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LEGGE 23 dicembre 2009, n. 192 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2010

LEGGE 23 dicembre 2009, n. 192 - Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2010 e bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012. (09G0203) (GU n. 302 del 30-12-2009 - Suppl. Ordinario n.244) - note: Entrata in vigore del provvedimento: 14/01/2010

LEGGE 23 dicembre 2009 , n. 192

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2010 e
bilancio pluriennale per il triennio 2010-2012. (09G0203)

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
Art. 1.
(Stato di previsione dell’entrata
e disposizioni relative)

1. L’ammontare delle entrate previste per l’anno finanziario
2010, relative a imposte, tasse, contributi di ogni specie e ogni
altro provento, accertate, riscosse e versate nelle casse dello
Stato, in virtu’ di leggi, decreti, regolamenti e di ogni altro
titolo, risulta dall’annesso stato di previsione dell’entrata
(Tabella n. 1).

Avvertenza:
Il testo nelle note qui pubblicato e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia, ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28
dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano inviariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.
– Per le direttive CEE vengono forniti gli estremi di
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunita’
europee (GUCE).

Art. 2.
(Stato di previsione del Ministero dell’economia
e delle finanze e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2010,
in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 2).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle
varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per
l’anno finanziario 2010, nell’ambito della missione «fondi da
ripartire», programma «fondi da assegnare», nonche’ nell’ambito della
missione «diritti sociali, politiche sociali e famiglia», programma
«protezione sociale per particolari categorie». Il Ministro
dell’economia e delle finanze e’, altresi’, autorizzato ad apportare,
con propri decreti, ai bilanci delle aziende autonome le variazioni
connesse con le ripartizioni di cui al presente comma.
3. L’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e
all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per
regolazioni debitorie, e’ stabilito in 69.000 milioni di euro.
4. I limiti di cui all’articolo 6, comma 9, del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, concernente gli impegni assumibili dalla SACE
Spa – Servizi assicurativi del commercio estero, sono fissati per
l’anno finanziario 2010, rispettivamente, in 14.000 milioni di euro
per le garanzie di durata sino a ventiquattro mesi e in 8.000 milioni
di euro per le garanzie di durata superiore a ventiquattro mesi.
5. La SACE Spa e’ altresi’ autorizzata, per l’anno finanziario
2010, a rilasciare garanzie e coperture assicurative relativamente
alle attivita’ di cui all’articolo 11-quinquies, comma 4, del
decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35, convertito, con modificazioni,
dalla legge 14 maggio 2005, n. 80, entro una quota massima del 30 per
cento di ciascuno dei limiti indicati al comma 4 del presente
articolo.
6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, al trasferimento ad altre unita’
previsionali di base dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2010 delle somme
iscritte, per competenza e cassa, nell’unita’ previsionale di base
«oneri del debito pubblico» del programma «oneri per il servizio del
debito statale», nell’ambito della missione «debito pubblico» del
medesimo stato di previsione, in relazione agli oneri connessi alle
operazioni di ricorso al mercato.
7. Gli importi dei fondi previsti dagli articoli 7, 8, 9 e 9-bis
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni,
inseriti nelle unita’ previsionali di base «oneri comuni di parte
corrente» e «oneri comuni di conto capitale» del programma «fondi di
riserva e speciali», nell’ambito della missione «fondi da ripartire»
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze, sono stabiliti, rispettivamente, in 1.000 milioni di euro,
1.200 milioni di euro, 1.500 milioni di euro, 808.422.983 euro e
15.000 milioni di euro.
8. Per gli effetti di cui all’articolo 7 della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese
obbligatorie e d’ordine quelle descritte nell’elenco n. 1, annesso
allo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
9. Con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, da
emanare in applicazione del disposto dell’articolo 12, commi primo e
secondo, della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono iscritte,
nell’ambito delle pertinenti unita’ previsionali di base delle
amministrazioni interessate, le spese descritte, rispettivamente,
negli elenchi nn. 2 e 3, annessi allo stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze.
10. Le spese per le quali puo’ esercitarsi la facolta’ prevista
dall’articolo 9 della legge 5 agosto 1978, n. 468, sono indicate
nell’elenco n. 4, annesso allo stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze.
11. Gli importi di compensazione monetaria riscossi negli scambi
fra gli Stati membri dell’Unione europea sono versati nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base «accisa e imposta erariale su altri
prodotti» (entrate derivanti dall’attivita’ di accertamento e
controllo) dello stato di previsione dell’entrata.
Corrispondentemente la spesa per contributi da corrispondere
all’Unione europea in applicazione del regime delle «risorse proprie»
(decisione 2000/597/CE/Euratom del Consiglio, del 29 settembre 2000,
e decisione 2007/436/CE/Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007)
nonche’ per importi di compensazione monetaria e’ imputata
nell’unita’ previsionale di base «interventi» del programma
«partecipazione italiana alle politiche di bilancio in ambito UE»,
nell’ambito della missione «l’Italia in Europa e nel mondo» dello
stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per
l’anno finanziario 2010, sul conto di tesoreria denominato:
«Ministero del tesoro – FEOGA, Sezione garanzia».
12. Gli importi di compensazione monetaria accertati nei mesi di
novembre e dicembre 2009 sono riferiti alla competenza dell’anno 2010
ai fini della correlativa spesa da imputare nell’ambito dell’unita’
previsionale di base, di cui al comma 11, dello stato di previsione
del Ministero dell’economia e delle finanze.
13. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2010, nelle
pertinenti unita’ previsionali di base relative ai seguenti fondi da
ripartire, non utilizzate al termine dell’esercizio, sono conservate
nel conto dei residui per essere utilizzate nell’esercizio
successivo: Fondo da ripartire per l’attuazione dei contratti e Fondo
da ripartire per fronteggiare le spese derivanti dalle eventuali
assunzioni di personale a tempo indeterminato per le Amministrazioni
dello Stato da autorizzare in deroga al divieto di assunzione; Fondo
occorrente per l’attuazione dell’ordinamento regionale delle regioni
a statuto speciale; Fondo da ripartire per il funzionamento del
Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale. Il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire tra le
pertinenti unita’ previsionali di base delle amministrazioni
interessate, con propri decreti, le somme conservate nel conto dei
residui dei predetti Fondi.
14. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 48 della legge 20
maggio 1985, n. 222, l’utilizzazione dello stanziamento concernente
1’8 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche di
pertinenza dello Stato, di cui all’unita’ previsionale di base
«interventi» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della
missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2010, e’
stabilita con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da
emanare entro trenta giorni dalla richiesta di parere alle competenti
Commissioni parlamentari. Il Ministro dell’economia e delle finanze
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni di bilancio.
15. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione all’unita’
previsionale di base «rimborso del debito pubblico» del programma
«rimborsi del debito statale», nell’ambito della missione «debito
pubblico» dello stato di previsione del Ministero dell’economia e
delle finanze per l’anno finanziario 2010, delle somme affluite
all’entrata del bilancio dello Stato per essere destinate ad
alimentare il fondo per l’ammortamento dei titoli di Stato.
16. Ai fini della compensazione sui fondi erogati per la
mobilita’ sanitaria in attuazione dell’articolo 12, comma 3, lettera
b), del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato a provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione
all’unita’ previsionale di base «interventi» del programma «concorso
dello Stato al finanziamento della spesa sanitaria», nell’ambito
della missione «relazioni finanziarie con le autonomie territoriali»
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze
per l’anno finanziario 2010, delle somme versate all’entrata del
bilancio dello Stato dalle regioni e dalle province autonome di
Trento e di Bolzano.
17. Le somme dovute dagli istituti di credito ai sensi
dell’articolo 5 della legge 7 marzo 2001, n. 62, sono versate
nell’ambito della unita’ previsionale di base «restituzione,
rimborsi, recuperi e concorsi vari» (altre entrate) dello stato di
previsione dell’entrata (cap. 3689), per essere correlativamente
iscritte, in termini di competenza e cassa, con decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze, nell’unita’ previsionale di base
«oneri comuni di parte corrente» del programma «sostegno
all’editoria», nell’ambito della missione «comunicazioni» dello stato
di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze.
18. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nell’unita’
previsionale di base «oneri comuni di parte corrente» del programma
«promozione dei diritti e delle pari opportunita’», nell’ambito della
missione «diritti sociali, politiche sociali e famiglia» dello stato
di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno
finanziario 2010, delle somme affluite all’entrata del bilancio dello
Stato per contributi destinati dall’Unione europea alle attivita’
poste in essere dalla Commissione nazionale per le pari opportunita’
tra uomo e donna in accordo con l’Unione europea.
19. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, al trasferimento delle somme
occorrenti per l’effettuazione delle elezioni politiche,
amministrative e del Parlamento europeo e per l’attuazione dei
referendum dall’unita’ previsionale di base «oneri comuni di parte
corrente» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della
missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze per l’anno finanziario 2010, alle
competenti unita’ previsionali di base degli stati di previsione del
medesimo Ministero dell’economia e delle finanze e dei Ministeri
della giustizia, degli affari esteri e dell’interno per lo stesso
anno finanziario, per l’effettuazione di spese relative a competenze
spettanti ai componenti i seggi elettorali, a nomine e notifiche dei
presidenti di seggio, a compensi per lavoro straordinario, a compensi
agli estranei all’amministrazione, a missioni, a premi, a indennita’
e competenze varie spettanti alle Forze di polizia, a trasferte e
trasporto delle Forze di polizia, a rimborsi per facilitazioni di
viaggio agli elettori, a spese di ufficio, a spese telegrafiche e
telefoniche, a fornitura di carta e stampa di schede, a manutenzione
e acquisto di materiale elettorale, a servizio automobilistico e ad
altre esigenze derivanti dall’effettuazione delle predette
consultazioni elettorali.
20. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, a trasferire, per l’anno 2010, alle
unita’ previsionali di base del titolo III (Rimborso di passivita’
finanziarie) degli stati di previsione delle amministrazioni
interessate le somme iscritte, per competenza e cassa, nell’ambito
dell’unita’ previsionale di base «rimborso del debito pubblico» del
programma «rimborsi del debito statale», nell’ambito della missione
«debito pubblico» dello stato di previsione del Ministero
dell’economia e delle finanze, in relazione agli oneri connessi alle
operazioni di rimborso anticipato o di rinegoziazione dei mutui con
onere a totale o parziale carico dello Stato.
21. Nell’elenco n. 7, annesso allo stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, sono indicate le spese per
le quali possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2010,
prelevamenti dal fondo a disposizione, di cui all’articolo 9, comma
4, della legge 1° dicembre 1986, n. 831, iscritto nelle unita’
previsionali di base «funzionamento» del programma «prevenzione e
repressione delle frodi e delle violazioni agli obblighi fiscali»,
nell’ambito della missione «politiche economico-finanziarie e di
bilancio», nonche’ del programma «concorso della Guardia di Finanza
alla sicurezza pubblica», nell’ambito della missione «ordine pubblico
e sicurezza», del medesimo stato di previsione.
22. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo della
guardia di finanza di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo
21 del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, da mantenere in
servizio nell’anno 2010, ai sensi del comma 3 del medesimo articolo
21, e’ stabilito in 70 unita’.
23. Per l’anno 2010, l’Amministrazione autonoma dei monopoli di
Stato e’ autorizzata ad accertare e riscuotere le entrate nonche’ a
impegnare e a pagare le spese in conformita’ agli stati di previsione
annessi a quello del Ministero dell’economia e delle finanze
(Appendice n. 1).
24. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
effettuare, con propri decreti, variazioni compensative, in termini
di competenza e cassa, tra lo stanziamento di bilancio relativo al
«Fondo sanitario nazionale» (cap. 2700) e quello relativo alle «Somme
da erogare alle regioni a statuto ordinario a titolo di
compartecipazione dell’IVA» (cap. 2862) dello stato di previsione del
Ministero dell’economia e delle finanze, in relazione alle
deliberazioni annuali del Comitato interministeriale per la
programmazione economica (CIPE) ai sensi dell’articolo 39, comma 1,
del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446.
25. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, le variazioni
compensative di bilancio occorrenti per trasferire, alla pertinente
unita’ previsionale di base dello stato di previsione del predetto
Ministero, i fondi per il funzionamento delle Commissioni che
gestiscono il Fondo integrativo speciale per la ricerca (FISR),
istituito in attuazione del decreto legislativo 5 giugno 1998, n.
204.
26. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
assegnare alle pertinenti unita’ previsionali di base, anche di nuova
istituzione, le somme iscritte nell’ambito dell’unita’ previsionale
di base «interventi» del programma «incentivi alle imprese»,
nell’ambito della missione «competitivita’ e sviluppo delle imprese»
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle
finanze, ai fini dell’utilizzazione dei fondi relativi al rimborso
degli oneri di servizio pubblico sostenuti dalle imprese pubbliche,
rispettivamente disciplinati dai contratti di servizio e di programma
stipulati con le amministrazioni pubbliche nonche’ per agevolazioni
concesse in applicazione di specifiche disposizioni legislative.
27. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alle variazioni di bilancio, anche
mediante riassegnazione di fondi, occorrenti in relazione alla
trasformazione della Cassa depositi e prestiti in societa’ per
azioni, prevista dall’articolo 5 del decreto-legge 30 settembre 2003,
n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n. 326, e successive modificazioni.
28. Le somme iscritte nel programma «Presidenza del Consiglio dei
Ministri» nell’ambito della missione «organi costituzionali, a
rilevanza costituzionale e Presidenza del Consiglio dei ministri»
dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze
per l’anno finanziario 2010, destinate alla costituzione di unita’
tecniche di supporto alla programmazione, alla valutazione e al
monitoraggio degli investimenti pubblici, possono essere versate
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate negli
stati di previsione delle amministrazioni interessate, in
applicazione dell’articolo 1, comma 7, della legge 17 maggio 1999, n.
144.
29. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, in termini di residui, competenza e
cassa, le variazioni compensative di bilancio occorrenti per
l’attuazione dell’articolo 127 del testo unico delle leggi in materia
di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione,
cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza, di cui
al decreto del Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni.

