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Terremoto e beni culturali: il progetto Patch

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I risultati ufficiali saranno presentati il prossimo 14 dicembre a L’Aquila. Stiamo parlando del progetto Patch (Prevention, analysis and tools for cultural heritage), finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma “Civil protection financial instrument for cooperation projects on prevention”, e sviluppato dal Centro studi e formazione Villa Montesca di Città di Castello (Perugia), che conta diversi partner italiani ed europei. Tra questi, Provincia di Perugia, Custodia generale del Sacro convento della Basilica papale di San Francesco di Assisi, Policia Local di Valencia, Consorci de la Ribera, University of Crete – Natural History Museum of Crete, Municipalità di Heraklion e Municipalità di Agios Athanasios. Ma in cosa consiste Patch? Il progetto ha reso possibile lo sviluppo di un sistema integrato di prevenzione dei danni ai beni culturali in seguito a calamità sismiche, basato sulla codifica di procedure e protocolli operativi, tecniche di catalogazione e identificazione delle opere, tecnologie di protezione degli oggetti museali efficaci e strumenti innovativi per gli operatori coinvolti nelle operazioni di primo intervento.

“La Provincia di Perugia, attraverso il Servizio controllo costruzioni e Protezione Civile, si è occupata del tema della vulnerabilità sismica degli oggetti museali e degli edifici che li contengono – ha spiegato l’Assessore provinciale alla Protezione Civile Roberto Bertini, esprimendo grande soddisfazione per il lavoro svolto e il ruolo della Provincia nella stesura del manuale, che costituisce un elemento fondamentale nell’ambito della protezione e salvaguardia delle vite umane e del recupero dei beni museali e artistici, patrimonio inestimabile della nostra società”.

Nello specifico, a Perugia sono state studiate metodologie volte a stimare la vulnerabilità sismica, sia sismica che statica, degli oggetti museali e degli edifici che li contengono. Si è voluto dare un taglio tecnico di natura sia qualitativa che quantitativa, mediante la messa a punto di schede di conoscenza e di vulnerabilità utilizzabili, non solo in caso di evento sismico. Tali schede rappresentano un utile strumento per la valutazione di vulnerabilità degli edifici e possono costituire un riferimento per le squadre che devono effettuare il recupero degli oggetti contenuti nell’edificio, con la finalità di una prima rapida valutazione del livello di sicurezza dello stesso e degli aspetti di maggiore pericolo durante la permanenza in sito delle squadre che devono recuperare gli oggetti artistici.

O.O.

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