AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 12 novembre 2009 - Geologi.info | Geologi.info

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 12 novembre 2009

AUTORITA' PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI - DELIBERAZIONE 12 novembre 2009 - Approvazione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo. (Deliberazione n. 614/09/CONS). (09A14196) (GU n. 276 del 26-11-2009 )

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI

DELIBERAZIONE 12 novembre 2009

Approvazione delle linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi
del servizio pubblico generale radiotelevisivo. (Deliberazione n.
614/09/CONS). (09A14196)

L’AUTORITA’ PER LE GARANZIE
NELLE COMUNICAZIONI

Nella riunione del Consiglio del 12 novembre 2009;
Vista la legge 31 luglio 1997, n. 249, recante «Istituzione
dell’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui
sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo», pubblicata nel
supplemento ordinario n. 154/L alla Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana – serie generale – n. 177 del 31 luglio 1997;
Vista la legge 3 maggio 2004, n. 112, recante «Norme di principio
in materia di assetto radiotelevisivo e della RAI – Radio Televisione
Italiana S.p.A., nonche’ delega al governo per l’emanazione del testo
unico della radiotelevisione», pubblicata nel supplemento ordinario
alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie generale –
n. 104 del 5 maggio 2004, e, in particolare, l’art. 17;
Visto il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 recante il
«Testo unico della radiotelevisione» pubblicato nel supplemento
ordinario alla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana – serie
generale – n. 208 del 7 settembre 2005, di seguito denominato «Testo
unico», e, in particolare l’art. 45, comma 4, che prevede che con
deliberazione adottata d’intesa dall’Autorita’ e dal Ministero delle
comunicazioni prima di ciascun rinnovo triennale del contratto
nazionale di servizio, sono fissate le linee-guida sul contenuto
degli ulteriori obblighi del servizio pubblico generale
radiotelevisivo, definite in relazione allo sviluppo dei mercati, al
progresso tecnologico e alle mutate esigenze culturali, nazionali e
locali;
Vista la propria delibera n. 481/06/CONS, recante «Approvazione
delle linee guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del servizio
pubblico generale radiotelevisivo ai sensi dell’art. 17, comma 4,
della legge 3 maggio 2004, n. 112, e dell’art. 45, comma 4, del testo
unico della radiotelevisione»;
Vista la propria delibera n. 540/06/CONS, recante «Emanazione delle
linee guida di cui alla delibera n. 481/06/CONS sul contenuto degli
obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo ai sensi
dell’art. 17, comma 4, della legge 3 maggio 2004, n. 112, e dell’art.
45, comma 4, del testo unico della radiotelevisione»;
Visto il contratto nazionale di servizio stipulato tra il Ministero
delle comunicazioni e la RAI – Radiotelevisione Italiana S.p.A. per
il triennio 2007-2009, approvato con decreto del Ministro delle
comunicazioni 6 aprile 2007, la cui scadenza e’ fissata al 31
dicembre 2009;
Ritenuto di dover fissare, d’intesa con il Ministero dello sviluppo
economico, le linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico generale radiotelevisivo, definite in relazione
allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate
esigenze culturali, nazionali e locali, propedeutiche al rinnovo del
contratto nazionale di servizio per il triennio 2010-1012;
Viste le linee guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del
servizio pubblico generale radiotelevisivo approvate dall’Autorita’
nella riunione del 28 ottobre 2009 e trasmesse al Ministero dello
sviluppo economico ai fini dell’intesa prevista dalla citata
normativa ;
Visto il formale assenso espresso dal Ministero dello sviluppo
economico con nota del 9 novembre 2009, ai sensi dell’art. 45, comma
4, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177;
Ritenuto di accogliere, in parte qua, le osservazioni non
vincolanti formulate dal Ministero dello sviluppo economico con la
citata nota del 9 novembre 2009;
Udita la relazione dei Commissari Giancarlo Innocenzi Botti e
Michele Lauria, relatori ai sensi dell’art. 29 del Regolamento
concernente l’organizzazione ed il funzionamento dell’Autorita’ per
le garanzie nelle comunicazioni;

Delibera:

Art. 1

1. Sono approvate le linee guida sul contenuto degli ulteriori
obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo ai sensi
dell’art. 17, comma 4, della legge 3 maggio 2004, n. 112, e dell’art.
45, comma 4, del decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177,
riportate nell’allegato A alla presente delibera, di cui forma parte
integrante e sostanziale.
La presente delibera e’ trasmessa al Ministero dello sviluppo
economico e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica
italiana e nel Bollettino e nel sito web dell’Autorita’.
Roma, 12 novembre 2009

Il presidente: Calabro’

I commissari relatori: Innocenzi – Botti – Lauria

Allegato A alla delibera n 614/09/CONS
del 12 novembre 2009

Linee-guida sul contenuto degli ulteriori obblighi del Servizio
pubblico generale radiotelevisivo ai sensi dell’art. 17, comma 4,
della legge 3 maggio 2004, n. 112 e dell’art. 45, comma 4, del testo
unico della radiotelevisione

Premessa.

