- Geologi.info | Geologi.info

Modalita' per l'applicazione di disposizioni comunitarie in materia di...

Modalita' per l'applicazione di disposizioni comunitarie in materia di commercializzazione delle uova, concernenti l'uso di particolari diciture, ai sensi del regolamento CEE n. 1274/91 della Commissione del 15 maggio 1991.

MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI

DECRETO 19 giugno 2002

Modalita’ per l’applicazione di disposizioni comunitarie in materia
di commercializzazione delle uova, concernenti l’uso di particolari
diciture, ai sensi del regolamento CEE n. 1274/91 della Commissione
del 15 maggio 1991.

IL MINISTRO DELLE POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI
Visto il regolamento CEE del Consiglio n. 1907/90 del 26 giugno
1990, relativo a talune norme di commercializzazione applicabili alle
uova;
Visto il regolamento CEE della Commissione n. 1274/91/CEE del
15 maggio 1991, da ultimo modificato dal regolamento CE n. 1651/2001
del 14 agosto 2001;
Considerato che a norma dell’art. 1 della legge 3 maggio 1971, n.
419, il controllo sull’osservanza delle disposizioni concernenti la
commercializzazione delle uova e’ esercitato dall’Ispettorato
centrale repressione frodi del Ministero delle politiche agricole e
forestali;
Ritenuto di dover stabilire, tra l’altro, le modalita’ per
autorizzare i centri d’imballaggio delle uova ad usare le diciture
relative al sistema di allevamento, all’origine delle uova, alla data
di deposizione ed al tipo di alimentazione somministrata alle galline
nonche’ i relativi criteri di controllo;
Considerato che occorre rivedere la normativa nazionale in funzione
delle intervenute modifiche nella regolamentazione comunitaria e,
conseguentemente, abrogare il decreto ministeriale 16 aprile 1986;
Visto l’art. 4, comma 3, della legge 29 dicembre 1990, n. 428;
Decreta:
Art. 1.
Sistemi di allevamento
1. Le imprese in possesso dell’autorizzazione a funzionare quali
centri d’imballaggio delle uova, rilasciata ai sensi dell’art. 2
della legge 3 maggio 1971, n. 419, possono apporre sulle uova della
categoria “A” e sugli imballaggi che le contengono una delle seguenti
diciture atte ad individuare il sistema di allevamento delle galline
ovaiole:

=====================================================================
Sull’imballaggio sulle uova | Sulle uova
=====================================================================
a) “Uova da allevamento all’aperto” | “Aperto”
b) “Uova da allevamento a terra” | “A terra”
c) “Uova da allevamento in gabbie” | “Gabbia”

2. Per apporre le predette diciture, la produzione delle uova e’
soggetta alle condizioni indicate nell’allegato I del presente
decreto. Le diciture apposte sulle uova possono essere sostituite da
un codice, determinato in conformita’ alla norma di recepimento della
direttiva n. 2002/4/CE della Commissione, che rechi il numero
distintivo del produttore e che permetta di identificare il metodo di
allevamento, purche’ sull’imballaggio sia spiegato il significato del
codice.

Art. 2.
1. L’utilizzo delle diciture di cui all’art. 1, con esclusione di
quella indicata alla lettera c), e’ subordinato all’autorizzazione
rilasciata dal Ministero delle politiche agricole e forestali su
domanda degli interessati, da presentare in duplice copia, secondo il
fac-simile allegato II, agli uffici periferici dell’Ispettorato
centrale repressione frodi, territorialmente competenti, di seguito
denominato “Organo di controllo”.
2. L’organo di controllo trasmette al Ministero delle politiche
agricole e forestali – Dipartimento delle politiche di mercato – D.G.
politiche agroalimentari – Ufficio carni, di seguito indicato come
Ministero, l’originale della domanda corredata dal proprio parere
tecnico da cui risulti, a seguito di formale istruttoria, l’esistenza
dei requisiti necessari per la concessione dell’autorizzazione.
3. In qualsiasi momento il Ministero puo’ revocare o sospendere
temporaneamente l’autorizzazione, per il periodo massimo di un anno,
ove venga meno, da parte degli interessati, l’osservanza delle norme
contenute nel presente decreto.

