AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 9 luglio 2009 - Geologi.info | Geologi.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 9 luglio 2009

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 9 luglio 2009 - Misure urgenti di modifica ed integrazione del piano di numerazione di cui alla delibera n. 26/08/CIR. (Deliberazione n. 34/09/CIR). (09A09167) (GU n. 181 del 6-8-2009 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 9 luglio 2009

Misure urgenti di modifica ed integrazione del piano di numerazione
di cui alla delibera n. 26/08/CIR. (Deliberazione n. 34/09/CIR).
(09A09167)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione della Commissione per le infrastrutture e le reti
del 9 luglio 2009;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo»;
Visto il decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259, recante
«Codice delle comunicazioni elettroniche», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 215 del 15 settembre 2003;
Vista la delibera n. 335/03/CONS del 24 settembre 2003, recante
«Modifiche e integrazioni al regolamento concernente l’accesso ai
documenti approvato con delibera n. 217/01/CONS», pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 240 del 15 ottobre
2003;
Visto il decreto del Ministero delle comunicazioni del 2 marzo
2006, n. 145, concernente l’adozione del «Regolamento recante la
disciplina dei servizi a sovrapprezzo», pubblicato nella Gazzetta
Ufficiale della Repubblica italiana n. 84 del 10 aprile 2006;
Vista la delibera n. 26/08/CIR del 14 maggio 2008 recante: «Piano
di numerazione nel settore delle telecomunicazioni e disciplina
attuativa» pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana n. 172 del 24 luglio 2008 – supplemento ordinario n. 181;
Vista la Raccomandazione della CEPT (European Conference of Postal
and Telecommunications Administrations) ECC/REC(03)01, concernente
«Implementation and use of CLI (Calling Line Identification) within
CEPT countries»;
Vista la Raccomandazione della CEPT ECC/REC(06)03, concernente
«Principles related to numbering plans for SMS short codes»;
Considerata la necessita’ di provvedere alla modifica ed
integrazione del vigente Piano di numerazione nel settore delle
telecomunicazioni e della relativa disciplina attuativa, con la
finalita’ di introdurre talune disposizioni in grado di dare
soluzione a criticita’ emerse nella fase attuativa del Piano stesso;
Considerato che la delibera n. 26/08/CIR prevede che talune
disposizioni del Piano di numerazione, con riferimento in particolare
a quelle relative alla decade «4», entrino in vigore il l° luglio
2009;
Vista la delibera n. 25/09/CIR recante «Consultazione pubblica
concernente misure urgenti di modifica ed integrazione del Piano di
numerazione di cui alla delibera n. 26/08/CIR», con la quale
l’Autorita’ ha ritenuto opportuno consentire a tutti i soggetti
interessati di presentare le proprie osservazioni e commenti sulle
proposte di modifica all’allegato A della delibera n. 26/08/CIR,
riportate in allegato alla stessa delibera di consultazione,
prevedendo tuttavia lo svolgimento del procedimento in tempi ridotti
in conseguenza della necessita’ di adottare eventuali determinazioni
su taluni aspetti in tempo utile rispetto alla scadenza predetta;
Visti i contributi presentati da parte dei seguenti soggetti
partecipanti alla consultazione pubblica: 1288 Servizio di
Consultazione Telefonica s.r.l., Acotel S.p.a., AIIP Associazione
Italiana Internet Providers, COOP Italia soc. coop.va, Ericsson
Telecomunicazioni S.p.a., Eutelia S.p.a., Fastweb S.p.a., H3G S.p.a.,
Il Numero Italia s.r.l., Jet Multimedia Italia S.p.a., Mediaset
S.p.a., Netsize Italia s.r.l., Noverca Italia s.r.l., Poste Mobile
S.p.a., PSA Peugeot Citroen, Mediaset S.p.a., Seat Pagine Gialle
S.p.a., Telecom Italia S.p.a., Vodafone Omnitel N.V., WIND
Telecomunicazioni S.p.a.; congiuntamente da tredici enti non profit:
Ai.Bi. Associazione Amici dei Bambini – AIL Associazione Italiana
contro le Leucemie – AIRC Associazione Italiana per la Ricerca sul
Cancro – AISM Associazione Italiana Sclerosi Multipla – AMREF Italia
African Medical and Research Foundation – Cesvi Cooperazione e
Sviluppo – Comitato Italiano per l’Unicef Onlus – Comitato Telethon
Fondazione Onlus – Fondazione Banco Alimentare Onlus – Fondazione
Terre des hommes Italia Onlus – Medici Senza Frontiere Onlus – Save
the Children Italia Onlus – WWF Italia (World Wildlife Foundation);
congiuntamente da sette Content Service Provider (CSP): Arvato Mobile
S.p.a. – Buongiorno S.p.a. – Dada.net S.p.a. – David2 S.p.a. –
Neomobile S.p.a. -Neonetwork s.r.l. – Zero9;
Considerati gli esiti della consultazione pubblica, nel seguito
sintetizzati in relazione a ciascuna delle proposte descritte
nell’allegato B alla delibera n. 25/09/CIR, tralasciando di riportare
le argomentazioni non direttamente correlate a tali proposte, che
saranno oggetto di trattazione in altra sede.
A) In merito al rinvio al 1° novembre 2009 del termine del 1°
luglio attualmente previsto per l’attuazione del nuovo assetto della
decade «4», (con conseguente slittamento di quattro mesi del
calendario di attuazione connesso alle modifiche relative a tale
decade) al fine di disporre di un ulteriore lasso di tempo per
portare a conclusione i lavori in corso sulla definizione delle
specifiche di interconnessione ed implementarle in rete. (Tale rinvio
comporta la modifica dell’art. 30, commi 3, 3-bis e 4).
Le posizioni espresse dai partecipanti:
Ventidue rispondenti sono favorevoli al rinvio dell’entrata in
vigore delle norme relative alla decade «4»; in particolare undici
ritengono indispensabile che la nuova data non sia fissata prima di
12 mesi (vale a dire al 1 luglio 2010), sette richiedono un termine
di tempo superiore ai 4 mesi previsti in consultazione, quattro si
dichiarano favorevoli al rinvio al 1° novembre proposto in
consultazione.