1. Ai sensi dell’art. 45, comma 1, del Testo unico della
radiotelevisione, il servizio pubblico generale radiotelevisivo e’
affidato per concessione a una societa’ per azioni, che lo svolge
sulla base di un contratto nazionale di servizio stipulato con il
Ministero concedente ( Ministero dello sviluppo economico) , e di
contratti di servizio regionali e, per le province autonome di Trento
e di Bolzano, provinciali, con i quali sono individuati i diritti e
gli obblighi della societa’ concessionaria. Ai sensi dell’art. 49,
comma 1, del Testo unico della radiotelevisione la concessione del
servizio pubblico generale radiotelevisivo e’ affidata, per la durata
di dodici anni dalla entrata in vigore del citato decreto legislativo
alla RAI – Radiotelevisione Italiana S.p.A.
2. L’art. 45, comma 2, del Testo unico della radiotelevisione,
individua le attivita’ che il servizio pubblico generale
radiotelevisivo deve, comunque, garantire, in linea con le finalita’,
dettate dall’art. 7, comma 4 del predetto decreto legislativo, di
favorire l’istruzione, la crescita civile e il progresso sociale,
promuovere la lingua italiana e la cultura, salvaguardare l’identita’
nazionale e assicurare prestazioni di pubblica utilita’ Le specifiche
attivita’ individuate dal citato art. 45, comma 2, sono le seguenti:
a) la diffusione di tutte le trasmissioni televisive e
radiofoniche di pubblico servizio della societa’ concessionaria con
copertura integrale del territorio nazionale, per quanto consentito
dallo stato della scienza e della tecnica;
b) un numero adeguato di ore di trasmissione televisive e
radiofoniche dedicate all’educazione, all’informazione, alla
formazione, alla promozione culturale, con particolare riguardo alla
valorizzazione delle opere teatrali, cinematografiche, televisive,
anche in lingua originale, e musicali riconosciute di alto livello
artistico o maggiormente innovative, il cui numero di ore e’ definito
ogni tre anni con deliberazione dell’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni, escludendo dal computo di tali ore le trasmissioni di
intrattenimento per i minori;
c) la diffusione delle trasmissioni di cui alla lettera b) in
modo proporzionato, in tutte le fasce orarie, anche di maggior
ascolto, e su tutti i programmi televisivi e radiofonici;
d) l’accesso alla programmazione, nei limiti e secondo le
modalita’ indicati dalla legge, in favore dei partiti e dei gruppi
rappresentati in Parlamento e in assemblee e consigli regionali,
delle organizzazioni associative delle autonomie locali, dei
sindacati nazionali, delle confessioni religiose, dei movimenti
politici, degli enti e delle associazioni politici e culturali, delle
associazioni nazionali del movimento cooperativo giuridicamente
riconosciute, delle associazioni di promozione sociale iscritte nei
registri nazionali e regionali, dei gruppi etnici e linguistici e
degli altri gruppi di rilevante interesse nazionale che ne facciano
richiesta;
e) la costituzione di una societa’ per la produzione, la
distribuzione e la trasmissione di programmi radiotelevisivi
all’estero, finalizzati alla conoscenza e alla valorizzazione della
lingua, della cultura e dell’impresa italiane attraverso
l’utilizzazione dei programmi e la diffusione delle piu’
significative produzioni nel panorama audiovisivo nazionale;
f) la effettuazione di trasmissioni radiofoniche e televisive
in lingua tedesca e ladina per la provincia autonoma di Bolzano, in
lingua ladina per la provincia autonoma di Trento, in lingua francese
per la regione autonoma Valle d’Aosta e in lingua slovena per la
regione autonoma Friuli-Venezia Giulia;
g) la trasmissione gratuita dei messaggi di utilita’ sociale
ovvero di interesse pubblico che siano richiesti dalla Presidenza del
Consiglio dei Ministri e la trasmissione di adeguate informazioni
sulla viabilita’ delle strade e delle autostrade italiane;
h) la trasmissione, in orari appropriati, di contenuti
destinati specificamente ai minori, che tengano conto delle esigenze
e della sensibilita’ della prima infanzia e dell’eta’ evolutiva;
i) la conservazione degli archivi storici radiofonici e
televisivi, garantendo l’accesso del pubblico agli stessi;
l) la destinazione di una quota non inferiore al 15 per cento
dei ricavi complessivi annui alla produzione di opere europee, ivi
comprese quelle realizzate da produttori indipendenti;
k) la realizzazione nei termini previsti dalla legge delle
infrastrutture per la trasmissione radiotelevisiva su frequenze
terrestri in tecnica digitale;
l) la realizzazione di servizi interattivi digitali di pubblica
utilita’;
m) il rispetto dei limiti di affollamento pubblicitario
previsti dall’art. 8, comma 6, della legge 6 agosto 1990, n. 223;
n) l’articolazione della societa’ concessionaria in una o piu’
sedi nazionali e in sedi di ciascuna regione e, per la regione
Trentino-Alto Adige, nelle province autonome di Trento e di Bolzano;
o) l’adozione di idonee misure di tutela delle persone
portatrici di handicap sensoriali in attuazione dell’art. 4, comma 2,
della legge;
p) la valorizzazione e il potenziamento dei centri di
produzione decentrati, in particolare per le finalita’ di cui alla
lettera b) e per le esigenze di promozione delle culture e degli
strumenti linguistici locali;
q) la realizzazione di attivita’ di insegnamento a distanza;
3. Ulteriori e specifici obblighi del servizio pubblico
radiotelevisivo sono stabiliti dall’art. 44 del Testo unico della
radiotelevisione, e successive modificazioni e integrazioni, in
materia di promozione della distribuzione e della produzione di opere
europee, obblighi che, per espressa previsione legislativa, devono
essere ulteriormente dettagliati nel contratto di servizio.
4. Quanto alla disciplina dell’informazione radiotelevisiva essa
e’ dettata, in via generale dall’art. 7 del Testo unico della
radiotelevisione, secondo il quale l’attivita’ di informazione
