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MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE – DECRETO 12 dicembre 2005

MINISTERO DELLE ATTIVITA' PRODUTTIVE - DECRETO 12 dicembre 2005 - Aggiornamento della procedura di emergenza per far fronte alla mancanza di copertura del fabbisogno di gas naturale, in caso di eventi climatici sfavorevoli. (GU n. 297 del 22-12-2005)

MINISTERO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

DECRETO 12 dicembre 2005

Aggiornamento della procedura di emergenza per far fronte alla
mancanza di copertura del fabbisogno di gas naturale, in caso di
eventi climatici sfavorevoli.

IL MINISTRO DELLE ATTIVITA’ PRODUTTIVE

Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164, di «attuazione
della direttiva n. 98/30/CE recante norme comuni per il mercato
interno del gas naturale, emanato ai sensi dell’art. 41 della legge
17 maggio 1999, n. 144, e in particolare:
l’art. 8, comma 7, che stabilisce che, con decreto del Ministro
dell’industria, del commercio e dell’artigianato, ora Ministro delle
attivita’ produttive, sono stabilite regole per il dispacciamento in
condizioni d’emergenza e definiti gli obblighi di sicurezza del
sistema nazionale del gas naturale;
l’art. 28, comma 2, che stabilisce che il Ministero delle
attivita’ produttive provvede alla sicurezza, all’economicita’ ed
alla programmazione a lungo termine del sistema nazionale del gas, e
persegue tali obiettivi anche mediante specifici indirizzi con le
finalita’ di salvaguardare la continuita’ e la sicurezza degli
approvvigionamenti, il funzionamento coordinato del sistema degli
stoccaggi, e di ridurre la vulnerabilita’ del sistema nazionale del
gas;
l’art. 28, comma 3, che stabilisce che, in caso di crisi del
mercato dell’energia o di gravi rischi per la sicurezza della
collettivita’, dell’integrita’ delle apparecchiature e degli impianti
di utilizzazione del gas naturale, il Ministero delle attivita’
produttive puo’ adottare le necessarie misure temporanee di
salvaguardia;
Visto il decreto del Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato del 26 settembre 2001, pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana del 9 ottobre 2001, n. 235, con
cui e’ stato tra l’altro istituito il Comitato tecnico di emergenza e
monitoraggio del sistema nazionale del gas naturale, di seguito
denominato il Comitato, al fine di formulare proposte per la
definizione delle possibili situazioni di emergenza, di individuare
gli strumenti d’intervento in caso di emergenza, di formulare
proposte per la definizione delle procedure e della tempistica per
l’attivazione di tali strumenti, nonche’ di effettuare periodicamente
il monitoraggio del funzionamento del sistema nazionale del gas
naturale, in relazione alle situazioni di emergenza;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
11 maggio 2004, contenente criteri, modalita’ e condizioni per
l’unificazione della proprieta’ e della gestione della rete elettrica
nazionale di trasmissione;
Vista la Procedura di emergenza climatica, approvata con decreto
del Ministro delle attivita’ produttive del 25 giugno 2004;
Visto il decreto del Ministro delle attivita’ produttive
15 dicembre 2004, ed i successivi decreti 26 luglio 2005 e 5 ottobre
2005, con cui sono stati nominati i membri del Comitato attualmente
in carica;
Visto il decreto 7 luglio 2005 del Direttore generale per l’energia
e le risorse minerarie del Ministero delle attivita’ produttive di
istituzione della Commissione di verifica e segnalazione del sistema
del gas naturale, finalizzata alla individuazione di proposte
migliorative da introdurre per evitare il ripetersi delle situazioni
di criticita’ del sistema del gas naturale quali quelle verificatesi
nel trascorso ciclo termico invernale 2004/2005;
Visto il rapporto finale della Commissione di verifica e
segnalazione di cui sopra;
Considerato che, a seguito di condizioni climatiche sfavorevoli
durante il periodo di punta invernale si potrebbero verificare
problemi di copertura del fabbisogno del gas naturale;
Considerata la necessita’ di definire il ruolo, i compiti e le
responsabilita’ delle imprese di gas naturale che gestiscono impianti
del sistema nazionale del gas naturale e degli utenti del sistema del
gas naturale coinvolti nella gestione delle situazioni di emergenza;
Considerati gli esiti dell’emergenza climatica del ciclo termico
invernale 2004/2005 che ha comportato il ricorso allo stoccaggio
strategico;
Considerato il parere conforme del Comitato, formulato ai sensi
dell’art. 8, comma 2, del decreto ministeriale 26 settembre 2001
sopra citato;
Ritenuto di dovere garantire, a seguito di condizioni climatiche
sfavorevoli durante ciascun anno termico, la copertura del fabbisogno
previsto, riducendo al minimo i disagi conseguenti sui clienti finali
con consumi inferiori a 200.000 Smc/anno;
Ritenuto necessario aggiornare la «Procedura di emergenza
climatica» per adattarla all’esperienza maturata durante il trascorso
ciclo termico invernale 2004/2005;
Ritenuto di emanare un provvedimento ai fini della gestione di
eventuali situazioni di emergenza del sistema nazionale del gas
naturale, causate da condizioni climatiche sfavorevoli;
Decreta:
Art. 1.
Procedura di emergenza per fronteggiare eventi climatici sfavorevoli
1. E’ approvato l’aggiornamento della «procedura di emergenza per
far fronte alla mancanza di copertura del fabbisogno di gas naturale
in caso di eventi climatici sfavorevoli» dicembre 2005 (nel seguito
denominata la Procedura di emergenza climatica) riportata in allegato
che costituisce parte integrante e sostanziale del presente decreto.
2. La Procedura di emergenza climatica definisce la sequenza
logico-temporale degli interventi ed individua le imprese del gas
naturale e gli operatori del settore del gas naturale e dell’energia
elettrica responsabili della sua attuazione, per far fronte a
situazioni d’emergenza, nel bilanciamento complessivo del sistema
nazionale del gas naturale, che possono verificarsi a causa di
condizioni climatiche sfavorevoli.
3. Per quanto non diversamente specificato valgono le definizioni
di cui all’art. 2 del decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164.