Note all’art. 2:
– Si riporta il testo del comma 9 dell’art. 6 del
decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269 (Disposizioni
urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione
dell’andamento dei conti pubblici), convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326:
«9. La SACE S.p.A. svolge le funzioni di cui all’art.
2, commi 1 e 2, del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
143, e successive modificazioni e integrazioni, come
definite dal CIPE ai sensi dell’art. 2, comma 3, del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 143, e successive
modificazioni e integrazioni, e dalla disciplina
dell’Unione europea in materia di assicurazione e garanzia
dei rischi non di mercato. Gli impegni assunti dalla SACE
S.p.A. nello svolgimento dell’attivita’ assicurativa di cui
al presente comma sono garantiti dallo Stato nei limiti
indicati dalla legge di approvazione del bilancio dello
Stato distintamente per le garanzie di durata inferiore e
superiore a ventiquattro mesi. Il Ministro dell’economia e
delle finanze puo’, con uno o piu’ decreti di natura non
regolamentare, da emanare di concerto con il Ministro degli
affari esteri e con il Ministro delle attivita’ produttive,
nel rispetto della disciplina dell’Unione Europea e dei
limiti fissati dalla legge di approvazione del bilancio
dello Stato, individuare le tipologie di operazioni che per
natura, caratteristiche, controparti, rischi connessi o
paesi di destinazione non beneficiano della garanzia
statale. La garanzia dello Stato resta in ogni caso ferma
per gli impegni assunti da SACE precedentemente all’entrata
in vigore dei decreti di cui sopra in relazione alle
operazioni ivi contemplate.».
– Si riporta il testo del comma 4 dell’art.
11-quinquies del decreto-legge 14 marzo 2005, n. 35
(Disposizioni urgenti nell’ambito del Piano di azione per
lo sviluppo economico, sociale e territoriale), convertito,
con modificazioni, dalla legge 14 maggio 2005, n. 80:
«4. Le garanzie e coperture assicurative di cui al
comma 2 beneficiano della garanzia dello Stato nei limiti
specifici indicati dalla legge di approvazione del bilancio
dello Stato come quota parte dei limiti ordinari indicati
distintamente per le garanzie e le coperture assicurative
di durata inferiore e superiore ai ventiquattro mesi ai
sensi dell’art. 6, comma 9, del decreto-legge 30 settembre
2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326. Per l’anno 2005 il limite specifico
di cui al presente comma e’ fissato in misura pari al 20
per cento dei limiti di cui all’art. 2, comma 4, della
legge 30 dicembre 2004, n. 312, che restano invariati.».
– Si riporta il testo degli articoli 7, 8, 9 e 9-bis
della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni (Riforma di alcune norme di contabilita’
generale dello Stato in materia di bilancio):
«Art. 7 (Fondo di riserva per le spese obbligatorie e
di ordine). – Nello stato di previsione della spesa del
Ministero del tesoro e’ istituito, nella parte corrente, un
«Fondo di riserva per le spese obbligatorie e d’ordine» le
cui dotazioni sono annualmente determinate, con apposito
articolo, dalla legge di approvazione del bilancio.
Con decreti del Ministro del tesoro, da registrarsi
alla Corte dei conti, sono trasferite dal predetto fondo ed
iscritte in aumento sia delle dotazioni di competenza che
di cassa dei competenti capitoli le somme necessarie:
1) per il pagamento dei residui passivi di parte
corrente, eliminati negli esercizi precedenti per
perenzione amministrativa;
2) per aumentare gli stanziamenti dei capitoli di
spesa aventi carattere obbligatorio o connessi con
l’accertamento e la riscossione delle entrate.
Allo stato di previsione della spesa del Ministero del
tesoro e’ allegato l’elenco dei capitoli di cui al
precedente numero 2), da approvarsi, con apposito articolo,
dalla legge di approvazione del bilancio.».
«Art. 8 (Fondo speciale per la riassegnazione di
residui perenti delle spese in conto capitale). – Nello
stato di previsione della spesa del Ministero del tesoro e’
istituito, nella parte in conto capitale, un «Fondo
speciale per la riassegnazione dei residui passivi della
spesa in conto capitale, eliminati negli esercizi
precedenti per perenzione amministrativa».
«Art. 9 (Fondo di riserva per le spese
impreviste). – Nello stato di previsione del Ministero del
tesoro, e’ istituito, nella parte corrente, un «Fondo di
riserva per le spese impreviste», per provvedere alle
eventuali deficienze delle assegnazioni di bilancio, che
non riguardino le spese di cui al precedente art. 7 (punto
2), ed al successivo art. 12 e che, comunque, non impegnino
i bilanci futuri con carattere di continuita’.
Il trasferimento di somme dal predetto fondo e la loro
corrispondente iscrizione ai capitoli di bilancio hanno
luogo mediante decreti del Presidente della Repubblica su
proposta del Ministro del tesoro, da registrarsi alla Corte
dei conti, e riguardano sia le dotazioni di competenza che
quelle di cassa dei capitoli interessati.
Allo stato di previsione della spesa del Ministero del
tesoro e’ allegato un elenco da approvarsi, con apposito
articolo, dalla legge di approvazione del bilancio, delle
spese per le quali puo’ esercitarsi la facolta’ di cui al
comma precedente.
Alla legge di approvazione del rendiconto generale
dello Stato e’ allegato un elenco dei decreti di cui al
secondo comma, con le indicazioni dei motivi per i quali si
e’ proceduto ai prelevamenti dal fondo di cui al presente
articolo.».
«Art. 9-bis (Fondo di riserva per le autorizzazioni di
cassa). – 1. Nello stato di previsione del Ministero del
tesoro e’ istituito un «Fondo di riserva per l’integrazione
delle autorizzazioni di cassa», il cui stanziamento e’
annualmente determinato, con apposito articolo, dalla legge
di approvazione del bilancio.
2. Con decreto del Ministero del tesoro, su proposta
del Ministro interessato, che ne da’ contestuale
comunicazione alle Commissioni parlamentari competenti,
sono trasferite dal Fondo ed iscritte in aumento delle
autorizzazioni di cassa dei capitoli iscritti negli stati
di previsione delle amministrazioni statali le somme
necessarie a provvedere ad eventuali deficienze delle
dotazioni dei capitoli medesimi, ritenute compatibili con
gli obiettivi di finanza pubblica. In deroga all’art. 3,
comma 1, della legge 14 gennaio 1994, n. 20, i decreti sono
trasmessi alla Corte dei conti al solo fine della
parificazione del rendiconto generale dello Stato. I
medesimi decreti di variazione sono trasmessi al
Parlamento.».
– Si riporta il testo del primo e secondo comma
dell’art. 12 della gia’ citata legge n. 468 del 1978:
«Art. 12 (Assegnazioni di bilancio). – Con decreti del
Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro del
tesoro, sentito il Consiglio dei Ministri, possono
iscriversi in bilancio somme per restituzioni di tributi
indebitamente riscossi, ovvero di tasse ed imposte su
prodotti che si esportano, per pagare vincite al lotto, per
eseguire pagamenti relativi al debito pubblico, in
dipendenza di operazioni di conversione od altre analoghe
autorizzate da leggi, per integrare le assegnazioni
relative a stipendi, pensioni e altri assegni fissi,
tassativamente autorizzati e regolati per legge, per
integrare le dotazioni del fondo speciale di cui al
precedente art. 8, nonche’ per fronteggiare le esigenze
derivanti al bilancio dello Stato dalle disposizioni di cui
agli articoli 10, paragrafo II, e 12, paragrafo II, del
regolamento (CEE, EURATOM, CECA) n. 2891/1977 del Consiglio
in data 19 dicembre 1957 e successive modificazioni.
In corrispondenza con gli accertamenti dell’entrata
possono, mediante decreti del Ministro del tesoro,
iscriversi in bilancio le somme occorrenti per la
restituzione di somme avute in deposito o per il pagamento
di quote di entrata devolute ad enti ed istituti, o di
somme comunque riscosse per conto di terzi.».
– La decisione 2000/597/CE, Euratom del Consiglio, del
29 settembre 2000, relativa al sistema delle risorse
proprie delle Comunita’ europee e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale legge n. 253 del 7 ottobre 2000.
– La decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del
7 giugno 2007 , relativa al sistema delle risorse proprie
delle Comunita’ europee e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale legge n. 163 del 23 giugno 2007.
– Si riporta il testo dell’art. 48 della legge 20
maggio 1985, n. 222 (Disposizioni sugli enti e beni
ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del clero
cattolico in servizio nelle diocesi):
«Art. 48. – Le quote di cui all’art. 47, secondo comma,
sono utilizzate: dallo Stato per interventi straordinari
per fame nel mondo, calamita’ naturali, assistenza ai
rifugiati, conservazione di beni culturali; dalla Chiesa
cattolica per esigenze di culto della popolazione,
sostentamento del clero, interventi caritativi a favore
della collettivita’ nazionale o di paesi del terzo mondo.».
– Si riporta il testo del comma 3 dell’art. 12 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni (Riordino della disciplina in materia
sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992,
n. 421):
«3. Il Fondo sanitario nazionale, al netto della quota
individuata ai sensi del comma precedente, e’ ripartito con
riferimento al triennio successivo entro il 15 ottobre di
ciascun anno, in coerenza con le previsioni del disegno di
legge finanziaria per l’anno successivo, dal CIPE, su
proposta del Ministro della sanita’, sentita la Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome; la quota capitaria di finanziamento da
assicurare alle regioni viene determinata sulla base di un
sistema di coefficienti parametrici, in relazione ai
livelli uniformi di prestazioni sanitarie in tutto il
territorio nazionale, determinati ai sensi dell’art. 1, con
riferimento ai seguenti elementi:
a) popolazione residente;
b) mobilita’ sanitaria per tipologia di prestazioni,
da compensare, in sede di riparto, sulla base di
contabilita’ analitiche per singolo caso fornite dalle
unita’ sanitarie locali e dalle aziende ospedaliere
attraverso le regioni e le province autonome;
c) consistenza e stato di conservazione delle
strutture immobiliari, degli impianti tecnologici e delle
dotazioni strumentali.».
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge 7 marzo
2001, n. 62 (Nuove norme sull’editoria e sui prodotti
editoriali e modifiche alla legge 5 agosto 1981, n. 416):
«Art. 5 (Fondo per le agevolazioni di credito alle
imprese del settore editoriale). – 1. E’ istituito, presso
la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per
l’informazione e l’editoria, fino all’attuazione della
riforma di cui al decreto legislativo 30 luglio 1999, n.
300, e al decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 303, il
Fondo per le agevolazioni di credito alle imprese del
settore editoriale, di seguito denominato «Fondo». Il Fondo
e’ finalizzato alla concessione di contributi in conto
interessi sui finanziamenti della durata massima di dieci
anni deliberati da soggetti autorizzati all’attivita’
bancaria.
2. Al Fondo affluiscono le risorse finanziarie
stanziate a tale fine nel bilancio dello Stato, il
contributo dell’1 per cento trattenuto sull’ammontare di
ciascun beneficio concesso, le somme comunque non
corrisposte su concessioni effettuate, le somme disponibili
alla data di entrata in vigore della presente legge
esistenti sul fondo di cui all’art. 29 della legge 5 agosto
1981, n. 416, e successive modificazioni. Il fondo di cui
al citato art. 29 e’ mantenuto fino al completamento della
corresponsione dei contributi in conto interessi per le
concessioni gia’ effettuate.
3. I contributi sono concessi, nei limiti delle
disponibilita’ finanziarie, mediante procedura automatica,
ai sensi dell’art. 6, o valutativa, ai sensi dell’art. 7.
4. Sono ammessi al finanziamento i progetti di
ristrutturazione tecnico-produttiva; di realizzazione,
ampliamento e modifica degli impianti, con particolare
riferimento all’installazione e potenziamento della rete
informatica, anche in connessione all’utilizzo dei circuiti
telematici internazionali e dei satelliti; di miglioramento
della distribuzione; di formazione professionale. I
progetti sono presentati dalle imprese partecipanti al
ciclo di produzione, distribuzione e commercializzazione
del prodotto editoriale.
5. In caso di realizzazione dei progetti di cui al
comma 4 con il ricorso alla locazione finanziaria, i
contributi in conto canone sono concessi con le medesime
procedure di cui agli articoli 6 e 7 e non possono,
comunque, superare l’importo dei contributi in conto
interessi di cui godrebbero i progetti se effettuati ai
sensi e nei limiti previsti per i contributi in conto
interessi.
6. Una quota del 5 per cento del Fondo e’ riservata
alle imprese che, nell’anno precedente a quello di
presentazione della domanda per l’accesso alle
agevolazioni, presentano un fatturato non superiore a 5
miliardi di lire ed una ulteriore quota del 5 per cento a
quelle impegnate in progetti di particolare rilevanza per
la diffusione della lettura in Italia o per la diffusione
di prodotti editoriali in lingua italiana all’estero. Ove
tale quota non sia interamente utilizzata, la parte residua
riaffluisce al Fondo per essere destinata ad interventi in
favore delle altre imprese.
7. Una quota del 10 per cento del Fondo e’ destinata ai
progetti volti a sostenere spese di gestione o di esercizio
per le imprese costituite in forma di cooperative di
giornalisti o di poligrafici.
8. Ai fini della concessione del beneficio di cui al
presente articolo, la spesa per la realizzazione dei
progetti e’ ammessa in misura non eccedente il 90 per cento
di quella prevista nel progetto, ivi comprese quelle
indicate nel primo comma dell’art. 16 del decreto del
Presidente della Repubblica 9 novembre 1976, n. 902,
nonche’ le spese previste per il fabbisogno annuale delle
scorte in misura non superiore al 40 per cento degli
investimenti fissi ammessi al finanziamento. La predetta
percentuale del 90 per cento e’ elevata al 100 per cento
per le cooperative di cui all’art. 6 della legge 5 agosto
1981, n. 416, e successive modificazioni.
9. I contributi in conto interessi possono essere
concessi anche alle imprese editrici dei giornali italiani
all’estero di cui all’art. 26 della legge 5 agosto 1981, n.
416, e successive modificazioni, per progetti realizzati
con il finanziamento di soggetti autorizzati all’esercizio
dell’attivita’ bancaria aventi sede in uno Stato
appartenente all’Unione europea.
10. L’ammontare del contributo e’ pari al 50 per cento
degli interessi sull’importo ammesso al contributo
medesimo, calcolati al tasso di riferimento fissato con
decreto del Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica. Il tasso di interesse e le altre
condizioni economiche alle quali e’ riferito il
finanziamento sono liberamente concordati tra le parti.
11. In aggiunta alle risorse di cui al comma 2, a
decorrere dall’anno 2001 e fino all’anno 2003, e’
autorizzata la spesa di lire 7,9 miliardi per il primo
anno, di lire 24,3 miliardi per il secondo anno e di lire
18,7 miliardi per il terzo anno.
12. Ai contributi di cui al presente articolo, erogati
secondo le procedure di cui agli articoli 6 e 7 della
presente legge, si applicano le disposizioni di cui agli
articoli 8 e 9, commi da 1 a 5, del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 123.
13. Con regolamento emanato ai sensi dell’articolo 17,
comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive
modificazioni, su proposta del Presidente del Consiglio dei
Ministri, sentito il Ministro per i beni e le attivita’
culturali, sono dettate disposizioni attuative della
presente legge. Sono in particolare disciplinati le
modalita’ ed i termini di presentazione o di rigetto delle
domande, le modalita’ di attestazione dei requisiti e delle
condizioni di concessione dei contributi, la documentazione
delle spese inerenti ai progetti, gli adempimenti ed i
termini delle attivita’ istruttorie, l’organizzazione ed il
funzionamento del Comitato di cui al comma 4 dell’articolo
7, il procedimento di decadenza dai benefici, le modalita’
di verifica finale della corrispondenza degli investimenti
effettuati al progetto, della loro congruita’ economica,
nonche’ dell’inerenza degli investimenti stessi alle
finalita’ del progetto.
14. All’istruttoria dei provvedimenti di concessione
dei contributi di cui agli articoli 6 e 7 della presente
legge provvede, fino all’attuazione della riforma di cui al
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300, la Presidenza
del Consiglio dei Ministri.
15. Le somme erogate ai sensi degli articoli 6 e 7, a
qualunque titolo restituite, sono versate all’entrata del
bilancio dello Stato per essere successivamente assegnate
al Fondo. Il Ministro del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e’ autorizzato ad apportare, con
propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.».
– Si riporta il testo del comma 4 dell’art. 9 della
legge 1° dicembre 1986, n. 831 (Disposizioni per la
realizzazione di un programma di interventi per
l’adeguamento alle esigenze operative delle infrastrutture
del Corpo della guardia di finanza):
«4. Nello stato di previsione del Ministero delle
finanze, rubrica 6, Corpo della guardia di finanza, e’
istituito un capitolo con un fondo a disposizione per
sopperire alle eventuali deficienze dei capitoli dello
stato di previsione medesimo indicati in apposita tabella
da approvarsi con legge di bilancio.».
– Si riporta il testo dell’art. 21 del decreto
legislativo 8 maggio 2001, n. 215 (Disposizioni per
disciplinare la trasformazione progressiva dello strumento
militare in professionale, a norma dell’articolo 3, comma
1, della L. 14 novembre 2000, n. 331):
«Art. 21 (Ufficiali ausiliari). – 1. Sono ufficiali
ausiliari di ciascuna Forza armata, dell’Arma dei
carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, i
cittadini di ambo i sessi reclutati in qualita’ di:
a) ufficiali di complemento in servizio di prima
nomina e in ferma o rafferma biennale, reclutati ai sensi
della normativa vigente, o del congedo;
b) ufficiali piloti di complemento reclutati ai sensi
dei titoli II e III della legge 19 maggio 1986, n. 224;
c) ufficiali in ferma prefissata o in rafferma;
d) ufficiali delle forze di completamento.
2. Il reclutamento degli ufficiali ausiliari di cui
alle lettere c) e d) puo’ avvenire solo al fine di
soddisfare specifiche e mirate esigenze delle singole Forze
armate connesse alla carenza di professionalita’ tecniche
nei rispettivi ruoli ovvero alla necessita’ di fronteggiare
particolari esigenze operative.
3. Il numero massimo delle singole categorie di
ufficiali ausiliari da mantenere annualmente in servizio e’
fissato con la legge di bilancio, in coerenza con il
processo di trasformazione dello strumento militare in
professionale.».
– Si riporta il testo del comma 1 dell’art. 39 del
decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 (Istituzione
dell’imposta regionale sulle attivita’ produttive,
revisione degli scaglioni, delle aliquote e delle
detrazioni dell’Irpef e istituzione di una addizionale
regionale a tale imposta, nonche’ riordino della disciplina
dei tributi locali):
«Art. 39 (Ripartizione del Fondo sanitario nazionale).
– 1. Il CIPE su proposta del Ministro della sanita’,
d’intesa con la Conferenza Stato-Regioni, delibera
annualmente l’assegnazione in favore delle regioni, a
titolo di acconto, delle quote del Fondo sanitario
nazionale di parte corrente, tenuto conto dell’importo
complessivo presunto del gettito dell’addizionale
all’imposta sul reddito delle persone fisiche di cui
all’art. 50 e della quota del gettito dell’imposta
regionale sulle attivita’ produttive, di cui all’art. 38,
comma 1, stimati per ciascuna regione. Il CIPE con le
predette modalita’ provvede entro il mese di febbraio
dell’anno successivo all’assegnazione definitiva in favore
delle regioni delle quote del Fondo sanitario nazionale,
parte corrente, ad esse effettivamente spettanti. Il
Ministro del tesoro, del bilancio e della programmazione
economica, e’ autorizzato a procedere alle risultanti
compensazioni a valere sulle quote del Fondo sanitario
nazionale, parte corrente, erogate per il medesimo anno.».
– Il decreto legislativo 5 giugno 1998, n. 204 recante
«Disposizioni per il coordinamento, la programmazione e la
valutazione della politica nazionale relativa alla ricerca
scientifica e tecnologica, a norma dell’art. 11, comma 1,
lettera d), della legge 15 marzo 1997, n. 59» e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 1° luglio 1998, n. 151.
– Si riporta il testo dell’art. 5 del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire
lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti
pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni:
«Art. 5 (Trasformazione della Cassa depositi e prestiti
in societa’ per azioni . – 1. La Cassa depositi e prestiti
e’ trasformata in societa’ per azioni con la denominazione
di «Cassa depositi e prestiti societa’ per azioni» (CDP
S.p.A.), con effetto dalla data della pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale di cui al comma
3. La Cdp S.p.A., salvo quanto previsto dal comma 3,
subentra nei rapporti attivi e passivi e conserva i diritti
e gli obblighi anteriori alla trasformazione.
2. Le azioni della CDP S.p.A. sono attribuite allo
Stato, che esercita i diritti dell’azionista ai sensi
dell’art. 24, comma 1, lettera a), del decreto legislativo
30 luglio 1999, n. 300; non si applicano le disposizioni
dell’art. 2362 del codice civile. Le fondazioni di cui
all’art. 2 del decreto legislativo 17 maggio 1999, n. 153 e
altri soggetti pubblici o privati possono detenere quote
complessivamente di minoranza del capitale della CDP S.p.A.
3. Con decreto del Ministro dell’economia e delle
finanze di natura non regolamentare, da emanare entro due
mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto,
sono determinati:
a) le funzioni, le attivita’ e le passivita’ della
Cassa depositi e prestiti anteriori alla trasformazione che
sono trasferite al Ministero dell’economia e delle finanze
e quelle assegnate alla gestione separata della CDP S.p.A.
di cui al comma 8;
b) i beni e le partecipazioni societarie dello Stato,
anche indirette, che sono trasferite alla CDP S.p.A. e
assegnate alla gestione separata di cui al comma 8, anche
in deroga alla normativa vigente. I relativi valori di
trasferimento e di iscrizione in bilancio sono determinati
sulla scorta della relazione giurata di stima prodotta da
uno o piu’ soggetti di adeguata esperienza e qualificazione
professionale nominati dal Ministero, anche in deroga agli
articoli da 2342 a 2345 del codice civile ed all’art. 24
della legge 27 dicembre 2002, n. 289. Con successivi
decreti ministeriali possono essere disposti ulteriori
trasferimenti e conferimenti;
c) gli impegni accessori assunti dallo Stato;
d) il capitale sociale della CDP S.p.A., comunque in
misura non inferiore al fondo di dotazione della Cassa
depositi e prestiti risultante dall’ultimo bilancio di
esercizio approvato.
4. Con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, di natura non regolamentare, su proposta del
Ministro dell’economia e delle finanze, e’ approvato lo
Statuto della CDP S.p.A. e sono nominati i componenti del
consiglio di amministrazione e del collegio sindacale per
il primo periodo di durata in carica. Per tale primo
periodo restano in carica i componenti del collegio dei
revisori indicati ai sensi e per gli effetti dell’art. 10
della legge 13 maggio 1983, n. 197. Le successive modifiche
allo statuto della CDP S.p.A. e le nomine dei componenti
degli organi sociali per i successivi periodi sono
deliberate a norma del codice civile.
5. Il primo esercizio sociale della CDP S.p.A. si
chiude al 31 dicembre 2004.
6. Alla CDP S.p.A. si applicano le disposizioni del
Titolo V del testo unico delle leggi in materia bancaria e
creditizia, di cui al decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385, previste per gli intermediari iscritti
nell’elenco speciale di cui all’art. 107 del medesimo
decreto legislativo, tenendo presenti le caratteristiche
del soggetto vigilato e la speciale disciplina della
gestione separata di cui al comma 8.
7. La CDP S.p.A. finanzia, sotto qualsiasi forma:
a) lo Stato, le regioni, gli enti locali, gli enti
pubblici e gli organismi di diritto pubblico, utilizzando
fondi rimborsabili sotto forma di libretti di risparmio
postale e di buoni fruttiferi postali, assistiti dalla
garanzia dello Stato e distribuiti attraverso Poste
italiane S.p.A. o societa’ da essa controllate, e fondi
provenienti dall’emissione di titoli, dall’assunzione di
finanziamenti e da altre operazioni finanziarie, che
possono essere assistiti dalla garanzia dello Stato.
L’utilizzo dei fondi di cui alla presente lettera, e’
consentito anche per il compimento di ogni altra operazione
di interesse pubblico prevista dallo statuto sociale della
CDP S.p.A., nei confronti dei medesimi soggetti di cui al
periodo precedente o dai medesimi promossa, tenuto conto
della sostenibilita’ economico-finanziaria di ciascuna
operazione. Dette operazioni potranno essere effettuate
anche in deroga a quanto previsto dal comma 11, lettera b);
b) le opere, gli impianti, le reti e le dotazioni
destinati alla fornitura di servizi pubblici ed alle
bonifiche, utilizzando fondi provenienti dall’emissione di
titoli, dall’assunzione di finanziamenti e da altre
operazioni finanziarie, senza garanzia dello Stato e con
preclusione della raccolta di fondi a vista. La raccolta di
fondi e’ effettuata esclusivamente presso investitori
istituzionali.
8. La CDP S.p.A. assume partecipazioni e svolge le
attivita’, strumentali, connesse e accessorie; per
l’attuazione di quanto previsto al comma 7, lettera a), la
CDP S.p.A. istituisce un sistema separato ai soli fini
contabili ed organizzativi, la cui gestione e’ uniformata a
criteri di trasparenza e di salvaguardia dell’equilibrio
economico. Sono assegnate alla gestione separata le
partecipazioni e le attivita’ ad essa strumentali, connesse
e accessorie, e le attivita’ di assistenza e di consulenza
in favore dei soggetti di cui al comma 7, lettera a). Il
decreto ministeriale di cui al comma 3 puo’ prevedere forme
di razionalizzazione e concentrazione delle partecipazioni
detenute dalla Cassa depositi e prestiti alla data di
trasformazione in societa’ per azioni.
9. Al Ministro dell’economia e delle finanze spetta il
potere di indirizzo della gestione separata di cui al comma
8. E’ confermata, per la gestione separata, la Commissione
di vigilanza prevista dall’art. 3 del regio decreto 2
gennaio 1913, n. 453, e successive modificazioni.
10. Per l’amministrazione della gestione separata di
cui al comma 8 il consiglio di amministrazione della CDP
S.p.A. e’ integrato dai membri, con funzioni di
amministratore, indicati alle lettere c), d) ed f) del
primo comma dell’art. 7 della legge 13 maggio 1983, n. 197.
11. Per l’attivita’ della gestione separata di cui al
comma 8 il Ministro dell’economia e delle finanze determina
con propri decreti di natura non regolamentare:
a) i criteri per la definizione delle condizioni
generali ed economiche dei libretti di risparmio postale,
dei buoni fruttiferi postali, dei titoli, dei finanziamenti
e delle altre operazioni finanziarie assistiti dalla
garanzia dello Stato;
b) i criteri per la definizione delle condizioni
generali ed economiche degli impieghi, nel rispetto dei
principi di accessibilita’, uniformita’ di trattamento,
predeterminazione e non discriminazione;
c) le norme in materia di trasparenza, pubblicita’,
contratti e comunicazioni periodiche;
d) i criteri di gestione delle partecipazioni
assegnate ai sensi del comma 3;
e) i criteri generali per la individuazione delle
operazioni promosse dai soggetti di cui al comma 7, lettera
a), ammissibili a finanziamento.
12. Sino all’emanazione dei decreti di cui al comma 11
la CDP S.p.A. continua a svolgere le funzioni oggetto della
gestione separata di cui al comma 8 secondo le disposizioni
vigenti alla data di trasformazione della Cassa depositi e
prestiti in societa’ per azioni. I rapporti in essere e i
procedimenti amministrativi in corso alla data di entrata
in vigore dei decreti di cui al comma 11 continuano ad
essere regolati dai provvedimenti adottati e dalle norme
legislative e regolamentari vigenti in data anteriore. Per
quanto non disciplinato dai decreti di cui al comma 11
continua ad applicarsi la normativa vigente in quanto
compatibile. Le attribuzioni del consiglio di
amministrazione e del direttore generale della Cassa
depositi e prestiti anteriori alla trasformazione sono
esercitate, rispettivamente, dal consiglio di
amministrazione e, se previsto, dall’amministratore
delegato della CDP S.p.A.
13. All’attivita’ di impiego della gestione separata di
cui al comma 8 continuano ad applicarsi le disposizioni
piu’ favorevoli previste per la Cassa depositi e prestiti
anteriori alla trasformazione, inclusa la disposizione di
cui all’art. 204, comma 2, del decreto legislativo 18
agosto 2000, n. 267.
14. La gestione separata di cui al comma 8 subentra nei
rapporti attivi e passivi e conserva i diritti e gli
obblighi sorti per effetto della cartolarizzazione dei
crediti effettuata ai sensi dell’art. 8 del decreto-legge
15 aprile 2002, n. 63, convertito, con modificazioni, dalla
legge 15 giugno 2002, n. 112.
15. La gestione separata di cui al comma 8 puo’
avvalersi dell’Avvocatura dello Stato, ai sensi dell’art.
43 del testo unico delle leggi e delle norme giuridiche
sulla rappresentanza e difesa in giudizio dello Stato e
sull’ordinamento dell’Avvocatura dello Stato, di cui al
regio decreto 30 ottobre 1933, n. 1611 e successive
modificazioni.
16. Il Ministro dell’economia e delle finanze, sulla
base di apposita relazione presentata dalla CDP S.p.A.,
riferisce annualmente al Parlamento sulle attivita’ svolte
e sui risultati conseguiti dalla CDP S.p.A.
17. Il controllo della Corte dei conti si svolge sulla
CDP S.p.A. con le modalita’ previste dall’art. 12 della
legge 21 marzo 1958, n. 259.
18. La CDP S.p.A. puo’ destinare propri beni e rapporti
giuridici al soddisfacimento dei diritti dei portatori di
titoli da essa emessi e di altri soggetti finanziatori. A
tal fine la CDP S.p.A. adotta apposita deliberazione
contenente l’esatta descrizione dei beni e dei rapporti
giuridici destinati, dei soggetti a cui vantaggio la
destinazione e’ effettuata, dei diritti ad essi attribuiti
e delle modalita’ con le quali e’ possibile disporre,
integrare e sostituire elementi del patrimonio destinato.
La deliberazione e’ depositata e iscritta a norma dell’art.
2436 del codice civile. Dalla data di deposito della
deliberazione i beni e i rapporti giuridici individuati
sono destinati esclusivamente al soddisfacimento dei
diritti dei soggetti a cui vantaggio la destinazione e’
effettuata e costituiscono patrimonio separato a tutti gli
effetti da quello della CDP S.p.A. e dagli altri patrimoni
destinati. Fino al completo soddisfacimento dei diritti dei
soggetti a cui vantaggio la destinazione e’ effettuata, sul
patrimonio destinato e sui frutti e proventi da esso
derivanti sono ammesse azioni soltanto a tutela dei diritti
dei predetti soggetti. Se la deliberazione di destinazione
del patrimonio non dispone diversamente, delle obbligazioni
nei confronti dei soggetti a cui vantaggio la destinazione
e’ effettuata la CDP S.p.A. risponde esclusivamente nei
limiti del patrimonio ad essi destinato e dei diritti ad
essi attribuiti. Resta salva in ogni caso la
responsabilita’ illimitata della CDP S.p.A. per le
obbligazioni derivanti da fatto illecito. Con riferimento a
ciascun patrimonio separato la CDP S.p.A. tiene
separatamente i libri e le scritture contabili prescritti
dagli articoli 2214 e seguenti del codice civile. Per il
caso di sottoposizione della CDP S.p.A. alle procedure di
cui al Titolo IV del testo unico delle leggi in materia
bancaria e creditizia, di cui al decreto legislativo 1°
settembre 1993, n. 385, o ad altra procedura concorsuale
applicabile, i contratti relativi a ciascun patrimonio
destinato continuano ad avere esecuzione e continuano ad
applicarsi le previsioni contenute nel presente comma. Gli
organi della procedura provvedono al tempestivo pagamento
delle passivita’ al cui servizio il patrimonio e’ destinato
e nei limiti dello stesso, secondo le scadenze e gli altri
termini previsti nei relativi contratti preesistenti. Gli
organi della procedura possono trasferire o affidare in
gestione a banche i beni e i rapporti giuridici ricompresi
in ciascun patrimonio destinato e le relative passivita’.
19. Alla scadenza, anche anticipata per qualsiasi
motivo, del contratto di servizio ovvero del rapporto con
il quale e’ attribuita la disponibilita’ o e’ affidata la
gestione delle opere, degli impianti, delle reti e delle
dotazioni destinati alla fornitura di servizi pubblici in
relazione ai quali e’ intervenuto il finanziamento della
CDP S.p.A. o di altri soggetti autorizzati alla concessione
di credito, gli indennizzi dovuti al soggetto uscente sono
destinati prioritariamente al soddisfacimento dei crediti
della CDP S.p.A. e degli altri finanziatori di cui al
presente comma, sono indisponibili da parte del soggetto
uscente fino al completo soddisfacimento dei predetti
crediti e non possono formare oggetto di azioni da parte di
creditori diversi dalla CDP S.p.A. e dagli altri
finanziatori di cui al presente comma. Il nuovo soggetto
gestore assume, senza liberazione del debitore originario,
l’eventuale debito residuo nei confronti della CDP S.p.A. e
degli altri finanziatori di cui al presente comma. L’ente
affidante e, se prevista, la societa’ proprietaria delle
opere, degli impianti, delle reti e delle dotazioni
garantiscono in solido il debito residuo fino
all’individuazione del nuovo soggetto gestore. Anche ai
finanziamenti concessi dalla CDP S.p.A. si applicano le
disposizioni di cui ai commi 3 e 4 dell’art. 42 del testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
20. Salvo le deleghe previste dallo statuto, l’organo
amministrativo della CDP S.p.A. delibera le operazioni di
raccolta di fondi con obbligo di rimborso sotto qualsiasi
forma. Ad esse non si applicano, fermo restando quanto
previsto dalla lettera b) del comma 7 del presente
articolo, il divieto di raccolta del risparmio tra il
pubblico previsto dall’articolo 11, comma 2, del testo
unico delle leggi in materia bancaria e creditizia, di cui
al decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385, ne’ i
limiti quantitativi alla raccolta previsti dalla normativa
vigente; non trovano altresi’ applicazione gli articoli da
2410 a 2420 del codice civile. Per ciascuna emissione di
titoli puo’ essere nominato un rappresentante comune dei
portatori dei titoli, il quale ne cura gli interessi e in
loro rappresentanza esclusiva esercita i poteri stabiliti
in sede di nomina e approva le modificazioni delle
condizioni dell’operazione.
21. Ai decreti ministeriali emanati in base alle norme
contenute nel presente articolo si applicano le
disposizioni di cui all’art. 3, comma 13, della legge 14
gennaio 1994, n. 20.
22. La pubblicazione del decreto di cui al comma 3
nella Gazzetta Ufficiale tiene luogo degli adempimenti in
materia di costituzione delle societa’ previsti dalla
normativa vigente.
23. Tutti gli atti e le operazioni posti in essere per
la trasformazione della Cassa depositi e prestiti e per
l’effettuazione dei trasferimenti e conferimenti previsti
dal presente articolo sono esenti da imposizione fiscale,
diretta e indiretta.
24. Tutti gli atti, contratti, trasferimenti,
prestazioni e formalita’ relativi alle operazioni di
raccolta e di impiego, sotto qualsiasi forma, effettuate
dalla gestione separata di cui al comma 8, alla loro
esecuzione, modificazione ed estinzione, alle garanzie
anche reali di qualunque tipo da chiunque e in qualsiasi
momento prestate, sono esenti dall’imposta di registro,
dall’imposta di bollo, dalle imposte ipotecaria e catastale
e da ogni altra imposta indiretta, nonche’ ogni altro
tributo o diritto. Non si applica la ritenuta di cui ai
commi 2 e 3 dell’articolo 26 del decreto del Presidente
della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, sugli interessi
e gli altri proventi dei conti correnti dedicati alla
gestione separata di cui al comma 8.
25. Gli interessi e gli altri proventi dei titoli di
qualsiasi natura e di qualsiasi durata emessi dalla CDP
S.p.A. sono soggetti al regime dell’imposta sostitutiva
delle imposte sui redditi nella misura del 12,50%, di cui
al decreto legislativo 1° aprile 1996, n. 239.
26. Il rapporto di lavoro del personale alle dipendenze
della Cassa depositi e prestiti al momento della
trasformazione prosegue con la CDP S.p.A. ed e’
disciplinato dalla contrattazione collettiva e dalle leggi
che regolano il rapporto di lavoro privato. Sono fatti
salvi i diritti quesiti e gli effetti, per i dipendenti
della Cassa, rivenienti dalla originaria natura pubblica
dell’ente di appartenenza, ivi inclusa l’ammissibilita’ ai
concorsi pubblici per i quali sia richiesta una specifica
anzianita’ di servizio, ove conseguita. I trattamenti
vigenti alla data di entrata in vigore del presente decreto
continuano ad applicarsi al personale gia’ dipendente della
Cassa depositi e prestiti fino alla stipulazione di un
nuovo contratto. In sede di prima applicazione, non puo’
essere attribuito al predetto personale un trattamento
economico meno favorevole di quello spettante alla data di
entrata in vigore del presente decreto. Per il personale
gia’ dipendente dalla Cassa depositi e prestiti, che ne fa
richiesta, entro sessanta giorni dalla trasformazione si
attivano, sentite le organizzazioni sindacali, le procedure
di mobilita’, con collocamento prioritario al Ministero
dell’economia e delle finanze. Il personale trasferito e’
inquadrato, in base all’ex livello di appartenenza e
secondo le equipollenze definite dal d.P.R. 4 agosto 1984 e
successive modificazioni e d.P.R. 4 agosto 1986 e
successive modificazioni, nella corrispondente area e
posizione economica, o in quella eventualmente ricoperta in
precedenti servizi prestati presso altre pubbliche
amministrazioni, se superiore. Al personale trasferito o
reinquadrato nelle pubbliche amministrazioni ai sensi del
presente comma e’ riconosciuto un assegno personale
pensionabile, riassorbibile con qualsiasi successivo
miglioramento, pari alla differenza tra la retribuzione
globale percepibile al momento della trasformazione, come
definita dal vigente CCNL, e quella spettante in base al
nuovo inquadramento; le indennita’ spettanti presso
l’amministrazione di destinazione sono corrisposte nella
misura eventualmente eccedente l’importo del predetto
assegno personale. Entro cinque anni dalla trasformazione,
il personale gia’ dipendente della Cassa depositi e
prestiti che ha proseguito il rapporto di lavoro dipendente
con CDP S.p.A. puo’ richiedere il reinquadramento nei ruoli
delle amministrazioni pubbliche secondo le modalita’ e i
termini previsti dall’art. 54 del CCNL per il personale non
dirigente della Cassa depositi e prestiti per il
quadriennio normativo 1998-2001. I dipendenti in servizio
all’atto della trasformazione mantengono il regime
pensionistico e quello relativo all’indennita’ di
buonuscita secondo le regole vigenti per il personale delle
pubbliche amministrazioni. Entro sei mesi dalla data di
trasformazione, i predetti dipendenti possono esercitare,
con applicazione dell’art. 6 della legge 7 febbraio 1979,
n. 29, opzione per il regime pensionistico applicabile ai
dipendenti assunti in data successiva alla trasformazione,
i quali sono iscritti all’assicurazione obbligatoria
gestita dall’INPS e hanno diritto al trattamento di fine
rapporto ai sensi dell’ art. 2120 del codice civile.
27. (Omissis)».
– Si riporta il testo del comma 7 dell’art. 1 della
legge 17 maggio 1999, n. 144 (Misure in materia di
investimenti, delega al Governo per il riordino degli
incentivi all’occupazione e della normativa che disciplina
l’INAIL, nonche’ disposizioni per il riordino degli enti
previdenziali):
«7. Per le finalita’ di cui al presente articolo, ivi
compreso il ruolo di coordinamento svolto dal CIPE, e’
istituito un fondo da ripartire, previa deliberazione del
CIPE, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano, con decreto del Ministro del tesoro, del bilancio
e della programmazione economica. Per la dotazione del
fondo e’ autorizzata la spesa di lire 8 miliardi per l’anno
1999 e di lire 10 miliardi annue a decorrere dall’anno
2000.».
– Si riporta il testo dell’art. 127 del decreto del
Presidente della Repubblica 9 ottobre 1990, n. 309, e
successive modificazioni (Testo unico delle leggi in
materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze
psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi
stati di tossicodipendenza):
«Art. 127 (Fondo nazionale di intervento per la lotta
alla droga). – 1. Il decreto del Ministro per la
solidarieta’ sociale di cui all’art. 59, comma 46, della
legge 27 dicembre 1997, n. 449, in sede di ripartizione del
Fondo per le politiche sociali, individua, nell’ambito
della quota destinata al Fondo nazionale di intervento per
la lotta alla droga, le risorse destinate al finanziamento
dei progetti triennali finalizzati alla prevenzione e al
recupero dalle tossicodipendenze e dall’alcol dipendenza
correlata, secondo le modalita’ stabilite dal presente
articolo. Le dotazioni del Fondo nazionale di intervento
per la lotta alla droga individuate ai sensi del presente
comma non possono essere inferiori a quelle dell’anno
precedente, salvo in presenza di dati statistici
inequivocabili che documentino la diminuzione
dell’incidenza della tossicodipendenza.
2. La quota del Fondo nazionale di intervento per la
lotta alla droga di cui al comma 1 e’ ripartita tra le
regioni in misura pari al 75 per cento delle sue
disponibilita’. Alla ripartizione si provvede annualmente
con decreto del Ministro per la solidarieta’ sociale tenuto
conto, per ciascuna regione, del numero degli abitanti e
della diffusione delle tossicodipendenze, sulla base dei
dati raccolti dall’Osservatorio permanente, ai sensi
dell’art. 1, comma 7.
3. Le province, i comuni e i loro consorzi, le
comunita’ montane, le aziende unita’ sanitarie locali, gli
enti di cui agli articoli 115 e 116, le organizzazioni di
volontariato di cui alla legge 11 agosto 1991, n. 266, le
cooperative sociali di cui all’art. 1, comma 1, lettera b),
della legge 8 novembre 1991, n. 381, e loro consorzi,
possono presentare alle regioni progetti finalizzati alla
prevenzione e al recupero dalle tossicodipendenze e
dall’alcol dipendenza correlata e al reinserimento
lavorativo dei tossicodipendenti, da finanziare a valere
sulle disponibilita’ del Fondo nazionale di cui al comma 1,
nei limiti delle risorse assegnate a ciascuna regione.
4. Le regioni, sentiti gli enti locali, ai sensi
dell’art. 3, comma 6, della legge 8 giugno 1990, n. 142,
nonche’ le organizzazioni rappresentative degli enti
ausiliari, delle organizzazioni del volontariato e delle
cooperative sociali che operano sul territorio, come
previsto dall’atto di indirizzo e coordinamento di cui al
comma 7 del presente articolo, stabiliscono le modalita’, i
criteri e i termini per la presentazione delle domande,
nonche’ la procedura per la erogazione dei finanziamenti,
dispongono i controlli sulla destinazione dei finanziamenti
assegnati e prevedono strumenti di verifica dell’efficacia
degli interventi realizzati, con particolare riferimento ai
progetti volti alla riduzione del danno nei quali siano
utilizzati i farmaci sostitutivi. Le regioni provvedono
altresi’ ad inviare una relazione al Ministro per la
solidarieta’ sociale sugli interventi realizzati ai sensi
del presente testo unico, anche ai fini previsti dall’art.
131.
5. Il 25 per cento delle disponibilita’ del Fondo
nazionale di cui al comma 1 e’ destinato al finanziamento
dei progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero
dalle tossicodipendenze e dall’alcol dipendenza correlata
promossi e coordinati dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento per gli affari sociali, d’intesa
con i Ministeri dell’interno, di grazia e giustizia, della
difesa, della pubblica istruzione, della sanita’ e del
lavoro e della previdenza sociale. I progetti presentati ai
sensi del presente comma sono finalizzati:
a) alla promozione di programmi sperimentali di
prevenzione sul territorio nazionale;
b) alla realizzazione di iniziative di
razionalizzazione dei sistemi di rilevazione e di
valutazione dei dati;
c) alla elaborazione di efficaci collegamenti con le
iniziative assunte dall’Unione europea;
d) allo sviluppo di iniziative di informazione e di
sensibilizzazione;
e) alla formazione del personale nei settori di
specifica competenza;
f) alla realizzazione di programmi di educazione alla
salute;
g) al trasferimento dei dati tra amministrazioni
centrali e locali.
6. Per la valutazione e la verifica delle spese
connesse ai progetti di cui al comma 5 possono essere
disposte le visite ispettive previste dall’art. 65, commi 5
e 6, del decreto legislativo 3 febbraio 1993, n. 29, e
successive modificazioni.
7. Con atto di indirizzo e coordinamento deliberato dal
Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la
solidarieta’ sociale, previo parere delle commissioni
parlamentari competenti, sentite la Conferenza unificata di
cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, e la Consulta degli esperti e degli operatori sociali
di cui all’art. 132, sono stabiliti i criteri generali per
la valutazione e il finanziamento dei progetti di cui al
comma 3. Tali criteri devono rispettare le seguenti
finalita’:
a) realizzazione di progetti integrati sul territorio
di prevenzione primaria, secondaria e terziaria, compresi
quelli volti alla riduzione del danno purche’ finalizzati
al recupero psico-fisico della persona;
b) promozione di progetti personalizzati adeguati al
reinserimento lavorativo dei tossicodipendenti;
c) diffusione sul territorio di servizi sociali e
sanitari di primo intervento, come le unita’ di strada, i
servizi a bassa soglia ed i servizi di consulenza e di
orientamento telefonico;
d) individuazione di indicatori per la verifica della
qualita’ degli interventi e dei risultati relativi al
recupero dei tossicodipendenti;
e) in particolare, trasferimento dei dati tra
assessorati alle politiche sociali, responsabili dei centri
di ascolto, responsabili degli istituti scolastici e
amministrazioni centrali;
f) trasferimento e trasmissione dei dati tra i
soggetti che operano nel settore della tossicodipendenza a
livello regionale;
g) realizzazione coordinata di programmi e di
progetti sulle tossicodipendenze e sull’alcol dipendenza
correlata, orientati alla strutturazione di sistemi
territoriali di intervento a rete;
h) educazione alla salute.
8. I progetti di cui alle lettere a) e c) del comma 7
non possono prevedere la somministrazione delle sostanze
stupefacenti o psicotrope incluse nella tabella I di cui
all’art. 14 e delle sostanze non inserite nella Farmacopea
ufficiale, fatto salvo l’uso dei medicinali oppioidi
prescrivibili, purche’ i dosaggi somministrati e la durata
del trattamento abbiano l’esclusiva finalita’
clinico-terapeutica di avviare gli utenti a successivi
programmi riabilitativi.
9. Il Ministro della sanita’, d’intesa con il Ministro
per la solidarieta’ sociale, promuove, sentite le
competenti commissioni parlamentari, l’elaborazione di
linee guida per la verifica dei progetti di riduzione del
danno di cui al comma 7, lettera a).
10. Qualora le regioni non provvedano entro la chiusura
di ciascun anno finanziario ad adottare i provvedimenti di
cui al comma 4 e all’impegno contabile delle quote del
Fondo nazionale di cui al comma 1 ad esse assegnate, si
applicano le disposizioni di cui all’art. 5 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112.
11. Per l’esame istruttorio dei progetti presentati
dalle amministrazioni indicate al comma 5 e per l’attivita’
di supporto tecnico-scientifico al Comitato nazionale di
coordinamento per l’azione antidroga, e’ istituita, con
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, una
commissione presieduta da un esperto o da un dirigente
generale in servizio presso la Presidenza del Consiglio dei
Ministri designato dal Ministro per la solidarieta’ sociale
e composta da nove esperti nei campi della prevenzione e
del recupero dalle tossicodipendenze, nei seguenti settori:
sanitario-infettivologico, farmaco-tossicologico,
psicologico, sociale, sociologico, riabilitativo,
pedagogico, giuridico e della comunicazione. All’ufficio di
segreteria della commissione e’ preposto un funzionario
della carriera direttiva dei ruoli della Presidenza del
Consiglio dei Ministri.
Gli oneri per il funzionamento della commissione sono
valutati in lire 200 milioni annue.
12. L’organizzazione e il funzionamento del Comitato
nazionale di coordinamento per l’azione antidroga sono
disciplinati con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri. L’attuazione amministrativa delle decisioni del
Comitato e’ coordinata dalla Presidenza del Consiglio dei
Ministri – Dipartimento per gli affari sociali attraverso
un’apposita conferenza dei dirigenti generali delle
amministrazioni interessate, disciplinata con il medesimo
decreto.».