radiotelevisiva, da qualsiasi emittente o fornitore di contenuti
esercitata, costituisce un servizio di interesse generale ed e’
svolta nel rispetto dei principi ivi contenuti , con la previsione
(comma 3) che l’Autorita’ possa stabilire ulteriori regole per
rendere effettiva l’osservanza di tali principi nei programmi di
informazione e di propaganda.
5. Secondo il quadro normativo vigente, la potesta’ di rivolgere
indirizzi alla societa’ concessionaria del servizio pubblico e’
attribuita alla Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e
la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, mentre compete
all’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni accertare la
mancata osservanza da parte della Rai degli indirizzi impartiti dalla
predetta Commissione parlamentare. In riferimento alla materia della
comunicazione politica e dell’informazione, il riparto di funzioni
tra la Commissione parlamentare di vigilanza e l’Autorita’ per le
garanzie nelle comunicazioni e’ confermato dalla legge 22 febbraio
2000, n. 28 sulla «par condicio».
6. Il compito affidato dall’art. 44, comma 4, del Testo unico
della radiotelevisione all’Autorita’, d’intesa con il Ministero
concedente, consiste nel fissare, prima di ciascun rinnovo del
contratto di servizio, le linee-guida sul contenuto degli ulteriori
obblighi del servizio pubblico radiotelevisivo, definite in relazione
allo sviluppo dei mercati, al progresso tecnologico e alle mutate
esigenze culturali, nazionali e locali.
7. Nell’ultimo decennio il settore radiotelevisivo ha subito
numerosi cambiamenti; in particolare, i cambiamenti tecnologici hanno
modificato in maniera radicale il mercato audiovisivo, con il
moltiplicarsi delle piattaforme e delle tecnologie di distribuzione,
quali la televisione digitale, l’IPTV e la TV mobile. Gli sviluppi
tecnologici hanno consentito, accanto ai tradizionali servizi
lineari, la nascita di nuovi servizi dei media e lo sviluppo di un
ambiente multipiattaforma ed orientato alla convergenza.
, «pur avendo una evidente importanza economica, non e’
paragonabile a un servizio pubblico di qualunque settore economico.
Non vi e’ altro servizio che allo stesso tempo abbia accesso a un
cosi’ ampio settore della popolazione, fornisca tante informazioni e
contenuti e in tal modo raggiunga e influenzi i singoli individui e
l’opinione pubblica… la radiotelevisione e’ percepita in generale
come una fonte molto affidabile di informazioni e rappresenta, per
una percentuale non irrilevante della popolazione, la principale
fonte di informazione. Essa arricchisce quindi il pubblico dibattito
e, in ultima analisi, puo’ far si’ che tutti i cittadini partecipino
in qualche misura alla vita pubblica».
9. Il ruolo del servizio pubblico e’ espressamente riconosciuto
dal Trattato CE, in particolare all’art. 16 e all’art. 86, paragrafo
e dal «protocollo di Amsterdam», ad esso allegato, secondo il quale
«il sistema di radiodiffusione pubblica negli Stati membri e’
direttamente collegato alle esigenze democratiche, sociali e
culturali di ogni societa’, nonche’ all’esigenza di preservare il
pluralismo dei mezzi di comunicazione».
10. Secondo la Risoluzione del Consiglio dell’Unione europea del
25 gennaio 1999, sulle emissioni di servizio pubblico, «l’ampio
accesso del pubblico, senza discriminazioni e in base a pari
opportunita’, a vari canali e servizi e’ un presupposto necessario
per ottemperare al particolare obbligo delle emissioni di servizio
pubblico», le quale «devono beneficiare del progresso tecnologico»,
«estendere al pubblico i vantaggi dei nuovi servizi audiovisivi e di
informazione e delle nuove tecnologie» e intraprendere «lo sviluppo e
la diversificazione di attivita’ nell’era digitale». Infine «le
emissioni di servizio pubblico devono essere in grado di continuare a
fornire un’ampia gamma di programmi conformemente al mandato definito
dagli Stati membri al fine di rivolgersi alla societa’ nel suo
insieme; in tale contesto e’ legittimo che tali emissioni cerchino di
raggiungere un vasto pubblico».
11. I valori del servizio pubblico radiotelevisivo conservano la
loro importanza anche nel rapido evolversi del nuovo mondo dei media,
come sottolineato dal Consiglio d’Europa nelle raccomandazioni
riguardanti il pluralismo mediatico e la diversita’ dei contenuti dei
media e il mandato dei media di servizio pubblico nella societa’
dell’informazione, entrambe adottate dal Comitato dei ministri il 31
gennaio 2007.
12. Secondo gli indirizzi e la giurisprudenza comunitaria in
materia di aiuti di Stato ai servizi pubblici di radiodiffusione, la
definizione del mandato di servizio pubblico deve essere quanto piu’
possibile precisa, anche per garantire che le autorita’ incaricate
della vigilanza sull’osservanza dei compiti di servizio pubblico, ne
possano effettivamente controllare l’adempimento. Secondo gli
indirizzi comunitari, si ritiene legittima una definizione
qualitativa che imponga l’obbligo di fornire un’ampia gamma di
programmazione e di offrire trasmissioni equilibrate e variate.
Inoltre, la definizione del mandato di servizio pubblico deve
riflettere anche lo sviluppo e la diversificazione delle attivita’
nell’era digitale e deve includere servizi audiovisivi su tutte le
piattaforme di distribuzione.
Linee guida per il triennio 2010-2012.
13. Il contratto di servizio 2010-2012 e’ chiamato ad assolvere
al compito di traghettare il servizio pubblico generale
radiotelevisivo dal sistema analogico al sistema multicanale
digitale. Il passaggio dalla televisione analogica alla televisione
digitale terrestre, la cui conclusione in Italia e’ prevista per la
fine dell’anno 2012, si colloca nell’ambito del piu’ generale
processo di cambiamento delle modalita’ di fruizione di contenuti
audiovisivi e dalla conseguente ridefinizione del «patto
comunicativo» tra utente e televisione. Per questa ragione, lungi
dall’esaurirsi nella mera dismissione di alcune tecnologie e
