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COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA - DELIBERAZIONE 25 luglio 2003: Regionalizzazione dei patti territoriali e coordinamento Governo, regioni e province autonome per i contratti di programma. (Deliberazione n. 26/2003). (GU n. 215 del 16-9-2003)

COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA

DELIBERAZIONE 25 luglio 2003

Regionalizzazione dei patti territoriali e coordinamento Governo,
regioni e province autonome per i contratti di programma.
(Deliberazione n. 26/2003).

IL COMITATO INTERMINISTERIALE PER LA PROGRAMMAZIONE ECONOMICA
Visto l’art. 9, comma 2, lettera c), del decreto legislativo
28 agosto 1997, n. 281, il quale prevede che la Conferenza unificata
possa promuovere e sancire accordi tra Governo, regioni, province,
comuni e comunita’ montane al fine di coordinare l’esercizio delle
rispettive competenze e svolgere in collaborazione attivita’ di
interesse comune;
Visto l’art. 67 della legge 28 dicembre 2001, n. 448 (finanziaria
2002), recante disposizioni in materia di programmazione negoziata in
agricoltura;
Visto l’art. 60 della legge 27 dicembre 2002, n. 289 (finanziaria
2003), che istituisce il Fondo per le aree sottoutilizzate presso il
Ministero delle attivita’ produttive nel quale confluiscono anche le
risorse per il finanziamento delle agevolazioni a favore degli
strumenti di programmazione negoziata e che richiama, tra l’altro, il
processo di regionalizzazione in atto di tali strumenti;
Visto l’art. 61 della predetta legge finanziaria 2003, che,
nell’istituire il Fondo per le aree sottoutilizzate presso il
Ministero dell’economia e delle finanze, demanda fra l’altro a questo
Comitato il compito di stabilire i criteri e le modalita’ di
attuazione dei vari interventi;
Visto il successivo art. 66 della legge finanziaria 2003, che reca
disposizioni concernenti il sostegno della filiera agroalimentare;
Vista la propria delibera del 25 febbraio 1994 (Gazzetta Ufficiale
n. 92/1994), recante la disciplina dei contratti di programma;
Vista la propria delibera 21 marzo 1997, n. 29 (Gazzetta Ufficiale
n. 114/1997), recante la disciplina della programmazione negoziata;
Vista la propria delibera 17 marzo 2000, n. 31 (Gazzetta Ufficiale
n. 125/2000) recante disposizioni transitorie in materia di
programmazione negoziata, che prevede tra l’altro, al punto 3, che
una quota massima del 20% delle risorse rinvenienti a seguito di
provvedimenti di rideterminazione del finanziamento successivi alla
data della delibera stessa concorrono alla copertura degli oneri
finanziari relativi alle attivita’ istruttorie, di supporto e di
assistenza tecnica dei patti territoriali;
Vista la propria delibera 9 maggio 2003, n. 16 che, nel riallocare
ai sensi dei citati articoli 60 e 61 della legge finanziaria 2003 le
risorse tra i due Fondi dei Ministeri dell’economia e delle finanze e
delle attivita’ produttive, ha fra l’altro destinato risorse
aggiuntive, pari a 120 milioni di euro, al finanziamento dei patti
territoriali o di altri strumenti di sviluppo locale concertato, nel
rispetto delle consolidate chiavi di riparto tra le due macroaree del
centro-nord e del Mezzogiorno e all’interno di queste tra le regioni
e le province autonome, accompagnando cosi’, in maniera adeguata, il
processo di regionalizzazione dei patti territoriali;
Visto l’atto di indirizzo sulla regionalizzazione della
programmazione negoziata approvato da questo Comitato nella seduta
del 4 aprile 2001;
Vista la dichiarazione del Governo, resa in occasione della
presentazione del maxiemendamento sul disegno di legge finanziaria
2003, con la quale e’ stato, fra l’altro, assunto l’impegno di
garantire l’immediata regionalizzazione dei patti territoriali in
stretta connessione temporale con le decisioni di allocazione
finanziaria di questo Comitato ed un adeguato finanziamento, in sede
di riparto delle risorse per interventi nelle aree sottoutilizzate,
degli undici patti territoriali partecipanti al bando in scadenza il
31 maggio 2001, gia’ istruiti ma non ancora approvati;
Visto l’accordo raggiunto in sede di Conferenza unificata, in data
15 aprile 2003, tra i Ministeri dell’economia e delle finanze e delle
attivita’ produttive, le regioni e le province autonome, l’ANCI,
l’UPI e l’UNCEM per il coordinamento della regionalizzazione degli