Art. 3.
(Stato di previsione del Ministero dello
sviluppo economico e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dello sviluppo economico, per l’anno finanziario 2010, in
conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 3).
2. Gli importi dei versamenti effettuati con imputazione alle
unita’ previsionali di base «restituzione, rimborsi, recuperi e
concorsi vari» (restituzione di finanziamenti) e «altre entrate in
conto capitale» (rimborso di anticipazione e riscossione di crediti)
dello stato di previsione dell’entrata sono correlativamente iscritti
in termini di competenza e di cassa, con decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze, nei seguenti fondi iscritti nelle
pertinenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione del
Ministero dello sviluppo economico: Fondo per la competitivita’ e lo
sviluppo; Fondo per gli interventi agevolativi alle imprese; Fondo
rotativo per le imprese.
3. Per l’attuazione dell’articolo 8 della legge 5 marzo 1990, n.
46, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, le occorrenti variazioni all’entrata del bilancio
dello Stato e allo stato di previsione del Ministero dello sviluppo
economico per l’anno finanziario 2010.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione nello stato di
previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno
finanziario 2010 delle somme affluite all’entrata in relazione alle
spese da sostenere per l’attuazione delle disposizioni del codice
delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7
settembre 2005, n. 209, relative ai periti assicurativi.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro dello
sviluppo economico, alla riassegnazione nello stato di previsione del
Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2010 delle
somme affluite all’entrata del bilancio dello Stato in relazione
all’articolo 2, comma 3, della legge 28 dicembre 1991, n. 421,
nonche’ all’articolo 9, comma 5, della legge 9 gennaio 1991, n. 10.
6. Le somme impegnate in relazione alle disposizioni legislative
di cui all’articolo 1 del decreto-legge 9 ottobre 1993, n. 410,
convertito dalla legge 10 dicembre 1993,n. 513, recante interventi
urgenti a sostegno dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica,
resesi disponibili a seguito di provvedimenti di revoca, sono versate
all’entrata del bilancio dello Stato per essere riassegnate, con
decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, allo stato di
previsione del Ministero dello sviluppo economico, ai fini di cui al
citato articolo 1 del decreto-legge n. 410 del 1993.
7. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, fra gli stati di previsione delle
varie amministrazioni statali i fondi da ripartire iscritti nello
stato di previsione del Ministero dello sviluppo economico per l’anno
finanziario 2010 nell’ambito della missione «fondi da ripartire»,
programma «fondi da assegnare». Il Ministro dell’economia e delle
finanze e’, altresi’, autorizzato ad apportare, con propri decreti,
ai bilanci delle aziende autonome le variazioni connesse con le
ripartizioni di cui al presente comma.
8. Le somme iscritte nello stato di previsione del Ministero
dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2010 relative al
Fondo da ripartire per interventi per le aree sottoutilizzate,
disponibili al termine dell’esercizio, sono conservate nel conto dei
residui per essere utilizzate nell’esercizio successivo. Il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire tra le
pertinenti unita’ previsionali di base delle amministrazioni
interessate, con propri decreti, le somme conservate nel conto dei
residui del predetto Fondo.
9. Ferma restando la disposizione di cui all’articolo 36 del
regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni,
il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
effettuare, con propri decreti, le variazioni di bilancio in termini
di residui, competenza e cassa, conseguenti alla ripartizione tra le
amministrazioni interessate del fondo iscritto nell’unita’
previsionale di base «investimenti» del programma «politiche per lo
sviluppo economico ed il miglioramento istituzionale delle aree
sottoutilizzate», nell’ambito della missione «sviluppo e riequilibrio
territoriale» dello stato di previsione del Ministero dello sviluppo
economico, in relazione alle disposizioni di cui all’articolo 2 della
legge 2 maggio 1990, n. 102, e successive modificazioni.

Note all’art. 3:
– Si riporta il testo dell’art. 8 della legge 5 marzo
1990, n. 46 (Norme per la sicurezza degli impianti):
«Art. 8 (Finanziamento dell’attivita’ di normazione
tecnica). – 1. Il 3 per cento del contributo dovuto
annualmente dall’Istituto nazionale per la assicurazione
contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) per l’attivita’ di
ricerca di cui all’art. 3, terzo comma, del decreto-legge
30 giugno 1982, n. 390, convertito, con modificazioni,
dalla legge 12 agosto 1982, n. 597, e’ destinato
all’attivita’ di normazione tecnica, di cui all’art. 7
della presente legge, svolta dall’UNI e dal CEI.
2. La somma di cui al comma 1, calcolata sull’ammontare
del contributo versato dall’INAIL nel corso dell’anno
precedente, e’ iscritta a carico del capitolo 3030, dello
stato di previsione della spesa del Ministero
dell’industria, del commercio e dell’artigianato per il
1990 e a carico delle proiezioni del corrispondente
capitolo per gli anni seguenti.».
– Il decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209
recante «Codice delle assicurazioni private» e’ pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale 13 ottobre 2005, n. 239, S.O.
– Si riporta il testo del comma 3 dell’art. 2 della
legge 28 dicembre 1991, n. 421 (Rifinanziamento di
interventi in campo economico):
«3. Le somme impegnate per la concessione dei
contributi alle societa’ consortili che realizzano mercati
agroalimentari all’ingrosso, di cui alla legge 28 febbraio
1986, n. 41, e successive modificazioni, e non liquidate,
sono riassegnate per le stesse finalita’ allo stato di
previsione della spesa del Ministero dell’industria, del
commercio e dell’artigianato.».
– Si riporta il testo del comma 5 dell’art. 9 della
legge 9 gennaio 1991, n. 10 (Norme per l’attuazione del
Piano energetico nazionale in materia di uso razionale
dell’energia, di risparmio energetico e di sviluppo delle
fonti rinnovabili di energia):
«5. I fondi assegnati alle singole regioni e alle
province autonome di Trento e di Bolzano sono
improrogabilmente impegnati mediante appositi atti di
concessione dei contributi entro centoventi giorni dalla
ripartizione dei fondi. I fondi residui, per i quali le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano non
hanno fornito la documentazione relativa agli atti di
impegno entro i trenta giorni successivi, vengono destinati
dal Ministro dell’industria, del commercio e
dell’artigianato con proprio provvedimento ad iniziative
inevase dalle regioni e dalle province autonome di Trento e
di Bolzano sulla base delle percentuali di ripartizione
gia’ adottate dal CIPE ai sensi del comma 4.».
– Si riporta il testo dell’art. 1 del decreto-legge 9
ottobre 1993, n. 410 (Interventi urgenti a sostegno
dell’occupazione nelle aree di crisi siderurgica),
convertito, dalla legge 10 dicembre 1993, n. 513:
«Art. 1. – 1. La Societa’ di promozione industriale
(SPI), previa autorizzazione del Ministero dell’industria,
del commercio e dell’artigianato, puo’ utilizzare i fondi
destinati alle iniziative rientranti nei programmi di cui
all’art. 5, commi 1 e 2, del decreto-legge 1° aprile 1989,
n. 120, convertito, con modificazioni, dalla legge 15
maggio 1989, n. 181, e successive integrazioni, nonche’ i
fondi recati dalla legge 22 dicembre 1989, n. 408, e dal
decreto-legge 28 dicembre 1989, n. 415, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 febbraio 1990, n. 38, ed
assegnati alla SPI ai sensi della delibera CIPI del 3
agosto 1993, per erogare direttamente contributi e
finanziamenti anche per iniziative nelle aree del sud
indicate dal citato decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120,
nonche’ per assumere partecipazioni di minoranza nelle
iniziative di promozione industriale in tutte le aree di
intervento, ferma restando la destinazione dei fondi per
area gia’ definita in sede CIPI. A tal fine nei programmi
operativi della SPI, da sottoporre per l’approvazione al
Ministero dell’industria, del commercio e dell’artigianato,
devono essere indicati, per ciascuna iniziativa, la
tipologia ed il livello degli interventi proposti, in ogni
caso entro i limiti e secondo le modalita’ di cui all’art.
6 del richiamato decreto-legge 1° aprile 1989, n. 120,
nonche’ l’entita’ degli oneri di istruttoria e controllo
complessivi da riconoscere alla SPI. Per le medesime
finalita’, la SPI puo’ utilizzare anche ulteriori risorse
che si renderanno disponibili per lo scopo, ivi comprese
quelle eventualmente derivanti da revoche o
riprogrammazione di interventi di cui alla legge 1° marzo
1986, n. 64, e successive modificazioni ed integrazioni.».
– Si riporta il testo dell’art. 36 del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440, e successive modificazioni (Nuove
disposizioni sull’amministrazione del patrimonio e sulla
contabilita’ generale dello Stato):
«Art. 36. I residui delle spese correnti non pagati
entro il secondo esercizio successivo a quello in cui e’
stato iscritto il relativo stanziamento si intendono
perenti agli effetti amministrativi; quelli concernenti
spese per lavori, forniture e servizi possono essere
mantenuti in bilancio fino al terzo esercizio successivo a
quello in cui e’ stato iscritto il relativo stanziamento.
Le somme eliminate possono riprodursi in bilancio con
riassegnazione ai pertinenti capitoli degli esercizi
successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale non
impegnate alla chiusura dell’esercizio possono essere
mantenute in bilancio, quali residui, non oltre l’esercizio
successivo a quello cui si riferiscono, salvo che si tratti
di stanziamenti iscritti in forza di disposizioni
legislative entrate in vigore nell’ultimo quadrimestre
dell’esercizio precedente. In tale caso il periodo di
conservazione e’ protratto di un anno.
I residui delle spese in conto capitale, derivanti da
importi che lo Stato abbia assunto obbligo di pagare per
contratto o in compenso di opere prestate o di lavori o di
forniture eseguiti, non pagati entro il terzo esercizio
successivo a quello in cui e’ stato iscritto il relativo
stanziamento, si intendono perenti agli effetti
amministrativi. Le somme eliminate possono riprodursi in
bilancio con riassegnazione ai pertinenti capitoli degli
esercizi successivi.
Le somme stanziate per spese in conto capitale negli
esercizi 1979 e precedenti, che al 31 dicembre 1982 non
risultino ancora formalmente impegnate, costituiscono
economie di bilancio da accertare in sede di rendiconto
dell’esercizio 1982.
I conti dei residui, distinti per Ministeri, al 31
dicembre dell’esercizio precedente a quello in corso, con
distinta indicazione dei residui di cui al secondo comma
del presente articolo, sono allegati oltre che al
rendiconto generale anche al bilancio di previsione.
Il conto dei residui e’ tenuto distinto da quello della
competenza, in modo che nessuna spesa afferente ai residui
possa essere imputata sui fondi della competenza e
viceversa.».
– Si riporta il testo dell’art. 2 della legge 2 maggio
1990, n. 102, e successive modificazioni (Disposizioni per
la ricostruzione e la rinascita della Valtellina e delle
adiacenti zone delle province di Bergamo, Brescia e Como,
nonche’ della provincia di Novara, colpite dalle
eccezionali avversita’ atmosferiche dei mesi di luglio ed
agosto 1987):
«Art. 2 (Procedure). – 1. Gli interventi per la difesa
del suolo e per la ricostruzione e lo sviluppo di cui
rispettivamente agli articoli 3 e 5 nonche’ il riparto
delle risorse disponibili ai fini della presente legge e
con priorita’ per gli interventi di riassetto idrogeologico
sono approvati con decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.
2. La regione Lombardia, sentiti gli enti locali
interessati:
a) individua e propone all’autorita’ di bacino,
nell’ambito di interventi urgenti di cui alla lettera c)
dell’art. 31 della legge 18 maggio 1989, n. 183, quelli
aventi carattere di assoluta urgenza;
b) formula proposte all’autorita’ di bacino
relativamente agli stralci di cui all’art. 3;
c) elabora la proposta di piano di cui all’art. 5.
3. Gli stralci dello schema previsionale e
programmatico di cui all’art. 3 e il piano di ricostruzione
e sviluppo di cui all’art. 5 possono essere sottoposti a
revisione annuale secondo le procedure disciplinate dalla
normativa della regione Lombardia, nel quadro delle
medesime disponibilita’ finanziarie. La regione Lombardia
e’ tenuta a comunicare alla Presidenza del Consiglio dei
ministri l’assetto del piano aggiornato.».

Art. 4.
(Stato di previsione del Ministero del lavoro
e delle politiche sociali)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per l’anno
finanziario 2010, in conformita’ all’annesso stato di previsione
(Tabella n. 4).

Art. 5.
(Stato di previsione del Ministero
della giustizia e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero della giustizia, per l’anno finanziario 2010, in
conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 5).
2. Le entrate e le spese degli Archivi notarili, per l’anno
finanziario 2010, sono stabilite in conformita’ agli stati di
previsione annessi a quello del Ministero della giustizia (Appendice
n. 1).
3. Per provvedere alle eventuali deficienze delle assegnazioni di
bilancio, e’ utilizzato lo stanziamento dell’unita’ previsionale di
base «oneri comuni di parte corrente» del programma «giustizia civile
e penale», nell’ambito della missione «giustizia» dello stato di
previsione della spesa degli Archivi notarili. I prelevamenti da
detta unita’ previsionale di base, nonche’ le iscrizioni delle somme
prelevate nelle competenti unita’ previsionali di base, sono disposti
con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta
del Ministro della giustizia. Tali decreti sono comunicati al
Parlamento in allegato al conto consuntivo degli Archivi stessi.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme
versate dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dalle
regioni, dalle province, dai comuni e da altri enti pubblici e
privati all’entrata del bilancio dello Stato, in termini di
competenza e di cassa, relativamente alle spese per il mantenimento,
per l’assistenza e per la rieducazione dei detenuti e internati,
nonche’ per le attivita’ sportive del personale del Corpo di polizia
penitenziaria e dei detenuti e internati, nell’ambito delle unita’
previsionali di base «funzionamento» e «interventi» del programma
«amministrazione penitenziaria» e «funzionamento» e «interventi» del
programma «giustizia minorile», nell’ambito della missione
«giustizia» dello stato di previsione del Ministero della giustizia
per l’anno finanziario 2010.

Art. 6.
(Stato di previsione del Ministero degli affari
esteri e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero degli affari esteri, per l’anno finanziario 2010, in
conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 6).
2. E’ approvato, in termini di competenza e di cassa, il bilancio
dell’Istituto agronomico per l’oltremare, per l’anno finanziario
2010, annesso allo stato di previsione del Ministero degli affari
esteri (Appendice n. 1).
3. In relazione alle somme affluite all’entrata del bilancio
dello Stato per contributi versati da Paesi esteri in applicazione
della direttiva 77/486/CEE del Consiglio, del 25 luglio 1977, il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a provvedere,
con propri decreti, alla riassegnazione delle somme stesse alle
pertinenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione del
Ministero degli affari esteri per l’anno finanziario 2010, perche’
siano utilizzate per gli scopi per cui tali somme sono state versate.
4. In relazione alle somme affluite all’entrata del bilancio
dell’Istituto agronomico per l’oltremare, per anticipazioni e
rimborsi di spese per conto di terzi, nonche’ di organismi
internazionali o della Direzione generale per la cooperazione allo
sviluppo, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni all’entrata e
alla spesa del suddetto bilancio per l’anno finanziario 2010.
5. Il Ministero degli affari esteri e’ autorizzato ad effettuare,
previe intese con il Ministero dell’economia e delle finanze,
operazioni in valuta estera non convertibile pari alle disponibilita’
esistenti nei conti correnti valuta Tesoro costituiti presso le
rappresentanze diplomatiche e gli uffici consolari, ai sensi
dell’articolo 5 della legge 6 febbraio 1985, n. 15, e successive
modificazioni, e che risultino intrasferibili per effetto di norme o
disposizioni locali. Il relativo controvalore in euro e’ acquisito
all’entrata del bilancio dello Stato ed e’ contestualmente iscritto,
sulla base delle indicazioni del Ministero degli affari esteri, nelle
pertinenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione del
Ministero medesimo per l’anno finanziario 2010, per l’effettuazione
di spese connesse alle esigenze di funzionamento e mantenimento delle
sedi diplomatiche e consolari, degli istituti di cultura e delle
scuole italiane all’estero. Il Ministero degli affari esteri e’
altresi’ autorizzato ad effettuare, con le medesime modalita’,
operazioni in valuta estera pari alle disponibilita’ esistenti nei
conti correnti valuta Tesoro in valute inconvertibili o
intrasferibili individuate, ai fini delle presenti operazioni, dal
Dipartimento del tesoro su richiesta della competente Direzione
generale del Ministero degli affari esteri.
6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, su proposta del Ministro degli affari esteri, variazioni
compensative in termini di competenza e cassa tra i capitoli allocati
nelle unita’ previsionali di base «funzionamento» e «interventi» del
programma «cooperazione allo sviluppo e gestione sfide globali»,
nell’ambito della missione «l’Italia in Europa e nel mondo» dello
stato di previsione del Ministero degli affari esteri, relativamente
agli stanziamenti per l’aiuto pubblico allo sviluppo determinati
nella Tabella C allegata alla legge finanziaria. Resta fermo quanto
previsto dall’articolo 15, comma 9, primo periodo, della legge 26
febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni.

Note all’art. 6:
– La direttiva 77/486/CEE del Consiglio, del 25 luglio
1977, relativa alla formazione scolastica dei figli dei
lavoratori migranti e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale legge n. 199 del 6 agosto 1977.
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge 6
febbraio 1985, n. 15, e successive modificazioni
(Disciplina delle spese da effettuarsi all’estero dal
Ministero degli affari esteri):
«Art. 5. Presso sedi all’estero, da individuarsi con
decreto del Ministro degli affari esteri di concerto con il
Ministro del tesoro, sono costituiti conti correnti valuta
Tesoro.
A detti conti affluiscono le entrate consolari, le
eccedenze sui finanziamenti di cui all’art. 2, nonche’, su
indicazione del Ministero del tesoro, altre entrate dello
Stato realizzate all’estero.
Per la gestione di detti fondi vengono aperti conti
correnti presso locali istituti bancari di fiducia.
Le ricevute dei versamenti ai conti correnti valuta
Tesoro delle entrate consolari costituiscono per gli agenti
della riscossione che hanno effettuato detti versamenti,
quietanze liberatorie da allegarsi a discarico delle
rispettive contabilita’.
I conti correnti valuta Tesoro sono gestiti sotto la
vigilanza della Direzione generale del tesoro – portafoglio
dello Stato, cui vengono presentate situazioni trimestrali,
corredate dall’estratto conto bancario, trasmesse in copia
al Ministero degli affari esteri ed alla coesistente
ragioneria centrale.
A seguito di motivata richiesta formulata dalle sedi
all’estero ed in attesa dell’accreditamento dei
finanziamenti ministeriali di cui all’art. 2, la competente
Direzione generale del Ministero degli affari esteri puo’
autorizzare, previa comunicazione al competente
Dipartimento del tesoro del Ministero dell’economia e delle
finanze e all’Ufficio centrale del bilancio presso il
Ministero degli affari esteri, le rappresentanze
diplomatiche e gli uffici consolari a prelevare somme dai
rispettivi conti correnti valuta Tesoro per far fronte alle
esigenze delle sedi stesse.
Ad operazione effettuata viene disposto il versamento
all’entrata del controvalore in euro dell’importo prelevato
seguendo le procedure previste dall’art. 6 della presente
legge e dai decreto ministeriale 6 agosto 2003 del Ministro
dell’economia e delle finanze, pubblicati nella Gazzetta
Ufficiale n. 197 del 26 agosto 2003, di attuazione degli
articoli 3, 6 e 7 del regolamento di cui al decreto del
Presidente della Repubblica 15 dicembre 2001, n. 482.
Dell’avvenuto versamento viene data comunicazione, a cura
della competente Direzione generale del Ministero degli
affari esteri, al Dipartimento del tesoro del Ministero
dell’economia e delle finanze e all’Ufficio centrale del
bilancio presso il Ministero degli affari esteri.
La Direzione generale del tesoro – portafoglio dello
Stato, compatibilmente con le disposizioni valutarie
locali, autorizza il trasferimento in Italia delle
disponibilita’ in valuta esistenti sui conti correnti
valuta Tesoro per il successivo versamento del loro
controvalore in lire all’entrata dello Stato.».
– Si riporta il testo del comma 9 dell’art. 15 della
legge 26 febbraio 1987, n. 49, e successive modificazioni
(Nuova disciplina della cooperazione dell’Italia con i
Paesi in via di sviluppo):
«9. Le somme non impegnate nell’esercizio di competenza
possono essere impegnate nell’esercizio successivo. Il
Ministro del tesoro, su proposta del Ministro degli affari
esteri, puo’ apportare variazioni compensative tra capitoli
di spesa, in termini di competenza e cassa, iscritti nella
rubrica dello stato di previsione del Ministero degli
affari esteri di cui all’art. 14, comma 1, lettera a), cui
affluiscono i mezzi finanziari gia’ destinati al Fondo
speciale per la cooperazione allo sviluppo.».