nell’affermazione di altre, il passaggio al digitale comporta il
ripensamento complessivo – e il conseguente ri-posizionamento – della
televisione pubblica nel sistema mediale.
Si tratta quindi di un compito complesso, difficile e inedito; ma
e’ un compito ineludibile.
14. Il contratto di servizio 2010-2012 si configura, di
conseguenza, come un contratto «di transizione», destinato a gestire
una fase complessa in cui, formalmente, si chiude un’epoca ma quella
nuova che si inaugura non annulla la precedente. Nel sistema mediale,
infatti, da sempre passato e futuro coabitano in un presente in cui
il nuovo si nutre del vecchio e il vecchio si rigenera attraverso il
nuovo. E’ fondamentale, tuttavia, saper vedere il nuovo che avanza e
non restare con lo sguardo fisso nel retrovisore.
15. Le linee guida sui compiti del servizio pubblico generale
radiotelevisivo relative al triennio 2010-2012 devono, pertanto,
incentrarsi sugli obiettivi il cui raggiungimento appare strategico
ai fini della gestione della fase di passaggio al digitale e
dell’adeguato posizionamento della televisione di servizio pubblico
nel rinnovato sistema mediale nell’ambito delle ben caratterizzate
finalita’ che la legge assegna al servizio pubblico radiotelevisivo .
16. Nel contesto sopra descritto le presenti linee guida
intendono perseguire i seguenti obiettivi connessi alla fornitura del
servizio pubblico radiotelevisivo:
Fornire ai cittadini una programmazione equilibrata e di
qualita’;
Rappresentare l’Italia in tutte le sue articolazioni
territoriali, sociali e culturali;
Promuovere l’educazione e l’attitudine mentale all’apprendimento
e alla valutazione;
Stimolare l’interesse per la cultura e la creativita’, anche
valorizzando il patrimonio artistico nazionale;
Garantire la fruizione gratuita dei contenuti di qualita’;
Promuovere la conoscenza dell’Italia nel mondo e una non
superficiale conoscenza del contesto internazionale in Italia;
Promuovere la diffusione dei principi costituzionali e la
consapevolezza dei diritti di cittadinanza e la crescita del senso di
appartenenza dei cittadini italiani all’Unione europea;
Rispecchiare la diversita’ culturale e multietnica nell’ottica
dell’integrazione e della coesione sociale;
Estendere al maggior numero di cittadini i benefici delle nuove
tecnologie, in un contesto innovativo e concorrenziale
17. Per il raggiungimento dei citati obiettivi sono fissati i
seguenti obblighi del servizio pubblico generale radiotelevisivo.
1) Qualita’ della programmazione
a) Qualita’ dell’informazione
18. Resa piu’ urgente e indifferibile dalla quantita’ di
informazione indiscriminata disponibile sulla rete Internet,
l’affermazione di una informazione giornalistica di qualita’
costituisce una esigenza imprescindibile nell’attuale societa’.
L’innalzamento del livello qualitativo dell’informazione deve essere
perseguito dalla Rai agendo lungo piu’ direttrici, attraverso
interventi nel merito e di metodo. Orizzonte internazionale,
pluralismo, completezza, deontologia professionale, devono costituire
tratti distintivi dell’informazione di servizio pubblico, che deve
essere, pertanto, aperta sul mondo, pluralistica, equilibrata e
diversificata, cosi’ da garantire l’informazione, l’apprendimento e
lo sviluppo del senso critico, civile ed etico della collettivita’
nazionale, nel rispetto del diritto/dovere di cronaca, della verita’
dei fatti e del diritto dei cittadini ad essere informati.
19. L’analisi comparata mostra che le migliori televisioni
straniere sono connotate da una offerta di informazioni di carattere
internazionale ricca e da un approfondimento qualificato dei temi
trattati. Poiche’, nella percezione diffusa, la tv ha funzione di
validazione della realta’ e, conseguentemente, i fatti esclusi
dall’agenda televisiva vengono dequalificati d’importanza
nell’opinione pubblica, compito prioritario del servizio pubblico e’
quello di «sprovincializzare» l’informazione, dando ad essa orizzonti
e incisivita’ rispondenti ai bisogni informativi propri della realta’
attuale.
20. Nel contempo e’ necessario uno specifico e rinnovato impegno
della concessionaria pubblica nel fornire un’adeguata informazione ai
cittadini italiani residenti all’estero, assicurando loro, oltre la
comunicazione politica nei periodi interessati da campagne elettorali
e referendarie, un’informazione costante, connotata da caratteri di
qualita’ e innovazione, sulla realta’ in divenire, sull’evoluzione
della societa’ italiana e della sua cultura e sulla realta’ economica
italiana.
21. Il miglioramento della qualita’ dell’informazione va
perseguito in primo luogo sul terreno del rispetto dei principi di
completezza e correttezza, obiettivita’, lealta’, imparzialita’,
pluralita’ dei punti di vista e osservanza del contraddittorio, da
raggiungere prioritariamente nelle trasmissioni di informazione
quotidiana e nelle trasmissioni di approfondimento, data la rilevanza
che esse assumono nella formazione dell’opinione pubblica.
22. La qualita’ dell’ informazione costituisce un imprescindibile
presidio di pluralismo, completezza e obiettivita’. La concessionaria
pubblica, pur muovendo da una regolamentazione legislativa comune a
tutte le emittenti e fornitori di contenuti che considera l’attivita’
di informazione radiotelevisiva come un servizio di interesse
generale, ha a tal riguardo un compito piu’ caratterizzato. La Rai,
infatti, e’ soggetta ad un concetto di pluralismo piu’ stringente, in
considerazione dei particolari obblighi connessi alla prestazione di
un pubblico servizio sostenuto da risorse pubbliche e del vasto
numero di soggetti raggiunti dalle sue trasmissioni.
Cio’ esige un’applicazione attenta della deontologia
professionale del giornalista, la cui funzione viene oggi accresciuta
per la necessita’ di approfondire e mettere a fuoco l’informazione,
coniugando il principio di liberta’ con quello di responsabilita’,