L’argomentazione principale rappresentata a sostegno della
richiesta di rinvio e’ la tempistica per la definizione della
specifica tecnica per l’interconnessione, la conseguente
implementazione sugli impianti e la sperimentazione in campo.
Evidenziano, infatti, che il piano di lavoro concordato tra gli
operatori prevedrebbe la definizione della specifica entro luglio
2009 e successivamente un semestre per l’implementazione nelle reti
ed ulteriori cinque sei mesi di esercizio sperimentale. A riguardo
rappresentanti dei CSP hanno espresso la volonta’ di intervenire
nella definizione della specifica tecnica al fine di garantire
trasparenza sulle informazioni che consentono l’addebito al cliente
solo a servizio effettivamente ricevuto anche nell’interfaccia tra
operatori e CSP.
Alcuni hanno manifestato la necessita’ di disporre di un tempo piu’
lungo anche per la migrazione degli attuali servizi interni di rete
verso le numerazioni «40», «41» e «42» riservate a tali servizi dalla
nuova disciplina.
Diversi rispondenti hanno argomentato in relazione al contributo
annuale dovuto per i diritti d’uso delle numerazioni pubbliche in
decade «4», sia raccomandando la gratuita’ delle stesse per tutto il
periodo di rinvio, sia sostenendo come necessaria una riduzione a
regime del predetto contributo per evitare che il contraccolpo
economico si ripercuota su tutti gli attori del mercato, in
particolare, sui fornitori di servizi a contenuto, determinando
l’espulsione dal mercato stesso di piccoli soggetti che offrono
servizi potenzialmente rivolti o, di fatto, utilizzati da una
limitata platea di utenti. Infatti, evidenziano che i soli contributi
amministrativi rendono i servizi di nicchia non piu’ remunerativi. In
tale ottica qualcuno di questi ha richiesto una revisione dei
contributi e/o una ulteriore fase di gratuita’ del contributo,
successiva all’entrata in vigore della nuova disciplina della decade
«4».
Molti dei rispondenti fanno presente che sussiste un numero non
trascurabile e diversificato di situazioni in cui i numeri in decade
«4» fino ad ora utilizzati sono pre-registrati nei terminali, al fine
di facilitarne l’accesso da parte degli utenti, oppure sono
registrati nei software di gestione di centrali di commutazione in
fase di obsolescenza, per le quali un intervento di modifica presenta
notevoli difficolta’. Per tali motivi, l’operazione di migrazione dei
servizi su numerazioni coerenti con il nuovo assetto normativo
richiederebbe tempi piu’ lunghi di quanto ipotizzato dall’Autorita’.
Va, infine, menzionato che alcuni rispondenti hanno osservato che
la proposta di rinvio dell’entrata in vigore delle norme sulla decade
«4» non e’ accompagnata da misure atte a favorire, nel periodo
transitorio, iniziative da parte degli operatori tese ad avviare le
negoziazioni con i soggetti interessati all’apertura di numerazioni
pubbliche in accordo con la nuova disciplina, ne’ sono fornite
indicazioni in merito ai rapporti economici.
Le valutazioni dell’Autorita’:
L’Autorita’ ritiene di poter accogliere, in parte le motivazioni
proposte a giustificazione della richiesta di ulteriore rinvio, preso
atto dell’accordo degli operatori che prevede, tra l’altro, il
rilascio delle specifiche consolidate dell’interfaccia della
piattaforma d’interconnessione SMS/MMS entro il mese di luglio 2009.
L’Autorita’ ritiene che sia il periodo necessario per la
disponibilita’ dei sistemi alla sperimentazione sia il periodo per la
relativa implementazione in rete, entrambi previsti nell’accordo
degli operatori, possano essere ridotti. Pertanto, tenendo in ogni
caso conto dell’opportunita’ di evitare un gravame eccessivo sulle
strutture aziendali e superare il periodo di festivita’ natalizie,
nel quale le aziende sono impegnate a fronteggiare picchi di
richieste di servizi, individua nel 1 febbraio 2010 la data di
entrata in vigore della nuova disciplina delle numerazioni in decade
«4», che rappresenta un ulteriore trimestre di rinvio rispetto a
quanto proposto in consultazione. Conseguentemente si anticipa al 1
agosto 2009 la data entro la quale dovranno essere rilasciate le
relative specifiche tecniche di interconnessione, dal momento che, a
quanto hanno comunicato gli stessi rispondenti, tali specifiche sono
in pratica gia’ concordate tra gli operatori di rete dallo scorso 30
giugno; pertanto, ancorche’ da ufficializzare, tale specifica potra’
essere utilizzata dagli operatori e dai CSP per avviare
immediatamente lo sviluppo dei nuovi sistemi.
Le ulteriori tempistiche prospettate, per l’implementazione in rete
e la sperimentazione, appaiono non giustificate su basi concrete ma
ipotizzate solo a discrezione dei proponenti e irragionevolmente
protratte, con cio’ inducendo a ritenere che non vi siano ostacoli
tecnici al contenimento delle stesse purche’ gli operatori assumano
le iniziative idonee ed impieghino le risorse necessarie, al fine di
raggiungere l’obiettivo della piena operativita’
dell’interconnessione entro la nuova scadenza sopra indicata.
E’ opportuno che nella valutazione della questione in tutte le sue
implicazioni si tengano presenti le motivazioni di fondo che hanno
indotto l’Autorita’ a riformare con il nuovo Piano di numerazione la
disciplina delle numerazioni in decade «4». Tali motivazioni vanno
fatte risalire, in buona sostanza, alla necessita’ di porre fine ad
una situazione di innegabile vantaggio competitivo goduto dagli
operatori dotati di rete, che disponevano di una risorsa pubblica,
gestita in modo pressoche’ autonomo ed a titolo gratuito, nei
confronti degli altri operatori dei servizi di comunicazione
elettronica. Nello stabilire la nuova disciplina, tramite la
pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della delibera n. 26/08/CIR il
24 luglio 2008, gia’ era stato previsto un tempo congruo (circa un
anno) per l’adeguamento, a fronte del quale gli operatori di rete,
tuttavia, non hanno mostrato di mettere in atto le iniziative
necessarie con la dovuta solerzia. Di cio’ fornisce palese prova la
circostanza che le attivita’ per concordare gli standard di
interconnessione, di fatto, hanno avuto inizio solo nei primi mesi
del 2009 e si sono concluse il 30 giugno 2009, nel giro di pochi mesi
quindi, a dimostrazione che il transitorio previsto era gia’ da
considerasi adeguato.