Art. 7.
(Stato di previsione del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’
e della ricerca e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, per
l’anno finanziario 2010, in conformita’ all’annesso stato di
previsione (Tabella n. 7).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, i fondi per oneri
di personale e per l’operativita’ scolastica iscritti nelle unita’
previsionali di base «oneri comuni di parte corrente» e
«investimenti» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della
missione «fondi da ripartire» dello stato di previsione del Ministero
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
3. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di
bilancio, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni compensative, in termini di competenza e di
cassa, tra i capitoli relativi al «Fondo per le competenze dovute al
personale delle istituzioni scolastiche, con esclusione delle spese
per stipendi del personale a tempo indeterminato e determinato» e i
capitoli relativi al «Fondo per il funzionamento delle istituzioni
scolastiche», iscritti nelle pertinenti unita’ previsionali di base
dello stato di previsione del Ministero dell’istruzione,
dell’universita’ e della ricerca.
4. L’assegnazione autorizzata a favore del Consiglio nazionale
delle ricerche, per l’anno finanziario 2010, e’ comprensiva della
somma, determinata nella misura massima di 2.582.284 euro, a favore
dell’Istituto di biologia cellulare per attivita’ internazionale
afferente all’area di Monterotondo.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme
affluite all’entrata del bilancio dello Stato in relazione
all’articolo 9 del decreto-legge 17 giugno 1996, n. 321, convertito,
con modificazioni, dalla legge 8 agosto 1996, n. 421, alla pertinente
unita’ previsionale di base relativa alla ricerca scientifica dello
stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca.
6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro
dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, le occorrenti
variazioni, in termini di competenza e di cassa, tra lo stato di
previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e gli stati di previsione dei Ministeri interessati in
relazione al trasferimento di fondi riguardanti il finanziamento di
progetti per la ricerca.
7. Ai fini di una razionale utilizzazione delle risorse di
bilancio, il Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della
ricerca e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, nell’ambito
del medesimo titolo, le occorrenti variazioni compensative, in
termini di competenza e di cassa, fra i capitoli «spese per il
funzionamento della scuola per l’Europa di Parma» e i capitoli «spese
per la costruzione della nuova sede della scuola per l’Europa di
Parma», iscritti nelle pertinenti unita’ previsionali di base dello
stato di previsione del Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e
della ricerca.
8. In relazione all’andamento gestionale delle spese per
competenze fisse e relativi oneri riflessi dovuti al personale della
scuola, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, e’
autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti
variazioni compensative di bilancio tra i programmi della missione
«istruzione scolastica», per i capitoli interessati all’erogazione
delle suddette competenze.

Nota all’art. 7:
– Si riporta il testo dell’art. 9 del decreto-legge 17
giugno 1996, n. 321 (Disposizioni urgenti per le attivita’
produttive), convertito, con modificazioni, dalla legge 8
agosto 1996, n. 421:
«Art. 9 (Cooperazione aerospaziale).
1. (Omissis).
2. Allo scopo di integrare le finalita’ e gli obiettivi
dell’ASI e del CIRA, in una strategia complessiva
aeronautica e spaziale compatibile con la pianificazione
strategica pluriennale dell’ASI, il Governo assumera’
provvedimenti idonei a realizzare una migliore e piu’
efficiente utilizzazione delle strutture di ricerca
pubbliche del settore aerospaziale. Il termine di cui
all’art. 1, comma 1, della legge 31 maggio 1995, n. 233, e’
prorogato fino alla costituzione degli organi dell’ASI, e
comunque non oltre il 31 dicembre 1996.
3. La parte annuale di risorse eventualmente non
utilizzata per gli anni 1994 e successivi per le finalita’
di cui alla legge 14 febbraio 1991, n. 46, e’ destinata al
perseguimento degli obiettivi di cui alla legge 16 maggio
1989, n. 184, ed e’ corrisposta con i criteri e le
modalita’ di cui alla legge stessa. Il Ministro del tesoro
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
occorrenti variazioni di bilancio.».

Art. 8.
(Stato di previsione del Ministero dell’interno e disposizioni
relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’interno, per l’anno finanziario 2010, in conformita’
all’annesso stato di previsione (Tabella n. 8).
2. Le somme versate dal CONI nell’ambito dell’unita’ previsionale
di base «entrate derivanti da servizi resi dalle Amministrazioni
statali» (vendita beni e servizi resi da Amministrazioni statali ed
altre entrate da riassegnare ai competenti stati di previsione) dello
stato di previsione dell’entrata per l’anno 2010 sono riassegnate,
con decreti del Ministro dell’economia e delle finanze, per le spese
relative all’educazione fisica, all’attivita’ sportiva e alla
costruzione, completamento e adattamento di infrastrutture sportive
concernenti il Corpo nazionale dei vigili del fuoco, alle unita’
previsionali di base «funzionamento» e «investimenti» del programma
«prevenzione dal rischio e soccorso pubblico», nell’ambito della
missione «soccorso civile» dello stato di previsione del Ministero
dell’interno per l’anno finanziario 2010.
3. Nell’elenco n. 1, annesso allo stato di previsione del
Ministero dell’interno, sono indicate le spese per le quali possono
effettuarsi, per l’anno finanziario 2010, prelevamenti dal fondo a
disposizione per la Pubblica sicurezza, di cui all’articolo 1 della
legge 12 dicembre 1969, n. 1001, iscritto nell’unita’ previsionale di
base «funzionamento» del programma «pianificazione e coordinamento
Forze di polizia», nell’ambito della missione «ordine pubblico e
sicurezza».
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni compensative di bilancio
anche tra i titoli della spesa dello stato di previsione del
Ministero dell’interno, occorrenti per l’attuazione delle
disposizioni recate dall’articolo 61 del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446, e successive modificazioni, dall’articolo 10,
comma 11, della legge 13 maggio 1999, n. 133, e successive
modificazioni, e dall’articolo 8, comma 5, della legge 3 maggio 1999,
n. 124, relative ai trasferimenti erariali agli enti locali.
5. In relazione all’articolo 1, comma 1328, della legge 27
dicembre 2006, n. 296, al fine di ridurre il costo a carico dello
Stato del servizio antincendi negli aeroporti, il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a riassegnare, con
propri decreti, nello stato di previsione del Ministero dell’interno
le somme versate all’entrata del bilancio dello Stato in applicazione
delle disposizioni di cui al citato comma 1328 dell’articolo 1 della
predetta legge n. 296 del 2006.
6. Sono autorizzati l’accertamento e la riscossione, secondo le
leggi in vigore, delle entrate del Fondo edifici di culto, nonche’
l’impegno e il pagamento delle spese, relative all’anno finanziario
2010, in conformita’ agli stati di previsione annessi a quello del
Ministero dell’interno (Appendice n. 1).
7. Per gli effetti di cui all’articolo 7 della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni, sono considerate spese
obbligatorie e d’ordine del bilancio del Fondo edifici di culto
quelle indicate nell’elenco n. 1, annesso al bilancio predetto.
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro dell’interno,
le occorrenti variazioni, in termini di competenza e di cassa, negli
stati di previsione dell’entrata e della spesa del Fondo edifici di
culto per l’anno finanziario 2010, conseguenti alle somme prelevate
dal conto corrente infruttifero di tesoreria intestato al predetto
Fondo, per far fronte alle esigenze derivanti dall’attuazione degli
articoli 55 e 69 della legge 20 maggio 1985, n. 222.
9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro
dell’interno, a trasferire agli stati di previsione dei Ministeri
interessati le risorse iscritte al capitolo 2313, istituito
nell’ambito del programma «garanzia dei diritti e interventi per lo
sviluppo della coesione sociale» della missione «immigrazione,
accoglienza e garanzia dei diritti» dello stato di previsione del
Ministero dell’interno, e al capitolo 2872, istituito nell’ambito del
programma «pianificazione e coordinamento Forze di polizia» della
missione «ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di
previsione, in attuazione dell’articolo 1, comma 562, della legge 23
dicembre 2005, n. 266, dell’articolo 34 del decreto-legge 1° ottobre
2007, n. 159, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 novembre
2007, n. 222, e dell’articolo 2, comma 106, della legge 24 dicembre
2007, n. 244.
10. Le somme iscritte nell’apposito fondo istituito ai sensi
dell’articolo 17, comma 35-quinquies, del decreto-legge 1° luglio
2009, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto
2009, n. 102, relative alla speciale indennita’ operativa per il
soccorso tecnico urgente, espletato all’esterno dal personale del
Corpo nazionale dei vigili del fuoco, non utilizzate al termine
dell’esercizio sono conservate nel conto dei residui per essere
utilizzate nell’esercizio successivo. Il Ministro dell’economia e
delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le
variazioni di bilancio occorrenti per l’utilizzazione del predetto
fondo.

Note all’art. 8:
– Si riporta il testo dell’art. 1 della legge 12
dicembre 1969, n. 1001 (Istituzione nello stato di
previsione della spesa del Ministero dell’interno di un
capitolo con un fondo a disposizione per sopperire alle
eventuali deficienze di alcuni capitoli relativi
all’Amministrazione della pubblica sicurezza):
«Art. 1. Nello stato di previsione della spesa del
Ministero dell’interno e’ istituito un capitolo con un
fondo a disposizione per sopperire alle eventuali
deficienze dei capitoli dello stato di previsione medesimo,
indicati in apposita tabella da approvarsi con la legge di
bilancio.
I prelevamenti di somme da tale fondo, con la
conseguente iscrizione nei capitoli suddetti, sono fatti
con decreto del Ministro per il tesoro da registrarsi alla
Corte dei conti.
Per l’anno finanziario 1969 la dotazione del fondo e’
fissata in milioni 1.500 e viene costituita mediante le
seguenti riduzioni degli stanziamenti dei sotto indicati
capitoli dello stato di previsione della spesa del
Ministero dell’interno per l’anno stesso:
Capitolo 1446 ………….. L. 400.000.000
» 1452 ………….. » 300.000.000
» 1459 ………….. » 500.000.000
» 1469 ………….. » 300.000.000
I capitoli a favore dei quali possono farsi
prelevamenti dal detto fondo, per l’anno finanziario 1969,
sono indicati nell’annessa tabella.».
– Si riporta il testo dell’art. 61 del decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, e successive
modificazioni (Istituzione dell’imposta regionale sulle
attivita’ produttive, revisione degli scaglioni, delle
aliquote e delle detrazioni dell’Irpef e istituzione di una
addizionale regionale a tale imposta, nonche’ riordino
della disciplina dei tributi locali):
«Art. 61 (Riduzione dei trasferimenti erariali agli
enti locali). – 1. A decorrere dall’anno 1999, il fondo
ordinario spettante alle province e’ ridotto di un importo
pari al gettito complessivo riscosso nell’anno 1999 per
l’imposta sulle assicurazioni di cui al comma 1 dell’art.
60, ridotto dell’importo corrispondente all’incremento
medio nazionale dei premi assicurativi registrato nell’anno
1999, rispetto all’anno 1998, secondo dati di fonte
ufficiale. La dotazione del predetto fondo e’, per l’anno
1999, inizialmente ridotta, in base ad una stima del
gettito annuo effettuata, sulla base dei dati disponibili,
dal Ministero delle finanze, per singola provincia, e
comunicata ai Ministeri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica e dell’interno. Sulla base dei
dati finali, comunicati dal Ministero delle finanze ai
predetti Ministeri, sono determinate le riduzioni
definitive della dotazione del predetto fondo, per singola
provincia, e sono introdotte le eventuali variazioni di
bilancio. Il Ministero dell’interno provvede, con seconda e
la terza rata dei contributi ordinari relativi al 2000, ad
operare i conguagli e a determinare in via definitiva
l’importo annuo del contributo ridotto spettante ad ogni
provincia a decorrere dal 1999.
2. A decorrere dall’anno 1999 il fondo ordinario
spettante alle province e’ altresi’ ridotto di un importo
pari al gettito previsto per il predetto anno per imposta
erariale di trascrizione, iscrizione e annotazione dei
veicoli al pubblico registro automobilistico di cui alla
legge 23 dicembre 1977, n. 952 . La riduzione della
dotazione del predetto fondo e’ operata con la legge di
approvazione del bilancio dello Stato per l’anno
finanziario 1999 ed e’ effettuata, nei confronti di
ciascuna provincia, dal Ministero dell’interno in base ai
dati comunicati dal Ministero delle finanze entro il 30
giugno 1998, determinati ripartendo il gettito previsto per
il 1999 tra le singole province in misura percentualmente
corrispondente al gettito riscosso nel 1997 a ciascuna di
esse imputabile. La riduzione definitiva delle dotazioni
del predetto fondo e’ altresi’ operata sulla base dei dati
definitivi dell’anno 1998 relativi all’imposta di cui al
presente comma, comunicati dal Ministero delle finanze al
Ministero dell’interno entro il 30 settembre 1999.
3. Le somme eventualmente non recuperate, per
insufficienza dei contributi ordinari, sono portate in
riduzione dei contributi a qualsiasi titolo dovuti al
singolo ente locale dal Ministero dell’interno. La
riduzione e’ effettuata con priorita’ sui contributi di
parte corrente.
4. Le riduzioni dei contributi statali e i gettiti dei
tributi previsti dal presente art. sono determinati con
riferimento alle province delle regioni a statuto
ordinario. Per le regioni a statuto speciale le operazioni
di riequilibrio di cui al decreto legislativo 30 giugno
1997, n. 244, si applicano solo dopo il recepimento delle
disposizioni dell’art. 60 e del presente articolo nei
rispettivi statuti.».
– Si riporta il testo dell’art. 10 della legge 13
maggio 1999, n. 133, e successive modificazioni
(Disposizioni in materia di perequazione, razionalizzazione
e federalismo fiscale):
«Art. 10 (Disposizioni in materia di federalismo
fiscale). – 1. Il Governo e’ delegato ad emanare, entro
nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente
legge, uno o piu’ decreti legislativi aventi per oggetto il
finanziamento delle regioni a statuto ordinario e
l’adozione di meccanismi perequativi interregionali, in
base ai seguenti principi e criteri direttivi:
a) abolizione dei vigenti trasferimenti erariali a
favore delle regioni a statuto ordinario, ad esclusione di
quelli destinati a finanziare interventi nel settore delle
calamita’ naturali, nonche’ di quelli a specifica
destinazione per i quali sussista un rilevante interesse
nazionale; sono in ogni caso ricompresi tra i trasferimenti
soppressi quelli destinati al finanziamento del trasporto
pubblico di cui al decreto legislativo 19 novembre 1997, n.
422, e della spesa sanitaria corrente; quest’ultima e’
computata al netto delle somme vincolate da accordi
internazionali e di quelle destinate al finanziamento delle
attivita’ degli istituti di ricerca scientifica e
sperimentale e delle iniziative previste da leggi nazionali
o dal piano sanitario nazionale riguardanti programmi
speciali di interesse e rilievo nazionale e internazionale
per ricerche e sperimentazioni attinenti alla gestione dei
servizi e alle tecnologie e biotecnologie sanitarie, in
misura non inferiore alla relativa spesa storica. Fermo
restando quanto previsto dal comma 2 dell’art. 121 del
decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, sono
determinati, d’intesa con la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, i criteri per il raccordo
dell’attivita’ degli istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico con la programmazione regionale,
nonche’ le modalita’ per il finanziamento delle attivita’
assistenziali;
b) sostituzione dei trasferimenti di cui alla lettera
a) e di quelli connessi al conferimento di funzioni alle
regioni di cui al capo I della legge 15 marzo 1997, n. 59,
mediante un aumento dell’aliquota di compartecipazione
dell’addizionale regionale all’IRPEF, con riduzione delle
aliquote erariali in modo tale da mantenere il gettito
complessivo dell’IRPEF inalterato; aumento dell’aliquota
della compartecipazione all’accisa sulla benzina, la quale
non potra’ comunque essere superiore a 450 lire al litro;
istituzione di una compartecipazione all’IVA, in misura non
inferiore al 20 per cento del gettito IVA complessivo. Le
assegnazioni alle regioni del gettito delle
compartecipazioni, al netto di quanto destinato al fondo
perequativo di cui alla lettera e), avvengono con
riferimento a dati indicativi delle rispettive basi
imponibili regionali;
c) determinazione delle esatte misure delle aliquote
di cui alla lettera b) in modo tale da assicurare, tenuto
conto della regolazione delle quote riversate allo Stato ai
sensi dell’art. 26, comma 2, del decreto legislativo 15
dicembre 1997, n. 446, la copertura complessiva dei
trasferimenti aboliti;
d) previsione di meccanismi perequativi in funzione
della capacita’ fiscale relativa ai principali tributi e
compartecipazioni a tributi erariali, nonche’ della
capacita’ di recupero dell’evasione fiscale e dei
fabbisogni sanitari; previsione, inoltre, di un eventuale
periodo transitorio, non superiore ad un triennio, nel
quale la perequazione possa essere effettuata anche in
funzione della spesa storica; cio’ al fine di consentire a
tutte le regioni a statuto ordinario di svolgere le proprie
funzioni e di erogare i servizi di loro competenza a
livelli essenziali ed uniformi su tutto il territorio
nazionale, tenendo conto delle capacita’ fiscali
insufficienti a far conseguire tali condizioni e della
esigenza di superare gli squilibri socio-economici
territoriali;
e) previsione di istituire un fondo perequativo
nazionale finanziato attingendo alla compartecipazione
all’IVA di cui alla lettera b), ed eventualmente destinando
a questa finalizzazione anche quota parte dell’aliquota
della compartecipazione all’accisa sulla benzina di cui
alla medesima lettera b);
f) revisione del sistema dei trasferimenti erariali
agli enti locali in funzione delle esigenze di perequazione
connesse all’aumento dell’autonomia impositiva e alla
capacita’ fiscale relativa all’ICI e alla compartecipazione
all’IRPEF non facoltativa. La perequazione deve basarsi su
quote capitarie definite in relazione alle caratteristiche
territoriali, demografiche e infrastrutturali, nonche’ alle
situazioni economiche e sociali e puo’ essere effettuata,
per un periodo transitorio, anche in funzione dei
trasferimenti storici;
g) [previsione di un periodo transitorio non
superiore al triennio nel quale ciascuna regione e’
vincolata ad impegnare, per l’erogazione delle prestazioni
del Servizio sanitario nazionale, una spesa definita in
funzione della quota capitaria stabilita dal piano
sanitario nazionale; la rimozione del vincolo e’ comunque
coordinata con l’attivazione del sistema di controllo di
cui alla lettera i); gli eventuali risparmi di spesa
sanitaria rimangono attribuiti in ogni caso alla regione
che li ha ottenuti];
h) estensione dei meccanismi di finanziamento di cui
alla lettera b) alla copertura degli oneri per lo
svolgimento delle funzioni e dei compiti trasferiti alle
regioni, ai sensi del capo I della legge 15 marzo 1997, n.
59, ad esito del procedimento di identificazione delle
risorse di cui all’art. 7 della predetta legge n. 59 del
1997, tenuto conto dei criteri definiti nelle lettere
precedenti, nonche’ dei criteri previsti dall’art. 48,
comma 11, della legge 27 dicembre 1997, n. 449, in quanto
applicabile;
i) previsione di procedure di monitoraggio e di
verifica dell’assistenza sanitaria erogata, in base ad
appropriati parametri qualitativi e quantitativi, nonche’
di raccolta delle informazioni a tal fine necessarie, anche
condizionando al loro rispetto la misura dei trasferimenti
perequativi e delle compartecipazioni; razionalizzazione
della normativa e delle procedure vigenti in ordine ai
fattori generatori della spesa sanitaria, con particolare
riguardo alla spesa del personale, al fine di rendere
trasparenti le responsabilita’ delle decisioni di spesa per
ciascun livello di governo;
l) previsione di una revisione organica del
trattamento e del regime fiscale attualmente vigente per i
contributi volontari e contrattuali di assistenza sanitaria
versati ad enti o casse, al fine di:
1) riconoscere un trattamento fiscale di prevalente
agevolazione in favore dei fondi integrativi del Servizio
sanitario nazionale, come disciplinati dalle disposizioni
attuative della legge 30 novembre 1998, n. 419;
2) assicurare la parita’ di trattamento fiscale tra
i fondi diversi da quelli di cui al numero 1);
3) garantire l’invarianza complessiva del gettito
ai fini dell’imposta sul reddito delle persone fisiche;
m) coordinamento della disciplina da emanare con
quella attualmente vigente in materia per le regioni a
statuto speciale, salvo i profili attribuiti alle fonti
previste dagli statuti di autonomia;
n) estensione anche alle regioni della possibilita’
di partecipare alle attivita’ di accertamento dei tributi
erariali, in analogia a quanto gia’ previsto per i comuni
dall’art. 44 del decreto del Presidente della Repubblica 29
settembre 1973, n. 600 ;
o) abolizione della compartecipazione dei comuni e
delle province al gettito dell’IRAP di cui all’art. 27,
commi 1, 2 e 3, del decreto legislativo 15 dicembre 1997,
n. 446, e conseguente rideterminazione dei trasferimenti
erariali alle regioni, alle province e ai comuni in modo da
garantire la neutralita’ finanziaria per i suddetti enti e
la copertura degli oneri di cui all’art. 1-bis del
decreto-legge 25 novembre 1996, n. 599, convertito, con
modificazioni, dalla legge 24 gennaio 1997, n. 5. Ai fini
della suddetta rideterminazione si fa riferimento alla
compartecipazione all’IRAP per l’anno 1998;
p) previa verifica della compatibilita’ con la
normativa comunitaria, facolta’ per le regioni a statuto
ordinario di confine di ridurre la misura dell’accisa sulle
benzine, nei limiti della quota assegnata alle stesse
regioni, anche in maniera differenziata per singoli comuni,
in ragione della distanza dal confine nazionale. Previsione
di misure di compartecipazione regionale all’eventuale
aumento del gettito della quota statale dell’accisa sulle
benzine accertato nelle regioni per effetto della prevista
riduzione della quota regionale;
q) definizione delle modalita’ attraverso le quali le
regioni e gli enti locali siano coinvolti nella
predisposizione dei provvedimenti attuativi della delega di
cui al presente comma;
r) previsione, anche in attuazione delle norme
vigenti, di misure idonee al conseguimento dei seguenti
principi e obiettivi:
1) le misure organiche e strutturali corrispondano
alle accresciute esigenze conseguenti ai conferimenti
operati con i decreti legislativi attuativi della legge 15
marzo 1997, n. 59;
2) le regioni siano coinvolte nel processo di
individuazione di conseguenti trasferimenti erariali da
sopprimere e sostituire con il gettito di compartecipazione
di tributi erariali e di predisposizione della relativa
disciplina.
2. L’attuazione del comma 1 non deve comportare oneri
aggiuntivi per il bilancio dello Stato e per i bilanci del
complesso delle regioni a statuto ordinario, deve essere
coordinata con gli obiettivi di finanza pubblica relativi
al patto di stabilita’ interno di cui alla legge 23
dicembre 1998, n. 448, e deve essere coerente con i
principi e i criteri direttivi di cui alla legge 30
novembre 1998, n. 419. Anche al fine del coordinamento con
i predetti obiettivi, principi e criteri, entro un anno
dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi
attuativi della citata legge n. 419 del 1998, e nel
rispetto delle procedure, dei principi e criteri direttivi
stabiliti dalla medesima legge n. 419 del 1998, con uno o
piu’ decreti legislativi possono essere emanate
disposizioni correttive e integrative.
3. Gli schemi dei decreti legislativi di cui al comma 1
sono trasmessi al Parlamento per l’espressione del parere
da parte delle competenti Commissioni permanenti,
successivamente all’acquisizione degli altri pareri
previsti, almeno sessanta giorni prima della scadenza
prevista per l’esercizio della delega. Le Commissioni si
esprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione.
Entro due anni dalla data di entrata in vigore dei predetti
decreti legislativi, nel rispetto dei principi e criteri
direttivi previsti dal presente articolo e previo parere
delle Commissioni parlamentari competenti, possono essere
emanate, con uno o piu’ decreti legislativi, disposizioni
integrative o correttive.
4. All’art. 17, comma 6, lettera b), del decreto-legge
23 febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni,
dalla legge 22 marzo 1995, n. 85, come modificato dall’art.
4, comma 1, lettera b-bis), del decreto-legge 2 ottobre
1995, n. 415, convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 1995, n. 507, le parole: «ad eccezione dei consumi
di energia elettrica relativi ad imprese industriali ed
alberghiere» sono soppresse.
5. All’art. 4 del decreto-legge 30 settembre 1989, n.
332, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 novembre
1989, n. 384, e successive modificazioni, sono apportate le
seguenti modifiche:
a) (omissis);
b) il comma 2 e’ abrogato.
6. Al fine di agevolare il raggiungimento degli
obiettivi di cui al Protocollo sui cambiamenti climatici,
adottato a Kyoto il 10 dicembre 1997, l’energia elettrica
prodotta da fonti rinnovabili, consumata dalle imprese di
autoproduzione e per qualsiasi uso in locali e luoghi
diversi dalle abitazioni e’ esclusa dall’applicazione delle
addizionali erariali di cui al comma 5. Agli oneri
derivanti dall’attuazione del presente comma, pari a lire
26 miliardi per ciascuno degli anni 2000 e 2001, si
provvede, quanto a lire 6 miliardi mediante le maggiori
entrate derivanti dal comma 5, e per la parte restante
mediante utilizzazione delle risorse di cui all’art. 8,
comma 10, lettera f), della legge 23 dicembre 1998, n. 448.
7. L’esercizio di impianti da fonti rinnovabili di
potenza elettrica non superiore a 20 kW, anche collegati
alla rete, non e’ soggetto agli obblighi di cui all’art.
53, comma 1, del testo unico approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, e l’energia consumata,
sia autoprodotta che ricevuta in conto scambio, non e’
sottoposta all’imposta erariale ed alle relative
addizionali sull’energia elettrica. L’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas stabilisce le condizioni per
lo scambio dell’energia elettrica fornita dal distributore
all’esercente dell’impianto.
8. Nel testo unico approvato con decreto legislativo 26
ottobre l995, n. 504, all’art. 52, comma 5, lettera a), le
parole: «e sempreche’ non cedano l’energia elettrica
prodotta alla rete pubblica» sono soppresse.
9. (Omissis).
10. Nel comma 7 dell’art. 17 del decreto-legge 23
febbraio 1995, n. 41, convertito, con modificazioni, dalla
legge 22 marzo 1995, n. 85, le parole: «affluiscono ad
appositi capitoli dell’entrata del bilancio statale e
restano acquisite all’erario» sono sostituite dalle
seguenti: «sono versate direttamente ai comuni».
11. I trasferimenti alle province sono decurtati in
misura pari al maggior gettito derivante dall’applicazione
dell’aliquota di 18 lire per kWh dell’addizionale
provinciale sul consumo di energia elettrica. Nel caso in
cui la capienza dei trasferimenti fosse insufficiente al
recupero dell’intero ammontare dell’anzidetto maggior
gettito, si provvede mediante una riduzione dell’ammontare
di devoluzione dovuta dell’imposta sull’assicurazione
obbligatoria per la responsabilita’ civile derivante dalla
circolazione dei veicoli a motore. I trasferimenti ai
comuni sono variati in diminuzione o in aumento in misura
pari alla somma del maggiore o minore derivante
dall’applicazione delle aliquote di cui alle lettere a) e
b) del comma 2 dell’art. 6 del decreto-legge 28 novembre
1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla legge 27
gennaio 1989, n. 20, come sostituito dal comma 9 del
presente articolo, e delle maggiori entrate derivanti dalla
disposizione di cui al comma 10 del presente articolo,
diminuita del mancato gettito derivante dall’abolizione
dell’addizionale comunale sul consumo di energia elettrica
nei luoghi diversi dalle abitazioni.
12. L’ente liquidatore e’ tenuto a garantire agli enti
locali interessati il diritto di verificare, mediante
l’accesso alle relative informazioni, la procedura di
accertamento e liquidazione delle addizionali di loro
competenza sui consumi di energia elettrica.
13. Le operazioni di conferimento d’azienda o di rami
d’azienda poste in essere in esecuzione della normativa
nazionale di recepimento della direttiva 96/92/CE del
Parlamento europeo e del Consiglio del 19 dicembre 1996,
concernente norme comuni per il mercato interno
dell’energia elettrica, e ogni altra operazione della
medesima natura concernente il riassetto del settore
elettrico nazionale prevista da tale normativa, non si
considerano atti di alienazione ai fini dell’imposta
sull’incremento di valore degli immobili e si applicano ad
esse le disposizioni dell’art. 3, secondo comma, secondo
periodo, e dell’art. 6, settimo comma, del decreto del
Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 643, e
successive modificazioni.
14. Al comma 149, lettera d) dell’art. 3 della legge 23
dicembre 1996, n. 662, il numero 3) e’ abrogato.
15. Le disposizioni di cui ai commi 5, 9, 10 e 11 si
applicano a partire dal 1° gennaio 2000.
16. Fino al 31 dicembre 1999, all’energia elettrica
consumata dalle imprese di autoproduzione si applicano, per
ogni kWh di consumo, le seguenti addizionali erariali:
a) per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle
abitazioni, con potenza impegnata fino a 30 kW: 7 lire;
b) per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle
abitazioni, con potenza impegnata oltre 30 kW e fino a 3000
kW: 10,5 lire;
c) per qualsiasi uso in locali e luoghi diversi dalle
abitazioni, con potenza impegnata oltre 3000 kW: 4 lire.
17. L’art. 60 del testo unico approvato con decreto
legislativo 26 ottobre 1995, n. 504, si interpreta nel
senso che, relativamente alle esenzioni di cui all’art. 52,
comma 2, dello stesso testo unico, previste per l’imposta
di consumo sull’energia elettrica, resta ferma la loro non
applicabilita’ alle addizionali comunali, provinciali ed
erariali all’imposta di consumo sull’energia elettrica,
come stabilito dall’art. 6, comma 4, del decreto-legge 28
novembre 1988, n. 511, convertito, con modificazioni, dalla
legge 27 gennaio 1989, n. 20, in tema di addizionali
comunali e provinciali all’imposta di consumo sull’energia
elettrica, e dall’art. 4, comma 3, del decreto-legge 30
settembre 1989, n. 332, convertito, con modificazioni,
dalla legge 27 novembre 1989, n. 384, in tema di
addizionali erariali all’imposta di consumo sull’energia
elettrica.
18. Al decreto legislativo 15 novembre 1993, n. 507,
sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 5 dell’art. 3 sono soppresse le parole:
«e, qualora non modificate entro il suddetto termine, si
intendano prorogate di anno in anno»;
b) al comma 1 dell’art. 37 sono soppresse le parole
da: «, nel limite della variazione percentuale» fino alla
fine del comma.».
– Si riporta il testo del comma 5 dell’art. 8 della
legge 3 maggio 1999, n. 124 (Disposizioni urgenti in
materia di personale scolastico):
«5. A decorrere dall’anno in cui hanno effetto le
disposizioni di cui ai commi 2, 3 e 4 si procede alla
progressiva riduzione dei trasferimenti statali a favore
degli enti locali in misura pari alle spese comunque
sostenute dagli stessi enti nell’anno finanziario
precedente a quello dell’effettivo trasferimento del
personale; i criteri e le modalita’ per la determinazione
degli oneri sostenuti dagli enti locali sono stabiliti con
decreto del Ministro dell’interno, emanato entro quattro
mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge,
di concerto con i Ministri del tesoro, del bilancio e della
programmazione economica, della pubblica istruzione e per
la funzione pubblica, sentite l’ANCI, l’UNCEM e l’UPI.».
– Si riporta il testo del comma 1328 dell’art. 1 della
legge 27 dicembre 2006, n. 296 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2007):
«1328. Al fine di ridurre il costo a carico dello Stato
del servizio antincendi negli aeroporti, l’addizionale sui
diritti d’imbarco sugli aeromobili, di cui all’art. 2,
comma 11, della legge 24 dicembre 2003, n. 350, e
successive modificazioni, e’ incrementata a decorrere
dall’anno 2007 di 50 centesimi di euro a passeggero
imbarcato. Un apposito fondo, alimentato dalle societa’
aeroportuali in proporzione al traffico generato, concorre
al medesimo fine per 30 milioni di euro annui. Con decreti
del Ministero dell’interno, da comunicare, anche con
evidenze informatiche, al Ministero dell’economia e delle
finanze, tramite l’Ufficio centrale del bilancio, nonche’
alle competenti Commissioni parlamentari e alla Corte dei
conti, si provvede alla ripartizione del fondo tra le
unita’ previsionali di base del centro di responsabilita’
«Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e
della difesa civile» dello stato di previsione del
Ministero dell’interno.».
– Per il testo dell’art. 7 della legge 5 agosto 1978,
n. 468 si vedano le note all’art. 2.
– Si riporta il testo degli articoli 55 e 69 della
legge 20 maggio 1985, n. 222 (Disposizioni sugli enti e
beni ecclesiastici in Italia e per il sostentamento del
clero cattolico in servizio nelle diocesi):
«Art. 55. Il patrimonio degli ex economati dei benefici
vacanti e dei fondi di religione di cui all’art. 18 della
legge 27 maggio 1929, n. 848, del Fondo per il culto, del
Fondo di beneficenza e religione nella citta’ di Roma e
delle Aziende speciali di culto, denominate Fondo clero
veneto – gestione clero curato, Fondo clero veneto –
gestione grande cartella, Azienda speciale di culto della
Toscana, Patrimonio ecclesiastico di Grosseto, e’ riunito
dal 1° gennaio, 1987 in patrimonio unico con la
denominazione di Fondo edifici di culto.
Il Fondo edifici di culto succede in tutti i rapporti
attivi e passivi degli enti, aziende e patrimoni
predetti.».
«Art. 69. I patrimoni della Basilica di San Francesco
di Paola in Napoli, della cappella di San Pietro nel
palazzo ex reale di Palermo e della chiesa di San Gottardo
annessa al palazzo ex reale di Milano sono trasferiti, con
i relativi oneri, al Fondo edifici di culto.».
– Si riporta il testo del comma 562 dell’art. 1 della
legge 23 dicembre 2005, n. 266 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2006):
«562. Al fine della progressiva estensione dei benefici
gia’ previsti in favore delle vittime della criminalita’ e
del terrorismo a tutte le vittime del dovere individuate ai
sensi dei commi 563 e 564, e’ autorizzata la spesa annua
nel limite massimo di 10 milioni di euro a decorrere dal
2006.».
– Si riporta il testo dell’art. 34 del decreto-legge 1°
ottobre 2007, n. 159 (Interventi urgenti in materia
economico-finanziaria, per lo sviluppo e l’equita’
sociale), convertito, con modificazioni, dalla legge 29
novembre 2007, n. 222:
«Art. 34. Estensione dei benefici riconosciuti in
favore delle vittime del terrorismo, previsti dalla legge 3
agosto 2004, n. 206, alle vittime del dovere a causa di
azioni criminose e alle vittime della criminalita’
organizzata, nonche’ ai loro familiari superstiti.
Ulteriori disposizioni a favore delle vittime del
terrorismo.
1. Alle vittime del dovere ed ai loro familiari
superstiti, di cui all’art. 1, commi 563 e 564, della legge
23 dicembre 2005, n. 266, ed alle vittime della
criminalita’ organizzata, di cui all’art. 1 della legge 20
ottobre 1990, n. 302, ed ai loro familiari superstiti sono
corrisposte le elargizioni di cui all’art. 5, commi 1 e 5,
della legge 3 agosto 2004, n. 206. Ai beneficiari vanno
compensate le somme gia’ percepite. L’onere recato dal
presente comma e’ valutato in 173 milioni di euro per
l’anno 2007, 2,72 milioni di euro per l’anno 2008 e 3,2
milioni di euro a decorrere dal 2009.
2. Il Ministero dell’interno provvede al monitoraggio
degli oneri di cui al presente articolo, informando
tempestivamente il Ministero dell’economia e delle finanze,
anche ai fini dell’adozione dei provvedimenti correttivi di
cui all’art. 11-ter, comma 7, della legge 5 agosto 1978, n.
468, e successive modificazioni. Gli eventuali decreti
emanati ai sensi dell’art. 7, secondo comma, n. 2), della
legge 5 agosto 1978, n. 468, prima della data di entrata in
vigore dei provvedimenti o delle misure di cui al primo
periodo, sono tempestivamente trasmessi alle Camere,
corredati da apposite relazioni illustrative.
2-bis. Ai cittadini italiani appartenenti o non
appartenenti alle Forze dell’ordine, alla magistratura e ad
altri organi dello Stato, colpiti dalla eversione armata
per le loro idee e per il loro impegno morale, il
Presidente della Repubblica concede la onorificenza di
«vittima del terrorismo» con la consegna di una medaglia
ricordo in oro.
2-ter. L’onorificenza di cui al comma 2-bis e’
conferita alle vittime del terrorismo ovvero, in caso di
decesso, ai parenti e affini entro il secondo grado, con
decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
Ministro dell’interno.
2-quater. Al fine di ottenere la concessione
dell’onorificenza, le vittime del terrorismo o, in caso di
decesso, i loro parenti e affini entro il secondo grado,
presentano domanda alla prefettura di residenza o al
Ministero dell’interno, anche per il tramite delle
associazioni rappresentative delle vittime del terrorismo.
2-quinquies. L’onorificenza e’ conferita alla vedova o
ai figli in caso di decesso del titolare. Nel caso la
vittima non sia coniugata, o non abbia figli, viene
conferita ai parenti e affini entro il secondo grado.
2-sexies. Le domande e i documenti occorrenti per
ottenere l’onorificenza sono esenti da imposta di bollo e
da qualunque altro diritto.
2-septies. Con decreto del Ministro dell’interno, da
adottare entro tre mesi dalla data di entrata in vigore
della legge di conversione del presente decreto, sono
definite:
a) le caratteristiche della medaglia di cui al comma
2-bis;
b) le condizioni previste per il conferimento
dell’onorificenza; il possesso delle predette condizioni e’
provato con dichiarazione, anche contestuale alla domanda,
sottoscritta dall’interessato, con firma autenticata dal
segretario comunale o da altro impiegato incaricato dal
sindaco.
3. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206, sono apportate le
seguenti modificazioni:
a) all’art. 1, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Ai fini della presente legge, sono
ricomprese fra gli atti di terrorismo le azioni criminose
compiute sul territorio nazionale in via ripetitiva,
rivolte a soggetti indeterminati e poste in essere in
luoghi pubblici o aperti al pubblico»;
b) all’art. 2, comma 1, le parole da: «si applica»
fino alla fine del comma sono sostituite dalle seguenti:
«la retribuzione pensionabile va rideterminata
incrementando la medesima di una quota del 7,5 per cento»;
c) all’art. 3, dopo il comma 1 e’ inserito il
seguente: «1-bis. Ai lavoratori autonomi e ai liberi
professionisti spetta, a titolo di trattamento equipollente
al trattamento di fine rapporto, un’indennita’ calcolata
applicando l’aliquota del 6,91 per cento ad un importo pari
a dieci volte la media dei redditi, da lavoro autonomo
ovvero libero professionale degli ultimi cinque anni di
contribuzione, rivalutati, ai sensi dell’art. 3, comma 5,
del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 503, aumentata
del 7,5 per cento. La predetta indennita’ e’ determinata ed
erogata in unica soluzione nell’anno di decorrenza della
pensione».
3-bis. La decorrenza dei benefici di cui al comma 3 e’
la medesima delle disposizioni di cui agli articoli 2 e 3
della legge 3 agosto 2004, n. 206.
3-ter. L’onere derivante dai commi 3 e 3-bis e’
valutato in 2 milioni di euro per l’anno 2007, in 0,9
milioni di euro per l’anno 2008 e in 2,4 milioni di euro a
decorrere dall’anno 2009.
3-quater. Gli enti previdenziali privati gestori di
forme pensionistiche obbligatorie provvedono, per la parte
di propria competenza, al pagamento dei benefici di cui
alla legge 3 agosto 2004, n. 206, in favore dei propri
iscritti aventi diritto ai suddetti benefici, fornendo
rendicontazione degli oneri finanziari sostenuti al
Ministero del lavoro e della previdenza sociale. Il
predetto Ministero provvede a rimborsare gli enti citati
nei limiti di spesa previsti dalla predetta legge n. 206
del 2004.».
– Si riporta il testo del comma 106 dell’art. 2 della
legge 24 dicembre 2007, n. 244 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2008):
«106. Alla legge 3 agosto 2004, n. 206, sono apportate
le seguenti modificazioni:
a) all’art. 4, comma 2, le parole: «calcolata in base
all’ultima retribuzione» sono sostituite dalle seguenti:
«in misura pari all’ultima retribuzione»;
b) all’art. 5, comma 3, e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Ai figli maggiorenni superstiti,
ancorche’ non conviventi con la vittima alla data
dell’evento terroristico, e’ altresi’ attribuito, a
decorrere dal 26 agosto 2004, l’assegno vitalizio non
reversibile di cui all’art. 2 della legge 23 novembre 1998,
n. 407, e successive modificazioni»;
c) all’art. 9, comma 1, e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «Ai medesimi soggetti e’ esteso il
beneficio di cui all’art. 1 della legge 19 luglio 2000, n.
203»;
d) all’art. 15, comma 2, e’ aggiunto, in fine, il
seguente periodo: «I benefici di cui alla presente legge si
applicano anche agli eventi verificatisi all’estero a
decorrere dal 1° gennaio 1961, dei quali sono stati vittime
cittadini italiani residenti in Italia al momento
dell’evento»;
e) all’art. 16, comma 1, dopo le parole:
«dall’attuazione della presente legge» sono inserite le
seguenti: «, salvo quanto previsto dall’art. 15, comma 2,
secondo periodo»
– Si riporta il testo del comma 35-quinquies dell’art.
17 del decreto-legge 1° luglio 2009, n. 78 (Provvedimenti
anticrisi, nonche’ proroga di termini), convertito, con
modificazioni, dalla legge 3 agosto 2009, n. 102:
«35-quinquies. Al fine di riconoscere la piena
valorizzazione dell’attivita’ di soccorso pubblico prestata
dal personale del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a
decorrere dall’anno 2010, e’ autorizzata la spesa di 15
milioni di euro annui da destinare alla speciale indennita’
operativa per il servizio di soccorso tecnico urgente,
espletato all’esterno, di cui all’ art. 4, comma 3-bis, del
decreto-legge 29 novembre 2008, n. 185, convertito, con
modificazioni, dalla legge 28 gennaio 2009, n. 2.».