nel rispetto della dignita’ della persona, rendendo imprescindibile
la funzione di garanzia della qualita’ dell’informazione da parte dei
giornalisti del servizio pubblico radiotelevisivo.
23. Per tale motivo le trasmissioni di informazione diffuse dalla
concessionaria devono essere caratterizzate in special modo da canoni
di correttezza, lealta’ e buona fede dell’informazione e devono
essere rispettose dell’identita’ valoriale e ideale del Paese e della
sensibilita’ dei telespettatori; quindi, in ultima analisi, adeguate
ai livelli di responsabilita’ che competono al servizio pubblico
radiotelevisivo. Inoltre la Rai dovrebbe mirare ad un incremento
delle trasmissioni di approfondimento informativo e all’equo
bilanciamento di tali trasmissioni su tutte le tre reti generaliste.
24. Nel Codice Etico della RAI dovra’ essere recepito il Codice
di autoregolamentazione in materia di rappresentazione di vicende
giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive, sottoscritto dalla
Concessionaria il 21 maggio 2009, il Codice «Media e minori» come
ridenominato dal decreto del Presidente della Repubblica 14 maggio
2007, n. 72, il Codice sulle trasmissioni di commento agli
avvenimenti sportivi di cui all’art. 34 del Testo unico della
radiotelevisione, recepito con decreto 21 gennaio 2008, nonche’ un
Codice di buona condotta che contenga previsioni specifiche per i
reality. Il contratto di servizio dovra’ rendere vincolante il
rispetto del Codice etico.
b) qualita’ dei programmi
25. La qualita’ dell’offerta radiotelevisiva deve costituisce un
fine strategico e un tratto distintivo della missione del servizio
pubblico, affinche’ i cittadini possano percepire la corrispondenza
tra il pagamento del canone di abbonamento e la programmazione
diffusa dall’azienda incaricata del servizio pubblico
radiotelevisivo.
26. Per conseguire l’obiettivo di un innalzamento degli standard
qualitativi delle trasmissioni del servizio pubblico radiotelevisivo
la RAI dovra’ assicurare un’offerta complessiva gratuita che sia in
grado di rivolgersi alla societa’ nel suo insieme, tenendo conto
anche delle differenze anagrafiche, culturali, sociali, regionali ed
etniche della popolazione, che rispetti i diritti e la dignita’ delle
persone, la coesione sociale, l’armonico sviluppo fisico, psichico e
morale del minore e la sensibilita’ del pubblico, che promuova la
cultura e valorizzi il patrimonio artistico e ambientale a livello
nazionale e locale.
27. Al fine di rendere concreti tali criteri, la Rai dovra’, in
particolare:
assicurare un’offerta quotidiana articolata e diversificata per
rete/canale, tale da garantire opzioni di scelta delle diverse
trasmissioni finanziate dal canone su ogni rete/canale in ogni fascia
oraria. A tal fine la RAI predispone i palinsesti quotidiani anche
sulla base di criteri atti a determinare un’opportuna rotazione, per
rete/canale e fascia oraria, della programmazione finanziata dal
canone;
garantire la realizzazione di una programmazione articolata e
innovativa, in grado di qualificare il proprio marchio nel contesto
internazionale;
rafforzare il proprio marchio nel contesto nazionale attraverso
una piu’ evidente caratterizzazione qualitativa dell’offerta di
servizio pubblico. L’appiattimento dei generi televisivi causato
dalla rincorsa all’audience, fenomeno che non ha eguali negli altri
Paesi europei, ha infatti portato negli anni alla perdita di alcuni
generi tipici del servizio pubblico radiotelevisivo e a un generale
appiattimento delle trasmissioni su un livello di corrivita’. Per
invertire tale tendenza va favorita da parte della concessionaria la
trasmissione di programmi che per lo piu’ non rientrano nell’offerta
delle emittenti commerciali, anche attraverso la predisposizione di
un piano strategico per il recupero dei generi culturali di
«nicchia», compresi il teatro, la musica sinfonica, la lirica, nelle
tre reti generaliste, diversificando e segmentando l’audience, e
connotando anche i generi di piu’ largo consumo, quali fiction ed
intrattenimento, da caratteri di qualita’, innovativita’ e
originalita’;
cio’ e’ necessario anche in relazione alla tendenza sempre piu’
accentuata verso l’interattivita’ delle trasmissioni televisive, che
induce i telespettatori ad una selezione piu’ mirata ancorche’ di
meno diffusa fruizione. E’ questa, invero, la tendenza della quale la
televisione generalista deve tener conto per evitare ch’essa trovi
soddisfazione solo nei canali a pagamento , accessibili solo dagli
abbienti, lasciando a se stessa prevalentemente la parte inerte della
programmazione;
improntare, nel rispetto dei diritti e della dignita’ della
persona e dei minori, i contenuti della propria programmazione a
criteri di decoro, buon gusto e assenza di volgarita’, anche
rispettando le limitazioni di orario previste a tutela dei minori
dalla legislazione vigente.
2) Sistema di valutazione della qualita’ dell’offerta
28. La realizzazione di un sistema di valutazione della qualita’
dell’offerta basato su una duplice attivita’ di monitoraggio (una
relativa alla «corporate reputation» dell’azienda e una relativa alla
qualita’ dei singoli programmi) rimane un obiettivo prioritario che
la concessionaria pubblica e’ tenuta a realizzare.
29. La diffusione di un’analisi di qualita’ dei programmi, con
finalita’ ben distinte dalla rilevazione degli indici di ascolto,
contribuisce a rendere piu’ evidente la connotazione del servizio
pubblico radiotelevisivo e a far si’ che la relativa programmazione
corrisponda sempre piu’ alle domande e alle attese degli abbonati al
servizio pubblico radiotelevisivo, coniugando audience e qualita’.
30. L’implementazione di un sistema di valutazione della qualita’
dell’offerta deve impegnare la Rai in maniera adeguata ed effettiva,
anche sotto il profilo di un corrispondente finanziamento mediante
l’utilizzazione di parte delle risorse derivanti dal canone di
abbonamento, sia in considerazione dell’influenza del servizio