Art. 3.
1. Ai fini dell’accertamento delle condizioni necessarie per
ottenere l’autorizzazione di cui al precedente articolo, le imprese
sono tenute ad indicare nella domanda il tipo di dicitura da
utilizzare, di cui all’art. 1, punti a) e b), a seconda del sistema
di allevamento ed, inoltre, per ciascuno di essi:
i nomi dei produttori delle uova iscritti all’albo nazionale di
cui al successivo art. 4;
l’ubicazione dello/degli allevamento/i;
il numero delle galline ovaiole allevate in ciascun allevamento.
Alla domanda devono essere allegate le dichiarazioni sostitutive
dell’atto di notorieta’ rilasciate, ai sensi degli articoli 47 e 48
del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445,
da parte di ogni produttore, fornitore di uova, iscritto all’albo
nazionale, relative:
I. al tipo di allevamento praticato;
II. al numero di galline allevate per sistema di allevamento;
III. alla iscrizione nell’albo nazionale dei produttori;
IV. alla indicazione della ragione sociale ed alla ubicazione di
ciascun centro imballaggio, qualora l’allevatore consegni uova a piu’
centri.
2. Ogni variazione delle suddette informazioni, relative sia agli
allevatori sia ai centri d’imballaggio deve essere tempestivamente
notificata all’organo di controllo, il quale comunichera’ le proprie
risultanze al Ministero, dopo aver espletato gli opportuni controlli.

Art. 4.
1. E’ istituito, presso il Ministero, l’Albo nazionale dei
produttori che allevano le galline ovaiole secondo uno dei sistemi
indicati all’art. 1, lettere a) e b), soltanto questi produttori
possono fornire ai centri d’imballaggio le uova sulle quali apporre
le prescritte diciture.
L’iscrizione avviene su domanda degli interessati e deve contenere:
nome, ragione sociale e ubicazione dell’allevamento;
tipo di allevamento e numero delle galline ovaiole allevate;
indicazione dei centri d’imballaggio destinatari delle uova.
2. La domanda va indirizzata all’organo di controllo, che la
trasmette al Ministero, corredata del proprio parere.
3. Ciascun produttore e’ tenuto a mantenere aggiornato un registro
conforme al modello riportato nell’allegato III.

Art. 5.
1. I centri d’imballaggio autorizzati ad apporre le diciture
relative al sistema di allevamento, ai sensi del presente decreto,
sono annotati in un apposito elenco tenuto dal Ministero e sono
tenuti a mantenere aggiornato un registro speciale, conformemente al
modello dell’allegato IV.
2. Le uova devono essere consegnate ai centri d’imballaggio
separatamente, a seconda del sistema di allevamento, in contenitori
recanti le rispettive diciture; le operazioni di calibratura e di
imballaggio delle uova si effettuano soltanto in determinati giorni,
comunicati all’organo di controllo con almeno un giorno lavorativo di
anticipo.
3. Dette uova detenute dal centro d’imballaggio devono essere
mantenute in spazi prestabiliti, in condizioni tali da essere
accuratamente separate dalle altre.
4. Per ogni partita di uova venduta in piccoli imballaggi recanti
una delle diciture previste all’art. 1, lettere a) e b), i centri
d’imballaggio, tengono aggiornati appositi registri, conformi ai
modelli riportati nell’allegato V.
5. In alternativa al registro di vendita, i centri d’imballaggio
possono raccogliere le fatture o i bollettini di consegna delle uova,
provvisti delle diciture di cui all’art. 1, punti a) e b).
6. Le diciture relative al sistema di allevamento devono essere
riportate obbligatoriamente sia sui piccoli che sui grandi
imballaggi.

