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ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 marzo 2003: Ripartizione delle risorse finanziarie autorizzate ai sensi del decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15. (Ordinanza n. 3277). (GU n. 79 del 4-4-2003)

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 28 marzo 2003

Ripartizione delle risorse finanziarie autorizzate ai sensi del
decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15. (Ordinanza n. 3277).

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI

Visto l’art. 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225;
Visto l’art. 107, comma 1, lettera c), del decreto legislativo 31
marzo 1998, n. 112;
Visto il decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401;
Visto il decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, recante “Misure
finanziarie per consentire interventi urgenti nei territori colpiti
da calamita’ naturali”;
Visto in particolare l’art. 1, comma 3, del predetto decreto-legge,
che rinvia per la ripartizione delle risorse stanziate nel medesimo
decreto-legge e per la determinazione delle procedure e delle
modalita’ di utilizzo delle risorse stesse ad ordinanze del
Presidente del Consiglio dei Ministri adottate ai sensi dell’art. 5,
comma 2, della citata legge n. 225 del 1992;
Sentito il Ministro dell’economia e delle finanze;
Sentito il Presidente della Conferenza dei presidenti delle regioni
e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
Su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile della
Presidenza del Consiglio dei Ministri;

Dispone:
Art. 1.

1. I limiti di impegno di cui all’art. 1, commi 1 e 2, del
decreto-legge 7 febbraio 2003, n. 15, sono destinati nella misura del
sessanta per cento a fronteggiare le situazioni emergenziali
richiamate al comma 3 della medesima disposizione legislativa.
2. Per effetto di quanto stabilito al comma 1, le quote dei limiti
di impegno da attribuire alle finalita’ ivi indicate vengono a
determinarsi in complessivi euro 34,8 milioni a decorrere dall’anno
2003 ed euro 6 milioni a decorrere dall’anno 2004 e sono ripartite
tra le regioni nei termini di cui all’allegato 1 alla presente
ordinanza.
3. Il Dipartimento della protezione civile della Presidenza del
Consiglio dei Ministri provvede all’ammortamento dei mutui
quindicennali che le regioni ovvero i Commissari delegati, qualora
nominati, sono autorizzati a contrarre, sulla base delle quote dei
limiti di impegno a ciascuna spettanti, con la Banca Europea per gli
investimenti, la Banca di sviluppo del Consiglio d’Europa, la Cassa
depositi e prestiti e con i soggetti autorizzati all’esercizio
dell’attivita’ bancaria ai sensi del decreto legislativo 1 settembre
1993, n. 385.
4. Le risorse derivanti dai predetti mutui affluiscono ai bilanci
delle regioni interessate ovvero ad apposite contabilita’ speciali
istituite ai sensi della legge 29 ottobre 1984, n. 720, e successive
modificazioni ed integrazioni, intestate ai Presidenti delle regioni
– Commissari delegati.
5. Le regioni ovvero i Commissari delegati, qualora nominati, hanno
facolta’ di delegare al Dipartimento della protezione civile il
pagamento delle rate di ammortamento dei mutui contratti ai sensi
della presente ordinanza.

Art. 2.

