all’art. 2615-ter del codice civile,
costituite da imprenditori agricoli o loro forme societarie.
4. Le Regioni eseguono l’istruttoria in conformita’ alle procedure
di cui all’art. 22 del presente decreto e comunicano il
riconoscimento delle OP al Ministero e all’Organismo pagatore, entro
trenta giorni dalla data del riconoscimento stesso.
5. Il Ministero aggiorna e pubblica sul proprio sito web, l’elenco
nazionale delle OP, delle AOP e dei GP.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 3.

Dimensione minima delle organizzazioni di produttori

1. Ai fini del riconoscimento delle OP, il numero minimo di
produttori e’ fissato a cinque. Il valore minimo di produzione
commercializzata per prodotto o gruppi di prodotti, determinato
secondo i criteri definiti agli articoli 52 e 53 del regolamento, e’
stabilito nelle procedure di cui all’art. 22 del presente decreto.
2. Le OP possono includere il valore dei «sotto-prodotti», come
definiti all’art. 21, comma 1, lettera h) del regolamento, nel valore
della produzione commercializzata.
3. Ai sensi dell’art. 52, comma 7 del regolamento, il valore della
produzione commercializzata puo’ essere calcolato nella fase di
uscita dalla filiale, purche’ almeno il 90% del capitale della
filiale appartenga a OP o ad AOP oppure, previo consenso della
Regione, a cooperative aderenti a OP o ad AOP, sempreche’ cio’
contribuisca al conseguimento degli obiettivi elencati agli articoli
122 lettera c), punti i, ii e iii e 125-ter, paragrafo 1, lettera a)
del regolamento (CE) n. 1234/2007.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 4.

Vendita diretta della produzione

1. Ai sensi dell’art. 125-bis, paragrafo 2, lettera a) del
regolamento (CE) n. 1234/2007, i produttori aderenti all’OP, previa
autorizzazione della stessa e nel rispetto delle condizioni da essa
stabilite con norma statutaria o con regolamento interno, possono
vendere direttamente al consumatore, per il suo fabbisogno personale,
presso la propria azienda e/o altrove, una percentuale non superiore
al 15% della loro produzione ortofrutticola oggetto del
riconoscimento dell’OP.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 5.

Riconoscimento delle associazioni
di organizzazioni di produttori – AOP

1. Per le AOP, la richiesta di riconoscimento, ai sensi delle
presenti disposizioni e in conformita’ con l’art. 125-quater del
regolamento (CE) n. 1234/2007, e’ presentata alla Regione nel cui
territorio l’AOP ha la propria sede legale e in cui le OP aderenti
realizzano la produzione allo stato fresco che concorre a formare il
maggior valore di produzione commercializzata, cosi’ come definito
all’art. 26 del regolamento.
2. Le AOP, devono assumere una delle forme societarie di cui
all’art. 2, comma 3, e sono costituite da almeno due OP riconosciute
ai sensi del regolamento (CE) 1234/2007 o del regolamento (CE) n.
2200/96 e possono associare anche GP; a tal fine il riconoscimento e
il prericonoscimento delle OP e dei GP aderenti, nonche’ la loro
funzionalita’ sono attestate dalla Regione.
3. Una persona fisica o giuridica che non sia riconosciuta come OP
puo’ essere socia di una AOP, con i limiti di cui all’art. 36, comma
2 del regolamento. Le predette persone fisiche o giuridiche, in ogni
caso, non possono detenere, complessivamente, piu’ del 10% delle
quote sociali con diritto di voto dell’AOP.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 6.

Esternalizzazione

1. Le OP e le AOP possono, in conformita’ con l’art. 29 del
regolamento, esternalizzare a soggetti terzi talune attivita’,
qualora cio’ si dimostri piu’ conveniente e agevole per il
raggiungimento degli obiettivi.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 7.

Membri non produttori

1. Una persona fisica o giuridica che non sia un produttore, come
definito dall’art. 21, comma 1, lettera a), del regolamento, puo’
essere accolta come aderente ad una OP, nel rispetto delle condizioni
stabilite dall’art. 32, comma 3 del regolamento.
2. I soci non produttori non possono possedere, complessivamente,
piu’ del 10% delle quote sociali con diritto di voto dell’OP. Tale
disposizione deve essere statutariamente prevista.
In ogni caso, i soci non produttori non possono partecipare al voto
per le decisioni relative al fondo di esercizio e non devono svolgere
attivita’ concorrenziali con quelle dell’OP.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 8.

