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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 25 novembre 2005

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 25 novembre 2005 - Individuazione del limite di accesso alle agevolazioni in favore dell'imprenditoria femminile, di cui all'articolo 2, comma 1, lettera a), del decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 314, nonche' dei criteri di priorita' da utilizzare per la formazione delle graduatorie delle domande ammissibili alle agevolazioni medesime. (GU n. 291 del 15-12-2005)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 25 novembre 2005

Individuazione del limite di accesso alle agevolazioni in favore
dell’imprenditoria femminile, di cui all’articolo 2, comma 1, lettera
a), del decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n.
314, nonche’ dei criteri di priorita’ da utilizzare per la formazione
delle graduatorie delle domande ammissibili alle agevolazioni
medesime.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Vista la legge 25 febbraio 1992, n. 215, recante «Azioni positive
per l’imprenditoria femminile»;
Visto in particolare l’art. 10, comma 4 della predetta legge che
attribuisce al Comitato per l’imprenditoria femminile compiti di
indirizzo o di programmazione generale in ordine agli interventi a
favore dell’imprenditoria femminile previsti dalla stessa legge n.
215;
Visto il decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n.
314, concernente il «Regolamento per la semplificazione del
procedimento recante la disciplina del procedimento relativo agli
interventi a favore dell’imprenditoria femminile» (n. 54, allegato 1
della legge n. 59/1997);
Visti l’art. 72 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, recante
«Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale
dello Stato» ed il decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze 2 novembre 2004, concernente i «Criteri e modalita’ di
concessione delle agevolazioni di competenza del Ministero delle
attivita’ produttive, a valere sui fondi rotativi per le imprese, di
cui all’art. 72 della legge 27 dicembre 2002, n. 289»;
Visto l’art. 10 del citato decreto del Presidente della Repubblica
n. 314/2000, con il quale si stabilisce che ai fini della formazione
delle graduatorie delle domande ammissibili il Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, previo parere del
Comitato per l’imprenditoria femminile, fissa il punteggio numerico
dei criteri di priorita’ concernenti il grado di partecipazione
femminile all’impresa, l’impatto occupazionale complessivo
dell’iniziativa e la relativa percentuale di manodopera femminile,
individuando altresi’ eventuali ulteriori criteri validi su tutto il
territorio nazionale;
Visto altresi’ il comma 2 del citato art. 10 che stabilisce che con
lo stesso decreto di individuazione dei criteri di priorita’ vengono
fissati i limiti entro i quali una volta realizzata l’iniziativa e’
consentito lo scostamento dai dati dichiarati nel modulo di domanda
in relazione agli elementi che determinano l’attribuzione dei
punteggi;
Visto l’art. 12, comma 2 del citato decreto del Presidente della
Repubblica n. 314/2000, che prevede che le regioni e province
autonome possono individuare criteri di priorita’ per la concessione
delle agevolazioni volti ad adeguare gli interventi agevolativi alle
proprie esigenze di programmazione e sviluppo;
Sentito il parere del Comitato per l’imprenditoria femminile
espresso nelle riunioni del 28 luglio e del 17 novembre 2005;
Decreta:

Art. 1.
L’accesso alle agevolazioni in favore dell’imprenditoria femminile
di cui all’art. 2, comma 1, lettera a) del decreto del Presidente
della Repubblica 28 luglio 2000, n. 314, e’ consentito ai progetti
che prevedano un investimento complessivo ammissibile non inferiore a
60.000 euro e non superiore a 400.000 euro.

Art. 2.
Ai fini della formazione delle graduatorie delle domande
ammissibili alle agevolazioni di cui alla legge 25 febbraio 1992, n.
215, per la determinazione del punteggio da attribuire a ciascuna
iniziativa, i criteri di priorita’, validi su tutto il territorio
nazionale, sono i seguenti:
1° CRITERIO – NUOVI OCCUPATI RISPETTO AGLI INVESTIMENTI AMMESSI.

Il valore assunto dal criterio e’ dato dal rapporto tra il numero
degli occupati attivati dal programma e l’importo dell’investimento
complessivamente ritenuto ammissibile ad agevolazione. Il numero
degli occupati e’ costituito dalle unita’ aggiuntive attivate
nell’anno a regime rispetto alle unita’ preesistenti. A tal fine sono
considerati occupati i dipendenti assunti a tempo determinato e
indeterminato, iscritti nel libro matricola, calcolati in termini di
unita-lavorative-anno (ULA); sono inoltre considerati occupati i soci
lavoratori delle societa’ cooperative di produzione e lavoro e i
collaboratori familiari di cui all’art. 230-bis del codice civile,
iscritti negli elenchi previdenziali.
2° CRITERIO – NUOVA OCCUPAZIONE FEMMINILE RISPETTO AGLI INVESTIMENTI
AMMESSI.