strumenti di sviluppo locale;
Considerata l’esigenza di assicurare l’efficiente ed efficace
utilizzo delle risorse finanziarie per le aree sottoutilizzate
investite nei patti territoriali, anche alla luce dei risultati della
prima ricerca valutativa sull’efficacia di tale strumento di
intervento esaminata da questo Comitato nella seduta del 14 marzo
2003;
Ritenuto di dover disciplinare, in linea con quanto previsto nel
citato accordo del 15 aprile 2003, il processo di regionalizzazione
dei patti territoriali e le modalita’ di coordinamento tra il Governo
e le regioni e le province autonome per quanto concerne i contratti
di programma;
Su proposta dei Ministeri dell’economia e delle finanze e delle
attivita’ produttive;
Delibera:
Patti territoriali.
1. Ogni regione e provincia autonoma assume la responsabilita’ del
coordinamento, della programmazione e della gestione dei patti
territoriali di propria competenza secondo le modalita’ appresso
indicate.
Ciascuna regione, anziche’ assumere direttamente le funzioni di
gestione subentrando al Ministero delle attivita’ produttive, puo’
optare affinche’ quest’ultimo continui ad esercitare le medesime.
A decorrere dalla data di sottoscrizione di apposita convenzione da
parte di ciascuna regione e provincia autonoma con il Ministero delle
attivita’ produttive, secondo lo schema generalizzato di cui
all’allegato 1 della presente delibera della quale costituisce parte
integrante, saranno regolati:
la successione nei rapporti giuridici costituiti in capo al detto
Ministero;
gli aspetti relativi agli effetti di carattere temporale e
finanziario prodotti dalla gestione attuale rispetto al processo di
passaggio della gestione dei patti territoriali alle regioni e alle
province autonome, con particolare riferimento a quanto
specificamente previsto nel complemento di programmazione del
Programma operativo nazionale (PON) «Sviluppo imprenditoriale locale»
2000-2006;
le modalita’ con cui il Ministero delle attivita’ produttive
rendera’ disponibili le somme a valere sulle economie di cui all’art.
61, comma 9, della legge finanziaria 2003 per le finalita’ di cui al
successivo punto 6.
Le regioni e le province autonome, per i patti territoriali oggetto
di trasferimento, si impegnano a subentrare nei rapporti giuridici
esistenti con i soggetti responsabili, i soggetti convenzionati e i
soggetti incaricati per l’assistenza tecnica, fermo restando che la
finanza di patto deve intendersi comprensiva anche delle occorrenze
necessarie per i compensi relativi alle attivita’ di competenza dei
detti soggetti.
A tale scopo si procedera’ al trasferimento delle risorse
finanziarie alle regioni e alle province autonome al netto di
eventuali pagamenti gia’ effettuati, evidenziando altresi’ eventuali
accantonamenti nella misura massima del 20%, di cui alla delibera
CIPE n. 31 del 17 marzo 2000, a valere su economie oggetto di
rimodulazione.
Nel caso in cui la regione o la provincia autonoma opti per
assumere direttamente le funzioni di gestione, la stessa e’ tenuta ad
assicurare l’immissione dei dati da parte dei soggetti responsabili
dei patti territoriali nel sistema di monitoraggio in rete del
Ministero delle attivita’ produttive.
Il Ministero delle attivita’ produttive ovvero la regione o la
provincia autonoma che abbia assunto direttamente le funzioni di
gestione presentano al CIPE, entro il mese di dicembre di ciascun
anno, una relazione scritta sullo stato di realizzazione della
regionalizzazione e dei definanziamenti di cui ai punti seguenti,
nonche’ sullo stato di avanzamento dei patti, secondo uno schema
comune che sara’ predisposto dal Ministero delle attivita’
produttive, d’intesa con le regioni e le province autonome.
Fermo restando quanto disposto dall’art. 67 della legge 28 dicembre
2001, n. 448, in materia di programmazione negoziata in agricoltura,
la riprogrammazione delle risorse della finanza di patto avviene
sulla base dei criteri di cui ai punti seguenti.
2. Ai fini della rimodulazione delle risorse all’interno dello
stesso patto e’ stabilito quanto segue:
a) la rimodulazione delle risorse assegnate in precedenza dal
CIPE che si rendono disponibili a seguito di revoca, rinuncia o per
effetto di economie, e’ consentita salvo quanto previsto alla
successiva lettera b). Tale rimodulazione, nei casi in cui il
Ministero delle attivita’ produttive eserciti le funzioni di