Art. 9.
(Stato di previsione del Ministero
dell’ambiente e della tutela del territorio
e del mare)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, per
l’anno finanziario 2010, in conformita’ all’annesso stato di
previsione (Tabella n. 9).

Art. 10.
(Stato di previsione del Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti
e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, per l’anno
finanziario 2010, in conformita’ all’annesso stato di previsione
(Tabella n. 10).
2. Ai fini dell’attuazione della legge 15 dicembre 1990, n. 396,
il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a ripartire,
con propri decreti, di concerto con il Ministro delle infrastrutture
e dei trasporti, su altre unita’ previsionali di base delle
amministrazioni interessate le disponibilita’ del fondo per gli
interventi per Roma capitale iscritto nell’ambito dell’unita’
previsionale di base «investimenti» del programma «politiche urbane e
territoriali», nell’ambito della missione «casa e assetto
urbanistico» dello stato di previsione del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro delle
infrastrutture e dei trasporti, le variazioni di competenza e di
cassa nello stato di previsione dell’entrata e in quello del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti per gli adempimenti
previsti dalla legge 6 giugno 1974, n. 298, nonche’ dall’articolo 10
del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 28
settembre 1994, n. 634, concernente la disciplina dell’ammissione
all’utenza del servizio di informatica del centro elaborazione dati
del Dipartimento per i trasporti, la navigazione ed i sistemi
informativi e statistici.
4. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari del Corpo delle
capitanerie di porto da mantenere in servizio come forza media
nell’anno 2010, ai sensi dell’articolo 21, comma 3, del decreto
legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive modificazioni, e’
stabilito come segue: 250 ufficiali in ferma prefissata o in
rafferma, di cui alla lettera c) del comma 1 dell’articolo 21 del
decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215; 70 ufficiali piloti di
complemento, di cui alla lettera b) del comma 1 dell’articolo 21 del
decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215; 20 ufficiali delle forze
di completamento, di cui alla lettera d) del comma 1 dell’articolo 21
del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215.
5. Il numero massimo degli allievi del Corpo delle capitanerie di
porto da mantenere alla frequenza dei corsi presso l’Accademia navale
e le Scuole sottufficiali della Marina militare, per l’anno 2010, e’
fissato in 128 unita’.
6. Nell’elenco n. 1 annesso allo stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, riguardante il Corpo
delle capitanerie di porto, sono descritte le spese per le quali
possono effettuarsi, per l’anno finanziario 2010, i prelevamenti dal
fondo a disposizione di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico
delle disposizioni legislative concernenti l’amministrazione e la
contabilita’ dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al
regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, iscritto nell’unita’
previsionale di base «funzionamento» del programma «sicurezza e
controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della
missione «ordine pubblico e sicurezza» del medesimo stato di
previsione.
7. Ai sensi dell’articolo 2 del regolamento per i servizi di
cassa e contabilita’ delle Capitanerie di porto, di cui al regio
decreto 6 febbraio 1933, n. 391, i fondi di qualsiasi provenienza
possono essere versati in conto corrente postale dai funzionari
delegati.
8. Le disposizioni legislative e regolamentari in vigore presso
il Ministero della difesa si applicano, in quanto compatibili, alla
gestione dei fondi delle unita’ previsionali di base delle
Capitanerie di porto in relazione alla legge 6 agosto 1991, n. 255.
Alle spese per la manutenzione e l’esercizio dei mezzi nautici,
terrestri e aerei e per attrezzature tecniche, materiali e
infrastrutture occorrenti per i servizi tecnici e di sicurezza dei
porti e delle caserme delle Capitanerie di porto, di cui all’unita’
previsionale di base «funzionamento» del programma «sicurezza e
controllo nei mari, nei porti e sulle coste», nell’ambito della
missione «ordine pubblico e sicurezza» dello stato di previsione del
Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, si applicano, per
l’anno finanziario 2010, le disposizioni contenute nel secondo comma
dell’articolo 36 e nell’articolo 61-bis del regio decreto 18 novembre
1923, n. 2440, e successive modificazioni, sulla contabilita’
generale dello Stato.

Note all’art. 10:
– La legge 15 dicembre 1990, n. 396 recante «Interventi
per Roma, capitale della Repubblica» e’ pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale 27 dicembre 1990, n. 300.
– La legge 6 giugno 1974, n. 298 recante «Istituzione
dell’albo nazionale degli autotrasportatori di cose per
conto di terzi, disciplina degli autotrasporti di cose e
istituzione di un sistema di tariffe a forcella per i
trasporti di merci su strada» e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 31 luglio 1974, n. 200.
– Si riporta il testo dell’art. 10 del decreto del
Presidente della Repubblica 28 settembre 1994, n. 634
(Regolamento per l’ammissione all’utenza del servizio di
informatica del centro di elaborazione dati della Direzione
generale della motorizzazione civile e dei trasporti in
concessione):
«Art. 10. – 1. L’utenza del servizio e’ concessa dietro
pagamento degli oneri di seguito indicati:
a) cauzione a garanzia degli obblighi derivanti dalla
convenzione da prestarsi secondo le modalita’ di cui alla
legge 10 giugno 1982, n. 348 ;
b) canone di abbonamento per ciascun anno della
durata della convenzione. Per il primo anno di durata della
convenzione il canone e’ dovuto in ragione di tanti
dodicesimi quanti sono i mesi intercorrenti fra quello di
stipula e la fine dell’anno. Il mese in cui viene stipulata
la convenzione e’ computato nei dodicesimi;
c) corrispettivi, da addebitarsi a consuntivo, per le
informazioni ricevute nel trimestre precedente in base alle
tariffe unitarie in vigore o in base al costo stabilito per
la fornitura di informazioni con particolari stati di
aggregazione.
2. Gli importi dei suddetti oneri sono determinati:
a) quanto alla cauzione in un importo pari a quello
del canone annuo di abbonamento in vigore all’atto della
stipula della convenzione;
b) quanto al canone annuo di abbonamento:
b.1) in lire 1.500.000 per gli utenti di cui alla
categoria A dell’art. 3;
b.2) in lire 2.500.000 per gli utenti di cui alla
categoria B dell’art. 3;
c) quanto al costo delle singole informazioni
ricevute secondo gli schemi meccanografici in uso presso il
centro elaborazione dati, in lire cinquecento per ogni
informazione ricevuta utilizzando le apparecchiature ed i
collegamenti di cui al comma 1 dell’art. 6, in lire mille
per ogni informazione ricevuta utilizzando le
apparecchiature ed i collegamenti di cui al comma 4
dell’art. 6. Il costo delle informazioni ricevute secondo
stati di aggregazione diversi da quelli disponibili, fermo
restando il contenuto dei commi 4 e 5 dell’art. 8, sara’
valutato di volta in volta dal direttore generale della
M.C.T.C.
3. Gli importi di cui alle lettere b) e c) del comma 2
vengono revisionati in relazione alla variazione accertata
dall’Istituto centrale di statistica dell’indice dei prezzi
al consumo per le famiglie di operai e impiegati
verificatasi nel biennio precedente. Gli aumenti derivanti
dalle revisioni conservano la medesima destinazione, dei
canoni e dei corrispettivi, prevista al comma 4 del
presente articolo.
4. L’importo dei canoni di cui al comma 2, lettera Ðb),
e’ corrisposto mediante versamento sul conto corrente
postale intestato alla sezione della tesoreria provinciale
dello Stato competente per territorio, con imputazione
all’apposito capitolo dello stato di previsione delle
entrate del bilancio dello Stato. L’importo dei
corrispettivi di cui al comma 2, lettera c), e’ corrisposto
con le medesime modalita’ ed affluisce ad apposito capitolo
dello stato di previsione delle entrate del bilancio dello
Stato, per essere riassegnato, con decreto del Ministro del
tesoro, ai pertinenti capitoli dello stato di previsione
della spesa del Ministero dei trasporti e della
navigazione. Gli attestati dei versamenti devono essere
trasmessi al centro elaborazione dati della motorizzazione
civile.
5. Il versamento degli oneri di cui alle lettere a) e
b) del comma 2 deve essere effettuato:
a) la prima volta, dopo la stipula della convenzione
e prima dell’attivazione del collegamento. Quest’ultima
resta subordinata al ricevimento, da parte del centro
elaborazione dati della M.C.T.C., dei relativi attestati di
versamento;
b) per ogni anno di rinnovo della convenzione, entro
il 31 gennaio dell’anno in corso, limitatamente al
corrispettivo di cui alla lettera b).
6. Il versamento dei corrispettivi di cui alla lettera
c) del comma 2 deve essere effettuato con cadenza
trimestrale e per intero entro trenta giorni dalla data di
emissione di apposita comunicazione che altrimenti e’
considerata insoluta a tutti gli effetti. Ciascuna
comunicazione riguarda l’ammontare relativo alle
informazioni ricevute nel trimestre precedente.
7. In caso di insolvenza, relativamente anche ad un
solo pagamento, il servizio viene sospeso con diritto del
Ministero dei trasporti e della navigazione di rivalersi
sulla cauzione. In caso di ripristino del servizio la
cauzione stessa deve essere reintegrata nella misura allora
in vigore. Il collegamento e’ riattivato soltanto dopo
l’effettuazione dei pagamenti di cui alle lettere b) e c)
del comma 1.
8. Il Ministro dei trasporti e della navigazione, con
proprio decreto, di concerto con il Ministro del tesoro,
puo’ stipulare speciali convenzioni con gli utenti di cui
all’art. 3.».
– Si riporta il testo dell’art. 21 del decreto
legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive
modificazioni (Disposizioni per disciplinare la
trasformazione progressiva dello strumento militare in
professionale, a norma dell’art. 3, comma 1, della L. 14
novembre 2000, n. 331):
«Art. 21 (Ufficiali ausiliari). – 1. Sono ufficiali
ausiliari di ciascuna Forza armata, dell’Arma dei
carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, i
cittadini di ambo i sessi reclutati in qualita’ di:
a) ufficiali di complemento in servizio di prima
nomina e in ferma o rafferma biennale, reclutati ai sensi
della normativa vigente, o del congedo;
b) ufficiali piloti di complemento reclutati ai sensi
dei titoli II e III della legge 19 maggio 1986, n. 224;
c) ufficiali in ferma prefissata o in rafferma;
d) ufficiali delle forze di completamento.
2. Il reclutamento degli ufficiali ausiliari di cui
alle lettere c) e d) puo’ avvenire solo al fine di
soddisfare specifiche e mirate esigenze delle singole Forze
armate connesse alla carenza di professionalita’ tecniche
nei rispettivi ruoli ovvero alla necessita’ di fronteggiare
particolari esigenze operative.
3. Il numero massimo delle singole categorie di
ufficiali ausiliari da mantenere annualmente in servizio e’
fissato con la legge di bilancio, in coerenza con il
processo di trasformazione dello strumento militare in
professionale.».
– Si riporta il testo degli articoli 20 e 44 del regio
decreto 2 febbraio 1928, n. 263 (Approvazione del testo
unico delle disposizioni legislative concernenti
l’amministrazione e la contabilita’ dei corpi, istituti e
stabilimenti militari):
«Art. 20. (art. 15, legge 17 luglio 1910, n. 511). –
Per provvedere alle eventuali deficienze dei capitoli
riguardanti le spese di cui all’art. 11 ed ai bisogni di
cui all’art. 39 e’ istituito nello stato di previsione
della spesa del Ministero della guerra un fondo a
disposizione.
La prelevazione di somme da tale fondo e la iscrizione
nei capitoli suddetti e’ fatta per decreto del Ministro per
le finanze registrato alla Corte dei conti.
I capitoli a favore dei quali possono farsi
prelevamenti dal detto fondo sono indicati in un elenco da
annettersi allo stato di previsione della spesa del
Ministero della guerra.».
«Art. 44. (art. 50, legge 17 luglio 1910, n. 511). – Le
disposizioni degli articoli 20, 21, 22, 23, 26, 28, 29, 36,
37, 38, 39 e 41 sono estese, in quanto applicabili,
all’amministrazione della marina militare.».
– Si riporta il testo dell’art. 2 del regio decreto 6
febbraio 1933, n. 391 (Approvazione del regolamento per
servizi di cassa e contabilita’ delle Capitanerie di
porto):
«Art. 2. In cassa non devono essere tenuti fondi per un
importo eccedente le normali necessita’ dei pagamenti
diretti di prossima scadenza. Entro tale limite i fondi
possono essere parzialmente investiti in vaglia della Banca
d’Italia, del Banco di Napoli o del Banco di Sicilia. Dei
vaglia il comandante tiene apposita nota.
Tutti gli altri fondi, compresi quelli provenienti da
depositi di qualsiasi specie in valuta nazionale, sono
versati in conto corrente postale o, qualora cio’ non sia
conveniente nei riguardi della speditezza del servizio, in
conto corrente di uno degli anzidetti istituti bancari.
Il conto corrente e’ intestato alla Capitaneria o
all’Ufficio di porto e i prelevamenti a favore della cassa
della Capitaneria o dell’Ufficio di porto hanno luogo con
quietanza congiunta del comandante e dell’ufficiale
corresponsabile, ove esista.
Gli interessi realizzati sulle somme versate in conto
corrente, dedotte le eventuali spese inerenti al servizio
di esso conto, sono versati annualmente in Tesoreria a
favore del bilancio dello Stato.
Le somme in valuta estera, provenienti da successioni o
depositi, non possono essere convertite in valuta
nazionale, salvo espressa richiesta scritta degli aventi
diritto o disposizioni ministeriali.
Qualora si tratti di importi rilevanti e di giacenza
presumibilmente non breve, le predette somme sono versate
in conto corrente, in valuta estera, presso uno degli
istituti bancari di cui al comma primo.».
– La legge 6 agosto 1991, n. 255 recante «Potenziamento
degli organici del personale militare delle capitanerie di
porto» e’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale 14 agosto
1991, n. 190.
– Per il testo dell’art. 36 del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440 si vedano le note all’art. 3.
– Si riporta il testo dell’art. 61-bis del gia’ citato
regio decreto n. 2440 del 1923:
«Art. 61-bis. Gli ordini di accreditamento riguardanti
le spese in conto capitale, emessi sia in conto competenze
che in conto residui, rimasti in tutto o in parte inestinti
alla chiusura dell’esercizio, possono essere trasportati
interamente o per la parte inestinta all’esercizio
successivo, su richiesta del funzionario delegato.
La disposizione di cui al precedente comma non si
applica agli ordini di accreditamento emessi sui residui
che, ai sensi dell’art. 36, secondo comma, del presente
decreto, devono essere eliminati alla chiusura
dell’esercizio.».