E’ altresi’ da notare che, nel definire il calendario di attuazione
nell’ambito del procedimento che ha portato alle disposizioni recate
dalla delibera n. 26/08/CIR, si era, tra l’altro, considerato che
analogo passaggio da numerazione interna di rete a numerazione
pubblica era stato attuato in altri Paesi senza definire specifiche
tecniche ad hoc e senza conseguenti lunghi tempi di attuazione; in
tale ottica, infatti, la delibera n. 26/08/CIR non prevedeva la
definizione di un’interfaccia standard. Tale eventualita’ e’ stata
prevista in consultazione a seguito delle richieste degli operatori
ed in quanto ritenuta necessaria da questi ultimi; ci si attende
pertanto che non possano ingenerarsi ulteriori richieste di dilazioni
dei termini motivate da una mancata previsione in proposito.
Peraltro, si ritiene, che in via temporanea gli operatori possano
eventualmente trovare accordi che permettano di fornire i servizi con
numerazione pubblica, in attesa di introdurre le nuove specifiche
tecniche, anche mantenendo la stessa configurazione tecnica attuale.
Per le considerazioni che precedono, la concessione di una proroga
di piu’ di un semestre, da un lato appare idonea all’implementazione
della disciplina, dall’altro limita per quanto possibile il protrarsi
della situazione di vantaggio sopra citata, contenendo entro limiti
di tempo ragionevoli il periodo in cui gli operatori di rete possono
continuare ad utilizzare le numerazioni in atto con esenzione dal
pagamento dei contributi amministrativi, esenzione che, viceversa,
non troverebbe giustificazione nell’estendersi al periodo di dodici
mesi richiesto da alcuni dei partecipanti alla consultazione.
Per quanto riguarda la problematica delle numerazioni registrate
nei terminali ed in talune centrali, la cui soluzione potrebbe
richiedere l’adozione di previsioni regolamentari specifiche, questa
e’ oggetto di un approfondimento in itinere congiuntamente con gli
operatori. In ogni caso, la posposizione della scadenza di piu’ di un
semestre concede un respiro temporale nel corso del quale tale
questione sara’ debitamente affrontata, giovandosi degli effetti di
contenimento e riduzione quantitativa del fenomeno a seguito delle
migrazioni che gli operatori avranno nel frattempo avviato.
Infine, l’Autorita’ ritiene che, allo scadere del nuovo termine
fissato, i servizi che si intende continuare ad offrire sulla decade
dovranno gia’ essere stati migrati su numerazioni coerenti con il
nuovo quadro, condizione che rappresenta necessariamente il punto di
arrivo di attivita’ tecniche ed anche negoziali condotte insieme ai
fornitori di contenuti, che gli operatori presumibilmente porranno in
essere nel loro stesso interesse, senza la necessita’ di prevedere
specifiche disposizioni. Quanto ai rapporti economici, si rammenta
che l’aver reso la numerazione di cui si tratta interoperabile,
sottrae al quadro regolatorio un precedente elemento di ostacolo al
dispiegarsi di una migliore situazione concorrenziale e di una piu’
efficace autoregolazione del mercato.
B) In merito all’allungamento fino a 7 cifre di archi di
numerazioni in decade 4. Cio’ per rispondere ad una esigenza
manifestata sia dagli operatori, sia dai soggetti fornitori di
servizi, di disporre, in generale, di una maggiore quantita’ di
risorsa che consentirebbe di differenziare maggiormente i servizi e
permetterebbe all’utente una scelta chiara del servizio desiderato
gia’ all’atto della composizione del numero. La disponibilita’ di
numerazione a lunghezza maggiore permetterebbe altresi’ agli
operatori, specialmente di minori dimensioni, di acquisire diritti
d’uso per i numeri a prezzi piu’ contenuti consentendo lo sviluppo
anche di servizi di nicchia con bassa diffusione che non sarebbero
stati remunerativi nel caso di utilizzo di numerazioni a 5 cifre.
(Modifiche all’art. 21).
Le posizioni espresse dai partecipanti:
I rispondenti sul punto in questione (in totale 16), ad eccezione
di uno, si sono dichiarati favorevoli all’allungamento della
numerazione; dodici tra questi, peraltro, hanno richiesto che
l’allungamento sia esteso ad un numero maggiore di numerazioni o,
ancor meglio, all’intera porzione pubblica della decade «4»,
consentendo eventualmente agli assegnatari ed agli utilizzatori di
prolungare a discrezione i codici a 5 cifre con post-digit fino ad 8
cifre (o 11 nella proposta di uno dei rispondenti). Uno dei
rispondenti ha segnalato che le numerazioni a codice «49» sono
attualmente utilizzate per la fornitura di servizi interni di rete e,
quindi, secondo il meccanismo di migrazione previsto nel Piano di
numerazione praticamente l’intera sottodecade «49» risulterebbe non
assegnabile per un anno a far data dalla entrata in vigore della
nuova disciplina, sottraendo la possibilita’ di assegnare numerazioni
a 7 cifre per la categoria dei servizi a sovrapprezzo e di vendita di
prodotti.
Quattro partecipanti hanno espresso in modo esplicito la richiesta
che la determinazione del contributo del diritto d’uso per tali
numerazioni «allungate» sia proporzionale alla maggiore
disponibilita’ di numerazione e, in ogni caso, che l’importo del
predetto contributo sia contenuto. A supporto di tale richiesta
qualcuno ha citato ad esempio l’importo del contributo praticato in
altre nazioni europee.
Il soggetto che si e’ dichiarato contrario all’allungamento
sostenendo la mancata predisposizione dei propri impianti al
trattamento di numerazioni in decade «4» di lunghezza superiore a 5
cifre, in subordine ha richiesto di valutare gli eventuali impatti
temporali della implementazione sugli impianti dell’aumento del
numero di cifre.
