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ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 settembre 2003: Ripartizione delle risorse finanziarie autorizzate ai sensi del decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 aprile 2003, n. 62, e ai sensi dell'art. 80, comma 29, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. (Ordinanza n. 3311). (GU n. 219 del 20-9-2003)

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 12 settembre 2003

Ripartizione delle risorse finanziarie autorizzate ai sensi del
decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 aprile 2003, n. 62, e ai sensi dell’art. 80, comma 29,
secondo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289. (Ordinanza n.
3311).

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l’art. 107, comma 1, lettera c), del decreto legislativo
31 marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, recante «Misure
finanziarie per consentire interventi urgenti nei territori colpiti
da calamita’ naturali», convertito, con modificazioni, dalla legge
8 aprile 2003, n. 62;
Visto in particolare l’art. 1, comma 3, della predetta legge, che
rinvia per la ripartizione delle risorse stanziate nel medesimo
decreto-legge e per la determinazione delle procedure e delle
modalita’ di utilizzo delle risorse stesse ad ordinanze del
Presidente del Consiglio dei Ministri adottate ai sensi dell’art. 5,
comma 2, della citata legge n. 225 del 1992;
Vista l’ordinanza n. 3277 del 28 marzo 2003, con la quale e’ stata
disposta la ripartizione del 60% delle risorse disponibili ai sensi
dei commi 1 e 2 dell’art. 1 della citata legge;
Visto l’art. 80, comma 29, secondo periodo, della legge 27 dicembre
2002, n. 289, che rinvia per la ripartizione del limite di impegno
ivi autorizzato ad ordinanze adottate ai sensi dell’art. 5 della
legge n. 225 del 1992;
Considerato che occorre provvedere al riparto del restante 40%
delle risorse disponibili ai sensi dei com-mi 1 e 2 dell’art. 1 della
legge 8 aprile 2003, n. 62, da destinarsi agli interventi nei
territori colpiti da calamita’ naturali che non abbiano formato
oggetto di riparto del 60% e per i quali lo stato di emergenza non
sia ancora cessato alla data di entrata in vigore della relativa
legge di conversione;
Considerato che occorre provvedere altresi’ al riparto del limite
di impegno autorizzato ai sensi dell’art. 80, comma 29, secondo
periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, da destinarsi alla
prosecuzione degli interventi pubblici conseguenti a calamita’
naturali che abbiano formato oggetto di disposizioni legislative o
per le quali sia stato deliberato lo stato di emergenza ai sensi
dell’art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Acquisita l’intesa con il presidente della Conferenza dei
presidenti delle regioni e delle province autonome di Trento e di
Bolzano;
Su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;
Dispone:
Art. 1.
1. I limiti di impegno di cui all’art. 1, commi 1 e 2, del
decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, convertito, con modificazioni,
dalla legge 8 aprile 2003, n. 62, per i complessivi importi di
Euro 22,2 milioni a decorrere dall’anno 2003 ed Euro 4 milioni a
decorrere dall’anno 2004, nonche’ quelli di cui all’art. 80, comma
29, secondo periodo, della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per
l’importo di Euro 10 milioni a decorrere dall’anno 2004, sono
destinati alla prosecuzione degli interventi relativi alle situazioni
emergenziali di cui all’allegato 1. Il Dipartimento della protezione
civile puo’ autorizzare, sullascorta di motivate richieste delle
regioni ovvero dei commissari delegati, qualora nominati, una diversa
distribuzione delle risorse tra gli eventi calamitosi individuati
nell’allegato 1, nei limiti della quota complessivamente assegnata a
ciascuna regione.
2. Il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei Ministri provvede all’ammortamento dei mutui
quindicennali che le regioni ovvero i commissari delegati, qualora
nominati, sono autorizzati a contrarre, sulla base delle quote dei
limiti di impegno a ciascuna spettanti, con la Banca europea per gli
investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, la Cassa
depositi e prestiti e con i soggetti autorizzati all’esercizio
dell’attivita’ bancaria ai sensi del decreto legislativo 1° settembre
1993, n. 385.
3. Le risorse derivanti dai predetti mutui affluiscono ai bilanci
delle regioni interessate ovvero ad apposite contabilita’ speciali
istituite o da istituire ai sensi della legge 29 ottobre 1984, n.
720, e successive modificazioni ed integrazioni, intestate ai
presidenti delle regioni – commissari delegati.
4. Le regioni ovvero i commissari delegati, qualora nominati, hanno
facolta’ di delegare al Dipartimento della protezione civile il
pagamento delle rate di ammortamento dei mutui contratti ai sensi
della presente ordinanza.

