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MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI - DECRETO 17 dicembre 2004: Disciplina dei criteri di determinazione del contributo annuo da parte dei concessionari di dighe per l'attivita' di vigilanza e di controllo svolta dal R.I.D. (GU n. 36 del 14-2-2005)

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

DECRETO 17 dicembre 2004

Disciplina dei criteri di determinazione del contributo annuo da
parte dei concessionari di dighe per l’attivita’ di vigilanza e di
controllo svolta dal R.I.D.

IL MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE
E DEI TRASPORTI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 24 marzo 2003, n.
136: «Regolamento concernente l’organizzazione, i compiti ed il
funzionamento del Registro Italiano Dighe – RID, a norma dell’art. 91
del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112»”;
Visto l’art. 6 della legge 1° agosto 2002, n. 166, che dispone, al
comma 1, che i concessionari delle dighe di cui all’art. 1 del
decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con modificazioni,
dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584, sono tenuti ad iscriversi al RID
e a corrispondere al medesimo un contributo annuo per le attivita’ di
vigilanza e controllo svolte dallo stesso;
Visto il comma 2 del citato art. 6 che dispone l’emanazione da
parte del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto
con il Ministro dell’economia e delle finanze, sentita la conferenza
unificata di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281, di un decreto per la disciplina dei criteri di determinazione
del contributo annuo di cui al comma 1 del medesimo art. 6, nonche’
delle modalita’ di riscossione;
Visto il comma 3 del citato art. 6 che dispone che in sede di prima
applicazione l’ammontare del contributo annuo e’ commisurato in modo
da assicurare la copertura delle spese di funzionamento del RID
nonche’ una quota aggiuntiva da destinare ad investimenti e
potenziamento, nella misura compresa tra il 50 ed il 70 per cento dei
costi di funzionamento;
Considerato che l’art. 12, comma 1, lettera a), del decreto del
Presidente della Repubblica 24 marzo 2003, n. 136, prevede tra le
entrate del RID «le somme iscritte annualmente in apposito capitolo
dello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti in misura pari alle somme destinate nel corrente esercizio
finanziario al funzionamento del soppresso Servizio nazionale dighe»
e che nell’esercizio finanziario 2003 per la parte corrente dette
somme sono state pari a euro 6.348.000;
Considerato che per l’esercizio finanziario 2004 «l’ipotesi di
bilancio di previsione del RID ammonta per spese di funzionamento a
euro 10.632.000;
Ritenuto di limitare al 50 per cento dei costi di funzionamento del
RID la quota aggiuntiva del contributo annuo di iscrizione destinata
ad investimenti e potenziamento, di cui al comma 3 dell’art. 6 della
legge 1° agosto 2002, n. 166;
Considerata l’opportunita’, per la determinazione del contributo
annuo unitario, di tenere conto sia delle attivita’ che il RID e’
chiamato a svolgere su tutte le dighe, sia dell’impegno che allo
stesso deriva al crescere delle caratteristiche dimensionali dello
sbarramento e dell’invaso, individuando una quota base fissa e quote
variabili in relazione all’altezza dello sbarramento ed al volume di
invaso come stabiliti dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584;
Considerato che l’art. 12 del citato decreto del Presidente della
Repubblica 24 marzo 2003, n. 136, alla lettera e) del comma 1,
prevede che le quote annue di iscrizione al RID per le dighe aventi
le caratteristiche di cui all’art. 91, comma 1, del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112, dovute quale compartecipazione
alle spese da parte degli utenti dei servizi, siano stabilite nel
rispetto del criterio della proporzionalita’ e dei vantaggi
conseguiti;
Considerato che al fine di assicurare la proporzionalita’ tra il
contributo annuo richiesto ed i vantaggi conseguiti appare opportuno
graduare la citata quota base fissa in funzione della diversa
utilizzazione prevalente della risorsa concessa;
Considerata l’opportunita’ di provvedere con successivo decreto
alla disciplina dei criteri di determinazione del diritto di
istruttoria, di cui all’art. 6, comma 1, della legge 1° agosto 2002,
n. 166, per le altre attivita’ che il RID e’ tenuto ad espletare
nelle fasi di progettazione e costruzione delle dighe di cui all’art.
1 del decreto-legge 8 agosto 1994, n. 507, convertito, con
modificazioni, dalla legge 21 ottobre 1994, n. 584;
Visto il parere della conferenza unificata Stato-regioni, citta’ e
autonomie locali espresso nella seduta del 23 settembre 2004;
Considerato che in sede della conferenza unificata di cui sopra, il
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha ritenuto,
nonostante il preannunciato parere negativo, di accogliere alcuni
degli emandamenti proposti dalle regioni non in contrasto con le
disposizioni di cui all’art. 6 della legge 1° agosto 2002, n. 166,
riguardanti:
la decorrenza del contributo annuo di iscrizione fissata a
partire dal 1° gennaio 2004;
la riduzione del 50 per cento del contributo dovuto dai
concessionari di dighe utilizzate a scopo di laminazione;
il recepimento dell’emendamento all’art. 5 come proposto;
Decreta:
Art. 1.
Criteri di determinazione del contributo annuo
Il contributo annuo di iscrizione al RID per ogni dica, di cui al
comma 3 dell’art. 6 della legge 1° agosto 2002, n. 166, compresa la
quota aggiuntiva, determinata come nelle premesse, da destinare ad
investimenti e potenziamento, e’ costituito da una quota base fissa
articolata in funzione dell’utilizzazione prevalente della risorsa
concessa, nonche’ da quote variabili in relazione all’altezza dello
sbarramento ed al volume dell’invaso come stabiliti dalla legge
21 ottobre 1994, n. 584, e riportati nel relativo foglio di
condizioni per l’esercizio e la manutenzione di cui alla circolare
del Ministero dei lavori pubblici 4 dicembre 1987, n. 352.