pubblico radiotelevisivo sugli stili di vita e sui modelli
relazionali e culturali della societa’, sia per rispettare pienamente
l’art. 48, comma 1, del decreto legislativo n. 177/2005, secondo il
quale la verifica dell’effettiva prestazione del servizio pubblico
deve poter tenere conto «dei parametri di qualita’ del servizio e
degli indici di soddisfazione degli utenti definiti nel contratto
..[di servizio]».
31. Il sistema di valutazione della qualita’ dell’offerta dovra’
essere realizzato sulla base degli appositi indicatori previsti dal
contratto di servizio e dovra’ essere sottoposto alla vigilanza di un
Comitato composto da esperti particolarmente qualificati nella
materia, scelti dall’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni
d’intesa con il Ministero e nominati dalla RAI, entro tre mesi
dall’entrata in vigore del contratto di servizio. Il predetto
Comitato dovra’ essere dotato dei mezzi organizzativi necessari per
svolgere il suo compito. I risultati delle rilevazioni periodiche
dovranno essere rese pubbliche dall’azienda nelle forme stabilite dal
contratto di servizio. La Rai consultera’, periodicamente, le
associazioni dei consumatori sul grado di soddisfazione degli utenti.
32. Il contratto di servizio dovra’ fissare precisi obblighi di
rendicontazione trimestrali da parte della concessionaria alle
autorita’ incaricate della vigilanza sul rispetto degli obblighi di
pubblico servizio, sullo sviluppo del sistema di valutazione della
qualita’ dell’offerta e sui risultati conseguiti.
3) Generi di servizio pubblico finanziati dal canone
33. Al fine di rendere verificabile l’offerta di servizio
pubblico il contratto di servizio dovra’ chiaramente definire le
classi dei programmi televisivi e radiofonici finanziati dal canone,
nonche’ i relativi tempi minimi da attribuire a ciascun genere di
servizio pubblico, tenendo conto almeno delle seguenti tipologie di
generi:
1. Informazione politica, economica, culturale e di attualita’
nazionale ed internazionale, compresa quella di approfondimento;
informazione sportiva; eventi di carattere nazionale ed
internazionale; informazione locale.
2. Educazione e formazione con trasmissioni improntate alla
diffusione della cultura scientifica e umanistica, alla conoscenza
delle lingue straniere, alla alfabetizzazione informatica, alla
formazione artistica e musicale e alla didattica, compresa
l’educazione a distanza;
3. Promozione culturale, italiana ed europea, con maggior
valorizzazione delle opere teatrali, documentaristiche,
cinematografiche, televisive e musicali di qualita’, con particolare
riguardo a quelle realizzate dai produttori indipendenti, nel
rispetto della regolamentazione in materia di quote europee e di
diritti residuali adottata dall’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni;
4. Comunicazione sociale con trasmissioni dedicate a tematiche
che trattino i bisogni della collettivita’; trasmissioni incentrate
su specifiche fasce deboli; trasmissioni che abbiano riguardo
all’ambiente, alla salute, alla qualita’ della vita, ai diritti e
doveri civici, allo sport sociale, ai disabili, agli anziani,
assegnando adeguati spazi alle associazioni e ai movimenti della
societa’ civile, ai gruppi etnici e linguistici presenti in Italia;
trasmissioni che abbiano riguardo al mondo del lavoro; trasmissioni
per l’informazione dei consumatori;
5. Trasmissioni per i minori, con programmi dedicati ai bambini
(con speciale avvertenza per la fascia da 0 a 3 anni), agli
adolescenti e ai giovani, che abbiano finalita’ formative,
informative e di intrattenimento.
34. Alla luce della necessita’ affermata dalla Commissione
europea che gli obblighi di servizio pubblico siano quanto piu’
possibile espliciti, e che nell’assolvimento dei medesimi ci sia un
controllo da parte di un’autorita’ esterna, le classi di programmi
dovranno essere definite in maniera chiara e dettagliata in relazione
al contenuto, in modo da evitare ogni incertezza classificatoria.
35. Agli stessi fini, la RAI individua i programmi imputabili
all’aggregato contabile c.d. «A» al quale vengono attribuite le voci
dei costi e dei ricavi relative alle attivita’ di produzione e di
programmazione riconducibili al servizio pubblico, e i programmi
imputabili all’aggregato contabile c.d. «B», al quale vengono
attribuite le voci dei costi e dei ricavi relative alle attivita’ di
produzione, programmazione e vendita con finalita’ commerciali. I due
distinti elenchi sono trasmessi all’Autorita’ e al Ministero
unitamente ai conti annuali separati.
36. Inoltre, la Rai mettera’ a disposizione dell’Autorita’ e del
Ministero concedente ogni informazione ritenuta utile per
l’espletamento della vigilanza, in particolare con riferimento alla
qualita’ della programmazione.
4) Sviluppo delle nuove tecnologie
37. La definizione del nuovo mandato di servizio pubblico deve
riflettere lo sviluppo e la diversificazione dell’era digitale,
continuando a mantenere le caratteristiche di servizio universale ed
estendendo il piu’ possibile alla popolazione i vantaggi dei nuovi
servizi audiovisivi e di informazione. Il servizio pubblico ha
l’obbligo di farsi promotore dei benefici prodotti dalle tecnologie
emergenti, accelerando attraverso la comunicazione l’educazione
informatica necessaria per la loro fruizione. In tale ambito la Rai
dovra’ dotarsi tempestivamente delle tecnologie occorrenti attraverso
l’utilizzazione di parte delle risorse derivanti dal canone di
abbonamento e assolvere ai compiti di seguito elencati.
38. Il progressivo spegnimento del segnale analogico per aree
tecniche omogenee (switch-off regionali) ha avuto e avra’ ricadute
inevitabili sulla popolazione. Al fine di ridurne l’impatto, la Rai
dovra’ adeguatamente coinvolgere gli utenti di volta in volta
interessati dalla transizione fornendo ogni opportuna conoscenza
sulle modalita’ del processo in atto e sugli eventuali, momentanei,
