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AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

AUTORITA' PER L'ENERGIA ELETTRICA E IL GAS - DELIBERAZIONE 31 luglio 2003: Integrazioni e modifiche della deliberazione dell'Autorita' per l'energia elettrica e il gas 28 dicembre 2000, n. 237/00, in ottemperanza alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia 19 marzo 2003, n. 2438. (Deliberazione n. 89/03). (GU n. 208 del 8-9-2003)

AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS

DELIBERAZIONE 31 luglio 2003

Integrazioni e modifiche della deliberazione dell’Autorita’ per
l’energia elettrica e il gas 28 dicembre 2000, n. 237/00, in
ottemperanza alla sentenza del Tribunale amministrativo regionale per
la Lombardia 19 marzo 2003, n. 2438. (Deliberazione n. 89/03).

L’AUTORITA’ PER L’ENERGIA ELETTRICA E IL GAS
Nella riunione del 31 luglio 2003,
Premesso che:
con decisione 4 settembre 2002, n. 4448/02 (di seguito: decisione
n. 4448/02), il Consiglio di Stato ha confermato la sentenza del
Tribunale amministrativo regionale per la Lombardia (di seguito: Tar
Lombardia) 13 giugno 2001, n. 6691/01 (di seguito: sentenza n.
6691/01), relativamente al ricorso promosso dal consorzio Consiag di
Prato (di seguito: consorzio Consiag), che ha annullato l’art. 4
della deliberazione dell’Autorita’ per l’energia elettrica e il gas
(di seguito: l’Autorita) 28 dicembre 2000, n. 237/00, pubblicata nel
supplemento ordinario n. 2 alla Gazzetta Ufficiale – serie generale –
n. 4 del 5 gennaio 2001 e sue successive modifiche e integrazioni (di
seguito: deliberazione n. 237/00) nella parte in cui si prevede che
«nel caso di servizio svolto in forma associata l’ambito tariffario
coincide con l’insieme delle localita’ servite, individuando singoli
vincoli per il ricavo distribuzione e per il ricavo vendita dettaglio
riferiti a ciascuna localita’ e non all’ambito tariffario
complessivamente inteso»;
ai fini dell’ottemperanza della sopra citata decisione,
l’Autorita’, con delibera 12 dicembre 2002, n. 205/02 (di seguito:
delibera n. 205/02) ha avviato un procedimento volto tra l’altro a
verificare, in relazione al caso prospettato della gestione del
servizio di distribuzione nella forma associata del consorzio tra
comuni, l’adeguatezza delle formule di calcolo attualmente previste
dalla deliberazione n. 237/00, mediante la verifica della congruita’
tra costi effettivi e ricavi derivanti dall’applicazione delle
medesime formule di calcolo;
il Tar Lombardia, con sentenza 19 marzo 2003, n. 2438/03 (di
seguito: sentenza n. 2438/03), accogliendo il ricorso promosso dal
consorzio Consiag per l’esecuzione del giudicato formatosi sulla
sentenza n. 6691/01, ha ordinato all’Autorita’:
a) di astenersi, limitatamente ai fini dell’ottemperanza a
detto giudicato promossa con la citata delibera n. 205/02, dallo
svolgere l’attivita’ di verifica dell’adeguatezza delle formule di
calcolo previste dalla deliberazione n. 237/00 sopra censurate, al
caso prospettato dalle ricorrenti;
b) di individuare, entro il termine di sessanta giorni dalla
comunicazione in via amministrativa o dalla notificazione della
sentenza, criteri volti all’eliminazione dell’effetto economicamente
penalizzante che le formule di cui alla lettera a), detenninano in
capo ai ricorrenti;
c) di approvare, in difetto di quanto ordinato alla lettera b),
entro i successivi cinque giorni le tariffe inviate dalle ricorrenti;
Visti:
la legge 14 novembre 1995, n. 481;
il decreto legislativo 23 maggio 2000, n. 164;
Viste:
la deliberazione n. 237/00;
la delibera dell’Autorita’ 14 settembre 2001, n. 199/01 di
approvazione del protocollo di intesa relativo ai rapporti di
collaborazione tra l’Autorita’ e la Guardia di finanza;
la delibera n. 205/02;
la sentenza n. 6691/01;
la decisione n. 4448/02;
la sentenza n. 2438/03;
Considerato che:
con la sentenza n. 2438/03, il Tar Lombardia ha precisato che il
contenuto precettivo della sentenza di primo grado n. 6691/01 e’
costituito «dall’accertamento che l’esclusione della possibilita’ di
conferire unitaria rilevanza all’ambito tariffario complessivamente
inteso, anche per la situazione territoriale in cui opera il
consorzio Consiag, senza tener conto della particolarita’ della
fattispecie, determini un effetto illegittimo, perche’ conseguente ad
una disparita’ di trattamento, economicamente penalizzante» per la
medesima;
con la stessa sentenza, il Tar Lombardia ha censurato la delibera
n. 205/02, sia «perche’ volta a verificare nuovamente l’adeguatezza,
nella fattispecie, di criteri riconosciuti gia’ inadeguati all’esito
del giudicato», sia perche’ volta a «conferire una interpretazione
restrittiva della pronuncia alla sola fattispecie delle localita’
servite nella forma associativa consortile […] atteso che le
peculiarita’ della realizzazione di una rete distributiva in un
territorio vasto con profili altimetrici distinti, […] sussistono