Le valutazioni dell’Autorita’:
L’Autorita’ ritiene di confermare la proposta in consultazione, con
la sola modifica relativa alla sottodecade «48» che viene suddivisa
su base terza cifra tra numeri a 5 cifre e numeri a 7 cifre, mentre
la sottodecade «49» viene assegnata su base 5 cifre.
Non ritiene, invece, di accedere alla proposta di consentire
l’allungamento delle numerazioni da parte dell’assegnatario, con
l’aggiunta a discrezione di post-digit, in quanto tale modalita’ di
utilizzo e’ contraria all’intero impianto del Piano di numerazione,
che vede la lunghezza dei numeri come uno dei punti fermi della
gestione efficiente della risorsa, sia per gli aspetti di interesse
degli operatori che per gli aspetti di tutela dell’utenza.
L’Autorita’, peraltro, condivide le istanze volte ad una
definizione dei contributi per i diritti d’uso che sia commisurata
alla disponibilita’ della risorsa e che tenga in debita
considerazione l’opportunita’ di favorire l’ingresso nel mercato di
nuovi soggetti che offrono servizi a sovrapprezzo, lo sviluppo di
nuovi servizi, nonche’ la sostenibilita’ economica di servizi rivolti
ad una platea di clienti di numerosita’ limitata. In tal senso
l’Autorita’ ritiene opportuno indicare nell’articolato i criteri di
riferimento per la definizione dei contributi per i diritti d’uso
delle nuove numerazioni individuate dal presente provvedimento.
Con l’occasione, in considerazione della ristrutturazione della
decade che viene ora effettuata ed ai fini del mantenimento della
coerenza complessiva, pur rimettendosi in materia alla definitiva
valutazione della Amministrazione competente alla definizione della
misura dei contributi, l’Autorita’ ritiene di dover segnalare alla
predetta Amministrazione, l’opportunita’ di una revisione degli
importi dei contributi gia’ fissati per l’uso della numerazione
pubblica in decade «4», tenendo in considerazione i medesimi criteri.
C) In merito alla possibilita’ di consentire l’uso del CLI (Calling
Line Identifier), ora proibito dalle disposizioni della delibera n.
26/08/CIR per le numerazioni per servizi a sovrapprezzo,
limitatamente al caso di fornitura del servizio richiesto tramite
SMS/MMS sia mediante le numerazioni in decade «4» sia mediante le
altre numerazioni per servizi a sovrapprezzo. Tale misura, in
effetti, da’ al cliente la certezza che il contenuto che gli perviene
sia stato inviato dallo stesso centro servizi al quale il cliente ha
inviato la richiesta ed, al tempo stesso, consente un maggiore
controllo da parte degli operatori di rete sull’origine dei contenuti
veicolati.
Tuttavia per tutelare l’utenza da un possibile accidentale non
voluto invio di risposta a tali messaggi recanti il CLI del fornitore
del servizio, si imporrebbero determinate condizioni, quali il costo
dell’eventuale risposta non superiore a quella prevista per i normali
SMS non diretti a numerazione per servizi a sovrapprezzo e
l’impossibilita’ di attivare servizi con l’invio di SMS del cliente
vuoti. (modifiche degli articoli 6 e 23)
Le posizioni espresse dai partecipanti:
I sedici partecipanti che hanno risposto sulla questione di
consentire per i servizi a sovrapprezzo forniti tramite SMS/MMS l’uso
del CLI, si sono dichiarati favorevoli alla proposta in
consultazione. Due hanno chiesto, inoltre, che accanto o in
sostituzione del CLI sia ammesso l’invio di un c.d. «alias».
Con riferimento alla parte delle tutele dell’utenza si sono
espressi tredici soggetti, favorevolmente alla proposta, con alcuni
distinguo: uno ritiene la misura del blocco degli SMS/MMS «vuoti»
superflua in quanto il basso costo imposto costituirebbe gia’ una
tutela sufficiente per l’utenza mentre il blocco costituirebbe un
limite per la flessibilita’ di offerta di eventuali servizi; un altro
chiede che l’onere dell’applicazione della misura del blocco degli
SMS/MMS «vuoti» ricada sull’operatore MNO.
Le valutazioni dell’Autorita’:
L’Autorita’ ritiene di confermare la proposta in consultazione,
soprassedendo in questa fase all’introduzione dei c.d. «alias» in
quanto tale introduzione faciliterebbe la possibilita’ di alterazione
fraudolenta del CLI-alias, per limitare la quale, la proposta
avanzata di introdurre un registro nazionale degli «alias», non solo
non sarebbe in grado di risolvere completamente il problema, ma
costituirebbe, altresi’, un’ulteriore complicazione gestionale ed un
incremento dei relativi costi; una migliore riconoscibilita’ ai fini
commerciali, rispetto a quella fornita dal mero CLI, puo’ essere
perseguita mediante l’inserimento di un identificativo del mittente
nel testo del SMS/MMS. Per quanto riguarda il blocco di SMS/MMS
«vuoti» l’Autorita’ conferma il vincolo imposto a maggior garanzia
dell’utenza, quale soluzione opportuna, soprattutto nella fase di
migrazione della decade «4» da numerazione interna di rete a
numerazione pubblica.
D) In merito alla conseguente possibilita’ di consentire l’uso del
CLI anche nel caso di utilizzo di SMS da parte di un servizio
informazioni abbonati per la fornitura al cliente delle informazioni
richieste, con riferimento alle attuali modalita’ di espletamento del
servizio informazione abbonati, a prescindere dalle decisioni finali
che saranno assunte a seguito della consultazione in corso sulla
possibilita’ di offrire il servizio interamente (vale a dire anche
per la richiesta del servizio) mediante SMS. (Modifiche all’art. 6).
Le posizioni espresse dai partecipanti:
Le risposte a tale punto sono sintetizzate con quelle del
precedente punto C), dal quale, in sostanza, il punto D) deriva come
logica conseguenza.
Le valutazioni dell’Autorita’:
L’Autorita’ ritiene, per quanto detto, di confermare la proposta in
consultazione.