1. I mutui di cui all’art. 1 saranno stipulati a tasso fisso come
definito dalla presente ordinanza.
2. Nel caso di mutui con la Cassa depositi e prestiti, l’operazione
sara’ regolata secondo la normativa concernente l’attivita’ del
predetto istituto. In tal caso i mutui sono concessi con determina
del direttore generale della Cassa stessa ed il relativo ammortamento
puo’ decorrere dal 1 luglio 2003 e dal 1 gennaio 2004 in relazione a
quelli attivabili a valere sui limiti d’impegno decorrenti,
rispettivamente, dall’anno 2003 e dall’anno 2004.
3. Nel caso di ricorso ad istituti finanziatori diversi dalla Cassa
depositi e prestiti, il tasso di interesse non puo’ essere superiore
al tasso per le operazioni di Interest rate swap (Euribor sei mesi
versus tasso fisso) in euro dieci anni, rilevabile alle ore dodici
del giorno lavorativo antecedente la stipula del contratto di mutuo
sulla pagina ISDAFIX 2 del circuito Reuters, maggiorato di uno spread
massimo di 0,10 punti percentuali per anno.
4. A valere sulle quote di limiti di impegno ripartiti tra le
regioni di cui all’allegato 1 della presente ordinanza potranno
essere effettuate piu’ operazioni di finanziamento una volta
formalizzati i programmi delle attivita’ che si intendono realizzare
attraverso il finanziamento stesso. Nei contratti di finanziamento
sono indicate le finalita’ cui sono destinati i finanziamenti e la
data di versamento.
5. Entro trenta giorni dalla stipula del mutuo gli istituti
finanziatori trasmettono al Dipartimento della protezione civile
copia conforme dei contratti. Entro trenta giorni dall’avvenuta
erogazione gli istituti finanziatori inviano al Dipartimento della
protezione civile copia conforme della relativa quietanza.
6. Le rate di ammortamento sono rimborsate me-diante il pagamento
di 30 rate semestrali posticipate, costanti, comprensive di capitali
ed interessi calcolati a partire dal giorno successivo alla data di
erogazione. A tal fine l’istituto finanziatore trasmette al soggetto
che ha assunto la relativa obbligazione giuridica la richiesta di
pagamento delle rate, che dovra’ pervenire almeno quarantacinque
giorni prima della scadenza, specificando le modalita’ di accredito.

Art. 3.

1. Le regioni ovvero i Commissari delegati, qualora nominati,
predispongono, entro trenta giorni dalla stipula dei mutui, i
cronoprogrammi delle attivita’ da porre in essere, articolati in
relazione alle diverse tipologie d’azione cadenzati per trimestri
successivi. Entro trenta giorni dalla scadenza di ciascun trimestre
le regioni ovvero i Commissari delegati, qualora nominati, comunicano
al Dipartimento della protezione civile lo stato di avanzamento dei
programmi, evidenziando e motivando gli eventuali scostamenti e
indicando le misure che si intendono adottare per ricondurre la
realizzazione degli interventi ai tempi stabilti dai cronoprogrammi.
2. In relazione alle esigenze derivanti dalle disposizioni di cui
al comma 1, entro trenta giorni dalla data di pubblicazione della
presente ordinanza nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana
il Capo del Dipartimento della protezione civile istituisce per
ciascuna situazione emergenziale un Comitato per il rientro
nell’ordinario, con il compito di esaminare e valutare i documenti di
cui al comma 1 e di proporre le iniziative ritenute utili per il
conseguimento degli obiettivi ivi indicati.
3. La composizione e l’organizzazione dei Comitati di cui al comma
2, che per l’espletamento delle proprie attivita’ si avvalgono di
nuclei operativi all’uopo costituiti, sono stabilite dal Capo del
Dipartimento della protezione civile utilizzando personale in
servizio presso il Dipartimento stesso. Per le medesime finalita’ il
Capo del Dipartimento della protezione civile e’ inoltre autorizzato
a stipulare fino a 5 contratti di collaborazione coordinata e
continuativa, con personale estraneo all’amministrazione,
determinandone il relativo compenso, nonche’ ad avvalersi della
collaborazione di personale, nel limite di quattro unita’, anche
appartenente a pubbliche amministrazioni e ad enti pubblici, anche
locali. Ai lavori dei Comitati possono partecipare rappresentanti
degli istituti finanziatori.
La presente ordinanza sara’ pubblicata nella Gazzetta Ufficiale
della Repubblica italiana.
Roma, 28 marzo 2003
Il Presidente: Berlusconi

Allegato 1

—-> Vedere Allegato a pag. 7 della G.U. in formato pdf/zip

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