Controllo democratico delle organizzazioni di produttori

1. Le OP assicurano ai soci produttori il controllo democratico
delle decisioni da attuare in materia di gestione e funzionamento
delle OP medesime, in conformita’ con la legislazione societaria
vigente.
A tal fine, un unico socio non puo’ detenere piu’ del 35% delle
quote sociali con diritto di voto dell’OP e/o dei diritti di voto
dell’OP.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 9.

Periodo minimo di adesione

1. La durata minima dell’adesione di un socio ad una OP non puo’
essere inferiore ad un anno. Tuttavia, in caso di presentazione di un
programma operativo, nessun aderente all’OP puo’ liberarsi dagli
obblighi derivanti da detto programma per l’intero periodo della sua
attuazione, salvo autorizzazione dell’OP.
2. Il recesso dell’aderente viene comunicato per iscritto all’OP,
nei sei mesi antecedenti la chiusura dell’esercizio finanziario ed ha
decorrenza dalla chiusura dell’esercizio finanziario stesso.
3. Il recesso del socio, quando finalizzato al conferimento di uno
specifico prodotto verso un’altra OP, deve essere espressamente
autorizzato dall’OP di appartenenza, a norma dello statuto e/o del
regolamento, qualora presente.

TITOLO IIRICONOSCIMENTO E CONTROLLO DELLE ORGANIZZAZIONI DI PRODUTTORIORTOFRUTTICOLI – OP E DELLE LORO ASSOCIAZIONI – AOP

Art. 10.

Fusioni

1. Ai sensi degli articoli 31 e 50 del regolamento, per fusione tra
OP, tra GP e tra OP e GP si intende l’unificazione in una unica
struttura, nella forma ritenuta piu’ idonea dai due o piu’ soggetti
interessati, in conformita’ alle procedure di cui all’art. 22 del
presente decreto e sulla base di una delle seguenti opzioni:
a) scioglimento e ricostituzione di un nuovo soggetto. In questo
caso, le strutture esistenti perdono il riconoscimento e il nuovo
soggetto deve essere riconosciuto ex novo;
b) fusione per incorporazione. In questo caso il soggetto
incorporato perde il riconoscimento, che viene mantenuto
dall’incorporante;
c) adesione in qualita’ di socio. In questo caso il soggetto che
aderisce deve rinunciare al riconoscimento.

TITOLO IIIGESTIONE DEI FONDI DI ESERCIZIOE DEI PROGRAMMI OPERATIVI DELLE OP

Art. 11.

Programmi operativi

1. I programmi operativi e relativi fondi di esercizio sono
presentati dalle OP alla Regione ove esse risultano riconosciute e
hanno la sede legale, entro il 15 settembre dell’anno precedente a
quello di realizzazione del programma, salvo diversa comunicazione
del Ministero adottata ai sensi dell’art. 64, comma 1, del
regolamento.
2. Le Regioni, svolte le opportune verifiche in conformita’ alle
procedure di cui all’art. 22 del presente decreto, assumono specifica
decisione in merito ai programmi operativi, rigettandoli o
approvandoli, eventualmente previo adeguamento, e comunicano entro il
15 dicembre la decisione in questione all’OP e all’Organismo
pagatore, anche via fax o via e-mail certificata, unitamente
all’entita’ esatta del fondo di esercizio approvato per l’anno
successivo, che l’OP potra’ utilizzare per la realizzazione delle
azioni previste nel programma esecutivo approvato e all’importo
dell’aiuto accordato.
3. Per motivi debitamente giustificati, le Regioni possono chiedere
al Ministero di rinviare dal 15 dicembre al 20 gennaio dell’anno
successivo il termine per l’approvazione dei programmi operativi,
dandone comunicazione alle OP.
4. I programmi operativi pluriennali e gli esecutivi annuali,
possono essere sottoposti a varianti in corso d’anno e a modifiche,
sia in corso d’anno che per gli anni successivi in conformita’ alle
procedure di cui all’art. 22 del presente decreto.
5. La rendicontazione annuale dei programmi operativi, con la
richiesta di aiuto a saldo, e’ presentata all’Organismo pagatore
entro il 15 febbraio dell’anno successivo a quello di realizzazione
del programma.
6. L’erogazione degli aiuti e’ effettuata dall’Organismo pagatore
competente in base alla Regione che ha approvato il programma
operativo, in conformita’ alle procedure di cui all’art. 22 del
presente decreto.