in un sistema di tariffe autoritativamente regolate,
indipendentemente dalla forma di organizzazione cui pertiene»;
da quanto sopra considerato, il Tar Lombardia ha concluso che il
vincolo che caratterizza l’attivita’ dell’Autorita’ nel caso
concreto, «si colloca entro un ambito tracciato, da un lato dalla
determinazione a favore delle ricorrenti del vincolo dei ricavi per
l’insieme delle localita’ servite, considerate come un’unica
localita’ e, dall’altro, nella individuazione specifica di criteri
volti all’eliminazione dell’effetto economicamente penalizzante»;
la disciplina di calcolo del vincolo sui ricavi contenuta
nell’art. 4 della deliberazione n. 237/00 si basa sulle seguenti
caratteristiche del servizio:
a) i costi sostenuti dagli esercenti per la gestione del
servizio dipendono dalle caratteristiche della singola localita’
servita e sono crescenti con l’aumentare delle dimensioni della
medesima localita’;
b) la scelta, operata dagli esercenti o dagli enti concedenti,
di aggregare piu’ localita’ in un unico ambito e’ effettuata al fine
di trarre vantaggio delle possibili sinergie derivanti
dall’aggregazione di singole localita’ servite;
dalle osservazioni sopra riportate consegue che la sopra citata
disciplina potrebbe realizzare un effetto economicamente penalizzante
solo qualora il costo effettivo per effettuare il servizio in una
forma associata su piu’ localita’, in ragione delle peculiarita’ che
connotano la gestione della rete di distribuzione in un territorio
vasto e con profili altimetrici distinti, risulti maggiore della
somma dei costi deteminabili per ogni singola localita’ gestita
separatamente;
in alternativa a quanto considerato al precedente alinea,
l’eventuale effetto penalizzante potrebbe essere individuato nel
mancato incremento di ricavi che l’esercente avrebbe nel caso di
determinazione del vincolo sui ricavi con riferimento all’ambito
tariffario complessivamente inteso; e che tuttavia, tale
individuazione determinerebbe, qualora tali ricavi non risultino
giustificati da costi effettivi equiparabili, un ingiustificato
arricchimento a favore dell’esercente medesimo, in quanto
comporterebbe il riconoscimento di una remunerazione superiore a
quella assicurata dalla deliberazione n. 237/00 alla generalita’
degli esercenti;
in considerazione della varieta’ delle situazioni territoriali
che connotano le diverse gestioni del servizio di distribuzione, il
maggiore costo effettivo di cui alla precedente lettera a), che
potrebbe indurre danno all’esercente, puo’ assumere valori
differenti, fino a determinare costi effettivi complessivi
equivalenti a quelli di un’unica localita’ virtuale costituita
dall’aggregazione delle singole localita’;
Ritenuto che sia necessario:
definire criteri che consentano di eliminare l’eventuale
realizzazione dell’effetto penalizzante sopra descritto, considerando
tutte le peculiarita’ in relazione alle quali l’applicazione della
disciplina di calcolo potrebbe determinare detto effetto, senza
tuttavia determinare ingiustificati arricchimenti in capo agli
esercenti;
che il costo riconosciuto sulla base dei criteri di cui al
precedente alinea assuma valori differenti, fino ad un massimo pari a
quello che sarebbe il costo riconosciuto dall’applicazione della
formula, qualora le diverse localita’ fossero considerate un’unica
localita’ virtuale;
procedere individualmente caso per caso, riconoscendo agli
esercenti la facolta’ di:
a) dimostrare l’effetto economicamente penalizzante patito in
ragione delle peculiarita’ che connotano la gestione della propria
rete di distribuzione in forma associata estesa su piu’ localita’ in
un territorio vasto e con profili altimetrici distinti;
b) nel caso sia dimostrato quanto indicato alla lettera a),
determinare il vincolo dei ricavi, considerando i maggiori costi
derivanti da tale gestione;
consentire, al fine di assicurare una rapida e certa definizione
del quadro tariffario coerentemente con le scadenze imposte dalla
sentenza n. 2438/03 e relativamente agli anni termici 2001-2002 e
2002-2003, agli esercenti che intendano avvalersi della facolta’ di
cui al precedente alinea, di applicare direttamente le opzioni
tariffarie al fine dei conguagli per i medesimi anni termici;
prevedere controlli e ispezioni, anche nel quadro del protocollo
di intesa relativo ai rapporti di collaborazione tra l’Autorita’ e la
Guardia di finanza, volti ad accertare la congruenza e la correttezza
dei dati e delle dichiarazioni presentate ai fini di cui alla lettera
a) del terzo alinea;
prevedere sin d’ora i conseguenti provvedimenti sanzionatori che
verranno adottati dall’Autorita’ nel caso dell’eventuale accertamento
di dichiarazioni non corrispondenti al vero ovvero nel caso in cui
dalla verifica non risulti la prova dei maggiori costi;
Delibera:
Art. 1.

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