Art. 2.
1. I mutui di cui all’art. 1 saranno stipulati a tasso fisso come
definito dalla presente ordinanza.
2. Nel caso di mutui con la Cassa depositi e prestiti, l’operazione
sara’ regolata secondo la normativa concernente l’attivita’ del
predetto istituto. In tal caso i mutui sono concessi con determina
del direttore generale della Cassa stessa ed il relativo ammortamento
puo’ decorrere dal 1° gennaio 2004 e dal 1° luglio 2004 in relazione
a quelli attivabili a valere sui limiti d’impegno decorrenti,
rispettivamente, dall’anno 2003 e dall’anno 2004.
3. Nel caso di ricorso ad istituti finanziatori diversi dalla Cassa
depositi e prestiti, il tasso di interesse non puo’ essere superiore
al tasso per le operazioni di Interest rate swap (Euribor sei mesi
versus tasso fisso) in euro dieci anni, rilevabile alle ore dodici
del giorno lavorativo antecedente la stipula del contratto di mutuo
sulla pagina ISDAFIX 2 del circuito Reuters, maggiorato di uno spread
massimo di 0,10 punti percentuali per anno.
4. A valere sulle quote di limiti di impegno ripartiti tra le
regioni di cui all’allegato 1 alla presente ordinanza potranno essere
effettuate piu’ operazioni di finanziamento una volta formalizzati i
programmi delle attivita’ che si intendono realizzare attraverso il
finanziamento stesso. Nei contratti di finanziamento sono indicate le
finalita’ cui sono destinati i finanziamenti e la data di versamento.
5. Entro trenta giorni dalla stipula del mutuo gli istituti
finanziatori trasmettono al Dipartimento della protezione civile
copia conforme dei contratti. Entro trenta giorni dall’avvenuta
erogazione gli istituti finanziatori inviano al Dipartimento della
protezione civile copia conforme della relativa quietanza.
6. Le rate di ammortamento sono rimborsate mediante il pagamento di
trenta rate semestrali posticipate, costanti, comprensive di capitali
ed interessi calcolati a partire dal giorno successivo alla data di
erogazione. A tal fine l’istituto finanziatore trasmette al soggetto
che ha assunto la relativa obbligazione giuridica la richiesta di
pagamento delle rate, che dovra’ pervenire almeno quarantacinque
giorni prima della scadenza, specificando le modalita’ di accredito.

Art. 3.
1. Le regioni ovvero i commissari delegati, qualora nominati,
predispongono, entro trenta giorni dalla stipula dei mutui, i
cronoprogrammi delle attivita’ da porre in essere, articolati in
relazione alle diverse tipologie d’azione cadenzati per trimestri
successivi. Entro trenta giorni dalla scadenza di ciascun trimestre
le regioni ovvero i commissari delegati, qualora nominati, comunicano
al Dipartimento della protezione civile lo stato di avanzamento dei
programmi, evidenziando e motivando gli eventuali scostamenti e
indicando le misure che si intendono adottare per ricondurre la
realizzazione degli interventi ai tempi stabiliti dai cronoprogrammi.
2. In relazione alle esigenze derivanti dalle disposizioni di cui
al comma 1, il capo del Dipartimento della protezione civile e’
autorizzato a istituire con propri decreti uno o piu’ comitati di
rientro con i compiti e le modalita’ organizzative di cui all’art. 3,
commi 2 e 3, dell’ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri
n. 3277 del 28 marzo 2003, ovvero ad attribuire le relative
incombenze a comitati di rientro gia’ istituiti ai sensi della
medesima ordinanza, anche utilizzando, d’intesa con l’ufficio di
appartenenza, personale dirigenziale statale cui al momento non siano
stati conferiti incarichi. In tal caso il relativo compenso e’
stabilito con provvedimento del capo del Dipartimento della
protezione civile, anche in deroga, all’occorrenza, all’art. 24,
comma 3, ed all’art. 19, comma 10, del decreto legislativo n.
165/2001, nonche’ all’art. 14 del contratto collettivo nazionale di
lavoro dei dirigenti. Ove non espressamente previsto, l’utilizzo del
personale dirigenziale statale nei comitati di rientro non
costituisce conferimento di funzioni dirigenziali.
La presente ordinanza sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 12 settembre 2003

Il Presidente: Berlusconi

Allegato 1
—-> Vedere Allegato da pag. 13 a pag. 14 della G.U. in formato zip/pdf

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