Il valore assunto dal criterio e’ dato dal rapporto tra il numero
delle occupate donne attivate dal programma e l’importo
dell’investimento complessivamente ritenuto ammissibile ad
agevolazione. Per il calcolo delle nuove occupate si applicano le
disposizioni dettate al punto precedente in relazione al primo
criterio di priorita’.
3° CRITERIO – NUOVI INVESTIMENTI RISPETTO AGLI INVESTIMENTI TOTALI.

Il valore assunto dal criterio e’ dato dal rapporto tra il valore
dei nuovi investimenti previsti dal programma e ammessi ad
agevolazione e gli investimenti totali, intesi come valore
complessivo risultante dalla somma degli investimenti nuovi e di
quelli preesistenti.
L’ammontare degli investimenti totali e’ cosi’ determinato:
a) nelle iniziative di avvio di attivita’ esso e’ pari ai nuovi
investimenti ammessi;
b) nelle iniziative di acquisto di attivita’ preesistente esso e’
pari alla somma dei nuovi investimenti ammessi e del costo ammesso
relativo all’acquisto dell’attivita’;
c) nei progetti innovativi esso e’ pari alla somma dei nuovi
investimenti ammessi e dell’investimento netto preesistente al
programma, inteso come totale delle immobilizzazioni materiali al
netto delle quote di ammortamento.
4° CRITERIO – PARTECIPAZIONE FEMMINILE ALL’IMPRESA.

Il criterio opera nel caso in cui l’impresa richiedente sia a
totale partecipazione femminile, attribuendo al valore assunto da
ciascuno dei precedenti tre criteri e dagli eventuali criteri di
priorita’ individuati dalle regioni una maggiorazione pari al 10% del
valore stesso. A tal fine si intendono a totale partecipazione
femminile:
le societa’ di persone e le cooperative le cui socie siano tutte
donne;
le societa’ di capitali in cui il 100% delle quote sia detenuto
da donne e l’organo di amministrazione sia composto esclusivamente da
donne.
Non sono considerate imprese «a totale partecipazione femminile» le
ditte individuali e le societa’ a responsabilita’ limitata
unipersonali.
5° CRITERIO – CERTIFICAZIONI AMBIENTALI E/O DI QUALITA’ ED INIZIATIVE
DI CONCI-LIAZIONE.

Il criterio opera quando ricorrono, disgiuntamente o
congiuntamente, i seguenti casi:
a) l’impresa richiedente ha aderito a sistemi riconosciuti di
certificazione di qualita’ e/o ambientale, ovvero assume l’impegno di
aderire ad uno dei predetti sistemi entro l’anno a regime. A tal fine
vengono considerati i sistemi di certificazione della serie UNI EN
ISO9000, EMAS, UNI EN ISO14000 e ECOLABEL, le certificazioni di
qualita’ del prodotto rilasciate da organismi accreditati dal sistema
SINCERT, le attestazioni di specificita’ dei prodotti agricoli e
alimentari DOP, IGP, AS, IGT, DOC e DOCG, nonche’ l’iscrizione
dell’impresa richiedente nell’elenco nazionale degli operatori
dell’agricoltura biologica di cui all’art. 9 del decreto legislativo
n. 220 del 17 marzo 1995;
b) l’impresa ha attuato progetti volti all’introduzione di forme
di flessibilita’, di cui all’art. 9 della legge 8 marzo 2000, n. 53,
finalizzate a conciliare tempo di vita e di lavoro che, alla data di
presentazione della domanda, siano stati ammessi ai benefici previsti
dall’art. 9 della stessa legge.
Il criterio opera attribuendo al valore assunto da ciascuno dei
primi tre criteri e dagli eventuali criteri di priorita’ individuati
dalle regioni una maggiorazione pari al 5% del valore stesso.

Art. 3.
Il valore dei singoli criteri e’ determinato, per ciascuna
iniziativa, sulla base dei dati di progetto e delle dichiarazioni
ricavati dalla domanda di agevolazione.

Art. 4.
Il punteggio complessivo che determina la posizione in graduatoria
di ciascuna iniziativa e’ ottenuto sommando i valori normalizzati dei
primi tre criteri indicati all’art. 2 e dei criteri regionali
eventualmente individuati, comprensivi, qualora ne ricorrano le
condizioni, delle maggiorazioni previste dal medesimo art. 2 per il
4° e 5° criterio. Il valore normalizzato sia del 1° che del 2°
criterio di cui all’art. 2 e’ moltiplicato per 0,30.

Art. 5.
Il valore di ciascun criterio risultante a consuntivo puo’ subire
scostamenti in diminuzione, rispetto ai valori posti a base per la
formazione delle graduatoria, non superiori a 30 punti percentuali,
mentre la media degli scostamenti in diminuzione dei criteri
interessati non puo’ superare i 20 punti percentuali.
Il superamento dei predetti limiti di scostamento determina la
revoca delle agevolazioni, ai sensi dell’art. 20, comma 1, lettera d)
del decreto del Presidente della Repubblica 28 luglio 2000, n. 314.
Qualora vengano meno gli elementi che hanno determinato le
maggiorazioni percentuali previs…

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