AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell'art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55 - Geologi.info | Geologi.info

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell’art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55

AUTORITA' PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI - DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell'art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55 - Facolta' di controllo esercitabili dalla stazione appaltante. (Determinazione n. 6/2003). (GU n. 77 del 2-4-2003)

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI

DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003

Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell’art.
18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55 – Facolta’ di
controllo esercitabili dalla stazione appaltante. (Determinazione n.
6/2003).

IL CONSIGLIO

Considerato in fatto.
Ad opera di diverse amministrazioni sono pervenute a questa
Autorita’ numerose richieste di parere, incentrate sulla disciplina e
sugli adempimenti che le stazioni appaltanti devono adottare in
relazione agli affidamenti di sub-contratti che non possano
classificarsi come subappalti, nell’accezione fornita dall’art. 18,
comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55, come modificato dalla
legge 18 novembre 1998, n. 415, e dalla legge 1 agosto 2002, n. 166.
Su tale aspetto anche l’ANCE il 14 febbraio 2003 ha inviato una
nota. In particolare ha richiesto un chiarimento sull’ultimo periodo
del punto N) della determinazione 16 ottobre 2002, n. 27, che a suo
parere si presta ad una interpretazione errata. Puo’, infatti,
ritenersi che sono da considerarsi contratti similari anche quelli di
importo inferiore al 2% del contratto o a 100.000 euro e cio’ in
contrasto con l’art. 18, comma 12, della legge n. 55/1990 e
successive modificazioni.
Gli interrogativi prospettati concernono sostanzialmente le
seguenti problematiche principali:
1) facolta’ di controllo che possono e/o devono essere attribuite
alla stazione appaltante in materia di sub-affidamenti non soggetti a
regime autorizzatorio;
2) ricadute sulla gestione operativa dell’appalto (ad esempio, in
materia di piani di sicurezza e di rispetto degli obblighi
previdenziali ed assistenziali), conseguenti al ricorso, da parte
dell’aggiudicatario, a ripetuti sub-contratti non qualificabili come
subappalti.
Le incertezze rappresentate riguardano, ad esempio, l’esistenza di
un limite numerico o economico nel ricorso a tali affidamenti, la
documentazione che la stazione appaltante deve acquisire ed i
controlli che deve operare, la necessita’ di una precisa
corrispondenza tra l’oggetto del sub-contratto e le lavorazioni
riportate nel computo metrico, gli effetti delle possibili
interferenze tra soggetti appartenenti a distinte realta’
imprenditoriali (non contemplate in sede di redazione del piano di
sicurezza e coordinamento o del piano operativo presentato
dall’aggiudicatario nei termini di cui all’art. 31 della legge 14
febbraio 1994 e successive modificazioni).
Considerato che i quesiti prospettati concernono problematiche di
carattere generale e che, in materia di subappalto, l’art. 7, comma 3
della legge n. 166/2002 ha variato l’art. 18, comma 9 della legge n.
55/1990 e successive modificazioni, si ritiene opportuno un
intervento chiarificatore da parte di questa Autorita’, richiamando
peraltro alcuni dei precedenti avvisi contenuti nelle determinazioni
del 22 maggio 2001, n. 12, e del 16 ottobre 2002, n. 27.

