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DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 dicembre 2004: ...

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 dicembre 2004: Indirizzi per la predisposizione delle direttive generali dei Ministri per l'attivita' amministrativa e la gestione. (GU n. 26 del 2-2-2005)

DIRETTIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 27 dicembre 2004

Indirizzi per la predisposizione delle direttive generali dei
Ministri per l’attivita’ amministrativa e la gestione.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5 della legge 23 agosto 1988, n. 400, recante
«Disciplina dell’attivita’ di Governo e ordinamento della Presidenza
del Consiglio dei Ministri»;
Visto il decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, recante «Norme
generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle
amministrazioni pubbliche, ed in particolare gli articoli 4 e 14»;
Vista la legge 15 luglio 2002, n. 145, recante «Disposizioni per il
riordino della dirigenza statale e per favorire lo scambio di
esperienze e l’integrazione tra pubblico e privato»;
Visto il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286, recante
«Riordino e potenziamento dei meccanismi e strumenti di monitoraggio
e valutazione dei costi, dei rendimenti e dei risultati
dell’attivita’ svolta dalle amministrazioni pubbliche, a norma
dell’art. 11 della legge 15 marzo 1997, n. 59»;
Visti i contratti collettivi nazionali di lavoro del personale del
comparto dirigenza-area I, sottoscritti il 5 aprile 2001 e, in
particolare, l’art. 35 del contratto per il quadriennio 1998-2001;
Viste le direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri del
15 novembre 2001 e dell’8 novembre 2002, recanti indirizzi per la
predisposizione delle direttive generali dei Ministri sull’attivita’
amministrativa e sulla gestione per gli anni 2002 e 2003;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del
4 febbraio 2003 recante «Indirizzi per il monitoraggio dello stato di
attuazione del programma di Governo»;
Visto il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
28 agosto 2003 recante «Delega di funzioni del Presidente del
Consiglio dei Ministri in materia di attuazione del programma di
Governo, al Ministro senza portafoglio on. dott. Claudio Scajola»;
Vista la direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del
23 dicembre 2004 recante «Indirizzi per garantire la coerenza
programmatica dell’azione di Governo»;
Ritenuta la necessita’ di definire ulteriori indirizzi volti ad
armonizzare i processi di programmazione strategica e di
programmazione finanziaria e a migliorare il funzionamento dei
controlli interni;

E m a n a

la seguente direttiva:

Indirizzi per la predisposizione delle direttive
generali dei ministri per l’attivita’
amministrativa e la gestione

Premessa.

Nel 2003 si sono registrati apprezzabili miglioramenti sia nei
processi di programmazione strategica, sia nel funzionamento dei
sistemi di controllo interno.
I progressi della programmazione strategica hanno riguardato la
definizione delle priorita’ politiche, la riduzione del numero di
obiettivi, la scansione del processo di programmazione in tre fasi
(discendente, ascendente, di consolidamento), l’adozione di una
terminologia uniforme, la messa a punto di sistemi di monitoraggio.
Segni di positiva evoluzione sono stati riscontrati anche nel
sistema di controllo, con riguardo al rapporto tra Ministro e
servizio di controllo interno e, soprattutto, al controllo di
gestione, dove esistono oggi «buone pratiche» che utilmente possono
essere trasferite ad altre amministrazioni.
Permangono tuttavia non irrilevanti margini di miglioramento che
rendono necessaria la definizione di ulteriori indirizzi per la
predisposizione delle direttive generali per l’attivita’
amministrativa e la gestione che i Ministri, annualmente, devono
emanare ai sensi dell’art. 14, comma 1, del decreto legislativo
30 marzo 2001, n. 165.