gestione, e’ soggetta al parere vincolante della regione o della
provincia autonoma interessata;
b) per i patti territoriali approvati ai sensi della delibera di
questo Comitato n. 29/1997 per i quali siano decorsi due anni dalla
data del nulla osta per l’erogazione dei fondi rilasciato
dall’Amministrazione centrale competente alla Cassa depositi e
prestiti, ovvero, per i patti di 1ª generazione, dalla data del
decreto di approvazione della singola iniziativa, la rimodulazione
delle risorse, chiunque eserciti le funzioni di gestione, e’
consentita solo ove si verifichi almeno una delle due seguenti
condizioni:
b1) raggiungimento di un livello di erogazione delle risorse pari
ad almeno il 25% del finanziamento concesso a valere sui fondi
assegnati in precedenza dal CIPE;
b2) raggiungimento di almeno il 50% di iniziative avviate,
intendendosi per avviate, se iniziative imprenditoriali, quelle per
le quali sia stato emesso almeno un titolo di spesa valido nei
termini ordinariamente previsti dalla delibera di questo Comitato n.
69/2000 e, se interventi infrastrutturali, quelli per i quali sia
avvenuta la consegna o l’aggiudicazione dei lavori.
Quanto previsto dalla precedente lettera b) si applica a partire
dal sessantesimo giorno dalla data di pubblicazione della presente
delibera.
Per i patti che non rispettino i requisiti di efficienza di cui
alla precedente lettera b), l’autorita’ amministrativa competente
adottera’ apposito provvedimento di definanziamento per gli importi
resisi disponibili o che si renderanno disponibili per effetto dei
provvedimenti di revoca adottati ai sensi della normativa vigente in
materia e per i quali siano decorsi i termini per l’eventuale
impugnativa. Analogamente si procedera’ per tutte le revoche
successive.
3. Le risorse resesi disponibili a seguito della procedura di
definanziamento di cui al precedente punto 2, vengono utilizzate
obbligatoriamente all’interno dello stesso territorio regionale,
secondo le seguenti modalita’:
a) per il 60% direttamente dalle regioni e dalle province
autonome, alle quali le risorse vengono allo scopo trasferite subito
dopo il loro effettivo riversamento all’erario, per finanziare azioni
di sistema (infrastrutture materiali e immateriali, con esclusione di
regimi d’aiuto che prevedono agevolazioni alle imprese) a favore dei
patti territoriali per i quali siano soddisfatte le condizioni di cui
al punto 2, lettera b), ovvero, sulla base di indirizzi concertati
con le autonomie locali, a favore di strumenti regionali di sviluppo
locale che siano equivalenti, in base a caratteristiche di
concertazione sociale e integrazione territoriale degli interventi,
assumendo ove opportuno come riferimento la metodologia europea dei
patti territoriali per l’occupazione.
Per strumento regionale di sviluppo locale equivalente si intende
uno strumento:
fondato sul partenariato istituzionale e sociale attuato dai
soggetti interessati tra quelli previsti dall’art. 8 del regolamento
CE 1260/1999 e ispirato a principi di concentrazione territoriale;
che preveda l’individuazione di uno specifico e primario
obiettivo di sviluppo locale coerente con le linee della
programmazione regionale e che individui le attivita’ e gli
interventi da realizzare, i soggetti attuatori, nonche’ le risorse e
i tempi;
b) per il 40% dal Ministero delle attivita’ produttive che le
destinera’, d’intesa con le regioni e le province autonome, agli
strumenti di cui alla precedente lettera a), ovvero ad altri
strumenti di programmazione negoziata e ad altri interventi
territorialmente concentrati, ivi comprese le eventuali azioni di
sistema.
4. Per le finalita’ di cui al precedente punto 3, lettera a),
ovvero per finanziare azioni di sistema, compresi i regimi di aiuto
che saranno individuati nell’atto da sottoscriversi con le singole
regioni e province autonome, e’ previsto dalla delibera CIPE n.
16/2003 un’assegnazione aggiuntiva al Fondo istituito presso il
Ministero delle attivita’ produttive, a valere sulle risorse di cui
agli articoli 60 e 61 della legge finanziaria 2003, pari a
complessivi 120 milioni di euro da trasferire con sollecitudine alle
regioni e province autonome da parte del predetto Ministero. Le
percentuali di riparto sono quelle adottate in occasione delle
precedenti ripartizioni delle risorse per interventi nelle aree