TITOLO IIIGESTIONE DEI FONDI DI ESERCIZIOE DEI PROGRAMMI OPERATIVI DELLE OP

Art. 12.

Aiuto finanziario nazionale aggiuntivo

1. Le Regioni, ove la produzione ortofrutticola commercializzata
dalle organizzazioni di produttori e’ inferiore al 20% dell’intera
produzione ortofrutticola regionale, possono chiedere al Ministero,
l’attivazione della procedura per l’autorizzazione della Commissione
UE alla concessione dell’aiuto finanziario nazionale di cui all’art.
103-sexies del regolamento (CE) n. 1234/2007, da aggiungere al fondo
di esercizio delle OP.
2. La richiesta deve essere presentata dalle Regioni entro il 31
dicembre dell’anno precedente a quello per cui e’ chiesto l’aiuto
aggiuntivo, e deve essere accompagnata dalla documentazione
comprovante la presenza dei requisiti stabiliti dall’art. 93 del
regolamento.
3. L’aiuto e’ concesso alle OP richiedenti, in conformita’ alle
procedure di cui all’art. 22 del presente decreto.

TITOLO IIIGESTIONE DEI FONDI DI ESERCIZIOE DEI PROGRAMMI OPERATIVI DELLE OP

Art. 13.

Fondo di esercizio e valore della produzione commercializzata

1. Il fondo di esercizio previsto dall’art. 103-ter del regolamento
(CE) n. 1234/2007, e’ gestito mediante un conto corrente dedicato,
destinato esclusivamente a tutte le operazioni finanziarie inerenti
il programma operativo.
2. Il VPC, che rappresenta la base di calcolo per la determinazione
del valore del fondo di esercizio, e’ determinato in conformita’ alle
procedure di cui all’art. 22 del presente decreto.
3. Il periodo di riferimento per il calcolo del VPC e’ autorizzato
dalla Regione, su proposta di ciascuna OP, secondo uno dei criteri
previsti all’art. 53 del regolamento.

TITOLO IIIGESTIONE DEI FONDI DI ESERCIZIOE DEI PROGRAMMI OPERATIVI DELLE OP

Art. 14.

Programmi operativi che proseguono sotto il regime del regolamento
(CE) n. 2200/96

1. Su richiesta dell’OP, da presentarsi alla Regione entro il 15
settembre di ogni anno, i programmi operativi approvati con
regolamento (CE) n. 2200/96 possono proseguire fino alla loro
scadenza programmata a condizione che rispettino le norme in vigore
prima del 1° gennaio 2008.
2. Per le singole annualita’, le OP possono comunicare e presentare
solo due varianti, intendendo per tali le variazioni di spesa di una
o piu’ azioni, come definiti nelle «Disposizioni nazionali 2007»,
entro il limite del 20%. Sara’ compito della Regione verificare la
regolarita’ della variante proposta.
3. Per ogni annualita’, l’importo del contributo comunitario non
potra’ superare l’importo approvato per la stessa annualita’ nel
programma operativo pluriennale.
4. Ogni modifica del contenuto del programma che richiede una
approvazione da parte della Regione ha, come conseguenza, il
passaggio alla nuova regolamentazione.

TITOLO IVMISURE DI PREVENZIONE E GESTIONE DELLE CRISI PREVISTE NEI PROGRAMMIOPERATIVI

Art. 15.