disservizi ed offrendo assistenza ai propri abbonati anche attraverso
servizi di call center e numeri verdi gratuiti.
39. Con riferimento alla diffusione della programmazione
televisiva, la Rai e’ tenuta a far si’ che nella fase di passaggio
dalle trasmissioni in tecnologia analogica a quella digitale l’intera
programmazione delle reti generaliste gia’ irradiate sulla rete
terrestre analogica sia visibile su tutte le piattaforme
tecnologiche.
40. In considerazione della necessita’ di assicurare una
copertura integrale della popolazione, con tutte le possibilita’
offerte dalle varie piattaforme distributive, la Rai si adoperera’
per limitare al massimo il criptaggio delle trasmissioni di servizio
pubblico diffuse in simulcast via satellite per consentire in forma
gratuita l’accesso all’intera programmazione diffusa dalle reti
generaliste e trasmessa in simulcast via satellite. Il contratto di
servizio prevedera’ opportune facilitazioni della visione dei
programmi di servizio pubblico alle comunita’ italiane residenti
dall’estero.
41. Poiche’ un’anticipazione della data dello spegnimento finale
del segnale analogico produrrebbe effetti positivi sia in termini di
riduzione dei costi della transizione sia, soprattutto, in termini di
riduzione del divide tra le aree territoriali all digital e quelle
destinate a passare al digitale per ultime, la Rai verifichera’ la
possibilita’ di accelerare il processo di transizione.
42. In considerazione della redistribuzione degli ascolti
prodotta dal passaggio all’ambiente multicanale digitale, che risulta
contrassegnata innanzitutto dalla contrazione delle reti generaliste
e dallo sviluppo delle altre reti, la programmazione finanziata dal
canone dovra’ essere presente in chiaro anche sui canali non
generalisti, secondo la percentuale che verra’ fissata dal contratto
di servizio.
43. La Rai dovra’ inoltre arricchire la propria offerta anche
attraverso la sperimentazione di nuovi formati di trasmissione
adottando, al riguardo, scelte strategiche conformi a quelle delle
migliori televisioni pubbliche europee. In particolare, la Rai sara’
tenuta ad avviare progressivamente la trasmissione di tre programmi
in Alta Definizione (HD) , a sperimentare le nuove evoluzioni dello
standard DVB-T, quali il DVB-T2, e a sviluppare concretamente le
trasmissioni in DVB-H, secondo un articolato progetto stabilito dal
contratto di servizio.
44. La Rai dovra’ ampliare l’utilizzo di Internet come
piattaforma di comunicazione realizzando contenuti e applicazioni
dedicate all’ambiente internet e valorizzando le libraries esistenti.
La Rai realizzera’ una piattaforma dedicata alla Web Tv.
45. La Rai dovra’ sviluppare concretamente le trasmissioni
radiofoniche in tecnica digitale secondo i nuovi standard trasmissivi
che costituiscono l’evoluzione del DAB, nel rispetto della
regolamentazione adottata dall’Autorita’ per le garanzie nelle
comunicazioni, cooperando attivamente per lo sviluppo di mercato
della radio digitale nel rispetto del principio di neutralita’
tecnologica e competitiva.
46. La Rai dovra’, inoltre, implementare le attuali trasmissioni
relative a servizi di pubblica utilita’, in maniera incrementale
rispetto al contratto di servizio 2007-2009, sperimentando anche
modalita’ innovative di controllo del traffico sulle reti
autostradali e sulle principali vie di comunicazione, e sviluppando
appositi spazi per informazioni relative alla protezione civile,
mantenendo il canale Isoradio privo di pubblicita’.
5) Neutralita’ competitiva
47. Secondo gli indirizzi della Commissione europea in materia di
aiuti di stato, le emittenti di servizio pubblico devono essere in
grado di utilizzare le possibilita’ offerte dalla digitalizzazione e
dalla diversificazione delle piattaforme di distribuzione «su base
tecnologica neutra, a vantaggio della societa’».
48. Fatto salvo quanto previsto ai punti 39 e 40, la Rai potra’
consentire la messa a disposizione della propria programmazione di
servizio pubblico finanziata dal canone a tutte le piattaforme
commerciali che ne faranno richiesta nell’ambito di negoziazioni
eque, trasparenti e non discriminatorie, e sulla base di condizioni
verificate dalle Autorita’ competenti.
6) Quote europee e produzione indipendente
49. Al fine di favorire l’industria nazionale audiovisiva e le
capacita’ produttive, imprenditoriali e culturali la Rai destina alle
opere europee e dei produttori indipendenti le quote di emissione e
di investimento stabilite dalla legge per la concessionaria del
servizio pubblico radiotelevisivo, secondo le modalita’ e nel
rispetto di quanto previsto dalla delibera dell’Autorita’ n.
66/09/CONS del 13 febbraio 2009, e successive modificazioni.
50. La Rai e’ tenuta altresi’ al rispetto della regolamentazione
in materia di criteri di attribuzione di quote di diritti residuali
derivanti dalla limitazione temporale dei diritti di utilizzazione
televisiva acquisiti dagli operatori radiotelevisivi, adottata
dall’Autorita’ con delibera n. 60/09/CSP del 22 aprile 2009.
51. Il contratto di servizio stabilisce, nel rispetto della quota
non inferiore al 15 per cento dei ricavi complessivi annui derivanti
dagli abbonamenti relativi all’offerta radiotelevisiva nonche’ dai
ricavi pubblicitari connessi alla stessa, al netto degli introiti
derivanti da convenzioni con la pubblica amministrazione e dalla
vendita di beni e di servizi, la percentuale da destinare ai diversi
generi audiovisivi, compresi le opere cinematografiche, i prodotti di
fiction, i cartoni animati, i documentari e i generi di alta qualita’
culturale, stabilendo altresi’ la riserva, non inferiore al venti per
cento della quota suddetta, da destinare alla produzione, al
finanziamento, al pre-acquisto e all’acquisto di opere
cinematografiche di espressione originale italiana, ovunque prodotte
e la riserva, non inferiore al cinque per cento, da destinare a opere