Art. 6.
Origine delle uova
1. Sulle uova, sui piccoli imballaggi e sui grandi imballaggi e’
possibile apporre diciture e/o simboli relativi all’origine delle
uova, facendo riferimento allo Stato membro e/o ad una circoscrizione
amministrativa o ad altra area geografica ben definita del territorio
nazionale dove le uova sono state prodotte; in tal caso, i produttori
ed i centri d’imballaggio interessati sono tenuti a darne
comunicazione al Ministero tramite l’organo di controllo che esprime
parere al riguardo.
2. Per utilizzare le diciture e/o i simboli riguardanti l’origine
delle uova, i centri d’imballaggio e i produttori devono tenere i
seguenti registri da compilare in ogni parte:
i centri d’imballaggio devono utilizzare registri conformi ai
modelli riportati, rispettivamente, negli allegati VI e VIII.
Quest’ultimo registro, tuttavia, puo’ essere sostituito dalla
raccolta delle fatture o bollette di consegna provviste delle
diciture di cui sopra;
i produttori devono utilizzare i registri conformi al modello
riportato nell’allegato VII.

Art. 7.
Tipo di alimentazione
1. I centri d’imballaggio possono apporre sulle uova e sui grandi e
piccoli imballaggi che le contengono diciture che fanno riferimento
al tipo di alimentazione somministrata alle galline ovaiole. In tal
caso, i produttori ed i centri d’imballaggio interessati sono tenuti
a darne comunicazione al Ministero tramite l’organo di controllo, che
esprime parere al riguardo, ed a produrre una dichiarazione dei
fornitori di mangime e del mangimificio di presa conoscenza ed
accettazione degli obblighi di tenuta delle registrazioni di cui
all’art. 18-quater del regolamento CEE n. 1274/91.
2. I centri d’imballaggio che si avvalgono delle diciture relative
al tipo di alimentazione debbono tenere, per un periodo di almeno sei
mesi, una registrazione dettagliata delle consegne di uova fatte
dall’allevatore, secondo il fac-simile in allegato IX.
3. I medesimi tengono, altresi’, per un periodo di almeno sei mesi,
anche una registrazione separata delle vendite di piccoli imballaggi
e di uova recanti le diciture di cui al primo comma, secondo il
fac-simile in allegato VIII. Tuttavia, invece delle registrazioni
delle vendite sopradette, i centri d’imballaggio possono tenere le
fatture o le bollette di consegna con le indicazioni relative al tipo
di alimentazione somministrata alle galline ovaiole.
4. Il produttore tiene una registrazione aggiornata che indichi la
quantita’ ed il tipo di alimenti per pollame ricevuti in fornitura e
composti in loco, la data della fornitura e il nome del mangimificio
o del fornitore del mangime, il numero e l’eta’ delle galline
ovaiole, il numero delle uova prodotte e le relative consegne, la
data di spedizione e il nome degli acquirenti, secondo i fac-simile
riportati negli allegati VII e IX.
5. Tale registrazione e’ tenuta per almeno sei mesi dopo la
cessazione della fornitura di uova da parte del produttore o dopo
l’eliminazione delle galline ovaiole.
6. I fornitori di mangimi e i mangimifici tengono una registrazione
dalla quale risulti la composizione degli alimenti forniti agli
allevatori, per almeno sei mesi dopo la spedizione degli stessi.
7. L’indicazione relativa al tipo di alimentazione somministrata
alle galline ovaiole deve essere uguale sia sugli imballaggi grandi
che su quelli piccoli. In caso di vendita di uova sfuse, tali
indicazioni possono essere utilizzate soltanto se le singole uova
sono contrassegnate con le rispettive diciture.
8. Nel caso si intenda fare riferimento ai cereali, questi
costituiscano almeno il 60% in peso della formula del mangime
somministrato, che puo’ comprendere una percentuale non superiore al
15% di sottoprodotti di cereali; tuttavia, qualora sia fatto
riferimento a cereali specifici, ogni cereale deve rappresentare
almeno il 30% della formula del mangime utilizzato in caso
d’indicazione di un solo cereale e almeno il 5% in caso d’indicazione
di piu’ cereali.
9. L’organo di controllo procede, almeno una volta l’anno, ad
ispezioni presso gli allevamenti e i mangimifici per verificare la
corrispondenza delle indicazioni utilizzate.

