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Vivere su Marte

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Secondo gli esperti dell’Università Nazionale d’Australia guidati da Charley Lineweaver, il 3% del volume di Marte, in particolare nel sottosuolo, potrebbe ospitare forme viventi o altri organismi viventi (la terra non supera l’1%).

Eriita Jones, autrice della ricerca insieme a Charles Lineweaver, nello studio pubblicato su Journal Astrobiology ha cercato di studiare quale siano le condizioni ideali affinché l’acqua possa essere considerata come favorevole allo sviluppo della vita.

Per Lineweaver, le deboli pressioni e le temperature che regnano (-60°) sulla superficie di Marte non permettono all’acqua di raggiungere lo stato liquido. Al contrario, nel sottosuolo del pianeta rosso, la pressione sarebbe sufficiente per permettere di avere acqua. Non solo, ma il calore emesso dal nucleo di Marte garantirebbe ai batteri e agli altri micro organismi di svilupparsi, ha sottolineato l’esperto.


“Quello che abbiamo cercato di fare – ha spiegato Lineweaver – è stato semplicemente raccogliere tutti i dati possibili, metterli insieme e valutare se fosse una fotografia compatibile con la possibilità che esista vita su Marte. E la risposta è sì: esistono intere regioni di Marte che potrebbero essere abitate, secondo gli standard terrestri, da microbi simili a quelli che vivono sul nostro pianeta”.

A.U.

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