Misure applicabili

1. Al fine del perseguimento dell’obiettivo di prevenzione e
gestione delle crisi che sopravvengono sui mercati ortofrutticoli, i
programmi operativi possono prevedere una o piu’ delle seguenti
misure di prevenzione e gestione delle crisi:
a) ritiro dal mercato;
b) raccolta prima della maturazione o mancata raccolta degli
ortofrutticoli;
c) promozione e comunicazione;
d) assicurazione del raccolto.

TITOLO IVMISURE DI PREVENZIONE E GESTIONE DELLE CRISI PREVISTE NEI PROGRAMMIOPERATIVI

Art. 16.

Ritiri dal mercato

1. Le procedure operative relative alle operazioni di ritiro dal
mercato da parte delle OP sono definite dall’Organismo pagatore
competente in base alla Regione che ha approvato il programma
operativo, secondo i principi definiti dall’AGEA, ai sensi di quanto
previsto dagli articoli n. 79, paragrafo 2, n. 81, paragrafi 1 e 2,
n. 84, paragrafo 1, n. 86, paragrafo 1, n. 87, paragrafo 1 e n. 90 ,
paragrafo 1, del regolamento.
2. L’ammontare massimo del supporto per i prodotti non indicati
nell’allegato X del regolamento e’ definito nelle procedure di cui
all’art. 22 del presente decreto.

TITOLO IV MISURE DI PREVENZIONE E GESTIONE
DELLE CRISI PREVISTE NEI PROGRAMMI OPERATIVI

Art. 17.

Raccolta prima della maturazione e mancata raccolta

1. L’attivazione degli interventi della raccolta prima della
maturazione e della mancata raccolta e’ possibile, se prevista nel
programma operativo, previa presentazione all’Organismo pagatore di
una analisi della situazione e/o previsione di mercato. Le specie
frutticole ed orticole alle quali sono applicabili le misure, i
criteri di applicazione, nonche’ le relative indennita’, sono
individuate nelle procedure di cui all’art. 22 del presente decreto.

TITOLO IV MISURE DI PREVENZIONE E GESTIONE DELLE
CRISI PREVISTE NEI PROGRAMMI OPERATIVI

Art. 18.

Promozione e comunicazione

1. L’attivazione degli interventi di promozione e comunicazione,
nell’ambito della prevenzione e gestione delle crisi, come
specificati nelle procedure di cui all’art. 22 del presente decreto,
e’ possibile previa presentazione di una relazione tecnica contenente
l’analisi della possibile situazione e/o previsione di mercato
operata dall’OP.

TITOLO IV MISURE DI PREVENZIONE E GESTIONE DELLE
CRISI PREVISTE NEI PROGRAMMIOPERATIVI

Art. 19.

Assicurazione del raccolto

1. I contratti di assicurazione ammessi a contributo diretto sono
definiti nelle procedure di cui all’art. 22 del presente decreto.

TITOLO VCONTROLLI, SANZIONI, PROCEDURE DI
ATTUAZIONE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 20.

Controlli

1. L’Agea con propri provvedimenti, concordati in conformita’ alle
disposizioni recate dalla Strategia Nazionale con il Ministero e le
Regioni, definisce i criteri per l’effettuazione dei controlli di
competenza degli Organismi pagatori, in particolare, quelli previsti
alla sezione 2, CAPO V del regolamento.
2. I controlli per accertare il corretto funzionamento delle OP
delle AOP e dei GP, il mantenimento dei requisiti del riconoscimento,
nonche’ l’ammissibilita’ dei programmi operativi sono effettuati
dalle Regioni, in conformita’ alle procedure di cui all’art. 22 del
presente decreto.

TITOLO VCONTROLLI, SANZIONI, PROCEDURE DI
ATTUAZIONE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 21.