sottoutilizzate adottate con le delibere di questo Comitato
numeri 84/2000, 138/2000, 36/2002 e 17/2003 e riportate nella tabella
di cui all’allegato 2 della presente delibera della quale costituisce
parte integrante.
5. Le regioni e le province autonome, il Ministero delle attivita’
produttive e il Ministero dell’economia e delle finanze si impegnano,
con il concorso delle parti economiche e sociali, a monitorare
congiuntamente il processo di attuazione della regionalizzazione e
dei criteri di selettivita’, valutandone assieme l’efficacia e gli
eventuali correttivi. In particolare, le suddette parti, avvalendosi
della necessaria assistenza tecnica ed utilizzando allo scopo le
risorse destinate al Ministero dell’economia e delle finanze –
Dipartimento per le politiche di sviluppo e di coesione con la
propria delibera n. 17/2003, promuoveranno una seconda relazione
valutativa sull’efficacia complessiva dei patti territoriali da
presentare a questo Comitato entro la fine del 2004.
A tal fine sara’ costituito un apposito Comitato di coordinamento
che operera’ in linea con l’esperienza maturata in occasione della
prima ricerca valutativa sull’efficacia dei patti territoriali
oggetto di esame, da parte di questo Comitato, nella seduta del
14 marzo 2003.
6. La copertura finanziaria delle iniziative imprenditoriali degli
undici patti territoriali partecipanti al bando in scadenza il
31 maggio 2000, le cui istruttorie sono state concluse entro il
28 febbraio 2001, ma che non sono stati ancora approvati, sempre che
risultino ancora in essere sulla base di una valutazione condivisa
con le regioni interessate, e’ assicurata come segue:
nella misura massima di 94,121 milioni di euro, originariamente
destinata al finanziamento delle infrastrutture degli stessi patti
territoriali, di cui alla propria delibera CIPE n. 138/2000 e sue
successive modificazioni, con conseguente variazione delle
finalizzazioni di spesa previste da tale delibera;
nella misura massima di 239 milioni di euro, a carico delle
risorse derivanti dai provvedimenti di definanziamento dei patti da
parte delle regioni interessate, integrabili dal Ministero delle
attivita’ produttive, per le residue necessita’, a valere sulle
economie di cui all’art. 61, comma 9, della legge finanziaria 2003,
secondo modalita’ da definire nella convenzione da sottoscrivere con
le regioni o interessate di cui al precedente punto 1.
La copertura finanziaria delle infrastrutture dei patti
territoriali partecipanti al bando del 10 ottobre 1999, dei patti
agricoli, nonche’ degli undici patti di cui al capoverso precedente,
in coerenza con il metodo gia’ adottato da alcune regioni e ove non
si sia gia’ provveduto in tal senso, sempre che gli interventi siano
concordemente valutati ancora in essere, e’ posta a carico delle
risorse assegnate a ogni regione interessata con la delibera CIPE n.
17/2003, allegato 3, nella misura massima di 397 milioni di euro. La
relativa ripartizionesu base regionale di tale onere e’ riportata
nella tabella di cui all’allegato 3 della presente delibera, della
quale costituisce parte integrante.
A tale proposito, con l’atto di cui al precedente punto 1, le
regioni e le province autonome assumono l’impegno alla copertura
finanziaria delle infrastrutture che saranno espressamente
individuate nell’atto stesso.
Contratti di programma.
7. Ai fini del coordinamento delle iniziative per i contratti di
programma, di cui all’atto di indirizzo del CIPE del 4 aprile 2001 in
tema di regionalizzazione degli strumenti della programmazione
negoziata ed all’accordo raggiunto in sede di Conferenza unificata il
15 aprile 2003, le modalita’ operative, intese anche alla
semplificazione e velocizzazione dei relativi procedimenti
amministrativi, sono le seguenti.
Il Ministero delle attivita’ produttive sottoscrive con le regioni
apposito atto che prevede le procedure di acquisizione dei pareri di
competenza in forma scritta ovvero nell’ambito di una apposita
conferenza di servizi.
Nel caso di contratti di programma che prevedono iniziative nei
settori agricolo, della pesca e dell’acquacoltura, deve essere
acquisito anche il parere di competenza del Ministero delle politiche
agricole e forestali, in forma scritta ovvero nell’ambito della
Conferenza di servizi per la programmazione negoziata in agricoltura.
7.1. Domanda di accesso.