Art. 11.
(Stato di previsione del Ministero della difesa e disposizioni
relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero della difesa, per l’anno finanziario 2010, in conformita’
all’annesso stato di previsione (Tabella n. 11).
2. Il numero massimo degli ufficiali ausiliari da mantenere in
servizio come forzamedia nell’anno 2010, ai sensi dell’articolo 21,
comma 3, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215, e successive
modificazioni, e’ stabilito come segue:
a) ufficiali ausiliari di cui alle lettere a) e c) dell’articolo
21, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001, n. 215:
1) Esercito n. 67;
2) Marina n. 4;
3) Aeronautica n. 56;
4) Carabinieri n. 44;
b) ufficiali ausiliari piloti di complemento di cui alla lettera
b) dell’articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 8 maggio 2001,
n. 215:
1) Esercito n. 5;
2) Marina n. 143;
3) Aeronautica n. 83;
c) ufficiali ausiliari delle forze di completamento di cui alla
lettera d) dell’articolo 21, comma 1, del decreto legislativo 8
maggio 2001, n. 215:
1) Esercito n. 59;
2) Marina n. 25;
3) Aeronautica n. 20.
3. La consistenza organica degli allievi ufficiali dell’Arma dei
carabinieri presso l’Accademia, di cui all’articolo 6, comma 1-bis,
del decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298, e’ fissata, per
l’anno 2010, in 102 unita’.
4. La forza organica dei graduati e militari di truppa in ferma
volontaria dell’Esercito a norma dell’articolo 9, terzo comma, della
legge 10 giugno 1964, n. 447, e’ fissata, per l’anno 2010, in 895
unita’.
5. La forza organica dei sottocapi e comuni del Corpo degli
equipaggi militari marittimi in ferma volontaria a norma del settimo
comma dell’articolo 2 del regio decreto-legge 1° luglio 1938, n.
1368, come sostituito dall’articolo 18 della legge 10 giugno 1964, n.
447, e’ fissata, per l’anno 2010, in 537 unita’.
6. La forza organica dei graduati e militari di truppa
dell’Aeronautica in ferma volontaria a norma dell’articolo 27, terzo
comma, della legge 10 giugno 1964, n. 447, e successive
modificazioni, e’ fissata, per l’anno 2010, in 536 unita’.
7. Alle spese per accordi internazionali, specificamente
afferenti alle infrastrutture multinazionali NATO, di cui alle unita’
previsionali di base «interventi» dei programmi «funzioni non
direttamente collegate ai compiti di difesa militare» e
«pianificazione generale delle Forze Armate e approvvigionamenti
militari», nonche’ per l’ammodernamento e il rinnovamento, di cui
alle unita’ previsionali di base «funzionamento» dei programmi
«approntamento e impiego Carabinieri per la difesa e la sicurezza»,
«approntamento e impiego delle forze terrestri», «approntamento e
impiego delle forze navali», «approntamento e impiego delle forze
aeree» e «pianificazione generale delle Forze Armate e
approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione «difesa e
sicurezza del territorio» dello stato di previsione del Ministero
della difesa, si applicano, per l’anno 2010, le disposizioni
contenute nel secondo e terzo comma dell’articolo 36 e nell’articolo
61-bis del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e successive
modificazioni, sulla contabilita’ generale dello Stato.
8. Alle spese per le infrastrutture multinazionali NATO,
sostenute a carico dell’unita’ previsionale di base «interventi» del
programma «funzioni non direttamente collegate ai compiti di difesa
militare» e delle unita’ previsionali di base «interventi» e
«investimenti» del programma «pianificazione generale delle Forze
Armate e approvvigionamenti militari», nell’ambito della missione
«difesa e sicurezza del territorio» dello stato di previsione del
Ministero della difesa, si applicano le procedure NATO di esecuzione
delle gare internazionali emanate dal Consiglio atlantico. Deve
essere in ogni caso garantita la trasparenza delle procedure di
appalto, di assegnazione e di esecuzione dei lavori, ai sensi della
legge 13 settembre 1982, n. 646. Alle spese medesime non si applicano
le disposizioni dell’articolo 2 del decreto legislativo 28 dicembre
1998, n. 496.
9. Negli elenchi nn. 1 e 2 annessi allo stato di previsione del
Ministero della difesa sono descritte le spese per le quali possono
effettuarsi, per l’anno finanziario 2010, i prelevamenti dai fondi a
disposizione relativi alle tre Forze armate e all’Arma dei
carabinieri, di cui agli articoli 20 e 44 del testo unico delle
disposizioni legislative concernenti l’amministrazione e la
contabilita’ dei corpi, istituti e stabilimenti militari, di cui al
regio decreto 2 febbraio 1928, n. 263, e all’articolo 7 della legge
22 dicembre 1932, n. 1958, iscritti nell’unita’ previsionale di base
«funzionamento» del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della
missione «fondi da ripartire».
10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro della difesa,
le variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di
cassa, occorrenti per dare attuazione alle disposizioni di cui
all’articolo 65 del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito,
con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133.

Note all’art. 11:
– Per il testo dei commi 1 e 3 dell’art. 21 del decreto
legislativo 8 maggio 2001, n. 215 si vedano le note
all’art. 10.
– Si riporta il testo del comma 1-bis dell’art. 6 del
decreto legislativo 5 ottobre 2000, n. 298 (Riordino del
reclutamento, dello stato giuridico e dell’avanzamento
degli ufficiali dell’Arma dei carabinieri, a norma
dell’art. 1 della legge 31 marzo 2000, n. 78):
«1-bis. La consistenza organica degli allievi ufficiali
dell’Accademia e’ determinata annualmente con la legge di
bilancio.».
– Si riporta il testo del terzo comma dell’art. 9 della
legge 10 giugno 1964, n. 447 (Norme per i volontari
dell’Esercito, della Marina e dell’Aeronautica e nuovi
organici dei sottufficiali in servizio permanente delle
stesse forze armate):
«La forza organica dei sergenti e dei graduati e
militari di truppa in ferma volontaria e in rafferma e’
determinata annualmente con la legge di bilancio.».
– Si riporta il testo del settimo comma dell’art. 2 del
regio decreto-legge 1° luglio 1938, n. 1368 (Modifiche
all’ordinamento del C.R.E.M. ed allo stato giuridico dei
sottufficiali della regia marina), come sostituito
dall’art. 18 della legge 10 giugno 1964, n. 447:
«La forza organica dei sergenti, dei sottocapi e comuni
del Corpo equipaggi militari marittimi in ferma volontaria
o in rafferma e’ determinata annualmente con la legge di
bilancio.».
– Si riporta il testo del terzo comma dell’art. 27
della gia’ citata legge n. 447 del 1964:
«La forza organica dei sergenti e quella dei graduati e
militari di truppa in ferma volontaria e rafferma e’
determinata con la legge di bilancio.».
– Per il testo dell’art. 36 del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440 si vedano le note all’art. 3.
– Per il testo dell’art. 61-bis del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440 si vedano le note all’art. 10.
– La legge 13 settembre 1982, n. 646 recante
«Disposizioni in materia di misure di prevenzione di
carattere patrimoniale ed integrazione alle leggi 27
dicembre 1956, n. 1423, 10 febbraio 1962, n. 57 e 31 maggio
1965, n. 575. Istituzione di una commissione parlamentare
sul fenomeno della mafia» e’ pubblicata nella Gazzetta
Ufficiale 14 settembre 1982, n. 253.
– Si riporta il testo dell’art. 2 del decreto
legislativo 28 dicembre 1998, n. 496 (Razionalizzazione
delle procedure contrattuali dell’amministrazione della
difesa, a norma dell’art. 54, comma 10, della legge 27
dicembre 1997, n. 449):
«Art. 2 (Disposizioni in materia di organismi
consultivi). – 1. E’ istituito, presso il Ministero della
difesa, un comitato consultivo presieduto dal segretario
generale della Difesa.
2. Il comitato e’ composto dal sottocapo di stato
maggiore della Difesa o da un capo reparto da lui delegato,
da un dirigente generale del Ministero della difesa, da un
magistrato del Consiglio di Stato, da un magistrato della
Corte dei conti e da due esperti con specifica competenza
in materia di analisi dei costi e contabilita’ industriale.
3. Alle riunioni del comitato sono chiamati a
partecipare, senza diritto di voto, in relazione alla
specificita’ degli argomenti in discussione, i
rappresentanti degli stati maggiori di forza armata di
volta in volta interessati e, in qualita’ di relatori, i
direttori generali competenti.
4. I componenti sono nominati con decreto del Ministro
della difesa. Con lo stesso decreto il Ministro della
difesa individua il vice segretario generale che presiede
il comitato in caso di assenza, impedimento o vacanza della
carica di segretario generale della Difesa. Le funzioni di
segreteria sono assicurate dagli uffici del segretario
generale della Difesa.
5. Il parere del comitato e’ richiesto sui progetti di
contratto derivanti da accordi di cooperazione
internazionale in materia di armamenti e su quelli
attuativi di programmi approvati con legge o con decreto
del Ministro della difesa ai sensi dell’art. 1 della legge
4 ottobre 1988, n. 436, d’importo eccedente quello indicato
all’art. 1 del decreto legislativo 19 dicembre 1991, n.
406, per gli appalti di lavori pubblici.
6. I pareri del comitato riguardano i profili tecnici,
amministrativi ed economici dei progetti di contratto
sottoposti al suo esame e la congruita’ e convenienza dei
prezzi stimati da porre a base delle gare, o concordati con
le imprese appaltatrici.
7. Le disposizioni di cui all’art. 8 del decreto
legislativo 12 febbraio 1993, n. 39, non trovano
applicazione relativamente ai progetti di contratto
relativi a sistemi informativi militari a carattere
operativo connessi con lo svolgimento di compiti
concernenti la difesa nazionale.».
– Per il testo degli articoli 20 e 44 del regio decreto
2 febbraio 1928, n. 263 si vedano le note all’art. 10.
– Si riporta il testo dell’art. 7 della legge 22
dicembre 1932, n. 1958 (Norme per l’amministrazione e la
contabilita’ degli enti aeronautici):
«Art. 7. Nello stato di previsione della spesa del
ministero dell’aeronautica e’ istituito un capitolo con un
fondo a disposizione per sopperire alle eventuali
deficienze dei capitoli dello stato di previsione medesimo,
indicati in apposita tabella da approvarsi con la legge del
bilancio.
I prelevamenti di somme da tale fondo, con la
conseguente iscrizione nei capitoli suddetti, sono fatti
con decreto del ministro per le finanze da registrarsi alla
corte dei conti.».
– Si riporta il testo dell’art. 65 del decreto-legge 25
giugno 2008, n. 112 (Disposizioni urgenti per lo sviluppo
economico, la semplificazione, la competitivita’, la
stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione
tributaria), convertito, con modificazioni, dalla legge 6
agosto 2008, n. 133:
«Art. 65 (Forze armate). – 1. In coerenza con il
processo di revisione organizzativa del Ministero della
difesa e della politica di riallocazione e ottimizzazione
delle risorse, da perseguire anche mediante l’impiego in
mansioni tipicamente operative del personale utilizzato per
compiti strumentali, gli oneri previsti dalla tabella A
allegata alla legge 14 novembre 2000, n. 331, nonche’ dalla
tabella C allegata alla legge 23 agosto 2004, n. 226, cosi’
come rideterminati dall’art. 1, comma 570, della legge 27
dicembre 2006, n. 296 e dall’art. 2, comma 71, della legge
24 dicembre 2007, n. 244 sono ridotti del 7 per cento per
l’anno 2009 e del 40 per cento a decorrere dall’anno 2010.
2. A decorrere dall’anno 2010, i risparmi di cui al
comma 1 per la parte eccedente il 7 per cento, possono
essere conseguiti in alternativa anche parziale alle
modalita’ ivi previste, mediante specifici piani di
razionalizzazione predisposti dal Ministero della difesa in
altri settori di spesa.
3. Dall’attuazione del comma 1 devono conseguire
economie di spesa per un importo non inferiore a 304
milioni di euro a decorrere dall’anno 2010. Al fine di
garantire l’effettivo conseguimento degli obiettivi di
risparmio di cui al presente comma, in caso di accertamento
di minori economie, si provvede a ridurre le dotazioni
complessive di parte corrente dello stato di previsione del
Ministero della difesa ad eccezione di quelle relative alle
competenze spettanti al personale del dicastero medesimo.».

Art. 12.
(Stato di previsione del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali
e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, per l’anno
finanziario 2010, in conformita’ all’annesso stato di previsione
(Tabella n. 12).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio
tra gli stati di previsione del Ministero delle politiche agricole
alimentari e forestali e delle amministrazioni interessate, in
termini di residui, competenza e cassa, ai sensi dell’articolo 31
della legge 6 dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni,
dell’articolo 77 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112,
nonche’ per l’attuazione del decreto legislativo 4 giugno 1997, n.
143, concernente il conferimento alle regioni delle funzioni
amministrative in materia di agricoltura e pesca e la
riorganizzazione dell’Amministrazione centrale.
3. Per l’attuazione del decreto legislativo 26 maggio 2004, n.
154, e del decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100, il Ministro
dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri
decreti, nell’ambito della parte corrente e nell’ambito del conto
capitale dello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, per l’anno finanziario 2010, le
variazioni compensative di bilancio, in termini di competenza e di
cassa, occorrenti per la modifica della ripartizione dei fondi tra i
vari settori d’intervento del Programma nazionale della pesca e
dell’acquacoltura.
4. Per l’anno finanziario 2010, il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, al
trasferimento delle somme iscritte al capitolo 2827 nell’unita’
previsionale di base «interventi» del programma «fondi da assegnare»,
nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello stato di
previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, alle
competenti unita’ previsionali di base dello stato di previsione del
Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno
medesimo, secondo la ripartizione percentuale indicata all’articolo
24, comma 2, della legge 11 febbraio 1992, n. 157.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, tra le pertinenti unita’ previsionali
di base relative ad investimenti le somme iscritte, per residui,
competenza e cassa, nell’unita’ previsionale di base «investimenti»
del programma «fondi da assegnare», nell’ambito della missione «fondi
da ripartire» dello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali, in attuazione della legge 23
dicembre 1999, n. 499, concernente razionalizzazione degli interventi
nei settori agricolo, agroalimentare, agroindustriale e forestale.
6. Ai fini dell’attuazione del decreto legislativo 18 maggio
2001, n. 228, recante norme per l’orientamento e la modernizzazione
del settore agricolo, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro
delle politiche agricole alimentari e forestali, gli appositi fondi
iscritti nello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali.
7. Per l’anno finanziario 2010, il Ministro dell’economia e delle
finanze e’ autorizzato a provvedere, con propri decreti, su proposta
del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, alla
riassegnazione alle pertinenti unita’ previsionali di base dello
stato di previsione del Ministero delle politiche agricole alimentari
e forestali delle somme versate in entrata dall’Agenzia per le
erogazioni in agricoltura (AGEA) a titolo di rimborso al Corpo
forestale dello Stato per i controlli effettuati ai sensi del
regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione, del 21 giugno 2006.
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione alle pertinenti
unita’ previsionali di base dello stato di previsione del Ministero
delle politiche agricole alimentari e forestali per l’anno
finanziario 2010 delle somme versate all’entrata del bilancio dello
Stato dalle amministrazioni ed enti pubblici per essere destinate al
Corpo forestale dello Stato in virtu’ di accordi di programma,
convenzioni e intese per il raggiungimento di finalita’ comuni in
materia di lotta contro gli incendi boschivi, monitoraggio e
protezione dell’ambiente, tutela e salvaguardia delle riserve
naturali statali affidate al Corpo medesimo.
9. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme
versate all’entrata del bilancio dello Stato dal CONI e da altri enti
pubblici e privati, destinate alle attivita’ sportive del personale
del Corpo forestale dello Stato, alle pertinenti unita’ previsionali
di base dello stato di previsione del Ministero delle politiche
agricole alimentari e forestali per l’anno finanziario 2010.

Note all’art. 12:
– Si riporta il testo dell’art. 31 della legge 6
dicembre 1991, n. 394, e successive modificazioni (Legge
quadro sulle aree protette):
«Art. 31 (Beni di proprieta’ dello Stato destinati a
riserva naturale). – 1. Fino alla riorganizzazione, ai
sensi dell’art. 9 della legge 18 maggio 1989, n. 183, del
Corpo forestale dello Stato, le riserve naturali statali
sono amministrate dagli attuali organismi di gestione
dell’ex Azienda di Stato per le foreste demaniali. Per far
fronte alle esigenze di gestione delle riserve naturali
statali indicate nel programma, entro sei mesi dalla data
di entrata in vigore della presente legge, ed in attesa
della riorganizzazione di cui all’art. 9 della citata legge
n. 183 del 1989 , la composizione e le funzioni dell’ex
Azienda di Stato possono essere disciplinate con decreto
del Presidente del Consiglio dei ministri da emanarsi su
proposta del Ministro dell’ambiente di concerto con il
Ministro dell’agricoltura e delle foreste. Per l’esercizio
delle attivita’ di gestione per i primi tre anni successivi
alla data di entrata in vigore della presente legge
continuano ad applicarsi le disposizioni di cui alla legge
5 aprile 1985, n. 124.
2. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Ministro dell’agricoltura e delle
foreste, di concerto con il Ministro delle finanze,
trasmette al Comitato l’elenco delle aree individuate ai
sensi del decreto ministeriale 20 luglio 1987, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 175
del 29 luglio 1987, e delle altre aree nella sua
disponibilita’ con la proposta della loro destinazione ad
aree naturali protette nazionali e regionali anche ai fini
di un completamento, con particolare riguardo alla regione
Veneto e alla regione Lombardia, dei trasferimenti
effettuati ai sensi dell’art. 68 del decreto del Presidente
della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
3. La gestione delle riserve naturali, di qualunque
tipologia, istituite su proprieta’ pubbliche, che ricadano
o vengano a ricadere all’interno dei parchi nazionali, e’
affidata all’Ente parco.
4. Le direttive necessarie per la gestione delle
riserve naturali statali e per il raggiungimento degli
obiettivi scientifici, educativi e di protezione
naturalistica, sono impartite dal Ministro dell’ambiente ai
sensi dell’art. 5 della legge 8 luglio 1986, n. 349.».
– Si riporta il testo dell’art. 77 del decreto
legislativo 31 marzo 1998, n. 112 (Conferimento di funzioni
e compiti amministrativi dello Stato alle regioni ed agli
enti locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo
1997, n. 59):
«Art. 77 (Compiti di rilievo nazionale). – 1. Ai sensi
dell’art. 1, comma 4, lettera c), della legge 15 marzo
1997, n. 59 , hanno rilievo nazionale i compiti e le
funzioni in materia di parchi naturali e riserve statali,
marine e terrestri, attribuiti allo Stato dalla legge 6
dicembre 1991, n. 394 .
2. L’individuazione, l’istituzione e la disciplina
generale dei parchi e delle riserve nazionali, comprese
quelle marine e l’adozione delle relative misure di
salvaguardia sulla base delle linee fondamentali della
Carta della natura, sono operati, sentita la Conferenza
unificata.».
– Il decreto legislativo 4 giugno 1997, n. 143 recante
«Conferimento alle regioni delle funzioni amministrative in
materia di agricoltura e pesca e riorganizzazione
dell’Amministrazione centrale» e’ pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale 5 giugno 1997, n. 129.
– Il decreto legislativo 26 maggio 2004, n. 154 recante
«Modernizzazione del settore pesca e dell’acquacoltura, a
norma dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n.
38.» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 24 giugno 2004,
n. 146.
– Il decreto legislativo 27 maggio 2005, n. 100 recante
«Ulteriori disposizioni per la modernizzazione dei settori
della pesca e dell’acquacoltura e per il potenziamento
della vigilanza e del controllo della pesca marittima, a
norma dell’art. 1, comma 2, della legge 7 marzo 2003, n.
38» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 14 giugno 2005,
n. 136.
– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 24 della
legge 11 febbraio 1992, n. 157 (Norme per la protezione
della fauna selvatica omeoterma e per il prelievo
venatorio):
«2. Le disponibilita’ del fondo sono ripartite entro il
31 marzo di ciascun anno con decreto del Ministro del
tesoro, di concerto con i Ministri delle finanze e
dell’agricoltura e delle foreste, nel seguente modo:
a) 4 per cento per il funzionamento e l’espletamento
dei compiti istituzionali del Comitato tecnico
faunistico-venatorio nazionale;
b) 1 per cento per il pagamento della quota di
adesione dello Stato italiano al Consiglio internazionale
della caccia e della conservazione della selvaggina;
c) 95 per cento fra le associazioni venatorie
nazionali riconosciute, in proporzione alla rispettiva,
documentata consistenza associativa.».
– La legge 23 dicembre 1999, n. 499 recante
«Razionalizzazione degli interventi nei settori agricolo,
agroalimentare, agroindustriale e forestale» e’ pubblicata
nella Gazzetta Ufficiale 30 dicembre 1999, n. 305.
– Il decreto legislativo 18 maggio 2001, n. 228 recante
«Orientamento e modernizzazione del settore agricolo, a
norma dell’art. 7 della legge 5 marzo 2001, n. 57» e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 giugno 2001, n. 137,
supplemento ordinario.
– Il regolamento (CE) n. 885/2006 della Commissione,
del 21 giugno 2006 recante «Modalita’ di applicazione del
regolamento (CE) n.1290/2005 del Consiglio per quanto
riguarda il riconoscimento degli organismi pagatori e di
altri organismi e la liquidazione dei conti del FEAGA e del
FEASR» e’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale L 171 del 23
giugno 2006.

Art. 13.
(Stato di previsione del Ministero per i beni
e le attivita’ culturali e disposizioni relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, per l’anno finanziario
2010, in conformita’ all’annesso stato di previsione (Tabella n. 13).
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, su proposta del Ministro per i beni e
le attivita’ culturali, rispettivamente nell’ambito dell’unita’
previsionale di base «interventi» e nell’ambito dell’unita’
previsionale di base «investimenti» dello stato di previsione del
Ministero per i beni e le attivita’ culturali, per l’anno finanziario
2010, le variazioni compensative di bilancio, in termini di residui,
di competenza e di cassa, del programma «sostegno, valorizzazione e
tutela del settore dello spettacolo» di cui alla missione «tutela e
valorizzazione dei beni e attivita’ culturali e paesaggistici».

Art. 14.
(Stato di previsione del Ministero della salute e disposizioni
relative)

1. Sono autorizzati l’impegno e il pagamento delle spese del
Ministero della salute, per l’anno finanziario 2010, in conformita’
all’annesso stato di previsione (Tabella n. 14).
2. Alle spese di cui al capitolo 4310 dell’unita’ previsionale di
base «interventi» del programma «prevenzione, assistenza, indirizzo e
coordinamento internazionale in materia sanitaria umana», nell’ambito
della missione «tutela della salute», nonche’ al capitolo 3398, piano
gestionale 1, dell’unita’ previsionale di base «interventi» del
programma «ricerca per il settore della sanita’ pubblica e
zooprofilattico», nell’ambito della missione «ricerca e innovazione»,
dello stato di previsione del Ministero della salute si applicano,
per l’anno finanziario 2010, le disposizioni contenute nel secondo
comma dell’articolo 36 del regio decreto 18 novembre 1923, n. 2440, e
successive modificazioni, sulla contabilita’ generale dello Stato.
3. 11 Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione delle somme
versate in entrata dalle Federazioni nazionali degli ordini e dei
collegi sanitari per il funzionamento della Commissione centrale per
gli esercenti le professioni sanitarie alla pertinente unita’
previsionale di base dello stato di previsione del Ministero della
salute per l’anno finanziario 2010.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
ripartire, con propri decreti, su proposta del Ministro della salute,
tra le pertinenti unita’ previsionali di base dello stato di
previsione del Ministero della salute, per l’anno finanziario 2010, i
fondi per il finanziamento delle attivita’ di ricerca e
sperimentazione dell’unita’ previsionale di base «interventi» del
programma «ricerca per il settore della sanita’ pubblica e
zooprofilattico», nell’ambito della missione «ricerca e innovazione»
dello stato di previsione del Ministero della salute, in relazione a
quanto disposto dall’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 502, e successive modificazioni.
5. Ai fini dell’attuazione dell’articolo 4-bis del decreto-legge
29 dicembre 2000, n. 393, convertito, con modificazioni, dalla legge
28 febbraio 2001, n. 27, il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato a ripartire, con propri decreti, su proposta dei Ministri
della salute, dell’interno e della difesa, tra le pertinenti unita’
previsionali di base degli stati di previsione dei Ministeri della
salute, dell’interno e della difesa il «Fondo da ripartire per la
realizzazione di una campagna di monitoraggio sulle condizioni
sanitarie dei cittadini italiani impegnati nell’area
Bosnia-Erzegovina e Kosovo, nonche’ per il controllo delle sostanze
alimentari importate dalla predetta area» dell’unita’ previsionale di
base «oneri comuni di parte corrente» del programma «fondi da
assegnare» nell’ambito della missione «fondi da ripartire» dello
stato di previsione del Ministero della salute per l’anno finanziario
2010.
6. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, su proposta del Ministro della
salute, alle variazioni di bilancio tra le pertinenti unita’
previsionali di base dello stato di previsione del Ministero della
salute per l’anno finanziario 2010, occorrenti per l’attuazione delle
norme contenute nell’articolo 48 del decreto-legge 30 settembre 2003,
n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003,
n. 326, e successive modificazioni.