E) In merito alla proposta di aprire il codice «455» per servizi di
raccolta fondi tramite SMS e sistemi in fonia (da reti fisse),
limitato alle associazioni ed organizzazioni che operano a fini
benefici ed alle Amministrazioni pubbliche; tale codice sarebbe
connotato come numerazione per la quale l’interconnessione e’
obbligatoria solo nel caso di fonia. Non sarebbe prevista per tale
codice l’assegnazione da parte dell’Amministrazione competente (allo
stato, Ministero dello sviluppo economico), ne’ il versamento di
alcun contributo d’uso, ma gli operatori sarebbero tenuti a
comunicarne all’Amministrazione competente l’attivazione con tutti i
relativi dettagli (soggetto, durata, ecc). (modifiche all’art. 21 ed
alla Tabella 1 dell’Allegato 1).
Le posizioni espresse dai partecipanti:
Articolate le risposte su questo punto. Sedici i favorevoli. Uno di
questi ritiene opportuno che debba essere evitata la comunicazione
preventiva di utilizzo all’Autorita’ ed al Ministero dello sviluppo
economico, perche’ creerebbe problemi nei casi di intervento urgente;
chiede inoltre di elevare a € 5 l’importo massimo della
donazione tramite SMS e di prevedere un transitorio di 8-12 mesi per
migrare dalle numerazioni «485» a quelle «455».
Due soggetti chiedono di mantenere per la raccolta fondi le
numerazioni a codice «485» attualmente utilizzate motivandola
rispettivamente con la richiesta in tal senso delle organizzazioni
non profit e per la continuita’ del servizio.
Trasversale ai due gruppi la richiesta di escludere le Pubbliche
Amministrazioni dagli utilizzatori di tali numerazioni, con la
eventuale eccezione della Protezione Civile: un rispondente argomenta
che l’inclusione delle Pubbliche Amministrazioni richiederebbe
l’identificazione delle finalita’ ammissibili per la raccolta fondi
da parte delle stesse; 13 soggetti rilevano che le Pubbliche
Amministrazioni possono assolvere alle proprie funzioni istituzionali
attraverso il gettito fiscale previsto e che l’eventuale ricorso allo
strumento della raccolta fondi tipico delle organizzazioni non profit
potrebbe determinare «una pericolosa sovrapposizione di fronte ai
cittadini»; un altro soggetto precisa che le norme fiscali prevedono
un regime speciale di esenzione dall’IVA per le raccolte fondi a
favore di «enti non commerciali» e «organizzazioni non lucrative di
utilita’ sociale (ONLUS), concludendo che risulterebbero escluse le
Amministrazioni pubbliche. L’eccezione per la Protezione Civile viene
inquadrata da un altro dei rispondente nel contesto straordinario
delineato nella ordinanza della Presidenza del Consiglio che
autorizza la Protezione Civile a coordinare tutti gli aiuti e tutti i
fondi.
Tre soggetti chiedono l’eliminazione della previsione della
interconnessione per le donazioni tramite fonia. Uno ritiene che
l’interconnessione con terminazione onerosa potrebbe dare luogo a
situazione di asimmetria generando oneri per alcuni operatori
(tipicamente, ma non solo, quelli di minori dimensioni) e proventi
per altri ed auspica che nell’ambito delle raccolte fondi a fini
benefici le imprese contribuiscano mettendo a disposizione le proprie
strutture ed organizzazioni senza trarre alcun particolare vantaggio
economico. Un altro rispondente rileva che, in considerazione della
natura di servizi interni di rete ipotizzata nella proposta in
consultazione per le numerazioni «455XY» e, di conseguenza, della non
assegnabilita’ dei relativi diritti d’uso per tali numerazioni ad uno
specifico operatore telefonico, sarebbe incoerente l’eventuale
richiesta di apertura o raggiungibilita’ all’interconnessione, anche
in considerazione del fatto che le numerazioni per servizi interni di
rete non sono pubbliche ed univoche a livello nazionale. Di
conseguenza ritiene non perseguibile, anche e soprattutto dal punto
di vista tecnico, un’eventuale apertura all’interconnessione di tali
numerazioni sia per servizi SMS/MMS sia per servizi in fonia. Il
terzo, infine, osserva che se la numerazione a codice «455» viene
trattata come una numerazione interna di rete ogni operatore fisso e
mobile puo’ utilizzarla per SMS o fonia senza necessita’ di
richiedere l’interconnessione ad altri operatori e nessun operatore
risulta penalizzato dal momento che puo’ far accedere i suoi clienti
a tali servizi senza alcun problema. Rileva infine che, stante
l’interconnessione, le organizzazioni ONLUS potrebbero richiedere
solo agli operatori di maggiori dimensioni il servizio determinando
una situazione per cui l’operatore di originazione che consentisse al
proprio cliente la possibilita’ di effettuare una donazione dovrebbe
sopportare non solo i costi di utilizzo della propria rete, ma anche
i costi di terminazione nella rete dell’altro.
Un quarto soggetto chiede che vengano definite regole per
consentire l’uso coordinato delle numerazioni interconnesse.
Le organizzazioni non profit che hanno partecipato alla
consultazione chiedono di far slittare il passaggio alla nuova
numerazione a codice «455» al gennaio 2010 in quanto il termine del 1
novembre, previsto in consultazione, cade in un periodo in cui
saranno attive diverse campagne di raccolte fondi che. indette nella
vigenza della precedente regolamentazione della decade «4»,
potrebbero protrarsi dopo l’entrata in vigore della nuova; chiedono,
inoltre, l’elevazione a 10 euro dell’importo massimo di donazione per
le chiamate in fonia. Chiedono, infine, la conferma della gratuita’
del diritto d’uso della numerazione per raccolte fondi, cosi’ come
prevista in consultazione.
Le valutazioni dell’Autorita’:
L’Autorita’ ritiene di confermare sostanzialmente la proposta in
consultazione, specificando peraltro che gli operatori, pur
gestendole autonomamente e non essendo comunque obbligati ad aderire
alle campagne di raccolta fondi,, sono tenuti ad utilizzare le
numerazioni a codice «455» valutando le richieste secondo criteri di
trasparenza e non discriminazione.
Sotto quest’ultimo profilo, l’Autorita’ si attende che il codice di
autoregolamentazione, che gli operatori sono tenuti ad adottare ai
sensi del comma 4 dell’art. 30 del Piano di numerazione, declini con
sufficiente dettaglio i criteri e le modalita’ con i quali gli
operatori, nel valutare se aderire o meno ad una richiesta di avvio
di una campagna di raccolta fondi, danno attuazione ai principi in
questione.