Sanzioni

1. Le disposizioni relative all’inosservanza dei criteri di
riconoscimento e alle relative sanzioni sono previste dagli articoli
116 e 117 del regolamento, fatte salve le sanzioni nazionali da
irrogare ai sensi dell’art. 146 del medesimo regolamento.
2. Con riferimento alle sanzioni da applicare alle OP ed al
recupero degli importi indebitamente pagati, l’AGEA definisce le
modalita’ applicative delle disposizioni previste dal CAPO V –
Sezione 3, del regolamento.
3. Per quanto compatibili, si applicano le disposizioni indicate
nel decreto ministeriale 21 marzo 2008, recante «Disposizioni in
materia di violazioni riscontrate nell’ambito del regolamento (CE) n.
1782/03 del Consiglio del 29 settembre 2003 sulla PAC e del
regolamento (CE) 1698/2005 del Consiglio, del 20 settembre 2005, sul
sostegno allo sviluppo rurale da parte del Fondo europeo agricolo per
lo sviluppo rurale (FEASR)».
4. Qualora non risultino rispettate le prescrizioni di cui all’art.
103-quater, paragrafo 3 del regolamento (CE) n. 1234/2007, l’OP non
ha diritto a ricevere l’aiuto e gli eventuali acconti o anticipazioni
sono recuperati.
5. Fatti salvi i criteri stabiliti dalla regolamentazione
comunitaria, le spese che non rispettano i vincoli di equilibrio tra
i vari obiettivi/azioni, definiti nella Strategia Nazionale, sono
ammesse a contributo nell’ambito di una tolleranza del 3%. Per
accertate cause di forza maggiore l’Organismo pagatore puo’ elevare
tale percentuale al 10%.
6. Se un programma operativo annuale viene realizzato ad un livello
inferiore al 50% della spesa approvata, l’OP non ha diritto ad alcun
pagamento ed eventuali anticipazioni e acconti erogati per gli
investimenti, vengono recuperati.
7. Qualora un programma operativo venga interrotto volontariamente
dall’OP, anche per un anno, o in conseguenza del ritiro del
riconoscimento, gli aiuti erogati sono recuperati, salvo i casi di
fusione con altre OP.
8. Per ogni giorno di ritardo nella presentazione della richiesta
delle agevolazioni totali o a saldo, con allegata la rendicontazione
completa delle spese sostenute, gli Organismi pagatori dovranno
applicare una riduzione dell’1% sull’aiuto riconosciuto. In casi
eccezionali e senza pregiudizio per il rispetto dei termini di
liquidazione, gli Organismi pagatori possono non applicare la
penalizzazione. In tal caso ne danno debita motivazione nel
provvedimento di determinazione del contributo finale.
9. I controlli eseguiti e le conseguenti determinazioni assunte
sono annotati in un registro redatto secondo i criteri definiti
dall’AGEA, anche in funzione delle informazioni richieste
dall’allegato XIII al regolamento.
10. Gli errori palesi contenuti in qualsiasi comunicazione, domanda
o richiesta presentata da una OP, possono essere corretti in
qualsiasi momento, se riconosciuti come tali dalla Regione o
dall’Organismo pagatore.

TITOLO VCONTROLLI, SANZIONI, PROCEDURE DI
ATTUAZIONE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 22.

Procedure di attuazione

1. Le procedure attuative per l’applicazione delle disposizioni del
presente decreto, sono riportate in allegato, che costituisce parte
integrante del decreto.
2. I successivi aggiornamenti e integrazioni delle procedure di cui
al primo comma sono disposti con decreto del Ministro delle politiche
agricole alimentari e forestali, in accordo con l’AGEA e le Regioni.

TITOLO VCONTROLLI, SANZIONI, PROCEDURE DI
ATTUAZIONE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Art. 23.

Clausola di invarianza finanziaria

1. Senza pregiudizio delle determinazioni da assumere ai sensi del
regolamento (CE) n. 1234/2007, dall’attuazione delle disposizioni
contenute nel presente decreto non devono derivare nuovi o maggiori
oneri a carico della finanza pubblica.
Il presente decreto e’ inviato all’Organo di controllo per gli
adempimenti di competenza ed e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 11 maggio 2009
Il Ministro : Zaia

Registrato alla Corte dei conti il 24 luglio 2009
Ufficio di controllo atti Ministeri delle attivita’ produttive,
registro n. 3, foglio n. 92

TITOLO VCONTROLLI, SANZIONI, PROCEDURE DI
ATTUAZIONE E DISPOSIZIONI TRANSITORIE

Allegato

—-> Vedere da pag. 16 a pag. 48 <----

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE ALIMENTARI E FORESTALI – DECRETO 11 maggio 2009

Geologi.info