La domanda per l’accesso al contratto di programma deve essere
presentata, preferibilmente anche su supporto informatico, al
Ministero delle attivita’ produttive – Direzione generale per il
coordinamento degli incentivi alle imprese e, contestualmente, alle
regioni e alle province autonome interessate. Per l’attivazione delle
fasi istruttorie, la domanda deve essere accompagnata dai seguenti
requisiti di ammissibilita’:
fattibilita’ tecnica ed economica del piano progettuale (business
plan);
valutazione del merito creditizio della proponente nonche’ del
piano finanziario relativo al progetto, rilasciata da primario
istituto bancario;
presupposti di cantierabilita’ effettiva delle iniziative
imprenditoriali da ammettere alle agevolazioni.
La domanda deve inoltre indicare:
l’ammontare complessivo delle agevolazioni richieste;
l’incremento occupazionale diretto.
7.2. Modalita’ e termini della fase istruttoria.
I Fase: Il Ministero delle attivita’ produttive, seguendo l’ordine
cronologico di presentazione delledomande ed entro 30 giorni dalla
data della stessa presentazione, verifica la completezza della
documentazione presentata e la sussistenza dei requisiti di
ammissibilita’ richiesti per il soggetto proponente e per il piano
progettuale e ne da’ comunicazione alle regioni, alle province
autonome, alle eventuali amministrazioni centrali interessate e alla
segreteria del CIPE. Ove gli interventi progettuali riguardino
settori di intervento di competenza di altre amministrazioni
centrali, il Ministero delle attivita’ produttive acquisira’ il loro
parere scritto, previa trasmissione dei necessari elementi
progettuali.
Qualora gli interventi proposti riguardino i regimi di aiuto
agricolo, della pesca e dell’acquacoltura (aiuto N729/A/2000, come
modificato dall’aiuto N30/2002, e aiuto N729/B/2000), il Ministero
delle attivita’ produttive comunichera’ le domande ammissibili
nell’ambito della Conferenza di servizi per la programmazione
negoziata in agricoltura, per l’acquisizione del parere di competenza
del Ministero delle politiche agricole e forestali, previa
trasmissione dei necessari elementi progettuali.
II Fase: il Ministero delle attivita’ produttive, verificata la
sussistenza dei requisiti di ammissibilita’ di cui alla I Fase,
effettua l’istruttoria, accertando la validita’ tecnica ed economica
del complessivo piano progettuale presentato, i requisiti essenziali
di imprenditorialita’ del soggetto proponente e l’adeguatezza dei
mezzi finanziari previsti anche attraverso l’attestazione bancaria
del merito creditizio.
Le regioni e le province autonome interessate dal piano proposto,
entro 60 giorni dal ricevimento della comunicazione del Ministero
delle attivita’ produttive circa la sussistenza dei requisiti formali
di ammissibilita’, esprimono, nelle forme che saranno indicate
nell’atto di cui al precedente punto 7, il proprio motivato parere
sulla validita’ del piano progettuale proposto e sulla sua
compatibilita’ con il territorio e con i programmi di sviluppo
locale, al fine di assicurare l’integrazione con gli altri strumenti
di sviluppo, acquisite le valutazioni degli enti locali interessati.
Entro il predetto termine le regioni e le province autonome
interessate dichiarano altresi’ l’eventuale disponibilita’ al
cofinanziamento delle agevolazioni richieste e ne stabiliscono
l’ammontare.
Il Ministero delle attivita’ produttive, trascorso il predetto
termine di 60 giorni per l’acquisizione dei pareri delle regioni e
delle province autonome interessate nonche’ delle amministrazioni
centrali eventualmente competenti, conclude, entro 120 giorni dalla
presentazione della domanda di accesso, gli accertamenti istruttori.
Sulla scorta delle risultanze di cui sopra, il Ministro delle
attivita’ produttive presenta al CIPE la proposta di contratto di
programma per l’adozione dellarelativa delibera di approvazione,
tenendo conto delle priorita’ individuate dallo stesso Ministero,
volte a garantire la massima efficacia della politica industriale.
III Fase: in caso di positiva valutazione da parte del CIPE, il
soggetto proponente, presenta al Ministero delle attivita’
produttive, entro e non oltre 90 giorni dalla data di pubblicazione
nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della relativa
deliberazione, pena la revoca del finanziamento, la documentazione
relativa al progetto esecutivo di attuazione del piano approvato,