Art. 2.
Ruoli e compiti
1. I soggetti individuati nella procedura di emergenza climatica
hanno l’obbligo di contribuire, ciascuno nel proprio ruolo e secondo
le modalita’ ed i tempi previsti nella procedura stessa,
all’obiettivo della sicurezza del sistema nazionale del gas naturale,
facendo riferimento al Comitato ed all’impresa maggiore di trasporto,
definita dalla deliberazione 30 maggio 2001, n. 120/01,
dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas, nei casi indicati
dalla procedura stessa.
2. Le imprese di trasporto e le imprese di stoccaggio sono
responsabili dell’attuazione della Procedura di emergenza climatica e
di quanto stabilito nel decreto ministeriale 26 settembre 2001, e in
particolare degli interventi di monitoraggio e di quelli direttamente
operativi loro assegnati dalla procedura stessa.
3. Le imprese di trasporto assicurano il bilanciamento fisico della
rete di trasporto, rendendo accessibili le capacita’ di trasporto
disponibili per fare fronte alle situazioni di emergenza di cui al
presente decreto. Gli utenti hanno la responsabilita’ di rendere
disponibile nei punti di entrata della rete nazionale dei gasdotti i
volumi di gas necessari in funzione del prelievo ai punti di
riconsegna, nonche’ di assicurare l’applicazione della procedura per
l’eventuale riduzione o interruzione della fornitura di gas ai
rispettivi clienti finali.
4. Tenuto conto dell’entita’ dei consumi di gas naturale, previsti
in progressivo aumento nei prossimi anni per il settore
termoelettrico, i produttori d’energia elettrica mediante impianti
che utilizzano gas naturale, forniscono al Comitato ed all’impresa
maggiore di trasporto, tramite la societa’ Terna S.p.a., i dati e le
informazioni previsti nella Procedura di emergenza climatica, al fine
di permettere, durante le situazioni di emergenza, una gestione
razionale e tempestiva delle risorse di gas naturale, secondo le
priorita’ ed i tempi stabiliti nella procedura stessa.
5. Nel periodo successivo alla chiusura dell’emergenza, ciascun
soggetto coinvolto elabora un rapporto riepilogativo delle azioni
svolte e delle eventuali difficolta’ incontrate e lo invia alla
Direzione generale per l’energia e le risorse minerarie del Ministero
delle attivita’ produttive, che lo sottopone al Comitato al fine del
monitoraggio dello sviluppo e della gestione dell’intera fase di
emergenza, del conseguente aggiornamento della Procedura di emergenza
climatica e dell’individuazione di interventi, anche di tipo
normativo, che possano eliminare o ridurre le conseguenze negative
dei problemi eventualmente riscontrati.

Art. 3.
Responsabilita’
1. Le imprese di trasporto e le imprese di stoccaggio, qualora
abbiano operato nel rispetto delle regole descritte nella procedura
approvata dal presente decreto, non sono tenute a corrispondere agli
utenti che usufruiscono dei servizi di trasporto e di stoccaggio
alcuna penale o risarcimento ne’ per inadempienze contrattuali
direttamente o indirettamente connesse al verificarsi della
situazione di emergenza, ne’ per i danni che gli utenti stessi
dovessero subire in conseguenza di tali inadempienze, ai sensi di
quanto stabilito dall’art. 9, comma 4, del decreto ministeriale del
26 settembre 2001. Nessuna responsabilita’ viene attribuita alle
stesse imprese per eventuali danni subiti dai …

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