Art. 2.
Quota base fissa
La quota base fissa, articolata in funzione dell’utilizzazione
prevalente della risorsa concessa, e’ stabilita come segue:
utilizzazione idroelettrica: euro 15.900,00;
utilizzazione industriale: euro 15.900,00;
utilizzazione potabile: euro 10.600,00;
utilizzazione irrigua: euro 5.300,00;
utilizzazione diversa dalle precedenti: euro 5.300,00.
Per le dighe utilizzate a scopo di laminazione la quota base fissa
e’ determinata in misura pari al 50% di quella stabilita per la
utilizzazione irrigua.
La quota base fissa si riferisce alle dighe di altezza inferiore a
m 16,00 e che determinano un volume d’invaso inferiore a Mm3 2,00.

Art. 3.
Quota variabile in relazione all’altezza
dello sbarramento ed al volume di invaso
Per le dighe aventi caratteristiche dimensionali superiori o uguali
a quelle indicate all’art. 2, la quota basefissa e’ incrementata di
una quota variabile dipendente dall’altezza dello sbarramento e dal
volume d’invaso, cosi’ determinata:
1) in relazione all’altezza, da arrotondarsi al metro inferiore:
per ogni metro superiore a m 15 sino a m 100 euro 220,00;
per ogni metro superiore a m 100 euro 0,00;
2) in relazione al volume d’invaso, da arrotondarsi al Mm3
inferiore:
per ogni Mm3 superiore a Mm3 1 sino a Mm3 100 euro 100.00;
per ogni Mm3 superiore a Mm3 100 sino a Mm3 200 euro 80,00;
per ogni Mm3 superiore a Mm3 200 sino a Mm3 300 euro 40,00;
per ogni Mm3 superiore a Mm3 300 euro 0,00.
Per le dighe utilizzate a scopo di laminazione le quote variabili
di cui sopra sono ridotte del 50%.

Art. 4.
Modalita’ di riscossione del contributo annuo
L’importo del contributo annuo dovuto per ciascuna diga e’
quantificato dal RID sulla base di quanto previsto nei precedenti
articoli nn. 1, 2 e 3 e verra’ comunicato agli interessati. La
riscossione di detto contributo, che dovra’ essere versato in due
rate semestrali di pari importo anticipate, potra’ avvenire tramite
riscossione diretta ovvero tramite l’Agenzia delle entrate.

Art. 5.
Sanzioni
Il termine di trenta giorni di cui all’art. 6, comma 1, della legge
1° agosto 2002, n. 166, decorre dalla data di ricezione della prima
comunicazione di cui al precedente art. 4. Entro il medesimo termine
il concessionario potra’ segnalare e chiedere al RID motivatamente la
revisione del contributo calcolato, evidenziando eventuali
discordanze anche in relazione all’utilizzazione delle acque
invasate. In tal caso il termine di trenta giorni di cui al primo
capoverso del presente articolo si intende sospeso sino alle nuove
determinazioni da parte del RID. Il RID in sede di autotutela
adottera’ i provvedimenti conseguenti.
Fermo restando la corresponsione degli interessi legali, di mora ed
il rimborso di eventuali spese per il ritardato pagamento delle rate
semestrali del contributo, i concessionari che non ottemperino,
previa formale messa in mora, al versamento del contributo per una
intera annualita’ sono soggetti alle sanzioni previste dal citato
art. 6, comma 1, della legge l° agosto 2002, n. 166.

Art. 6.
Validita’
Il presente decreto e’ soggetto a revisione biennale, secondo le
modalita’ di cui all’art. 6, comma 2, della legge 1° agosto 2002, n.
166.
Il contributo annuo e’ dovuto a partire dal 1° gennaio 2004.
Roma, 17 dicembre 2004
I…

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