Note all’art. 14:
– Per il testo dell’art. 36 del regio decreto 18
novembre 1923, n. 2440 si vedano le note all’art. 3.
– Si riporta il testo del comma 2 dell’art. 12 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 502, e successive
modificazioni (Riordino della disciplina in materia
sanitaria, a norma dell’art. 1 della legge 23 ottobre 1992,
n. 421):
«2. Una quota pari all’1% del Fondo sanitario nazionale
complessivo di cui al comma precedente, prelevata dalla
quota iscritta nel bilancio del Ministero del tesoro e del
Ministero del bilancio per le parti di rispettiva
competenza, e’ trasferita nei capitoli da istituire nello
stato di previsione del Ministero della sanita’ ed
utilizzata per il finanziamento di:
a) attivita’ di ricerca corrente e finalizzata svolta
da:
1) Istituto superiore di sanita’ per le tematiche
di sua competenza;
2) Istituto superiore per la prevenzione e la
sicurezza del lavoro per le tematiche di sua competenza;
3) Istituti di ricovero e cura di diritto pubblico
e privato il cui carattere scientifico sia riconosciuto a
norma delle leggi vigenti;
4) Istituti zooprofilattici sperimentali per le
problematiche relative all’igiene e sanita’ pubblica
veterinaria;
b) iniziative previste da leggi nazionali o dal Piano
sanitario nazionale riguardanti programmi speciali di
interesse e rilievo interregionale o nazionale per ricerche
o sperimentazioni attinenti gli aspetti gestionali, la
valutazione dei servizi, le tematiche della comunicazione e
dei rapporti con i cittadini, le tecnologie e biotecnologie
sanitarie e le attivita’ del Registro nazionale italiano
dei donatori di midollo osseo;
c) rimborsi alle unita’ sanitarie locali ed alle
aziende ospedaliere, tramite le regioni, delle spese per
prestazioni sanitarie erogate a cittadini stranieri che si
trasferiscono per cure in Italia previa autorizzazione del
Ministro della sanita’ d’intesa con il Ministro degli
affari esteri.
A decorrere dal 1° gennaio 1995, la quota di cui al
presente comma e’ rideterminata ai sensi dell’art. 11,
comma 3, lettera d), della legge 5 agosto 1978, n. 468, e
successive modificazioni.».
– Si riporta il testo dell’art. 4-bis del decreto-legge
29 dicembre 2000, n. 393 (Proroga della partecipazione
militare italiana a missioni internazionali di pace,
nonche’ dei programmi delle Forze di polizia italiane in
Albania), convertito, con modificazioni, dalla legge 28
febbraio 2001, n. 27:
«Art. 4-bis (Monitoraggio sanitario). – 1. E’ disposta
la realizzazione di una campagna di monitoraggio sulle
condizioni sanitarie dei cittadini italiani che a qualunque
titolo hanno operato od operano nei territori della
Bosnia-Herzegovina e del Kosovo, in relazione a missioni
internazionali di pace e di assistenza umanitaria, nonche’
di tutto il personale della pubblica amministrazione,
incluso quello a contratto, che ha prestato o presta
servizio, nei predetti territori, presso le rappresentanze
diplomatiche o uffici ad esse collegati, e dei familiari
che con loro convivono o hanno convissuto. I relativi
accertamenti sanitari sono svolti a titolo gratuito presso
qualsiasi struttura sanitaria militare o civile.
2. Con decreto del Ministro della sanita’, di concerto
con il Ministro della difesa e con il Ministro
dell’interno, sentita la Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano, sono stabiliti le modalita’, le
condizioni e i criteri per l’attuazione del presente
articolo e per gli eventuali controlli sulle sostanze
alimentari importate dai territori indicati al comma 1.
3. Il Governo trasmette quadrimestralmente al
Parlamento una relazione del Ministro della difesa e del
Ministro della sanita’ sullo stato di salute del personale
militare e civile italiano impiegato nei territori della ex
Jugoslavia.».
– Si riporta il testo dell’art. 48 del decreto-legge 30
settembre 2003, n. 269 (Disposizioni urgenti per favorire
lo sviluppo e per la correzione dell’andamento dei conti
pubblici), convertito, con modificazioni, dalla legge 24
novembre 2003, n. 326, e successive modificazioni:
«Art. 48 (Tetto di spesa per l’assistenza
farmaceutica). – 1. A decorrere dall’anno 2004, fermo
restando quanto gia’ previsto dall’art. 5, comma 1, del
decreto-legge 18 settembre 2001, n. 347, convertito, con
modificazioni, dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, in
materia di assistenza farmaceutica territoriale, l’onere a
carico del Servizio sanitario nazionale per l’assistenza
farmaceutica complessiva, compresa quella relativa al
trattamento dei pazienti in regime di ricovero ospedaliero,
e’ fissata, in sede di prima applicazione, al 16 per cento
come valore di riferimento, a livello nazionale ed in ogni
singola regione. Tale percentuale puo’ essere rideterminata
con decreto del Ministro della salute, di concerto con il
Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, tenuto conto di uno
specifico flusso informativo sull’assistenza farmaceutica
relativa ai farmaci a distribuzione diretta, a quelli
impiegati nelle varie forme di assistenza distrettuale e
residenziale nonche’ a quelli utilizzati nel corso di
ricoveri ospedalieri, attivato a decorrere dal 1° gennaio
2004 sulla base di Accordo definito in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome. Il decreto, da emanarsi entro il 30
giugno 2004, tiene conto dei risultati derivanti dal flusso
informativo dei dati.
2. Fermo restando che il farmaco rappresenta uno
strumento di tutela della salute e che i medicinali sono
erogati dal Servizio sanitario nazionale in quanto inclusi
nei livelli essenziali di assistenza, al fine di garantire
l’unitarieta’ delle attivita’ in materia di farmaceutica e
di favorire in Italia gli investimenti in ricerca e
sviluppo, e’ istituita, con effetto dal 1° gennaio 2004,
l’Agenzia italiana del farmaco, di seguito denominata
Agenzia, sottoposta alle funzioni di indirizzo del
Ministero della salute e alla vigilanza del Ministero della
salute e del Ministero dell’economia e delle finanze.
3. L’Agenzia e’ dotata di personalita’ giuridica di
diritto pubblico e di autonomia organizzativa,
patrimoniale, finanziaria e gestionale. Alla stessa
spettano, oltre che i compiti di cui al comma 5, compiti e
funzioni di alta consulenza tecnica al Governo ed alla
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, in materia di politiche per
il farmaco con riferimento alla ricerca, agli investimenti
delle aziende in ricerca e sviluppo, alla produzione, alla
distribuzione, alla informazione scientifica, alla
regolazione della promozione, alla prescrizione, al
monitoraggio del consumo, alla sorveglianza sugli effetti
avversi, alla rimborsabilita’ e ai prezzi.
4. Sono organi dell’Agenzia da nominarsi con decreto
del Ministro della salute:
a) il direttore generale, nominato sentita la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome;
b) il consiglio di amministrazione costituito da un
Presidente designato dal Ministro della salute, d’intesa
con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato,
le regioni e le province autonome, e da quattro componenti
di cui due designati dal Ministro della salute e due dalla
predetta Conferenza permanente;
c) il collegio dei revisori dei conti costituito da
tre componenti, di cui uno designato dal Ministro
dell’economia e delle finanze, con funzioni di presidente,
uno dal Ministro della salute e uno dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome.
5. L’Agenzia svolge i compiti e le funzioni della
attuale Direzione generale dei farmaci e dei dispositivi
medici, con esclusione delle funzioni di cui alle lettere
b), c), d), e) ed f) del comma 3, dell’art. 3 del
regolamento di cui al decreto del Presidente della
Repubblica 28 marzo 2003, n. 129. In particolare
all’Agenzia, nel rispetto degli accordi tra Stato e regioni
relativi al tetto programmato di spesa farmaceutica ed alla
relativa variazione annua percentuale, e’ affidato il
compito di:
a) promuovere la definizione di liste omogenee per
l’erogazione e di linee guida per la terapia farmacologica
anche per i farmaci a distribuzione diretta, per quelli
impiegati nelle varie forme di assistenza distrettuale e
residenziale nonche’ per quelli utilizzati nel corso di
ricoveri ospedalieri;
b) monitorare, avvalendosi dell’Osservatorio
sull’impiego dei medicinali (OSMED), coordinato
congiuntamente dal Direttore generale dell’Agenzia o suo
delegato e da un rappresentate designato dalla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome, e, in collaborazione con le regioni e le
province autonome, il consumo e la spesa farmaceutica
territoriale ed ospedaliera a carico del Servizio sanitario
nazionale e i consumi e la spesa farmaceutica a carico del
cittadino. I dati del monitoraggio sono comunicati
mensilmente al Ministero dell’economia e delle finanze;
c) provvedere entro il 30 settembre di ogni anno, o
semestralmente nel caso di sfondamenti del tetto di spesa
di cui al comma 1, a redigere l’elenco dei farmaci
rimborsabili dal Servizio sanitario nazionale, sulla base
dei criteri di costo e di efficacia in modo da assicurare,
su base annua, il rispetto dei livelli di spesa programmata
nei vigenti documenti contabili di finanza pubblica,
nonche’, in particolare, il rispetto dei livelli di spesa
definiti nell’Accordo tra Governo, regioni e province
autonome di Trento e Bolzano in data 8 agosto 2001,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 207 del 6 settembre
2001;
d) prevedere, nel caso di immissione di nuovi farmaci
comportanti, a parere della struttura tecnico scientifica
individuata dai decreti di cui al comma 13, vantaggio
terapeutico aggiuntivo, in sede di revisione ordinaria del
prontuario, una specifica valutazione di costo-efficacia,
assumendo come termini di confronto il prezzo di
riferimento per la relativa categoria terapeutica omogenea
e il costo giornaliero comparativo nell’ambito di farmaci
con le stesse indicazioni terapeutiche, prevedendo un
premio di prezzo sulla base dei criteri previsti per la
normativa vigente, nonche’ per i farmaci orfani;
e) provvedere alla immissione di nuovi farmaci non
comportanti, a parere della predetta struttura tecnico
scientifica individuata dai decreti di cui al comma 13,
vantaggio terapeutico, in sede di revisione ordinaria del
prontuario, solo se il prezzo del medesimo medicinale e’
inferiore o uguale al prezzo piu’ basso dei medicinali per
la relativa categoria terapeutica omogenea;
f) procedere in caso di superamento del tetto di
spesa di cui al comma 1, in concorso con le misure di cui
alle lettere b), c), d), e) del presente comma, a
ridefinire, anche temporaneamente, nella misura del 60 per
cento del superamento, la quota di spettanza al produttore
prevista dall’art. 1, comma 40, della legge 23 dicembre
1996, n. 662. La quota di spettanza dovuta al farmacista
per i prodotti rimborsati dal Servizio sanitario nazionale
viene rideterminata includendo la riduzione della quota di
spettanza al produttore, che il farmacista riversa al
Servizio come maggiorazione dello sconto. Il rimanente 40
per cento del superamento viene ripianato dalle regioni
attraverso l’adozione di specifiche misure in materia
farmaceutica, di cui all’art. 4, comma 3, del decreto-legge
18 settembre 2001, n. 347, convertito, con modificazioni,
dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, e costituisce
adempimento ai fini dell’accesso all’adeguamento del
finanziamento del Servizio sanitario nazionale, ai sensi
dell’art. 4 del decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63,
convertito, con modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002,
n. 112, e successive modificazioni;
f-bis) procedere, in caso di superamento del tetto di
spesa di cui al comma 1, ad integrazione o in alternativa
alle misure di cui alla lettera f), ad una temporanea
riduzione del prezzo dei farmaci comunque dispensati o
impiegati dal Servizio sanitario nazionale, nella misura
del 60 per cento del superamento;
g) proporre nuove modalita’, iniziative e interventi,
anche di cofinanziamento pubblico-privato, per promuovere
la ricerca scientifica di carattere pubblico sui settori
strategici del farmaco e per favorire gli investimenti da
parte delle aziende in ricerca e sviluppo;
h) predisporre, entro il 30 novembre di ogni anno, il
programma annuale di attivita’ ed interventi, da inviare,
per il tramite del Ministro della salute, alla Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome, che esprime parere entro il 31 gennaio
successivo;
i) predisporre periodici rapporti informativi da
inviare alle competenti Commissioni parlamentari;
l) provvedere, su proposta della struttura tecnico
scientifica individuata dai decreti di cui al comma 13,
entro il 30 giugno 2004 alla definitiva individuazione
delle confezioni ottimali per l’inizio e il mantenimento
delle terapie contro le patologie croniche con farmaci a
carico del Servizio sanitario nazionale, provvedendo
altresi’ alla definizione dei relativi criteri del prezzo.
A decorrere dal settimo mese successivo alla data di
assunzione del provvedimento da parte dell’Agenzia, il
prezzo dei medicinali presenti nel Prontuario farmaceutico
nazionale, per cui non si sia proceduto all’adeguamento
delle confezioni ottimali deliberate dall’Agenzia, e’
ridotto del 30 per cento.
6. Le misure di cui al comma 5, lettere c), d), e), f)
sono adottate con delibere del consiglio d’amministrazione,
su proposta del direttore generale. Ai fini della verifica
del rispetto dei livelli di spesa di cui al comma 1, alla
proposta e’ allegata una nota tecnica avente ad oggetto gli
effetti finanziari sul Servizio sanitario nazionale.
7. Dal 1° gennaio 2004, con decreto del Ministro della
salute sono trasferite all’Agenzia le unita’ di personale
gia’ assegnate agli uffici della Direzione generale dei
farmaci e dispositivi medici del Ministero della salute, le
cui competenze transitano alla medesima Agenzia. Il
personale trasferito non potra’ superare il 60 per cento
del personale in servizio alla data del 30 settembre 2003
presso la stessa Direzione generale. Detto personale
conserva il trattamento giuridico ed economico in
godimento. A seguito del trasferimento del personale sono
ridotte in maniera corrispondente le dotazioni organiche
del Ministero della salute e le relative risorse sono
trasferite all’Agenzia. In ogni caso le suddette dotazioni
organiche non possono essere reintegrate. Resta confermata
la collocazione nel comparto di contrattazione collettiva
attualmente previsto per il personale trasferito ai sensi
del presente comma. L’Agenzia puo’ assumere, in relazione a
particolari e motivate esigenze, cui non puo’ far fronte
con personale in servizio, e nei limiti delle proprie
disponibilita’ finanziarie, personale tecnico o altamente
qualificato, con contratti a tempo determinato di diritto
privato. L’Agenzia puo’ altresi’ avvalersi, nei medesimi
limiti di disponibilita’ finanziaria, e comunque per un
numero non superiore a 40 unita’, ai sensi dell’art. 17,
comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, di personale
in posizione di comando dal Ministero della salute,
dall’Istituto superiore di sanita’, nonche’ da altre
amministrazioni dello Stato, dalle regioni, dalle Aziende
sanitarie e dagli enti pubblici di ricerca.
8. Agli oneri relativi al personale, alle spese di
funzionamento dell’Agenzia e dell’Osservatorio sull’impiego
dei medicinali (OSMED) di cui al comma 5, lettera b), punto
2, nonche’ per l’attuazione del programma di
farmacovigilanza attiva di cui al comma 19, lettera b), si
fa fronte:
a) mediante le risorse finanziarie trasferite dai
capitoli 3001, 3002, 3003, 3004, 3005, 3006, 3007, 3130,
3430 e 3431 dello stato di previsione della spesa del
Ministero della salute;
b) mediante le entrate derivanti dalla maggiorazione
del 20 per cento delle tariffe di cui all’art. 5, comma 12,
della legge 29 dicembre 1990, n. 407 e successive
modificazioni;
c) mediante eventuali introiti derivanti da contratti
stipulati con l’Agenzia europea per la valutazione dei
medicinali (EMEA) e con altri organismi nazionali ed
internazionali per prestazioni di consulenza,
collaborazione, assistenza e ricerca;
c-bis) mediante eventuali introiti derivanti da
contratti stipulati con soggetti privati per prestazioni di
consulenza, collaborazione, assistenza, ricerca,
aggiornamento, formazione agli operatori sanitari e
attivita’ editoriali, destinati a contribuire alle
iniziative e agli interventi di cofinanziamento pubblico e
privato finalizzati alla ricerca di carattere pubblico sui
settori strategici del farmaco di cui alla lettera g) del
comma 5, ferma restando la natura di ente pubblico non
economico dell’Agenzia.
9. Le risorse di cui al comma 8, lettera a),
confluiscono nel fondo stanziato in apposita unita’
previsionale di base dello stato di previsione del
Ministero della salute e suddiviso in tre capitoli,
distintamente riferiti agli oneri di gestione, calcolati
tenendo conto dei vincoli di servizio, alle spese di
investimento, alla quota incentivante connessa al
raggiungimento degli obiettivi gestionali.
10. Le risorse di cui al comma 8), lettere b) e c),
affluiscono direttamente al bilancio dell’Agenzia.
10-bis. Le entrate di cui all’art. 12, commi 7 e 8, del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, spettano per
il 60 per cento all’Agenzia ed affluiscono direttamente al
bilancio della stessa.
10-ter. Le somme a carico delle officine farmaceutiche
di cui all’art. 7, commi 4 e 5, del decreto legislativo 29
maggio 1991, n. 178, e successive modificazioni, spettano
all’Agenzia ed affluiscono direttamente al bilancio della
stessa.
11. Per l’utilizzo delle risorse di cui al comma 9 e’
autorizzata l’apertura di apposita contabilita’ speciale.
11-bis. Con effetto dal 1° gennaio 2005, con decreto
del Ministro della salute sono trasferiti in proprieta’
all’Agenzia i beni mobili del Ministero della salute in uso
all’Agenzia medesima alla data 31 dicembre 2004.
12. A decorrere dall’anno 2005, al finanziamento
dell’Agenzia si provvede ai sensi dell’art. 11, comma 3,
lettera d) della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni.
13. Con uno o piu’ decreti del Ministro della salute,
di concerto con il Ministro della funzione pubblica e con
il Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome, da adottare entro novanta
giorni dalla data di entrata in vigore della legge di
conversione del presente decreto, sono adottate le
necessarie norme regolamentari per l’organizzazione e il
funzionamento dell’Agenzia, prevedendo che l’Agenzia per
l’esplicazione delle proprie funzioni si organizza in
strutture amministrative e tecnico scientifiche, compresa
quella che assume le funzioni tecnico scientifiche gia’
svolte dalla Commissione unica del farmaco e disciplinando
i casi di decadenza degli organi anche in relazione al
mantenimento dell’equilibrio economico finanziario del
settore dell’assistenza farmaceutica.
14. La Commissione unica del farmaco cessa di operare a
decorrere dalla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 13 che regolamenta l’assolvimento di tutte le
funzioni gia’ svolte dalla medesima Commissione da parte
degli organi e delle strutture dell’Agenzia.
15. Per quanto non diversamente disposto dal presente
articolo si applicano le disposizioni di cui agli articoli
8 e 9 del decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 300.
16. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’
autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti
variazioni di bilancio.
17. Le Aziende farmaceutiche, entro il 30 aprile di
ogni anno, producono all’Agenzia autocertificazione
dell’ammontare complessivo della spesa sostenuta nell’anno
precedente per le attivita’ di promozione rivolte ai
medici, agli operatori sanitari e ai farmacisti e della sua
ripartizione nelle singole voci di costo, sulla base di uno
schema approvato con decreto del Ministro della salute.
18. Entro la medesima data di cui al comma 17, le
Aziende farmaceutiche versano, su apposito fondo istituito
presso l’Agenzia, un contributo pari al 5 per cento delle
spese autocertificate decurtate delle spese per il
personale addetto.
19. Le risorse confluite nel fondo di cui al comma 18
sono destinate dall’Agenzia:
a) per il 50 per cento, alla costituzione di un fondo
nazionale per l’impiego, a carico del Servizio sanitario
nazionale, di farmaci orfani per malattie rare e di farmaci
che rappresentano una speranza di cura, in attesa della
commercializzazione, per particolari e gravi patologie;
b) per il rimanente 50 per cento:
1) all’istituzione, nell’ambito delle proprie
strutture, di un Centro di informazione indipendente sul
farmaco;
2) alla realizzazione, di concerto con le regioni,
di un programma di farmacovigilanza attiva tramite
strutture individuate dalle regioni, con finalita’ di
consulenza e formazione continua dei medici di medicina
generale e dei Pediatri di libera scelta, in collaborazione
con le organizzazioni di categorie e le societa’
scientifiche pertinenti e le Universita’;
3) alla realizzazione di ricerche sull’uso dei
farmaci ed in particolare di sperimentazioni cliniche
comparative tra farmaci, tese a dimostrare il valore
terapeutico aggiunto, nonche’ sui farmaci orfani e
salvavita, anche attraverso bandi rivolti agli IRCCS, alle
Universita’ ed alle regioni;
4) ad altre attivita’ di informazione sui farmaci,
di farmacovigilanza, di ricerca, di formazione e di
aggiornamento del personale.
20. Al fine di garantire una migliore informazione al
paziente, a partire dal 1° gennaio 2005, le confezioni dei
medicinali devono contenere un foglietto illustrativo ben
leggibile e comprensibile, con forma e contenuto
autorizzati dall’Agenzia.
21. Fermo restando quanto disposto dagli articoli 1, 2,
3, 4, 5, 6, 9, 11, 12, 14, 15 del decreto legislativo 30
dicembre 1992, n. 541, le regioni provvedono, con
provvedimento anche amministrativo, a disciplinare:
a) pubblicita’ presso i medici, gli operatori
sanitari e i farmacisti;
b) consegna di campioni gratuiti;
c) concessione di prodotti promozionali di valore
trascurabile;
d) definizione delle modalita’ con cui gli operatori
del Servizio sanitario nazionale comunicano alle regioni la
partecipazione a iniziative promosse o finanziate da
aziende farmaceutiche e da aziende fornitrici di
dispositivi medici per il Servizio sanitario nazionale.
22. Il secondo periodo del comma 5 dell’art. 12 del
decreto legislativo 30 dicembre 1992, n. 541, e’ soppresso.
E’ consentita ai medici di medicina generale ed ai pediatri
di libera scelta la partecipazione a convegni e congressi
con accreditamento ECM di tipo educazionale su temi
pertinenti, previa segnalazione alla struttura sanitaria di
competenza. Presso tale struttura e’ depositato un registro
con i dati relativi alle partecipazioni alle manifestazioni
in questione e tali dati devono essere accessibili alle
regioni e all’Agenzia dei farmaci di cui al comma 2.
23. Nel comma 6 dell’art. 12 del citato decreto
legislativo n. 541 del 1992, le parole: «non comunica la
propria motivata opposizione» sono sostituite dalle
seguenti «comunica il proprio parere favorevole, sentita la
regione dove ha sede l’evento». Nel medesimo comma sono
altresi’ soppresse le parole: «o, nell’ipotesi disciplinata
dal comma 2, non oltre 5 giorni prima dalla data della
riunione».
24. Nel comma 3 dell’art. 6, lettera b), del citato
decreto legislativo n. 541 del 1992, le parole da: «otto
membri a» fino a: «di sanita’» sono sostituite dalle
seguenti: «un membro appartenente al Ministero della
salute, un membro appartenente all’Istituto superiore di
sanita’, due membri designati dalla Conferenza permanente
per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome».
25. La procedura di attribuzione dei crediti ECM deve
prevedere la dichiarazione dell’eventuale conflitto di
interessi da parte dei relatori e degli organizzatori degli
eventi formativi.
26. Il rapporto di dipendenza o di convenzione con le
strutture pubbliche del Servizio sanitario nazionale e con
le strutture private accreditate e’ incompatibile, con
attivita’ professionali presso le organizzazioni private di
cui all’art. 20, comma 3, del decreto legislativo 24 giugno
2003, n. 211.
27. All’art. 11, comma 1, del decreto legislativo 24
giugno 2003, n. 211, sono apportate le seguenti modifiche:
a) nel primo capoverso le parole: «all’autorita’
competente» sono sostituite dalle seguenti: «all’Agenzia
italiana del farmaco, alla regione sede della
sperimentazione»;
b) (omissis).
28. Con accordo sancito in sede di Conferenza
permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome, sono definiti gli ambiti nazionale e
regionali dell’accordo collettivo per la disciplina dei
rapporti con le farmacie, in coerenza con quanto previsto
dal presente articolo.
29. Salvo diversa disciplina regionale, a partire dalla
data di entrata in vigore della legge di conversione del
presente decreto, il conferimento delle sedi farmaceutiche
vacanti o di nuova istituzione ha luogo mediante
l’utilizzazione di una graduatoria regionale dei farmacisti
risultati idonei, risultante da un concorso unico
regionale, per titoli ed esami, bandito ed espletato dalla
regione ogni quattro anni.
30. A decorrere dalla data di insediamento degli organi
dell’Agenzia, di cui al comma 4, sono abrogate le
disposizioni di cui all’art. 3, comma 9-ter, del
decreto-legge 15 aprile 2002, n. 63, convertito, con
modificazioni, dalla legge 15 giugno 2002, n. 112. A
decorrere dalla medesima data sono abrogate le norme
previste dall’art. 9, commi 2 e 3, del decreto-legge 8
luglio 2002, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla
legge 8 agosto 2002, n. 178.
31. Dalla data di entrata in vigore del presente
decreto, all’art. 7, comma 1 del decreto-legge 18 settembre
2001, n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16
novembre 2001, n. 405, sono soppresse le parole: «tale
disposizione non si applica ai medicinali coperti da
brevetto sul principio attivo».
32. Dal 1° gennaio 2005, lo sconto dovuto dai
farmacisti al Servizio sanitario nazionale in base all’art.
1, comma 40, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, come
modificato dall’art. 52, comma 6, della legge 27 dicembre
2002, n. 289, si applica a tutti i farmaci erogati in
regime di Servizio sanitario nazionale, fatta eccezione per
l’ossigeno terapeutico e per i farmaci, siano essi
specialita’ o generici, che abbiano un prezzo
corrispondente a quello di rimborso cosi’ come definito
dall’art. 7, comma 1, del decreto-legge 18 settembre 2001,
n. 347, convertito, con modificazioni, dalla legge 16
novembre 2001, n. 405.
33. Dal 1° gennaio 2004 i prezzi dei prodotti
rimborsati dal Servizio sanitario nazionale sono
determinati mediante contrattazione tra Agenzia e
produttori secondo le modalita’ e i criteri indicati nella
deliberazione CIPE 1° febbraio 2001, n. 3, pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale n. 73 del 28 marzo 2001.
34. Fino all’insediamento degli organi dell’Agenzia, le
funzioni e i compiti ad essa affidati, sono assicurati dal
Ministero della salute e i relativi provvedimenti sono
assunti con decreto del Ministro della salute.
35. Fino alla data di entrata in vigore del decreto di
cui al comma 13, la Commissione unica del farmaco continua
ad operare nella sua attuale composizione e con le sue
attuali funzioni.».

Art. 15.
(Totale generale della spesa)

1. E’ approvato, in euro 801.798.067.118 in termini di competenza
e in euro 822.974.737.322 in termini di cassa, il totale generale
della spesa dello Stato per l’anno finanziario 2010.

Art. 16.
(Quadro generale riassuntivo)

1. E’ approvato, in termini di competenza e di cassa, il quadro
generale riassuntivo del bilancio dello Stato per l’anno finanziario
2010, con le tabelle allegate.

Art. 17.
(Disposizioni diverse)

1. Per l’anno finanziario 2010, le spese considerate nelle unita’
previsionali di base dei singoli stati di previsione per le quali il
Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad effettuare,
con propri decreti, variazioni tra loro compensative,
rispettivamente, per competenza e cassa, sono quelle indicate nella
Tabella A allegata alla presente legge.
2. In relazione all’accertamento dei residui di entrata e di
spesa per i quali non esistono nel bilancio di previsione i
corrispondenti capitoli nell’ambito delle unita’ previsionali di
base, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
istituire gli occorrenti capitoli nelle pertinenti unita’
previsionali di base, anche di nuova istituzione, con propri decreti
da comunicare alla Corte dei conti.
3. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
trasferire, con propri decreti, in termini di residui, competenza e
cassa, dall’unita’ previsionale di base relativa al «Fondo per i
programmi regionali di sviluppo» dello stato di previsione del
Ministero dello sviluppo economico per l’anno finanziario 2010 alle
pertinenti unita’ previsionali di base dei Ministeri interessati, le
quote da attribuire alle regioni a statuto speciale, ai sensi del
quinto comma dell’articolo 126 del decreto del Presidente della
Repubblica 24 luglio 1977, n. 616.
4. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, in termini di competenza e di cassa,
le variazioni compensative di bilancio occorrenti per l’attuazione di
quanto disposto dall’articolo 13 della legge 5 agosto 1981, n. 416, e
successive modificazioni, concernente disciplina delle imprese
editrici e provvidenze per l’editoria.
5. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
trasferire, in termini di competenza e di cassa, con propri decreti,
su proposta dei Ministri interessati, le disponibilita’ esistenti su
altre unita’ previsionali di base degli stati di previsione delle
amministrazioni competenti a favore di apposite unita’ previsionali
di base destinate all’attuazione di interventi cofinanziati dalla
Unione europea.
6. In relazione ai provvedimenti di riordino delle
amministrazioni pubbliche, il Ministro dell’economia e delle finanze
e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, comunicati alle
Commissioni parlamentari competenti, le variazioni di bilancio in
termini di residui, competenza e cassa, l’istituzione, la modifica e
la soppressione di unita’ previsionali di base.
7. Su proposta del Ministro competente, con decreti del Ministro
dell’economia e delle finanze, da comunicare alle Commissioni
parlamentari competenti, negli stati di previsione della spesa che
nell’esercizio 2009 e in quello in corso siano stati interessati dai
processi di ristrutturazione di cui al comma 6, nonche’ previsti da
altre normative vigenti, possono essere effettuate variazioni
compensative, in termini di residui, di competenza e di cassa, tra
capitoli delle unita’ previsionali di base, fatta eccezione per le
autorizzazioni di spesa di natura obbligatoria, per le spese in
annualita’ e a pagamento differito e per quelle direttamente regolate
con legge, nonche’ tra capitoli di unita’ previsionali di base dello
stesso stato di previsione limitatamente alle spese di funzionamento
per oneri relativi a movimenti di personale e per quelli strettamente
connessi con la operativita’ delle amministrazioni.
8. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio connesse con
l’attuazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro del
personale dipendente dalle Amministrazioni dello Stato, stipulati ai
sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165,
e successive modificazioni, nonche’ degli accordi sindacali e dei
provvedimenti di concertazione, adottati ai sensi dell’articolo 2 del
decreto legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive
modificazioni, per quanto concerne il trattamento economico
fondamentale e accessorio del personale interessato.
9. Gli stanziamenti iscritti in bilancio per l’esercizio 2010,
relativamente ai fondi destinati all’incentivazione del personale
civile dello Stato, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei
vigili del fuoco e dei Corpi di polizia, nonche’ quelli per la
corresponsione del trattamento economico accessorio del personale
dirigenziale, non utilizzati alla chiusura dell’esercizio sono
conservati nel conto dei residui per essere utilizzati nell’esercizio
successivo. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato
ad apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio
occorrenti per l’utilizzazione dei predetti fondi conservati.
10. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione, negli stati di
previsione delle amministrazioni statali interessate, delle somme
rimborsate dalla Commissione europea per spese sostenute dalle
amministrazioni medesime a carico delle pertinenti unita’
previsionali di base dei rispettivi stati di previsione, affluite al
fondo di rotazione di cui all’articolo 5 della legge 16 aprile 1987,
n. 183, e successivamente versate all’entrata del bilancio dello
Stato.
11. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, variazioni di bilancio negli stati di
previsione delle amministrazioni interessate, occorrenti per
l’attuazione dei decreti del Presidente del Consiglio dei ministri
emanati in relazione all’articolo 7 della legge 15 marzo 1997, n. 59,
e successive modificazioni, e ai decreti legislativi concernenti il
conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle
regioni e agli enti locali, in attuazione del capo I della suddetta
legge 15 marzo 1997, n. 59.
12. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, nelle pertinenti unita’ previsionali
di base, anche di nuova istituzione, degli stati di previsione delle
amministrazioni interessate, le variazioni di bilancio occorrenti per
l’applicazione del decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56,
concernente disposizioni in materia di federalismo fiscale, a norma
dell’articolo 10 della legge 13 maggio 1999, n. 133.
13. In relazione alle disposizioni di cui all’articolo 4, comma
12, del contratto integrativo del contratto collettivo nazionale di
lavoro del personale del comparto dei Ministeri, sottoscritto in data
16 febbraio 1999, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta
Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2001, concernente l’assegnazione
temporanea di personale ad altra amministrazione in posizione di
comando, il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad
apportare, con propri decreti, le variazioni di bilancio nell’ambito
delle pertinenti unita’ previsionali di base delle amministrazioni
interessate, occorrenti per provvedere al pagamento del trattamento
economico al personale comandato a carico dell’amministrazione di
destinazione.
14. Per l’anno finanziario 2010, al fine di agevolare il
raggiungimento degli obiettivi di finanza pubblica, con decreti del
Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del Ministro
competente, da comunicare alle Commissioni parlamentari competenti e
da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, possono essere
effettuate variazioni compensative tra capitoli delle unita’
previsionali appartenenti alla medesima missione di ciascuno stato di
previsione della spesa, fatta eccezione per le autorizzazioni di
spesa di natura obbligatoria, per le spese in annualita’ e a
pagamento differito e per quelle direttamente regolate con legge. Per
le medesime finalita’ e per la migliore flessibilita’ gestionale del
bilancio, il Ministro dell’economia e delle finanze, su proposta del
Ministro competente, e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti
da inviare alla Corte dei conti per la registrazione, variazioni
compensative in termini di cassa, nell’ambito di ciascun titolo di
bilancio, tra capitoli delle unita’ previsionali di base del medesimo
stato di previsione.
15. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato a
provvedere, con propri decreti, alla riassegnazione negli stati di
previsione delle amministrazioni interessate, per l’anno finanziario
2010, delle somme versate all’entrata a titolo di contribuzione alle
spese di gestione degli asili nido istituiti presso le
amministrazioni statali ai sensi dell’articolo 70, comma 5, della
legge 28 dicembre 2001, n. 448.
16. I Ministri competenti, nell’ambito dei programmi concernenti
i propri stati di previsione, sono autorizzati ad effettuare, con
propri decreti da comunicare al Ministero dell’economia e delle
finanze, anche con evidenze informatiche, eventuali variazioni
compensative per la stessa categoria economica tra i capitoli di
spese discrezionali relativi ai programmi medesimi, allocati nei
diversi centri di responsabilita’ amministrativa. Le variazioni
medesime non devono comportare alterazioni dei saldi di indebitamento
netto e fabbisogno.
17. Per l’anno finanziario 2010, le unita’ previsionali di base
sono individuate nell’allegato alla presente legge.

