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MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI - CIRCOLARE 27 maggio 2003: Circolare applicativa della legge 21 marzo 2001, n. 84, recante criteri e modalita' per la concessione di finanziamenti per la realizzazione delle attivita' di cui art. 4, comma 2, della legge 21 marzo 2001, n. 84, a valere sulle disponibilita' del Fondo per la partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione e allo sviluppo dei Balcani di cui all'art. 3, comma 1, della legge n. 84 del 2001, affidate alla gestione del Ministero degli affari esteri. (GU n. 227 del 30-9-2003)

MINISTERO DEGLI AFFARI ESTERI

CIRCOLARE 27 maggio 2003

Circolare applicativa della legge 21 marzo 2001, n. 84, recante
criteri e modalita’ per la concessione di finanziamenti per la
realizzazione delle attivita’ di cui art. 4, comma 2, della legge
21 marzo 2001, n. 84, a valere sulle disponibilita’ del Fondo per la
partecipazione italiana alla stabilizzazione, alla ricostruzione e
allo sviluppo dei Balcani di cui all’art. 3, comma 1, della legge n.
84 del 2001, affidate alla gestione del Ministero degli affari
esteri.

Art. 1.
Soggetti
1. I finanziamenti sono concessi a fronte delle attivita’ miranti
alla stabilizzazione, ricostruzione e allo sviluppo dei Balcani di
cui alla legge n. 84 del 2001 a favore di:
organizzazioni internazionali ed organismi istituiti per
l’esecuzione di intese o di accordi raggiunti in sede internazionale;
enti italiani pubblici e privati senza scopo di lucro.

Art. 2.
Concessione di finanziamenti
1. I finanziamenti possono essere concessi a fronte delle attivita’
miranti alla stabilizzazione, ricostruzione e allo sviluppo dei
Balcani di cui alla legge n. 84 del 2001, nel rispetto delle
priorita’ settoriali definite dal Comitato dei Ministri sulla base
dell’art. 1, comma 3, lettera a) della legge n. 84 del 2001.

Art. 3.
Paesi destinatari dell’intervento
1. I Paesi destinatari degli interventi sono indicati, ai sensi
dell’art. 1, comma 3, lettera a) delle legge n. 84 del 2001, dal
Comitato dei Ministri.

Art. 4.
Domanda di ammissione al finanziamento ministeriale
1. La domanda di ammissione al finanziamento ministeriale e’
presentata in duplice copia al Ministero degli affari esteri,
Direzione generale per i Paesi dell’Europa, entro la data stabilita
ogni anno.
2. La domanda contiene:
a) la richiesta di finanziamento per la realizzazione
dell’attivita’ dettagliata nel progetto;
b) l’impegno del richiedente a comunicare al Ministero degli
affari esteri, successivamente all’approvazione del progetto, il
numero di un apposito conto corrente sul quale e’ effettuato il
versamento del finanziamento concesso.
3. Alla domanda sono allegati:
a) il modulo di presentazione del progetto, compilato in tutte le
sue parti, contenente gli elementi necessari alla valutazione della
proposta;
b) l’atto costitutivo e lo statuto.
c) per gli enti pubblici e privati italiani, una dichiarazione
resa ai sensi dell’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica
20 ottobre 1998, n. 403, attestante il nominativo e la qualifica del
legale rappresentante del soggetto proponente nonche’ l’assenza di
condanne penali e di procedimenti penali in corso a carico del legale
rappresentante e degli eventuali patners.

Art. 5.
Procedura di approvazione delle domande
1. Il Ministero degli affari esteri verifica la regolarita’ formale
delle domande e della documentazione allegata. A tal fine richiede,
ove necessario, chiarimenti e documentazione integrativa agli
interessati.
2. Il Ministero degli affari esteri presenta una proposta motivata
all’Unita’ tecnico operativa per i Balcani (UTOB) circa i progetti
selezionati, al fine della loro ammissibilita’ al finanziamento per
la quota del Fondo di cui all’art. 3 delle legge n. 84 del 2001
affidata alla gestione del Ministero degli affari esteri. La proposta
verra’ corredata da un parere tecnico-economico reso dai consulenti
di cui il Ministero degli affari esteri si avvale ai sensi della
legge n. 84 del 2001.