comprensiva della relazione bancaria sul medesimo progetto esecutivo.
Il Ministero delle attivita’ produttive, entro 45 giorni dalla
presentazione del progetto esecutivo e sulla base della
documentazione presentata, effettua l’istruttoria sugli investimenti
verificando la sussistenza della effettiva cantierabilita’ e
determinando le spese ammissibili, la loro articolazione temporale,
gli eventuali elementi e condizioni contrattuali, l’ammontare delle
agevolazioni concedibili e i relativi tempi di erogazione.
Gli esiti dell’istruttoria vengono comunicati al soggetto
proponente unitamente, nel caso di esito positivo, allo schema di
contratto, con l’assegnazione di un termine per la sua
sottoscrizione, il Ministero delle attivita’ produttive provvede alla
notifica al CIPE ed alle regioni e alle province autonome interessate
del contratto di programma stipulato.
Ove la regione o la provincia autonoma interessata ne ravvisi
l’esigenza, i contratti di programma oggetto di approvazione possono
essere inseriti negli appositi accordi di programma quadro «Sviluppo
locale» stipulati, per consentire ad essa di effettuare gli
investimenti pubblici correlati con i contratti stessi e relativi
all’infrastrutturazione, e alle attivita’ di formazione e di porre in
essere altre iniziative, incluse le opportune accelerazioni degli
iter procedurali ed autorizzativi, che possano risultare utili a
favorire l’insediamento e lo sviluppo dell’iniziativa privata.
All’uopo, il Ministero delle attivita’ produttive si coordina con il
Ministero dell’economia e delle finanze.
L’accordo di programma quadro verra’ sistematicamente utilizzato
come strumento attuativo dei contratti di programma nel caso del
«Progetto pilota di localizzazione» di cui alla propria delibera n.
16/2003 richiamata in premessa, dove il contratto si somma a
interventi di infrastrutturazione e a protocolli per la
semplificazione amministrativa o per l’efficienza dei mercati.
7.3. Nello spirito della semplificazione amministrativa e
dell’accelerazione dell’intervento pubblico per lo sviluppo delle
aree sottoutilizzate del Paese, il Ministro delle attivita’
produttive, entro 60 giorni dalla data di pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana della presente
deliberazione, provvede con proprio decreto a fissare gli elementi e
le modalita’ di presentazione della domanda di accesso alla
contrattazione programmata, nonche’ quanto necessario per lo
svolgimento dei successivi adempimenti amministrativi.
Il Ministro delle attivita’ produttive, al fine di garantire la
maggiore efficacia della politica industriale del Governo, puo’
individuare, anche con riferimento ai requisiti dei soggetti
proponenti ed all’oggetto del contratto di programma, priorita’ e
specifiche per l’accesso alle agevolazioni, previa informativa a
questo Comitato.
8. Per le istanze di accesso alla contrattazione programmata
presentate dopo la data di pubblicazione della presente delibera
nella Gazzetta Ufficiale, sono considerate ammissibili le spese
sostenute a partire dalla data di comunicazione, al soggetto
proponente, del superamento della I fase di cui al precedente Punto
7.2.
9. Il Ministero delle attivita’ produttive si impegna ad effettuare
il monitoraggio completo dei contratti di programma in essere al fine
di verificare lo stato di avanzamento degli investimenti, proponendo,
ove necessario, a questo Comitato la revoca delle agevolazioni
eventualmente concesse.
10. I soggetti che, alla data di pubblicazione della presente
deliberazione, abbiano presentato istanza per l’accesso al contratto
di programma e per la quale non sia intervenuto alcun atto formale di
accoglimento o di reiezione, debbono presentare al Ministero delle
attivita’ produttive conferma della validita’ dell’ipotesi
progettuale avanzata.
Detta conferma deve essere corredata, a pena di decadenza
dell’istanza medesima, degli elementi essenziali di cui alla presente
deliberazione prodotti secondo le modalita’ stabilite dal
sopraccitato decreto del Ministro delle attivita’ produttive e dovra’
pervenire nel termine perentorio di 90 giorni dalla pubblicazione del
medesimo decreto.
Per le parti non modificate dalla presente delibera resta in vigore
la disciplina di cui alla delibera di questo Comitato del 25 febbraio
1994, richiamata in premessa.
Roma, 25 luglio 2003

