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LEGGE 24 dicembre 2004, n.313: Disciplina dell'apicoltura. (GU n. 306 ...

LEGGE 24 dicembre 2004, n.313: Disciplina dell'apicoltura. (GU n. 306 del 31-12-2004)

LEGGE 24 dicembre 2004, n.313

Disciplina dell’apicoltura.

La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica hanno
approvato;

IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Promulga

la seguente legge:
ART. 1.
(Finalita).

1. La presente legge riconosce l’apicoltura come attivita’ di
interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente
naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale ed e’
finalizzata a garantire l’impollinazione naturale e la biodiversita’
di specie apistiche, con particolare riferimento alla salvaguardia
della razza di ape italiana (Apis mellifera ligustica Spinola) e
delle popolazioni di api autoctone tipiche o delle zone di confine.
2. Le province autonome di Trento e di Bolzano provvedono alle
finalita’ della presente legge nell’ambito delle specifiche
competenze ad esse spettanti ai sensi dello Statuto e delle relative
norme di attuazione.

Avvertenza:

Il testo delle note qui pubblicate e’ stato redatto
dall’amministrazione competente per materia ai sensi
dell’art. 10, comma 3, del testo unico delle disposizioni
sulla promulgazione delle leggi, sull’emanazione dei
decreti del Presidente della Repubblica e sulle
pubblicazioni ufficiali della Repubblica italiana,
approvato con decreto del Presidente della repubblica
28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la
lettura delle disposizioni di legge alle quali e’ operato
il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli
atti legislativi qui trascritti.

ART. 2.
(Definizioni).

1. La conduzione zootecnica delle api, denominata “apicoltura”, e’
considerata a tutti gli effetti attivita’ agricola ai sensi
dell’articolo 2135 del codice civile, anche se non correlata
necessariamente alla gestione del terreno.
2. Sono considerati prodotti agricoli: il miele, la cera d’api, la
pappa reale o gelatina reale, il polline, il propoli, il veleno
d’api, le api e le api regine, l’idromele e l’aceto di miele.
3. Ai fini della presente legge si intende per:
a) arnia: il contenitore per api;
b) alveare: l’arnia contenente una famiglia di api;
c) apiario: un insieme unitario di alveari;
d) postazione: il sito di un apiario;
e) nomadismo: la conduzione dell’allevamento apistico a fini di
incremento produttivo che prevede uno o piu’ spostamenti dell’apiario
nel corso dell’anno.
4. L’uso della denominazione “apicoltura” e’ riservato
esclusivamente alle aziende condotte da apicoltori che esercitano
l’attivita’ di cui al comma 1.

Nota all’art. 2:
– Si riporta il testo vigente dell’art. 2135 del codice
civile:
«Art. 2135 (Imprenditore agricolo). – E’ imprenditore
agricolo chi esercita una delle seguenti attivita’:
coltivazione del fondo, selvicoltura, allevamento di
animali e attivita’ connesse.
Per coltivazione del fondo, per selvicoltura e per
allevamento di animali si intendono le attivita’ dirette
alla cura e allo sviluppo di un ciclo biologico o di una
fase necessaria del ciclo stesso, di carattere vegetale o
animale, che utilizzano o possono utilizzare il fondo, il
bosco o le acque dolci, salmastre o marine.
Si intendono comunque connesse le attivita’, esercitate
dal medesimo imprenditore agricolo, dirette alla
manipolazione, conservazione, trasformazione,
commercializzazione e valorizzazione che abbiano ad oggetto
prodotti ottenuti prevalentemente dalla coltivazione del
fondo o del bosco o dall’allevamento di animali, nonche’ le
attivita’ dirette alla fornitura di beni o servizi mediante
l’utilizzazione prevalente di attrezzature o risorse
dell’azienda normalmente impiegate nell’attivita’ agricola
esercitata, ivi comprese le attivita’ di valorizzazione del
territorio e del patrimonio rurale e forestale, ovvero di
ricezione ed ospitalita’ come definite dalla legge.».

ART. 3.
(Apicoltore e imprenditore apistico).

1. E’ apicoltore chiunque detiene e conduce alveari.
2. E’ imprenditore apistico chiunque detiene e conduce alveari ai
sensi dell’articolo 2135 del codice civile.
3. E’ apicoltore professionista chiunque esercita l’attivita’ di
cui al comma 2 a titolo principale.

Nota all’art. 3:
– Per il testo dell’art. 2135 del codice civile si veda
la nota all’art. 2.