Art. 6.
Modalita’ di erogazione del finanziamento
per le organizzazioni internazionali
1. Nel caso di organizzazioni internazionali, il contributo viene
erogato in un’unica soluzione, previa presentazione di idonea
documentazione attestante l’avvenuto inizio delle attivita’. Al
termine dell’intervento l’organizzazione presenta, entro tre mesi
dalla dichiarazione di conclusione del progetto, rilasciata dal suo
legale rappresentante, una relazione con il rendiconto delle spese
sostenute.

Art. 7.
Modalita’ di erogazione del finanziamento
per gli enti pubblici e privati
2. Nel caso di enti italiani pubblici e privati senza scopo di
lucro, il finanziamento e’ erogato interamente al termine delle
attivita’ previste dal progetto su presentazione del rendiconto
finale delle spese. Il rendiconto relativo alle spese sostenute e’
inviato al Ministero degli affari esteri entro tre mesi dalla data di
conclusione del progetto.
3. Le tipologie di spese ammissibili possono riguardare
esclusivamente le spese congruite, direttamente inerenti il progetto.
Per quanto riguarda le spese generali esse sono ammissibili nella
misura forfettaria non superiore al tre per cento. L’imposta sul
valore aggiunto (o imposta equivalente vigente nel paese estero) e’
ammessa al rimborso per la quota che rappresenta un costo per l’ente
esecutore, tranne i casi in cui l’ente ne sia esente.
4. Non sono ammesse: spese per l’ammortamento, spese per interessi
passivi e per fidejussioni, spese di rappresentanza, fondi destinati
ai soggetti partecipanti ai corsi di formazione se aggiuntivi al
rimborso spese per soggiorno, borse di studio, spese preparatorie del
progetto.
5. Su richiesta del beneficiario, il finanziamento puo’ essere
erogato in due «tranches», la prima delle quali potra’ essere erogata
anticipatamente fino ad un massimo del settanta per cento del costo
del progetto cosi’ come congruito – previa presentazione di apposita
garanzia fideiussoria bancaria o assicurativa (con compagnia
assicurativa abilitata ad assicurare i crediti nei confronti della
pubblica amministrazione ai sensi della normativa vigente) a carico
dell’ente pubblico o privato senza scopo di lucro nonche’ di idonea
documentazione attestante l’avvenuto inizio dei lavori – e la seconda
a saldo al termine del progetto medesimo, su presentazione ed
approvazione del rendiconto finale delle spese, che e’ inviato entro
tre mesi dalla dichiarazione di conclusione del progetto rilasciata
dal suo legale rappresentante.

Art. 8.
Controllo
1. Sia in corso di esecuzione che al termine delle attivita’
previste dal progetto il Ministero degli affari esteri puo’ disporre
azioni di controllo sulla sua corretta esecuzione. A tal fine, l’ente
e’ tenuto a presentare al Ministero degli affari esteri una relazione
semestrale sullo stato di avanzamento del progetto, fino al termine
delle attivita’ previste dallo stesso.

Art. 9.
Comunicazione fra il Ministero degli affari
esteri e gli enti esecutori del progetto
1. Il Ministero degli affari esteri invia all’ente esecutore del
progetto comunicazione dell’avvenuta approvazione del medesimo,
nonche’ delle modalita’ di erogazione e liquidazione del
finanziamento accordato e della specifica procedura amministrativa da
seguire.
2. La sopra citata comunicazione e’ controfirmata per accettazione
dal legale rappresentante dell’ente, che comunichera’ altresi’ –
nell’osservanza dei termini fissati dalla legge 7 agosto 1990, n. 241
– la data di inizio delle attivita’ progettuali, che dovranno
comunque avvenire entro un mese dalla comunicazione inviata al
Ministero degli affari esteri.
Roma, 27 maggio 2003
Il direttore generale
per gli affari amministrativi
di bilancio e il patrimonio
Di Giovanni

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