Considerato in diritto.
Prima di esaminare la portata delle variazioni introdotte dalla
legge n. 166/2002, appare opportuno richiamare il contenuto dell’art.
18, comma 12, della legge n. 55/1990 e successive modificazioni,
laddove si chiarisce che “ai fini del presente articolo e’
considerato subappalto qualsiasi contratto avente ad oggetto
attivita’ ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera,
quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo, se
singolarmente di importo superiore al 2 per cento dell’importo dei
lavori affidati o di importo superiore a 100.000 ecu e qualora
l’incidenza del costo della manodopera e del personale sia superiore
al 50 per cento dell’importo del contratto da affidare”.
A questa disposizione si e’ ricollegato l’art. 141, comma 5, del
decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554, per
precisare che “le attivita’ ovunque espletate ai sensi dell’art. 18,
comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55, sono quelle poste in
essere nel cantiere cui si riferisce l’appalto”.
Il testo del suddetto comma 12 si e’ tuttavia prestato alla
seguente duplice interpretazione, per quanto concerne l’estensione
dell’ambito applicativo:
1) qualsiasi sub-affidamento di valore contenuto entro le soglie
(percentuali o in valore assoluto) indicate dalla legge n. 55/1990 e
seguenti modifiche non va considerato subappalto e non e’ quindi
sottoposto al regime di autorizzazione;
2) i soli sub-affidamenti relativi a prestazioni non
qualificabili come lavori sono sottratti alla disciplina che regola
il subappalto, purche’ di incidenza inferiore alle predette soglie.
Nella prima delle due interpretazioni, che e’ risultata in questi
anni ampiamente condivisa dalle stazioni appaltanti e dalle imprese
appaltatrici, tutti i sub-contratti per i quali non sussisteva la
concorrenza delle condizioni anzidette erano svincolati dalla
disciplina autorizzatoria del subappalto, descritta nell’art. 18,
commi 3, 4, 6, 7, 8 e 9 della legge n. 55/1990 e successive
modificazioni, risultando unicamente necessario l’obbligo di
comunicazione alla stazione appaltante, ai sensi dell’ultimo periodo
del comma 12 del predetto articolo.
Riferendosi invece alla seconda interpretazione, va richiamato qui
quanto gia’ affermato da questa Autorita’ nella determinazione n.
12/2001, laddove si specificava che mentre i commi da uno ad undici
ed i commi 13 e 14 dell’art. 18 della legge n. 55/1990 e successive
modificazioni “contengono le disposizioni da applicarsi per il
subappalto delle prestazioni che sono qualificate come lavori”, il
comma 12 “opera una definizione legale del subappalto”, estendendo le
garanzie previste per i lavori a quei “sub-contratti relativi a
prestazioni che non sono lavori ma prevedono l’impiego di mano
d’opera, come quelli di fornitura con posa in opera e di nolo a
caldo”, nel caso in cui tali sub-contratti avessero assunto
un’incidenza percentuale superiore a quella precisata nella norma ed
un costo della mano d’opera, espletata in cantiere, superiore al 50%
dell’importo del sub-contratto.
Come appare evidente, fra le due interpretazioni possibili della
norma in questione vi era spazio per una divergenza sostanziale,
concernente l’estensione (o meno) della disciplina autorizzatoria al
singolo subappalto di lavori, se di importo complessivo non superiore
alle soglie percentuali indicate dalla legge.
A fronte di questo possibile duplice quadro interpretativo, con
l’entrata in vigore della legge n. 166/2002, pubblicata nel
supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 181 del 3 agosto
2002, e’ intervenuta una significativa innovazione nella suddetta
materia, stante il tenore dell’art. 7, comma 3, che introduce una
variazione all’art. 18, comma 9 della legge n. 55/1990 e successive
modificazioni, sotto forma di aggiunta del seguente periodo: “Per i
subappalti o cottimi di importo inferiore al 2 per cento dell’importo
dei lavori affidato o di importo inferiore a 100.00 euro, i termini
per il rilascio dell’autorizzazione da parte della stazione
appaltante sono ridotti della meta’”.
Va inoltre aggiunto che tale variazione non e’ stata accompagnata
da alcuna modifica del successivo comma 12 del medesimo art. 18, il
quale sottrae alla definizione stessa di subappalto (e quindi al
regime di autorizzazione) “qualsiasi contratto avente ad oggetto
attivita’ ovunque espletate che richiedono l’impiego di manodopera,
quali le forniture con posa in opera e i noli a caldo”, purche’ di
incidenza non superiore al 2% dell’importo dei lavori affidati o, in
valore assoluto, a 100.000 euro, oppure, qualora di incidenza
superiore a tali soglie, il peso della mano d’opera sia non superiore
al 50% dell’importo totale del contratto.
Prescindendo dal congetturare eventuali antitesi contenute nel
testo di legge o dall’invocare l’implicita abrogazione di una norma
precedente, resa incompatibile per effetto di quella sopravvenuta,
deve invece trarsi dalle considerazioni esposte un convincimento
rafforzato circa la validita’ di quanto ritenuto nella citata
determinazione n. 12/2001, che e’ stato poi ulteriormente ribadito al
punto N) della recente determinazione n. 27/2002, recante “Prime
indicazioni sulla applicazione della legge 1 agosto 2002, n. 166”.
In quest’ultima pronuncia, rispondendo ad un quesito circa il
rapporto fra i commi 9 e 12 della legge n. 55/1990 e successive
modificazioni, per effetto della disposizione inserita dall’art. 7,
comma 3, della legge n. 166/2002, e’ stato ribadito che il comma 12
riguarda i cosiddetti contratti similari (cioe’ quei sub-affidamenti
relativi a prestazioni che non sono lavori ma prevedono l’impiego di
mano d’opera, come nel caso della fornitura con posa in opera e dei
noli a caldo), in relazione ai quali vengono stabilite le soglie
economiche per considerarli equiparati ai subappalti di lavori ed
assoggettarli, conseguentemente, alla medesima disciplina.
Si e’ affermato percio’ che “la nuova disciplina riguarda
esclusivamente il subappalto o i cottimi relativi alle prestazioni da
qualificarsi come lavori e, quindi, nessuna variazione e’ stata
apportata alle disposizioni in materia dei cosiddetti contratti
similari”.
In definitiva, per effetto dell’innovazione introdotta dal
legislatore, l’unica interpretazione logica della norma in questione
porta a ritenere, oltre ogni ragionevole dubbio, che devono essere
soggetti al regime di autorizzazione tutti i subappalti di lavori,
senza alcun discrimine …

[Continua nel file zip allegato]

AUTORITA’ PER LA VIGILANZA SUI LAVORI PUBBLICI – DETERMINAZIONE 27 febbraio 2003: Sub-affidamenti non qualificabili come subappalti, ai sensi dell’art. 18, comma 12, della legge 19 marzo 1990, n. 55

Geologi.info