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MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI – DECRETO 22 settembre 2005

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI - DECRETO 22 settembre 2005 - Modifiche al decreto ministeriale 15 marzo 2001, recante: «Disciplina delle modalita' di presentazione, valutazione e finanziamento dei progetti di azione positiva per la parita' uomo-donna nel lavoro, di cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125». (GU n. 296 del 21-12-2005)

MINISTERO DEL LAVORO E DELLE POLITICHE SOCIALI

DECRETO 22 settembre 2005

Modifiche al decreto ministeriale 15 marzo 2001, recante: «Disciplina
delle modalita’ di presentazione, valutazione e finanziamento dei
progetti di azione positiva per la parita’ uomo-donna nel lavoro, di
cui alla legge 10 aprile 1991, n. 125».

IL MINISTRO DEL LAVORO
E DELLE POLITICHE SOCIALI
di concerto con
IL MINISTRO DELL’ECONOMIA
E DELLE FINANZE
e
IL MINISTRO PER LE PARI OPPORTUNITA’

Vista la legge 10 aprile 1991, n. 125, e successive modificazioni,
recante «Azioni positive per la realizzazione della parita’
uomo-donna nel lavoro»;
Visto il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 196, recante
«Disciplina dell’attivita’ delle consigliere e dei consiglieri di
parita’ e disposizioni in materia di azioni positive, a norma
dell’art. 47 della legge 17 maggio 1999, n. 144»;
Visto il decreto del Ministro del lavoro e della previdenza
sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e il Ministro per le pari opportunita’, del
15 marzo 2001, recante «Disciplina delle modalita’ di presentazione,
valutazione e finanziamento dei progetti di azione positiva per la
parita’ uomo-donna nel lavoro di cui alla legge 10 aprile 1991, n.
125», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 9 giugno 2001, n. 132;
Visto, in particolare, l’art. 1 del citato decreto
interministeriale, che, nel disciplinare i requisiti del soggetto
richiedente, al comma 3 prevede che la documentazione ivi prevista
vada allegata alla domanda di ammissione al beneficio, a pena di
improcedibilita’ dichiarata d’ufficio;
Considerato che detto articolo si pone in contrasto con il comma 2
dell’art. 18 della legge 7 agosto 1990, n. 241, gia’ nella sua prima
versione, il quale prevedeva che, qualora l’interessato dichiari che
fatti, stati e qualita’ sono attestati in documenti gia’ in possesso
della stessa amministrazione procedente o di altra pubblica
amministrazione, il responsabile del procedimento provvede d’ufficio
all’acquisizione dei documenti stessi o di copia di essi;
Considerato, altresi’, che il comma 1 dell’art. 43 del decreto del
Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, ha precisato
ulteriormente che le amministrazioni pubbliche e i gestori di
pubblici servizi non possono richiedere atti o certificati
concernenti stati, qualita’ personali e fatti che risultino elencati
all’art. 46 del medesimo decreto, che siano attestati in documenti
gia’ in loro possesso o che comunque esse stesse siano tenute a
certificare e che, in luogo di tali atti o certificati, le
amministrazioni pubbliche e i gestori di pubblici servizi sono tenuti
ad acquisire d’ufficio le relative informazioni, previa indicazione,
da parte dell’interessato, dell’amministrazione competente e degli
elementi indispensabili per il reperimento delle informazioni o dei
dati richiesti, ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva
prodotta dall’interessato;
Considerato, infine, che il contenuto delle predette disposizioni
e’ stato ribadito dal comma 2 dell’art. 18 della citata legge n. 241
del 1990, come sostituito dall’art. 3, comma 6-octies, del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito in legge, con
modificazioni, dall’art. 1 della legge 14 maggio 2005, n. 80, il
quale prevede che i documenti attestanti atti, fatti, qualita’ e
stati soggettivi, necessari per l’istruttoria del procedimento, sono
acquisiti d’ufficio quando sono in possesso dell’amministrazione
procedente, ovvero sono detenuti, istituzionalmente, da altre
pubbliche amministrazioni e che l’amministrazione procedente puo’
richiedere agli interessati i soli elementi necessari per la ricerca
dei documenti;
Ritenuto, pertanto, che l’art. 1 del citato decreto
interministeriale e’ illegittimo nella parte in cui stabilisce che la
documentazione ivi prevista vada allegata alla domanda di ammissione
al beneficio, a pena di improcedibilita’ dichiarata d’ufficio;
Ritenuto che sussiste l’interesse pubblico ad intervenire in via di
autotutela al fine di evitare che sicure controversie sulla
questione, il cui esito e’ prevedibile sia contrario
all’amministrazione procedente, comportino un rallentamento delle
procedure di finanziamento;
Acquisite le indicazioni del Comitato nazionale per l’attuazione
dei principi di parita’ di trattamento ed uguaglianza di opportunita’
tra lavoratori e lavoratrici di cui alla legge n. 125 del 1991, e
successive modificazioni, nella riunione del 20 giugno 2005;
Decreta:
Art. 1.
1. Al comma 3 dell’art. 1 del decreto del Ministro del lavoro e
della previdenza sociale, di concerto con il Ministro del tesoro, del
bilancio e della programmazione economica e il Ministro per le pari
opportunita’, del 15 marzo 2001, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
9 giugno 2001, n. 132, dopo la parola: «d’ufficio» sono aggiunte le
seguenti: «, ad eccezione della documentazione gia’ in possesso
dell’amministrazione procedente, ovvero detenuta istituzionalmente da
altre pubbliche amministrazioni, per la quale si applicano il comma 1
dell’art. 43 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre
2000, n. 445 e il comma 2 dell’art. 18 della legge 7 agosto 1990, n.
241, e successive modificazioni».
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana, previa registrazione della Corte dei conti.
Roma, 22 settembre 2005

Il Ministro del lavoro
e delle politiche sociali
Maroni

Il Ministro dell’economia
e delle finanze
Siniscalco

Il Ministro
per le pari opportunita’
Prestigiacomo

Registrato alla Corte dei conti l’8 novembre 2005
Ufficio di controllo preventivo sui Ministeri dei servizi alla
persona e dei beni culturali, registro n. 5, foglio n. 387

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