di animazione appositamente prodotte per la formazione dell’infanzia.
52. La Rai istituisce un sistema interno di monitoraggio per la
verifica del rispetto delle quote di emissione e di investimento e
rende noto, per ciascun anno di vigenza del contratto di servizio,
all’Autorita’ e al Ministero, i dati preventivi e consuntivi di
bilancio relativi agli investimenti in prodotti audiovisivi italiani
ed europei, suddivisi e distinti per ciascuno dei generi individuati
nel punto che precede.
53. Al fine di favorire la crescita del sistema industriale
nazionale la Rai promuove forme di coproduzioni tra produttori
indipendenti italiani ed europei .
7) Minori
54. La Rai persegue la tutela dei minori, non solo nelle fasce
orarie espressamente dedicate a questi ultimi dalle ore 16 alle ore
20, ma in tutta la programmazione destinata ad una visione familiare
compresa tra le ore 7 e le ore 22,30, evitando la messa in onda di
programmi contenenti scene di violenza gratuita o episodi che possano
creare loro turbamento, nello scrupoloso rispetto della normativa
primaria e secondaria vigente, ivi comprese le disposizioni stabilite
dal Codice di autoregolamentazione TV e minori.
55. La Rai dovra’ armonizzare il sistema di segnaletica
attualmente in uso con un sistema di segnaletica della propria
programmazione relativa ai film, alla fiction, ai cartoni animati e
all’intrattenimento basato sulle seguenti fasce di visione:
programmi per tutti;
sconsigliato ai minori di anni 12 (-12);
sconsigliato ai minori di anni 16 (-16);
previa consultazione con l’Autorita’ e con il Comitato «media e
minori». Il nuovo sistema di segnalazione e’ avviato entro sei mesi
dall’entrata in vigore del contratto di servizio.
Resta fermo quanto previsto dall’art. 34, commi 1 e 2, del
decreto legislativo n. 177 del 2005, in ordine alla trasmissione di
film vietati ai minori di anni 14 e di film ai quali sia stato negato
il nulla osta per la proiezione o la rappresentazione al pubblico
oppure siano vietati ai minori di anni 18.
56. La Rai garantisce che le trasmissioni per i minori siano
collocate nei palinsesti quotidiani tenendo conto della distribuzione
dell’audience relativa ai minori nelle diverse fasce orarie e destina
una quota specifica di tale programmazione, fissata dal contratto di
servizio, alla fascia protetta dalle ore 16.00 alle ore 20.00. Ai
fini della corretta determinazione della quota di programmazione
destinata ai minori, i programmi il cui target di riferimento e’
costituito dai minori, non saranno inclusi in altre classificazioni.
57. La Rai rende noto all’Autorita’ e al Ministero, con cadenza
annuale, la quota di programmazione destinata ai minori.
8) Iniziative per le persone con disabilita’ sensoriali
58. La Rai dovra’ adottare tutte le misure idonee a garantire la
ricezione da parte dei cittadini con disabilita’ sensoriali dei
programmi radiotelevisivi, con riferimento a tutti i generi della
programmazione, compresa l’informazione, nazionale e locale, e
l’approfondimento informativo. A tal fine il contratto di servizio
dovra’ prevedere un congruo incremento delle misure attualmente
fissate, fissando altresi’ la tempistica di realizzazione di ciascuna
di esse.
59. La Rai dovra’ rendere pubblico, annualmente, il programma di
implementazione delle misure fissate dal contratto di servizio e
segnalare sul proprio sito Internet le modalita’ di fruizione dei
programmi per i non udenti e per i non vedenti.
9) Trasparenza nella comunicazione esterna e nella gestione
economico-finanziaria del servizio pubblico
60. La Rai e’ tenuta a migliorare la comunicazione esterna, in
particolare, verso gli abbonati del servizio pubblico e verso gli
stakeholders, al fine di garantire la completa trasparenza delle
politiche di erogazione del servizio pubblico radiotelevisivo e di
utilizzo del canone di abbonamento.
61. Al fine di migliorare la trasparenza nella gestione
economico-finanziaria del servizio pubblico, la RAI provvedera’ a
fornire adeguata comunicazione, anche attraverso il proprio sito web,
circa le percentuali di allocazione del contributo pubblico
risultante dal canone di abbonamento alla radiotelevisione tra le
principali voci connesse all’adempimento dei compiti di servizio
pubblico, quali:
a) programmazione televisiva di servizio pubblico;
b) programmazione radiofonica di servizio pubblico;
c) sistema di valutazione della qualita’ dell’offerta;
d) sviluppo delle nuove tecnologie;
e) quote europee e produttori indipendenti:
f) minori;
g) iniziative per le persone con disabilita’ sensoriali.
10) Verifica dell’adempimento dei compiti di servizio pubblico
62. L’Autorita’ verifica che il servizio pubblico generale
radiotelevisivo venga effettivamente prestato dalla RAI ai sensi
delle disposizioni di cui al testo unico, del contratto nazionale di
servizio e degli specifici contratti conclusi con le regioni e con le
province autonome di Trento e di Bolzano, tenendo conto anche dei
parametri di qualita’ del servizio e degli indici di soddisfazione
degli utenti definiti nel contratto stesso.
63. L’Autorita’ vigila sul rispetto, da parte della RAI, degli
indirizzi impartiti dalla Commissione parlamentare per l’indirizzo
generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi.
64. La RAI trasmette, con cadenza semestrale, all’Autorita’ e al
Ministero una relazione contenente una dettagliata informativa
relativa alla programmazione trasmessa e a tutti gli adempimenti
posti in essere per il rispetto degli obblighi di cui al comma 1.
65. L’Autorita’ da’ conto dei risultati del controllo
sull’adempimento dei compiti del servizio pubblico generale
radiotelevisivo nella relazione annuale al Parlamento.

(1) Progetto di comunicazione della Commissione relativa
all’applicazione delle norme sugli aiuti di Stato al servizio
pubblico radiotelevisivo.

AUTORITA’ PER LE GARANZIE NELLE COMUNICAZIONI – DELIBERAZIONE 12 novembre 2009

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