1. Il processo di programmazione strategica.

Nelle Amministrazioni dello Stato il processo di programmazione ha
l’obiettivo di organizzare in modo efficace ed efficiente il
complesso delle attivita’ finalizzate a definire l’indirizzo politico
e ad attuarlo mediante concreti atti e comportamenti amministrativi.
Il processo di programmazione si ispira ai seguenti principi:
1) miglioramento della qualita’ dei servizi resi
dall’Amministrazione ai cittadini ed alle imprese;
2) interazione tra Ministro, dirigenza e servizio di controllo
interno;
3) coerenza tra programmazione strategica e programmazione di
Governo;
4) coerenza tra programmazione finanziaria e programmazione
strategica;
5) conformita’ della programmazione finanziaria e strategica ai
vincoli derivanti dall’appartenenza dell’Italia all’Unione europea;
6) congruenza tra programmazione strategica e quadro delle
missioni istituzionali affidate dalla legge all’Amministrazione;
7) rispondenza della programmazione strategica all’assetto
organizzativo e gestionale;
8) continuita’ nel tempo del processo di programmazione;
9) ottica, tendenzialmente, pluriennale della programmazione
strategica;
10) coerenza tra obiettivi comuni a diverse amministrazioni;
11) coerenza interna della struttura degli obiettivi;
12) predeterminazione, in sede di direttiva annuale, dei
meccanismi e degli strumenti di misurazione e monitoraggio;
13) attivazione di sistemi di monitoraggio dell’attuazione della
direttiva annuale;
14) raccordo tra monitoraggio delle direttive ministeriali e
monitoraggio del programma di Governo.
Il processo di programmazione si articola nelle seguenti fasi:
– fissazione delle priorita’ politiche. In coerenza con il
programma di Governo, aggiornato sulla base dei vari documenti
programmatici per renderlo adeguato alle mutate condizioni
socio-economiche del Paese (documento di programmazione
economico-finanziaria, programma di stabilita’ presentato all’Unione
europea, «Patto per l’Italia» e «Accordi» generali tra il Governo e
le parti sociali, decisioni di bilancio, Piani e programmi nazionali
di settore), e tenuto conto, ai fini della ottimizzazione delle
risorse umane e finanziarie, dell’obiettivo di digitalizzazione della
Pubblica Amministrazione, secondo le linee-guida emanate in materia
dal Ministro per l’innovazione e le tecnologie, il Ministro, con
proprio atto di indirizzo, con l’eventuale supporto tecnico del
SECIN, fissa entro il mese di febbraio di ciascun anno, le priorita’
politiche del Ministero.
Questo primo atto di indirizzo costituisce l’impulso del
procedimento di programmazione strategica che si conclude con
l’emanazione della direttiva annuale per l’attivita’ amministrativa e
la gestione.
Esso deve contenere anche i criteri utili per l’allocazione delle
risorse finanziarie, da effettuarsi in sede di formazione dello stato
di previsione del Ministero in conformita’ all’art. 4-bis della legge
5 agosto 1978, n. 468, e successive modificazioni.
In particolare, l’atto di indirizzo deve indicare tutti gli
elementi necessari, richiesti dall’art. 2, comma 4-quater, della
citata legge n. 468, per la redazione della nota preliminare di cui
deve essere corredato ogni stato di previsione del bilancio dello
Stato.
L’atto di indirizzo deve essere comunicato tempestivamente ai
titolari dei centri di responsabilita’ amministrativa («fase
discendente»);
– proposta degli obiettivi strategici. I titolari dei centri di
responsabilita’ amministrativa – eventualmente costituiti in
conferenza permanente, come previsto dall’art. 8, comma 2, del
decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 – elaborano, in
collaborazione con il servizio di controllo interno, una proposta
contenente un numero limitato di obiettivi strategici, su un
orizzonte tendenzialmente triennale, concernenti eventualmente anche
altri Ministeri, destinati a realizzare le priorita’ politiche.
La proposta deve anche scomporre, precisandone la tempificazione,
gli obiettivi strategici in obiettivi operativi che, ove necessario,
dovranno essere tradotti, a cura dei centri di responsabilita’
amministrativa, in programmi di azione ed eventualmente in progetti.
I titolari dei centri di responsabilita’ amministrativa propongono
inoltre obiettivi volti al miglioramento dell’efficacia e
dell’efficienza dell’Amministrazione.
I titolari dei centri di responsabilita’ amministrativa conducono a
termine questa fase, formulando, entro il mese di settembre, le
proprie proposte al Ministro, previa verifica delle risorse umane,
finanziarie, materiali e tecnologiche effettivamente disponibili,
anche alla stregua, per quanto attiene alle risorse finanziarie, dei
dati contenuti nel progetto di bilancio annuale di previsione («fase
ascendente»);
– determinazione definitiva degli obiettivi strategici. Il
Ministro, consolidando le proposte dei titolari dei centri di
responsabilita’ amministrativa, emana la direttiva generale per
l’attivita’ amministrativa e la gestione, con la quale definisce
conclusivamente, nel quadro dei principi generali di parita’ e di
pari opportunita’ previsti dalla legge, le priorita’ politiche
delineate all’inizio, traducendole, sulla base delle risorse allocate
nel bilancio approvato dal Parlamento, in obiettivi strategici delle
unita’ dirigenziali di primo livello, articolati in obiettivi
operativi da raggiungere attraverso programmi di azione e progetti,
recanti l’indicazione delle fasi di realizzazione degli obiettivi,
delle relative scadenze, delle strutture organizzative coinvolte,
delle risorse umane e finanziarie e degli indicatori, coerentemente
con le linee-guida allegate alla …

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