Note all’art. 17:
– Si riporta il testo dell’art. 126 del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1977, n. 616
(Attuazione della delega di cui all’art. 1 della L. 22
luglio 1975, n. 382):
«Art. 126 (Soppressione e riduzione di capitoli del
bilancio dello Stato). – I capitoli dello stato di
previsione della spesa del bilancio dello Stato relativi,
in tutto o in parte, alle funzioni trasferite alle regioni
o attribuite agli enti locali sono soppressi ai sensi e per
gli anni indicati dal presente decreto.
Nel caso in cui i capitoli iscritti in bilancio siano
relativi a spese concernenti solo in parte le funzioni
trasferite, le somme corrispondenti alle funzioni che
residuano alla competenza statale sono iscritte con decreto
del Ministro per il tesoro in capitoli nuovi, la cui
denominazione deve corrispondere alle funzioni medesime.
E’ vietato conservare o istituire nel bilancio dello
Stato capitoli con le stesse denominazioni e finalita’ di
quelli soppressi, e comunque relativi a spese concernenti
le funzioni trasferite.
Le disposizioni contenute nei commi 1, 2 e 3 del
presente articolo sono estese anche ai capitoli di spesa
relativi in tutto o in parte alle funzioni trasferite con
decreti legislativi di attuazione dell’art. 17 della legge
16 maggio 1970, n. 281.
Tra i capitoli soppressi ai sensi del precedente primo
comma sono compresi quelli relativi a fondi destinati ad
essere ripartiti fra le regioni per le finalita’ previste
dalle leggi che li hanno istituiti, con esclusione delle
quote di tali fondi da attribuire alle regioni a statuto
speciale.».
– Si riporta il testo dell’art. 13 della legge 5 agosto
1981, n. 416, e successive modificazioni (Disciplina delle
imprese editrici e provvidenze per l’editoria):
«Art. 13 (Pubblicita’ di amministrazioni pubbliche). –
Le amministrazioni statali e gli enti pubblici non
territoriali, con esclusione degli enti pubblici economici,
sono tenuti a destinare alla pubblicita’ su giornali
quotidiani e periodici una quota non inferiore al settanta
per cento delle spese per la pubblicita’ previste in
bilancio. Tali spese devono essere iscritte in apposito
capitolo di bilancio.
Per la pubblicita’ delle amministrazioni di cui al
comma precedente nessuna commissione e’ dovuta alla impresa
concessionaria di pubblicita’ avente contratto di esclusiva
con la testata quotidiana o periodica.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri impartisce,
dandone comunicazione al Garante, le direttive generali di
massima alle amministrazioni statali affinche’ la
destinazione della pubblicita’, delle informazioni e delle
campagne promozionali avvenga senza discriminazioni e con
criteri di equita’, di obiettivita’ e di economicita’.
La Presidenza del Consiglio dei Ministri indica criteri
per la pubblicita’ finalizzata all’informazione sulle leggi
e sulla loro applicazione, nonche’ sui servizi, le
strutture e il loro uso, curando che la ripartizione di
detta pubblicita’ tenga conto delle testate che per loro
natura raggiungono le utenze specificamente interessate a
dette leggi, quali quelle femminile, giovanile e del mondo
del lavoro.
Le amministrazioni statali, le regioni e gli enti
locali, e gli enti pubblici, economici e non economici,
sono tenuti a dare comunicazione, anche se negativa, al
garante, delle erogazioni pubblicitarie effettuate nel
corso di un esercizio finanziario, depositando un riepilogo
analitico. Sono esenti dall’obbligo della comunicazione
negativa i comuni con meno di 40.000 abitanti.
Le amministrazioni e gli enti pubblici di cui al primo
comma non possono destinare finanziamenti o contributi,
sotto qualsiasi forma, ai giornali quotidiani o periodici
al di fuori di quelli deliberati a norma del presente
articolo.»
– Si riporta il testo dell’art. 40 decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni (Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche):
«Art. 40 (Contratti collettivi nazionali e
integrativi). – 1. La contrattazione collettiva determina i
diritti e gli obblighi direttamente pertinenti al rapporto
di lavoro, nonche’ le materie relative alle relazioni
sindacali. Sono, in particolare, escluse dalla
contrattazione collettiva le materie attinenti
all’organizzazione degli uffici, quelle oggetto di
partecipazione sindacale ai sensi dell’art. 9, quelle
afferenti alle prerogative dirigenziali ai sensi degli
articoli 5, comma 2, 16 e 17, la materia del conferimento e
della revoca degli incarichi dirigenziali, nonche’ quelle
di cui all’art. 2, comma 1, lettera c), della legge 23
ottobre 1992, n. 421. Nelle materie relative alle sanzioni
disciplinari, alla valutazione delle prestazioni ai fini
della corresponsione del trattamento accessorio, della
mobilita’ e delle progressioni economiche, la
contrattazione collettiva e’ consentita negli esclusivi
limiti previsti dalle norme di legge.
2. Tramite appositi accordi tra l’ARAN e le
Confederazioni rappresentative, secondo le procedure di cui
agli articoli 41, comma 5, e 47, senza nuovi o maggiori
oneri per la finanza pubblica, sono definiti fino a un
massimo di quattro comparti di contrattazione collettiva
nazionale, cui corrispondono non piu’ di quattro separate
aree per la dirigenza. Una apposita sezione contrattuale di
un’area dirigenziale riguarda la dirigenza del ruolo
sanitario del Servizio sanitario nazionale, per gli effetti
di cui all’art. 15 del decreto legislativo 30 dicembre
1992, n. 502, e successive modificazioni. Nell’ambito dei
comparti di contrattazione possono essere costituite
apposite sezioni contrattuali per specifiche
professionalita’.
3. La contrattazione collettiva disciplina, in coerenza
con il settore privato, la struttura contrattuale, i
rapporti tra i diversi livelli e la durata dei contratti
collettivi nazionali e integrativi. La durata viene
stabilita in modo che vi sia coincidenza fra la vigenza
della disciplina giuridica e di quella economica.
3-bis. Le pubbliche amministrazioni attivano autonomi
livelli di contrattazione collettiva integrativa, nel
rispetto dell’art. 7, comma 5, e dei vincoli di bilancio
risultanti dagli strumenti di programmazione annuale e
pluriennale di ciascuna amministrazione. La contrattazione
collettiva integrativa assicura adeguati livelli di
efficienza e produttivita’ dei servizi pubblici,
incentivando l’impegno e la qualita’ della performance ai
sensi dell’art. 45, comma 3. A tale fine destina al
trattamento economico accessorio collegato alla performance
individuale una quota prevalente del trattamento accessorio
complessivo comunque denominato. Essa si svolge sulle
materie, con i vincoli e nei limiti stabiliti dai contratti
collettivi nazionali, tra i soggetti e con le procedure
negoziali che questi ultimi prevedono; essa puo’ avere
ambito territoriale e riguardare piu’ amministrazioni. I
contratti collettivi nazionali definiscono il termine delle
sessioni negoziali in sede decentrata. Alla scadenza del
termine le parti riassumono le rispettive prerogative e
liberta’ di iniziativa e decisione.
3-ter. Al fine di assicurare la continuita’ e il
migliore svolgimento della funzione pubblica, qualora non
si raggiunga l’accordo per la stipulazione di un contratto
collettivo integrativo, l’amministrazione interessata puo’
provvedere, in via provvisoria, sulle materie oggetto del
mancato accordo, fino alla successiva sottoscrizione. Agli
atti adottati unilateralmente si applicano le procedure di
controllo di compatibilita’ economico-finanziaria previste
dall’art. 40-bis.
3-quater. La Commissione di cui all’art. 13 del decreto
legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15,
in materia di ottimizzazione della produttivita’ del lavoro
pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni, fornisce, entro il 31 maggio di ogni anno,
all’ARAN una graduatoria di performance delle
amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali.
Tale graduatoria raggruppa le singole amministrazioni, per
settori, su almeno tre livelli di merito, in funzione dei
risultati di performance ottenuti. La contrattazione
nazionale definisce le modalita’ di ripartizione delle
risorse per la contrattazione decentrata tra i diversi
livelli di merito assicurando l’invarianza complessiva dei
relativi oneri nel comparto o nell’area di contrattazione.
3-quinquies. La contrattazione collettiva nazionale
dispone, per le amministrazioni di cui al comma 3 dell’art.
41, le modalita’ di utilizzo delle risorse indicate
all’art. 45, comma 3-bis, individuando i criteri e i limiti
finanziari entro i quali si deve svolgere la contrattazione
integrativa. Le regioni, per quanto concerne le proprie
amministrazioni, e gli enti locali possono destinare
risorse aggiuntive alla contrattazione integrativa nei
limiti stabiliti dalla contrattazione nazionale e nei
limiti dei parametri di virtuosita’ fissati per la spesa di
personale dalle vigenti disposizioni, in ogni caso nel
rispetto dei vincoli di bilancio e del patto di stabilita’
e di analoghi strumenti del contenimento della spesa. Lo
stanziamento delle risorse aggiuntive per la contrattazione
integrativa e’ correlato all’effettivo rispetto dei
principi in materia di misurazione, valutazione e
trasparenza della performance e in materia di merito e
premi applicabili alle regioni e agli enti locali secondo
quanto previsto dagli articoli 16 e 31 del decreto
legislativo di attuazione della legge 4 marzo 2009, n. 15,
in materia di ottimizzazione della produttivita’ del lavoro
pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche
amministrazioni. Le pubbliche amministrazioni non possono
in ogni caso sottoscrivere in sede decentrata contratti
collettivi integrativi in contrasto con i vincoli e con i
limiti risultanti dai contratti collettivi nazionali o che
disciplinano materie non espressamente delegate a tale
livello negoziale ovvero che comportano oneri non previsti
negli strumenti di programmazione annuale e pluriennale di
ciascuna amministrazione. Nei casi di violazione dei
vincoli e dei limiti di competenza imposti dalla
contrattazione nazionale o dalle norme di legge, le
clausole sono nulle, non possono essere applicate e sono
sostituite ai sensi degli articoli 1339 e 1419, secondo
comma, del codice civile. In caso di accertato superamento
di vincoli finanziari da parte delle sezioni regionali di
controllo della Corte dei conti, del Dipartimento della
funzione pubblica o del Ministero dell’economia e delle
finanze e’ fatto altresi’ obbligo di recupero nell’ambito
della sessione negoziale successiva. Le disposizioni del
presente comma trovano applicazione a decorrere dai
contratti sottoscritti successivamente alla data di entrata
in vigore del decreto legislativo di attuazione della legge
4 marzo 2009, n. 15, in materia di ottimizzazione della
produttivita’ del lavoro pubblico e di efficienza e
trasparenza delle pubbliche amministrazioni.
3-sexies. A corredo di ogni contratto integrativo le
pubbliche amministrazioni redigono una relazione
tecnico-finanziaria ed una relazione illustrativa,
utilizzando gli schemi appositamente predisposti e resi
disponibili tramite i rispettivi siti istituzionali dal
Ministero dell’economia e delle finanze di intesa con il
Dipartimento della funzione pubblica. Tali relazioni
vengono certificate dagli organi di controllo di cui
all’art. 40-bis, comma 1.
4. Le pubbliche amministrazioni adempiono agli obblighi
assunti con i contratti collettivi nazionali o integrativi
dalla data della sottoscrizione definitiva e ne assicurano
l’osservanza nelle forme previste dai rispettivi
ordinamenti.».
– Si riporta il testo dell’art. 2 del decreto
legislativo 12 maggio 1995, n. 195, e successive
modificazioni (Attuazione dell’art. 2 della L. 6 marzo
1992, n. 216, in materia di procedure per disciplinare i
contenuti del rapporto di impiego del personale delle Forze
di polizia e delle Forze armate):
«Art. 2 (Provvedimenti). – 1. Il decreto del Presidente
della Repubblica di cui all’art. 1, comma 2, concernente il
personale delle Forze di polizia e’ emanato:
A) per quanto attiene alle Forze di polizia ad
ordinamento civile (Polizia di Stato, Corpo della polizia
penitenziaria e Corpo forestale dello Stato), a seguito di
accordo sindacale stipulato da una delegazione di parte
pubblica, composta dal Ministro per la funzione pubblica,
che la presiede, e dai Ministri dell’interno, del tesoro,
del bilancio e della programmazione economica, della
difesa, delle finanze, della giustizia e delle politiche
agricole e forestali o dai Sottosegretari di Stato
rispettivamente delegati, e da una delegazione sindacale,
composta dai rappresentanti delle organizzazioni sindacali
rappresentative sul piano nazionale del personale della
Polizia di Stato, del Corpo della polizia penitenziaria e
del Corpo forestale dello Stato, individuate con decreto
del Ministro per la funzione pubblica in conformita’ alle
disposizioni vigenti per il pubblico impiego in materia di
accertamento della rappresentativita’ sindacale, misurata
tenendo conto del dato associativo e del dato elettorale;
le modalita’ di espressione di quest’ultimo, le relative
forme di rappresentanza e le loro attribuzioni sono
definite, tra le suddette delegazioni di parte pubblica e
sindacale, con apposito accordo, recepito, con le procedure
di cui all’art. 7, comma 4 e 11, con decreto del Presidente
della Repubblica, in attesa della cui entrata in vigore il
predetto decreto del Ministro per la funzione pubblica
tiene conto del solo dato associativo;
B) per quanto attiene alle Forze di polizia ad
ordinamento militare (Arma dei carabinieri e Corpo della
guardia di finanza), a seguito di concertazione fra i
Ministri indicati nella lettera A) o i Sottosegretari di
Stato rispettivamente delegati alla quale partecipano,
nell’ambito delle delegazioni dei Ministri della difesa e
delle finanze, i Comandanti generali dell’Arma dei
carabinieri e della Guardia di finanza o loro delegati ed i
rappresentanti del Consiglio centrale di rappresentanza
(COCER – Sezioni Carabinieri e Guardia di finanza).
2. Il decreto del Presidente della Repubblica di cui
all’art. 1, comma 2, concernente il personale delle Forze
armate e’ emanato a seguito di concertazione tra i Ministri
per la funzione pubblica, del tesoro e della difesa, o
Sottosegretari di Stato rispettivamente delegati, alla
quale partecipano, nell’ambito della delegazione del
Ministro della difesa, il Capo di Stato maggiore della
difesa o suoi delegati ed i rappresentanti del Consiglio
centrale di rappresentanza (COCER – Sezioni Esercito,
Marina ed Aeronautica).
3. Le delegazioni delle organizzazioni sindacali di cui
al comma 1, lettera a) sono composte da rappresentanti di
ciascuna organizzazione sindacale. Nelle delegazioni dei
Ministeri della difesa e delle finanze di cui al comma 1,
lettera b), e al comma 2 le rappresentanze militari
partecipano con rappresentanti di ciascuna sezione del
Consiglio centrale di rappresentanza (COCER), in modo da
consentire la rappresentanza di tutte le categorie
interessate.».
– Si riporta il testo dell’art. 5 della legge 16 aprile
1987, n. 183 (Coordinamento delle politiche riguardanti
l’appartenenza dell’Italia alle Comunita’ europee ed
adeguamento dell’ordinamento interno agli atti normativi
comunitari):
«Art. 5 (Fondo di rotazione). – 1. E’ istituito,
nell’ambito del Ministero del tesoro – Ragioneria generale
dello Stato, un fondo di rotazione con amministrazione
autonoma e gestione fuori bilancio, ai sensi dell’art. 9
della legge 25 novembre 1971, n. 1041 .
2. Il fondo di rotazione di cui al comma 1 si avvale di
un apposito conto corrente infruttifero, aperto presso la
tesoreria centrale dello Stato denominato «Ministero del
tesoro – fondo di rotazione per l’attuazione delle
politiche comunitarie», nel quale sono versate:
a) le disponibilita’ residue del fondo di cui alla
legge 3 ottobre 1977, n. 863 , che viene soppresso a
decorrere dalla data di inizio della operativita’ del fondo
di cui al comma 1;
b) le somme erogate dalle istituzioni delle Comunita’
europee per contributi e sovvenzioni a favore dell’Italia;
c) le somme da individuare annualmente in sede di
legge finanziaria, sulla base delle indicazioni del
comitato interministeriale per la programmazione economica
(CIPE) ai sensi dell’art. 2, comma 1, lettera c),
nell’ambito delle autorizzazioni di spesa recate da
disposizioni di legge aventi le stesse finalita’ di quelle
previste dalle norme comunitarie da attuare;
d) le somme annualmente determinate con la legge di
approvazione del bilancio dello Stato, sulla base dei dati
di cui all’art. 7.
3. Restano salvi i rapporti finanziari direttamente
intrattenuti con le Comunita’ europee dalle amministrazioni
e dagli organismi di cui all’art. 2 del decreto del
Presidente della Repubblica 16 aprile 1971, n. 321 , ed
alla legge 26 novembre 1975, n. 748.».
– Si riporta il testo dell’art. 7 della legge 15 marzo
1997, n. 59, e successive modificazioni (Delega al Governo
per il conferimento di funzioni e compiti alle regioni ed
enti locali, per la riforma della Pubblica Amministrazione
e per la semplificazione amministrativa):
«Art. 7. – 1. Ai fini della attuazione dei decreti
legislativi di cui agli articoli 1, 3 e 4 e con le scadenze
temporali e modalita’ dagli stessi previste, alla puntuale
individuazione dei beni e delle risorse finanziarie, umane,
strumentali e organizzative da trasferire, alla loro
ripartizione tra le regioni e tra regioni ed enti locali ed
ai conseguenti trasferimenti si provvede con decreto del
Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti i Ministri
interessati e il Ministro del tesoro. Il trasferimento dei
beni e delle risorse deve comunque essere congruo rispetto
alle competenze trasferite e al contempo deve comportare la
parallela soppressione o il ridimensionamento
dell’amministrazione statale periferica, in rapporto ad
eventuali compiti residui.
2. Sugli schemi dei provvedimenti di cui al comma 1 e’
acquisito il parere della Commissione di cui all’art. 5,
della Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le
regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e
della Conferenza Stato-citta’ e autonomie locali allargata
ai rappresentanti delle comunita’ montane. Sugli schemi,
inoltre, sono sentiti gli organismi rappresentativi degli
enti locali funzionali ed e’ assicurata la consultazione
delle organizzazioni sindacali maggiormente
rappresentative. I pareri devono essere espressi entro
trenta giorni dalla richiesta. Decorso inutilmente tale
termine i decreti possono comunque essere emanati.
3. Al riordino delle strutture di cui all’art. 3, comma
1, lettera d), si provvede, con le modalita’ e i criteri di
cui al comma 4-bis dell’art. 17 della legge 23 agosto 1988,
n. 400, introdotto dall’art. 13, comma 1, della presente
legge, entro novanta giorni dalla adozione di ciascun
decreto di attuazione di cui al comma 1 del presente
articolo. Per i regolamenti di riordino, il parere del
Consiglio di Stato e’ richiesto entro cinquantacinque
giorni ed e’ reso entro trenta giorni dalla richiesta. In
ogni caso, trascorso inutilmente il termine di novanta
giorni, il regolamento e’ adottato su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri. In sede di prima
emanazione gli schemi di regolamento sono trasmessi alla
Camera dei deputati e al Senato della Repubblica perche’ su
di essi sia espresso il parere della Commissione di cui
all’art. 5, entro trenta giorni dalla data della loro
trasmissione. Decorso tale termine i regolamenti possono
essere comunque emanati.
3-bis. Il Governo e’ delegato a emanare, sentito il
parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro il
30 settembre 1998, un decreto legislativo che istituisce
un’addizionale comunale all’IRPEF. Si applicano i principi
e i criteri direttivi di cui ai commi 10 e 11 dell’art. 48
della legge 27 dicembre 1997, n. 449.».
– Il Capo I della gia’ citata legge n. 59 del 1997
comprende gli articoli da 1 a 10.
– Il decreto legislativo 18 febbraio 2000, n. 56
recante «Disposizioni in materia di federalismo fiscale, a
norma dell’art. 10 della L. 13 maggio 1999, n. 133» e’
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 15 marzo 2000, n. 62.
– Per il testo dell’art. 10 della legge 13 maggio 1999,
n. 133 si vedano le note note all’art. 8.
– Si riporta il testo del comma 5 dell’art. 70 della
legge 28 dicembre 2001, n. 448 (Disposizioni per la
formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato
(legge finanziaria 2002):
«5. Le amministrazioni dello Stato e gli enti pubblici
nazionali, allo scopo di favorire la conciliazione tra
esigenze professionali e familiari dei genitori lavoratori,
possono, nei limiti degli ordinari stanziamenti di
bilancio, istituire nell’ambito dei propri uffici i
micro-nidi di cui al comma 4, quali strutture destinate
alla cura e all’accoglienza dei figli dei dipendenti,
aventi una particolare flessibilita’ organizzativa adeguata
alle esigenze dei lavoratori stessi, i cui standard minimi
organizzativi sono definiti in sede di Conferenza unificata
di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997,
n. 281.».

Art. 18.
(Bilancio pluriennale)

1. E’ approvato, ai sensi e per gli effetti dell’articolo 4 della
legge 5 agosto 1978,n. 468, e successive modificazioni, il bilancio
pluriennale dello Stato e delle aziende autonome per il triennio
2010-2012, nelle risultanze di cui alle tabelle allegate alla
presente legge, nonche’ agli allegati n. 1 e n. 2 agli stati di
previsione della spesa.
La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita
nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica
italiana. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge dello Stato.
Data a Roma, addi’ 23 dicembre 2009

NAPOLITANO

Berlusconi, Presidente del Consiglio
dei Ministri
Tremonti, Ministro dell’economia e
delle finanze

Visto, il Guardasigilli: Alfano

LAVORI PREPARATORI

Senato della Repubblica (atto n. 1791):
Presentato dal Ministro dell’economia e delle finanze (Tremonti)
il 29 settembre 2009.
Assegnato alla 5ª commissione (Bilancio), in sede referente, il 7
ottobre 2009 con pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 3ª, 4ª, 6ª, 7ª,
8ª, 9ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª, 14ª e questioni regionali.
Esaminato dalla 5ª commissione il 20, 21, 22, 27, 28 e
29 ottobre 2009.
Relazione scritta annunciata il 2 novembre 2009 (atto n.
1790-1791/A) relatori sen. Saia e Latronico.
Esaminato in aula il 6 ottobre 2009; il 4, 5 novembre 2009 e
approvato il 13 novembre 2009.
Camera dei deputati (atto n. 2937):
Assegnato alla V commissione (Bilancio, Tesoro e Programmazione),
in sede referente, il 16 novembre 2009 con pareri delle commissioni
I, II, III, IV, VI, VII, VIII, IX, X, XI, XII, XIII, XIV e questioni
regionali.
Esaminato dalla V commissione, il 19, 25, 26 novembre 2009; il
1°, 2, 3, 4, 5 e 6 dicembre 2009.
Esaminato in aula il 9, 10, 11 dicembre 2009 ed approvato con
modificazioni, il 17 dicembre 2009.
Senato della Repubblica (atto n. 1791-B):
Assegnato alla 5ª commissione (Bilancio), in sede referente,
il 18 dicembre 2009 con pareri delle commissioni 1ª, 2ª, 3ª, 4ª, 6ª,
7ª, 8ª, 9ª, 10ª, 11ª, 12ª, 13ª, 14ª e questioni regionali.
Esaminato dalla 5ª commissione il 20 e 21 dicembre 2009.
Esaminato in aula il 21 dicembre 2009 e approvato il
22 dicembre 2009.

Note all’art. 18:
– Si riporta il testo dell’art. 4 della legge 5 agosto
1978, n. 468, e successive modificazioni (Riforma di alcune
norme di contabilita’ generale dello Stato in materia di
bilancio):
«Art. 4 (Bilancio pluriennale). – 1. Il bilancio
pluriennale di previsione e’ elaborato in termini di
competenza dal Ministro del tesoro, di concerto con il
Ministro del bilancio e della programmazione economica, in
coerenza con le regole e gli obiettivi indicati nel
documento di programmazione economico-finanziaria, e copre
un periodo non inferiore a tre anni. Il bilancio
pluriennale espone separatamente:
a) l’andamento delle entrate e delle spese in base
alla legislazione vigente (bilancio pluriennale a
legislazione vigente);
b) le previsioni sull’andamento delle entrate e delle
spese tenendo conto degli effetti degli interventi
programmati nel documento di programmazione
economico-finanziaria (bilancio pluriennale programmatico).
2. Il bilancio pluriennale e’ redatto per unita’
previsionali di entrata e di spesa; nell’ambito di
quest’ultima vengono evidenziati i trasferimenti correnti e
di conto capitale verso i principali settori di spesa
decentrata. Il bilancio pluriennale non comporta
autorizzazione a riscuotere le entrate e ad eseguire le
spese ivi contemplate ed e’ aggiornato annualmente.
3. Nelle note preliminari che illustrano le previsioni
complessive del bilancio pluriennale, devono essere
motivate le eventuali variazioni rispetto alle previsioni
contenute nel precedente bilancio pluriennale, indicando le
variazioni derivanti dagli andamenti tendenziali
dell’economia e quelle derivanti dagli interventi
programmatici.
4. Il bilancio pluriennale e’ approvato con apposito
articolo del disegno di legge di bilancio.
La versione prevista alla lettera a) del comma 1 e’
integrata con gli effetti della legge finanziaria e dei
provvedimenti collegati alla manovra di finanza pubblica
eventualmente gia’ approvati.».

Parte di provvedimento in formato grafico

LEGGE 23 dicembre 2009, n. 192 – Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2010

Geologi.info