Art. 8.
Data di deposizione
1. I centri d’imballaggio delle uova possono essere autorizzati ad
apporre la data di deposizione sulle uova e sugli imballaggi che le
contengono. Tuttavia tale data puo’ essere stampigliata sulle uova
gia’ nell’allevamento di produzione.
In questi casi si applicano le seguenti disposizioni:
a) i produttori ed i centri d’imballaggio debbono presentare
domanda all’organo di controllo, secondo il fac-simile allegato X
e XI, che la trasmette al Ministero corredata del proprio parere a
seguito di specifica ispezione. Nel caso che le due suddette figure
professionali siano riunite nella stessa impresa, e’ sufficiente una
unica domanda;
b) i centri d’imballaggio uova tengono aggiornati dei registri
speciali conformi ai modelli riportati in allegato XII;
c) i produttori di uova sulle quali va apposta la data di
deposizione tengono costantemente aggiornato un registro conforme al
modello in allegato XIII;
d) i produttori ed i centri d’imballaggio di cui al presente
articolo sono poi soggetti ad ispezioni periodiche da parte
dell’organo di controllo almeno con frequenza bimestrale.

Art. 9.
Disposizioni finali
1. Tutte le domande e le comunicazioni delle imprese
all’amministrazione di cui al presente decreto devono essere
compilate in carta libera.
2. Tutti i registri previsti dal presente decreto e dagli
articoli 17, 18, 19 del regolamento (CE) n. 1274/91 devono essere
preventivamente bollati e vidimati dall’organo di controllo
competente.
3. Ai sensi del decreto ministeriale n. 376 del 25 maggio 1992, le
autorizzazioni ministeriali ad apporre le diciture di cui ai
precedenti articoli 2, 6, 7 e 8 sono rilasciate, qualora i risultati
dell’istruttoria dell’organo di controllo siano favorevoli, entro il
termine di novanta giorni dalla data di ricevimento della domanda
degli interessati da parte del Ministero.
4. Entro il 31 gennaio di ogni anno, per l’anno civile precedente,
i centri d’imballaggio autorizzati ad usare le indicazioni del
sistema di allevamento previste all’art. 1, lettere a) e b),
comunicano al Ministero i seguenti dati:
a) numero medio di galline ovaiole presenti (pari al numero di
galline allevate moltiplicate per il numero di settimane di
produzione diviso 52) negli allevamenti propri e collegati;
b) numero o peso delle uova consegnate risultanti dalle
annotazioni fatte nel registro conforme al modello riportato
nell’allegato IV;
c) numero o peso delle uova vendute risultati dalle annotazioni
fatte nel registro conforme al modello riportato nell’allegato V.
5. La mancata comunicazione delle suddette informazioni, dopo
sollecito dell’amministrazione, comporta la revoca
dell’autorizzazione.
6. Le autorizzazioni gia’ rilasciate ai sensi del decreto
ministeriale 16 aprile 1986 rimangono valide se gli allevamenti
rispettano i criteri previsti dal regolamento CEE n. 1274/91 e dalla
direttiva n. 1999/1974/CE.
7. Per quanto non previsto dal presente decreto si rinvia ai
corrispondenti articoli del regolamento CEE n. 1274/91.
Il decreto ministeriale 16 aprile 1986 e’ abrogato.
Il presente decreto sara’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della
Repubblica italiana.
Roma, 19 giugno 2002
Il Ministro: Alemanno