Lo stesso strumento e’ idoneo a definire le caratteristiche dei
soggetti per i quali il codice va utilizzato, riservando lo stesso,
comunque, agli enti non commerciali ed alle organizzazioni non
lucrative di utilita’ sociale che operano a fini benefici,
nell’ambito di campagne pubbliche di raccolta fondi che godono di
particolari benefici fiscali riconosciuti dalla legge e per tale
motivo sono soggette a specifici obblighi.
La sottoscrizione di un comune codice di autodisciplina, assicura,
peraltro, l’omogeneita’ dei comportamenti da parte degli operatori.
Si ritiene, tuttavia, di portare il tetto massimo di prezzo per le
chiamate da rete fissa a 10 euro, in considerazione della circostanza
che tale valore e’ gia’ stato adottato in passato e non risulta che
abbia dato luogo a comportamenti non corretti nei confronti dei
consumatori. Peraltro, per le chiamate da rete fissa gli operatori
hanno costantemente adottato il criterio di stornare senza alcuna
opposizione gli addebiti per donazione contestati e ci si aspetta che
tale comportamento sia confermato esplicitamente nel codice di
condotta che gli operati sono tenuti ad adottare ai sensi del comma 4
dello stesso art. 30.
Inoltre, al fine di non introdurre discontinuita’ nell’attivita’ di
organizzazione e conduzione delle campagne di raccolta fondi,
l’Autorita’ ritiene applicabile una deroga alla data del 1 febbraio
2010 per l’applicazione del nuovo regime esclusivamente per quelle
raccolte che, indette precedentemente a tale data, si trovassero
ancora in corso successivamente alla stessa data, consentendone la
regolare conclusione con la numerazione con la quale sono iniziate,
fino alla data comunicata ai sensi del comma 2-bis aggiunto dal
presente provvedimento all’art. 21 del Piano di numerazione.
Per quanto riguarda l’obbligo di comunicazione anticipata,
l’Autorita’ precisa che i 30 giorni indicati nel comma sono previsti
«di norma», vale a dire per le attivita’ programmate, ma il termine
di tempo puo’ essere evidentemente ridotto nei casi giustificati di
raccolte organizzate in via d’urgenza a seguito di eventi non
prevedibili.
Per quanto riguarda le Amministrazioni Pubbliche, l’Autorita’
ritiene che non rientri nelle proprie prerogative valutare
l’ammissibilita’ o meno del ricorso delle stesse a modalita’ di
raccolta fondi quali quelle attuate attraverso i servizi di
comunicazione elettronica. D’altro canto, la concreta esperienza
indica che cio’ e’ avvenuto, seppure in occasione di eventi di
carattere straordinario, non prevedibili, che hanno indotto
all’utilizzo di strumenti non usuali per fronteggiare situazioni di
emergenza. Pertanto non si puo’ escludere per via regolamentare
l’utilizzo di detta numerazione per raccolte organizzate da
Amministrazioni Pubbliche, intendendo riferirsi con tale termine, di
norma, a quelle di rilevanza nazionale che attivano tali campagne di
raccolta sulla base di strumenti di legge.
Per quanto concerne l’interconnessione in fonia, accessibile su
tali numerazioni, si rammenta, solo da reti fisse, l’Autorita’ rileva
che dal punto di vista tecnico o di adeguamento delle reti nessun
problema puo’ sussistere per realizzare l’interconnessione in fonia
di una numerazione a codice «455», che non differisce da una
qualsiasi altra numerazione non geografica. Un operatore che offre il
servizio fisso e che volesse consentire ai propri clienti di
partecipare ad una raccolta fondi svolta mediante un centro servizi
attestato su altro operatore, ad avviso dell’Autorita’, deve poter
reclamare il diritto all’interconnessione, senza dovere
necessariamente terminare direttamente le chiamate sullo stesso
centro servizi. In tal caso, tuttavia, non v’e’ motivo per imporre
all’operatore che termina le chiamate, sul quale incombe l’obbligo
della prestazione, la gratuita’ della stessa a favore dell’altro
operatore. Al tempo stesso, l’operatore che chiede l’interconnessione
e’ libero eventualmente di convenire con il soggetto destinatario
della raccolta che i fondi addebitati ai propri clienti siano
riversati al netto delle spese per l’interconnessione stessa.
L’Autorita’, comunque, ritenendo necessario accogliere le richieste
di approfondimento formulate da taluni rispondenti e valutare piu’
attentamente le perplessita’ manifestate, rimanda all’esito ad un
ulteriore confronto con i soggetti interessati la decisione
sull’obbligo per l’operatore che attiva la numerazione a codice 455
di consentire l’interconnessione per i servizi in fonia da rete
fissa, fermi restando, ovviamente, l’accesso a detta numerazione
anche da parte dei clienti degli operatori virtuali ospitati sulla
medesima rete e la possibilita’ di interconnessione con altre reti su
base volontaria.
F) In merito all’esplicitazione che l’obbligo di annuncio fonico
nell’espletamento dei servizi su numerazioni per servizi a
sovrapprezzo e numerazioni per servizi di numero unico e personale e’
limitato ai servizi svolti in fonia. (modifica all’art. 5, comma 4).
Le posizioni espresse dai partecipanti:
Si sono espressi sul punto solo tre rispondenti, in senso
favorevole.
Le valutazioni dell’Autorita’:
L’Autorita’ ritiene pertanto di confermare la proposta riportata in
consultazione.
G) In merito al chiarimento che nel caso di chiamate comunque
re-istradate nelle reti pubbliche, il CLI presentato all’utente
chiamato e’ quello della linea chiamante originaria. (Modifica
all’art. 6, comma 6).
Le posizioni espresse dai partecipanti:
Due rispondenti, uno favorevole ed uno contrario, hanno risposto in
modo esplicito su questo punto. Osserva il rispondente contrario
all’introduzione tout court dell’obbligo in questione che tale
introduzione dovrebbe essere subordinata alla fattibilita’ tecnica ed
alla praticabilita’ economica; in particolare, la modifica proposta
appare al soggetto limitativa rispetto alla possibilita’ di usare le
GSM-boxes per il re-istradamento del traffico.