Il Presidente delegato: Tremonti
Il segretario del CIPE: Baldassarri

Registrato alla Corte dei conti l’8 settembre 2003
Ufficio di controllo sui Ministeri economico-finanziari, registro n.
5 Economia e finanze, foglio n. 303

Allegato 1
SCHEMA GENERALIZZATO DI CONVENZIONE PER L’ATTUAZIONE
DELLA REGIONALIZZAZIONE DEI PATTI TERRITORIALI
La convenzione, da stipularsi tra il Ministero delle attivita’
produttive e le singole regioni o province autonome, dovra’
regolamentare i rapporti tra le parti sia nel caso che la regione o
provincia autonoma assuma direttamente le funzioni di gestione
subentrando al Ministero delle attivita’ produttive (MAP) sia nel
caso in cui il Ministero continui ad esercitare la gestione per conto
della regione o provincia autonoma.
Fermo restando che particolari aspetti potranno essere trattati
in corso di stipula con la singola regione o provincia autonoma, la
convenzione dovra’ in ogni caso riguardare i seguenti punti:

—-> Vedere tabella a pag. 51 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato 2
RIPARTO REGIONALE RISORSE PER STRUMENTI DI SVILUPPO LOCALE
CONCERTATO FRA CUI PATTI TERRITORIALI
(legge n. 662/1996, Art. 2, comma 203, lettera D)

Delibera CIPE 16/03: Totale 120 milioni di euro
per il triennio 2003-2005

—-> Vedere tabelle a pag. 52 della G.U. in formato zip/pdf

Allegato 3
DISTRIBUZIONE SU BASE REGIONALE DEGLI ONERI PER INTERVENTI
INFRASTRUTTURALI DEI PATTI TERRITORIALI

Valore degli interventi
Regione infrastrutturali
– –
Basilicata 34.596
Calabria 28.901
Campania 81.403
Liguria 6.014
Marche 4.627
Molise 9.172
Piemonte 1.960
Sardegna 55.397
Sicilia 164.771
Umbria 6.288
Veneto 3.871
totale 397.000

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