Allegato I
REQUISITI MINIMI CHE DEBBONO SODDISFARE GLI ALLEVAMENTI CHE PRODUCONO
UOVA A SECONDA DEI DIVERSI METODI DI ALLEVAMENTO.
a) Le “uova da allevamento all’aperto” devono essere prodotte da
allevamenti che soddisfino come minimo le condizioni di cui all’art.
4 della direttiva n. 1999/74/CE a partire dalle date ivi indicate e
nei quali:
le galline hanno un accesso continuo durante il giorno
all’esterno, salvo in caso di restrizioni temporanee imposte dalle
autorita’ veterinarie;
gli spazi all’aperto ai quali hanno accesso le galline sono
coperti prevalentemente di vegetazione e non vengono usati per usi
diversi dall’orto, bosco o pascolo, se autorizzati dalle competenti
autorita’;
gli spazi all’aperto devono soddisfare come minimo le
condizioni precisate all’art. 4, paragrafo 1, punto 3, lettera b),
punto ii), della direttiva n. 1999/74/CE, con una densita’ massima
non superiore a 2.500 galline ovaiole per ettaro di terreno
disponibile per le galline oppure una gallina per 4 m2 in qualsiasi
momento e gli spazi all’aperto non si stendono oltre un raggio di
150 m dall’apertura piu’ vicina dell’edificio; puo’ essere ammessa
una distanza maggiore, fino a 350 m di raggio dall’apertura piu’
vicina dell’edificio purche’ vi sia un numero sufficiente di ripari e
di abbeveratoi, ai sensi della disposizione suddetta, regolarmente
distribuiti nell’intero spazio all’aperto, con una densita’ di almeno
quattro ripari per ettaro.
b) Le “uova da allevamento a terra” devono essere prodotte in
allevamenti che soddisfino almeno le condizioni di cui all’art. 4
della direttiva n. 1999/74/CE a partire dalle date ivi indicate.
c) Le “uova da allevamento in gabbie” devono essere prodotte in
allevamenti che soddisfino almeno:
le condizioni di cui alla direttiva n. 88/166/CEE fino al
31 dicembre 2002;
le condizioni di cui all’art. 5 della direttiva n. 1999/74/CE
nel periodo compreso fra il 1 gennaio 2003 e il 31 dicembre 2011,
oppure
le condizioni di cui all’art. 6 della direttiva n. 1999/74/CE a
partire dal 1 gennaio 2002.

Allegato II
Schema di domanda di cui all’art. 2
Al Ministero delle politiche agricole e
forestali – (per il tramite
dell’Ispettorato centrale repressione
frodi – Ufficio
di ………………….
via ……………………….
c.a.p. ….. )
Il sottoscritto nato a il, residente in ,via n. …..
titolare/legale rappresentante del centro d’imballaggio n. …..,
sito in via n. ….. con sede legale in via tel. , partita IVA e
C.F.
Chiede:
Che a norma del regolamento CEE n. 1274/91 della Commissione del
15 maggio 1991 la ditta sia autorizzata ad apporre sui piccoli
imballaggi una delle seguenti diciture:
a) uova da allevamento all’aperto;
b) uova da allevamento a terra,
intesa ad individuare il tipo di allevamento delle galline ovaiole
(barrare le diciture che interessano).
Il sottoscritto dichiara che la produzione di cui si dispone e’
di circa n. ……. uova di cui n. …….. provenienti dal proprio
allevamento sito in del tipo:
a) n. ……..;
b) n. ……..,
e n. …….. provenienti da allevamenti collegati del tipo:
a) n. ……..;
b) n. ……..
Gli impianti relativi al centro d’imballaggio hanno una
potenzialita’ lavorativa giornaliera di n. …….. uova.
Il sottoscritto dichiara, inoltre, di rifornirsi di uova dai
seguenti allevamenti: (indicare il nome del produttore, e per
ciascuno di essi, l’ubicazione degli allevamenti e il numero di
galline ovaiole allevate, distinte per tipo di allevamento.
Allega alla presente le dichiarazioni debitamente sottoscritte
con firma autenticata dei titolari degli allevamenti collegati e le
caratteristiche tecniche degli allevamenti e del centro
d’imballaggio.
Luogo e data
Firma
(il titolare o legale rappresentante)
La sottoscrizione non o’ soggetta
ad autenticazione qualora sia apposta
in presenza del dipendente addetto al
ricevimento o, nel caso in cui la
dichiarazione sia presentata unitamente
a copia fotostatica (anche non
autenticata) di un documento di
identita’ del sottoscrittore (Art. 38
decreto del Presidente della Repubblica
28 dicembre 2000, n. 445)
Visto per autentica
(timbro e firma)

Allegato III

—-> Vedere allegato di pag. 20 Vedere allegato di
pag. 21 Vedere allegato di pag. 22 Vedere allegato di pag. 23
Vedere allegato di pag. 24 Vedere allegato di pag. 25 Vedere
allegato di pag. 26 Vedere allegato di pag. 27 Vedere allegato
di pag. 28 Vedere allegato di pag. 29 Vedere allegato di pag. 30

Geologi.info