Uno dei rispondenti paventa la possibilita’ che la formulazione
proposta per il comma possa intendersi come imposizione dell’obbligo
di presentazione del CLI del chiamante in ogni caso, anche quando
questi abbia ritenuto di oscurarlo coerentemente con le vigenti norme
poste a tutela della riservatezza dei dati personali.
Le valutazioni dell’Autorita’:
L’Autorita’ ritiene di confermare la proposta in consultazione,
anche in quanto la modifica introdotta e’ di fatto semplicemente
esplicativa delle norme gia’ introdotte, ed e’ in linea con quanto
espresso dalla CEPT nella consultazione pubblica «Increasing Trust in
Calling Line Identification and Originating Identification», ECC
Report 133, pubblicata sul sito dell’ERO in data 18 maggio 2009.
Per quanto riguarda le altre osservazioni pervenute, premesso che
la subordinazione alla fattibilita’ tecnica, invocata nei contributi,
e’ comunque scontata e richiamata in altri commi dello stesso
articolo, va rilevato che l’utilizzo di un dispositivo (quale il c.d.
GSM-box) per re-instradare chiamate originate da linee pubbliche su
reti pubbliche radiomobili si configura funzionalmente come
l’introduzione di un nodo di rete pubblica, il cui esercizio e’
subordinato al rispetto della normativa sul re-istradamento delle
chiamate (CLI ed esigenze dell’autorita’ giudiziaria).
Di conseguenza si emenda il testo proposto al solo fine di
precisare che la disposizione fa salva la facolta’ per il cliente
chiamante di oscurare il proprio CLI, come previsto dalle norme sulla
tutela dei dati personali.
Considerato che l’Autorita’ sta attuando una costante azione di
monitoraggio dell’implementazione delle nuove disposizioni introdotte
dal Piano di numerazione, attraverso il confronto con i soggetti
interessati e che le ulteriori questioni sollevate dai partecipanti
nei contributi alla consultazione, non direttamente focalizzate sulle
proposte in consultazione, cosi’ come le altre gia’ portate in
precedenza all’attenzione dell’Autorita’, saranno oggetto di
ulteriore approfondimento ed, all’occorrenza, potranno esitare in
ulteriori interventi di modifica ed integrazione del Piano di
numerazione, adottati in tempi coerenti con le scadenze previste e
finalizzati ad assicurare un quadro di riferimento certo;
Ritenuta, pertanto, l’opportunita’ di provvedere alle modifiche ed
integrazioni delle disposizioni del Piano di numerazione e disciplina
attuativa di cui alla delibera n. 26/08/CIR, secondo le valutazioni
sopra riportate;
Udita la relazione del commissario Stefano Mannoni, relatore ai
sensi dell’art. 29 del regolamento concernente l’organizzazione ed il
funzionamento dell’Autorita’;
Delibera:

Art. 1.

Modifiche ed integrazioni delle disposizioni

1. L’allegato B alla delibera n. 26/08/CIR, e’ modificato ed
integrato come disposto dai commi che seguono.
2. Il comma 4 dell’art. 5 e’ sostituito dal seguente:
«4. Fatte salve le ulteriori disposizioni applicabili
all’erogazione dei servizi a sovrapprezzo, l’espletamento dei servizi
in fonia su numerazioni per servizi a sovrapprezzo e numerazioni per
servizi di numero unico e personale e’ preceduto da un annuncio
fonico, chiaro ed esplicito, sul prezzo applicato, con riferimento
alla rete fissa o mobile, dalla quale e’ effettuata la chiamata. In
caso di prezzo differenziato a seconda dell’operatore da cui si
origina la chiamata, l’informazione puo’ limitarsi al prezzo massimo
previsto da rete fissa e mobile. E’ ammesso, per i soli servizi di
numero unico e personale, l’impiego di un sistema interattivo che
consenta al chiamante di scegliere esplicitamente, su base chiamata
ed espressamente, mediante la digitazione di un tasto, di non
ricevere tali informazioni. L’obbligo informativo non puo’ essere
assolto attraverso il rimando ad altre numerazioni, a siti Internet o
a qualsivoglia altra forma di comunicazione. Nel corso del messaggio
informativo obbligatorio, il cliente non e’ sottoposto ad alcuna
tassazione».
3. Il comma 6 dell’art. 6 e’ sostituito dal seguente:
«6. Nel caso di chiamate trasferite, ovvero comunque re-istradate
nelle reti pubbliche, ivi incluso il caso di servizio di
completamento di chiamata, indipendentemente dalla tecnologia della
rete d’originazione, della rete di destinazione e delle reti
intermedie, il CLI presentato all’utente chiamato e’ quello della
linea chiamante originaria, fermo restando il rispetto delle norme in
materia di protezione dei dati personali».
4. Il comma 7 dell’art. 6 e’ sostituito dal seguente:
«7. Salvo i casi di cui al successivo comma 8, non possono essere
effettuate comunicazioni utilizzando come CLI numerazioni per servizi
a sovrapprezzo, per servizi interni di rete non gratuiti, nonche’
numerazioni non decadiche».
5. All’art. 6 e’ aggiunto il comma 8 seguente:
«8. Nel caso di servizi a sovrapprezzo erogati mediante l’invio al
cliente del contenuto richiesto tramite SMS/MMS, incluso il caso del
servizio informazioni abbonati, e’ consentito in tale invio l’uso
come CLI del numero utilizzato per l’accesso al servizio stesso».