ART. 4.
(Disciplina dell’uso dei fitofarmaci).

1. Al fine di salvaguardare l’azione pronuba delle api, le
regioni, nel rispetto della normativa comunitaria vigente e sulla
base del documento programmatico di cui all’articolo 5, individuano
le limitazioni e i divieti cui sottoporre i trattamenti
antiparassitari con prodotti fitosanitari ed erbicidi tossici per le
api sulle colture arboree, erbacee, ornamentali e spontanee durante
il periodo di fioritura, stabilendo le relative sanzioni.

ART. 5.
(Documento programmatico per il settore apistico).

1. Per la difesa dell’ambiente e delle produzioni agroforestali,
ai fini dell’applicazione del regolamento (CE) n. 1221/97 del
Consiglio, del 25 giugno 1997, e successive modificazioni, e della
legge 23 dicembre 1999, n. 499, e successive modificazioni, il
Ministro delle politiche agricole e forestali, previa intesa in sede
di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le
province autonome di Trento e di Bolzano e previa concertazione con
le organizzazioni professionali agricole rappresentative a livello
nazionale, con le unioni nazionali di associazioni di produttori
apistici riconosciute ai sensi della normativa vigente, con le
organizzazioni nazionali degli apicoltori, con le organizzazioni
cooperative operanti nel settore apistico a livello nazionale e con
le associazioni a tutela dei consumatori, adotta, anche utilizzando
le risorse stanziate dalla presente legge nei limiti
dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 11, un documento
programmatico contenente gli indirizzi e il coordinamento delle
attivita’ per il settore apistico, con particolare riferimento alle
seguenti materie:
a) promozione e tutela dei prodotti apistici italiani e promozione
dei processi di tracciabilita’ ai sensi dell’articolo 18 del decreto
legislativo 18 maggio 2001, n. 228;
b) tutela del miele italiano conformemente alla direttiva
2001/110/CE del Consiglio, del 20 dicembre 2001;
c) valorizzazione dei prodotti con denominazione di origine
protetta e con indicazione geografica protetta, ai sensi dei
regolamenti (CEE) n. 2081/92 e n. 2082/92 del Consiglio, del 14
luglio 1992, e successive modificazioni, nonche’ del miele prodotto
secondo il metodo di produzione biologico, ai sensi del regolamento
(CEE) n. 2092/91 del Consiglio, del 24 giugno 1991, e successive
modificazioni;
d) sostegno delle forme associative di livello nazionale tra
apicoltori e promozione della stipula di accordi professionali;
e) sviluppo dei programmi di ricerca e di sperimentazione
apistica, d’intesa con le organizzazioni apistiche;
f) integrazione tra apicoltura e agricoltura;
g) indicazioni generali sui limiti e divieti cui possono essere
sottoposti i trattamenti antiparassitari con prodotti fitosanitari ed
erbicidi tossici per le api sulle colture arboree, erbacee,
ornamentali, coltivate e spontanee durante il periodo di fioritura;
h) individuazione di limiti e divieti di impiego di colture di
interesse mellifero derivanti da organismi geneticamente modificati;
i) incentivazione della pratica dell’impollinazione a mezzo di
api;
l) incentivazione della pratica dell’allevamento apistico e del
nomadismo;
m) tutela e sviluppo delle cultivar delle essenze nettarifere, in
funzione della biodiversita’;
n) determinazione degli interventi economici di risanamento e di
controllo per la lotta contro la varroasi e le altre patologie
dell’alveare;
o) potenziamento e attuazione dei controlli sui prodotti apistici
di origine extracomunitaria, comunitaria e nazionale;
p) incentivazione dell’insediamento e della permanenza dei giovani
nel settore apistico;
q) previsione di indennita’ compensative per gli apicoltori che
operano nelle zone montane o svantaggiate;
r) salvaguardia e selezione in purezza dell’ape italiana (Apis
mellifera ligustica Spinola) e dell’Apis mellifera sicula Montagano e
incentivazione dell’impiego di api regine italiane con provenienza da
centri di selezione genetica.
2. Con decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali,
da emanare contestualmente all’adozione del documento di cui al comma
1, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra
lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano,
sono ripartite le risorse statali tra le materie indicate al comma 1.
3. Il documento programmatico ha durata triennale e puo’ essere
aggiornato ogni anno con le medesime procedure di cui al comma 1.
4. Al documento programmatico sono allegati:
a) i programmi apistici predisposti, previa co…

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