6. Il comma 1 dell’art. 21 e’ sostituito dal seguente:
«1. In aggiunta alle numerazioni di cui ai precedenti articoli 19 e
20, sono attribuite ai servizi a sovrapprezzo anche altre
numerazioni, associate ad una o piu’ delle diverse categorie di
servizi di cui all’art. 19, comma 1, e riservate esclusivamente ai
servizi svolti attraverso SMS/MMS (Short Message Service/Multimedia
Message Service) ed altre tipologie di trasmissione dati, secondo
quanto riportato nella tabella seguente:

—-> Vedere a pag. 49 <---- Limitatamente ai servizi di raccolta fondi svolti sulle numerazioni a codice 455, l'accesso ai servizi stessi e' consentito anche tramite chiamate in fonia da rete fissa. In tal caso si applicano le disposizioni dell'art. 5, comma 4». 7. Il comma 2 dell'art. 21 e' sostituito dal seguente: «2. La struttura di tali numerazioni e': ----> Vedere a pag. 49 <---- 8. All'art. 21, dopo il comma 2 sono inseriti i due commi 2-bis e 2-ter seguenti: «2-bis. L'utilizzo delle numerazioni di cui al comma 1, lettera e), da parte degli operatori avviene secondo criteri di trasparenza e non discriminazione, non e' subordinato a preventiva assegnazione di diritti d'uso, ma e' comunicato dall'operatore all'Autorita' ed all'Amministrazione competente, di norma con almeno 30 giorni di anticipo rispetto alla data di attivazione del servizio. La comunicazione include il prezzo praticato, la descrizione esaustiva del servizio espletato, l'indicazione del soggetto destinatario e delle finalita' della raccolta fondi, la durata della campagna di raccolta». «2-ter. Le numerazioni di cui al comma 1, lettera e) sono numerazioni pubbliche a regime speciale per le quali non e' obbligatoria l'interconnessione». 9. Il comma 4 dell'art. 21 e' sostituito dal seguente: «4. I diritti d'uso delle numerazioni di cui al comma 2, lettere a), b) e c) sono assegnati su base singolo numero nel caso di numerazioni con lunghezza di 5 cifre ed a blocchi di dieci numeri contigui nel caso di numerazioni con lunghezza di 7 cifre». 10. All'art. 23, dopo il comma 1 e' inserito il comma 1-bis seguente: «1-bis. L'invio di un SMS/MMS privo di contenuto (SMS/MMS vuoto) a numerazioni per servizi a sovrapprezzi e' bloccato dall'operatore di originazione, che non lo inoltra al destinatario o ad altre reti, e non comporta l'attivazione o l'erogazione di alcun servizio ne' addebito al chiamante superiore all'importo previsto dal piano tariffario del cliente per l'invio di un SMS/MMS ad una numerazione per servizi di comunicazioni mobili e personali». 11. Il comma 3 dell'art. 30 e' sostituito dal seguente: «3 Le disposizioni di cui all'art. 9 riguardanti il codice 4 per la fornitura di servizi interni di rete entrano in vigore a partire dal 1° febbraio 2010. Fino a tale data e' consentita la prosecuzione delle utilizzazioni di numeri a codice 4 in atto alla data di pubblicazione del presente provvedimento. E' consentita l'attivazione di nuove numerazioni a codice 4 per servizi a sovrapprezzo solo in coerenza con le disposizioni dell'art. 21. Al fine di tutelare gli utenti, l'Amministrazione competente non assegna per la fornitura di servizi a sovrapprezzo prima del 1° febbraio 2011 numeri a codice 4 utilizzati dagli operatori alla data di pubblicazione del presente provvedimento per la fornitura di servizi tramite SMS/MMS e trasmissione dati». 12. Dopo il comma 3 dell'art. 30 sono inseriti i due commi 3-bis e 3-ter seguenti: «3-bis. In deroga a quanto stabilito nel precedente comma, le numerazioni per servizi di raccolta fondi attribuite ad una campagna di raccolta che si effettua in un periodo di tempo a cavallo della data di entrata in vigore della nuova disciplina delle numerazioni a codice 4, continuano ad essere utilizzate per il tempo di espletamento della medesima raccolta, comunicato ai sensi del comma 2-bis dell'art. 21». «3-ter. Entro il 1° agosto 2009 gli operatori definiscono le modalita' tecniche di interconnessione necessarie per dare attuazione all'art. 21. In caso di mancata definizione entro la predetta data, l'Autorita' si riserva di intervenire, fatta salva l'attivazione di eventuali procedimenti sanzionatori per la mancata ottemperanza». 13. Il comma 4 dell'art. 30 e' sostituito dal seguente: «4. Gli operatori rendono disponibile entro il 1° febbraio 2010 la prestazione di blocco delle comunicazioni realizzate tramite SMS/MMS e trasmissione dati, relative a servizi a sovrapprezzo offerti su decade 4, di cui all'art. 21. Entro la medesima data gli operatori ed i fornitori di contenuti sottoscrivono un codice di autoregolamentazione che, oltre a prevedere le necessarie tutele a favore dell'utenza, includa anche la definizione uniforme e comune tra i vari operatori di prassi per l'informazione sui prezzi dei servizi, sulle modalita' di attivazione e disattivazione dei servizi stessi e della predetta prestazione di blocco delle comunicazioni». Art. 2. Integrazioni delle soglie di prezzo massimo 1. Nell'allegato 1 dell'allegato B alla delibera n. 26/08/CIR, la Tabella 1 e' sostituita dalla seguente: ----> Vedere da pag. 51 a pag. 52 <---- Art. 3. Contributi 1. Entro 90 giorni dall'entrata in vigore del presente provvedimento l'amministrazione competente adotta i provvedimenti necessari per l'attuazione delle procedure di propria pertinenza ed, in particolare, ai sensi dell'art. 35 del Codice delle comunicazioni elettroniche, fissa i contributi per la concessione dei diritti di uso delle nuove numerazioni in decade «4» con lunghezza di 7 cifre, introdotte dall'art. 1, secondo criteri di analogia con i contributi gia' fissati per altre numerazioni, di commisurazione alla disponibilita' della risorsa, di ristoro degli oneri amministrativi di gestione, tenendo in debita considerazione l'opportunita' di favorire l'ingresso nel mercato di nuovi soggetti che offrono servizi a sovrapprezzo, lo sviluppo di nuovi servizi, nonche' la sostenibilita' economica di servizi rivolti ad una platea di clienti di numerosita' limitata. In allegato e' riportato il testo del Piano di numerazione integrato con le modifiche apportate dal presente provvedimento. Il presente provvedimento e' comunicato al Ministero dello sviluppo economico ed e' pubblicato nel sito web dell'Autorita' e nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Entra in vigore il giorno successivo alla sua pubblicazione sul sito web dell'Autorita'. Roma, 9 luglio 2009 Il presidente: Calabro' Il commissario relatore: Mannoni

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 9 luglio 2009

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